Tecarterapia

Last updated on marzo 3rd, 2018 at 11:27 pm

La Tecarterapia è una terapia che sfrutta il principio elettrico del condensatore per curare molti disturbi muscolo scheletrici.

INDICE

 

Il nome di questa macchina è l’acronimo di Trasferimento Energetico CApacitivo Resistivo.
Nata nel 1997 in Spagna, la Tecar Terapia® sta occupando un ruolo sempre più importante nella fisioterapia strumentale.

Tecarterapia

Tecarterapia

È molto utilizzata nel trattamento degli sportivi perchè porta risultati molto rapidi, i miglioramenti si vedono già dalla prima seduta.

È un marchio registrato della Unibell International s.r.l.
Rispetto agli altri apparecchi elettromedicali si differenzia soprattutto per:

  • l’effetto di tipo endogeno (cioè l’energia utilizzata è prodotta dall’interno);
  • l’alta penetrazione nel corpo;
  • per la possibilità di trattare anche le patologie in fase acuta;
  • per il fatto di avere due tipi di elettrodi: il Capacitivo e il Resistivo.

 

Come funziona la tecarterapia?

A livello microscopico la cellula è come una pila elettrica, all’interno della membrana ha una carica negativa, mentre all’esterno ha una carica positiva.
La differenza di potenziale energetico deve avere un valore fisso in base al tipo di tessuto, ad esempio nel muscolo è di – 90 mV.
A causa di un evento infiammatorio o traumatico, questa differenza può diminuire fino a – 20/30 mV, provocando un cattivo funzionamento della cellula e ostacolando la guarigione.
La Tecar Terapia® accelera i processi riparativi delle cellule, contribuendo così a una notevole riduzione dei tempi di recupero.


La macchina esercita un’azione stimolante sul potenziale di membrana cellulare.
Il funzionamento della macchina si basa sulla generazione di un campo magnetico ad elevata frequenza; in commercio si trovano macchinari con frequenza compresa tra 0,45 mhz e 1,2 mhz.
La Tecar® sfrutta l’effetto del condensatore sul corpo umano, induce nel tessuto delle correnti di “spostamento” prodotte da un movimento alternato di cariche elettriche tramite ioni (molecole con una carica positiva o negativa).
Un altro effetto che la macchina può produrre è l’iperemia, cioè l’aumento del flusso sanguineo nei tessuti che si stanno trattando, utile soprattutto per sbloccare le articolazioni rigide dopo una lunga immobilizzazione, una contrattura, uno strappo muscolare.

L’applicazione della Tecar è variabile in base alla giuntura del corpo in cui si agisce; ho notato che la spalla risponde meglio al trattamento fatto in atermia (a freddo) mentre sul ginocchio ho ottenuto i migliori risultati in ipertermia (molto caldo)
La temperatura più alta all’interno della cellula comporta un aumento del metabolismo, cioè: un maggior afflusso di sostanze nutritizie e ossigeno all’interno e un’uscita di cataboliti (sostanze di scarto) all’esterno.
Il calore generato è di provenienza endogena; è la conseguenza della resistenza del tessuto allo spostamento di ioni (atomi con carica positiva o negativa) nella cellula, causato dall’effetto condensatore della Tecar®.
L’alta frequenza della corrente erogata permette al tessuto corporeo di scaldarsi in profondità, anche senza contrarre i muscoli, come avviene invece con l’elettroterapia (Tens, Correnti di Kotz).
A livello vascolare agisce riequilibrando la permeabilità dei capillari e delle membrane cellulari, inoltre stimola la liberazione delle stazioni linfonodali sovraccaricate per le scorie.
Quando si utilizza l’elettrodo resistivo si produce un effetto maggiore nei tessuti con una minor concentrazione di acqua: ossa, tendini, tessuto adiposo e guaina del muscolo.
L’elettrodo capacitivo agisce sui tessuti molli ad alto contenuto di acqua: muscoli e vasi sanguigni.

 

 

Quali sono le indicazioni della tecarterapia?

La Tecar® può essere applicata con successo su molte patologie, non solo in ambito sportivo e ortopedico, ma anche vascolare, reumatologico ed estetico. Io ottengo i migliori risultati nel trattamento di queste patologie:

 

Come si utilizza la tecarterapia?

Ci sono tanti modelli di Tecar che variano in base alla frequenza, alla potenza, al tipo di materiali utilizzati ecc.
Nella pratica si appoggia un elettrodo passivo, “piastra”, a contatto con il corpo del paziente, poi si lavora con un secondo elettrodo sulla zona da trattare. Quello “attivo” può essere guidato manualmente dal fisioterapista oppure fissato al tessuto patologico del paziente.
Applicando una differenza di potenziale elettrico a due punti, si forma una corrente, per questo è necessaria la piastra passiva.
Se il secondo elettrodo è spostato manualmente, bisogna spalmare un po’ di crema veicolante sulla zona da trattare per facilitare lo scorrimento.

In base alla patologia, il terapista deciderà se utilizzare il circuito Resistivo o quello capacitivo oppure entrambi.


La durata del trattamento dipende dalla patologia, mediamente si aggira intorno ai 20 minuti, ma può raggiungere anche un ora se si agisce su un evento acuto.
Generalmente, il paziente non sente niente durante la seduta, ma in certi casi è necessario alzare il livello di potenza per creare un effetto termico.
Se il fisioterapista lo ritiene opportuno, si possono eseguire alcuni esercizi durante il trattamento con la Tecar, oppure si può massaggiare l’area interessata impugnando l’elettrodo con il palmo della mano.

 

Quali sono le controindicazioni della tecarterapia?

  • Gravidanza
  • Arteriopatie scompensate
  • Neoplasie maligne
  • Pace-maker
  • Parestesia nella zona trattata (ad. es. l’ernia del disco o il diabete possono causare una perdita di sensibilità sul piede).

Quanto costa la tecarterapia?

Il prezzo dipende dall’ospedale o dall’ambulatorio privato in cui si effettua e dalla durata, può cambiare in modalità automatica perché non c’è il costo dell’operatore/fisioterapista.
Generalmente si parte da 25 Euro a seduta, ma può arrivare fino a 35/40 Euro.

Tecarterapia ultima modifica: 2012-10-26T10:48:15+00:00 da Dr. Massimo Defilippo
85 comments on “Tecarterapia
  1. Eh può capitare, si tratta di una terapia elettrica.
    Mettiamo la crema, ma se la tecar non si usa perfettamente può capitare.
    Soprattutto non è facile passare l’elettrodo su una zona irregolare come il tendine d’achille, mentre sulla schiena è completamente diverso.

    Comunque, io aspetterei di guarire per continuare, per adesso aspettiamo che il tessuto guarisca.

  2. Margherita ha detto:

    il mese scorso ho fatto tre sedute di Tecar al tendine di Achille per una rottura parziale dello stesso. Dopo qualche giorno si è formato sul lato esterno della caviglia una macchia scura di circa 1cm, tipo ustione che non dava alcun fastidio; la sto trattando con pomata Ciderma. Ora la zona è arrossata e “tira” come se si stesse formando nuovo tessuto e sento un po’ di fastidio; ma sono anche al mare e forse è tutto più infiammato. E’ normale?

  3. Le cisti sono formazioni benigne, di solito si lasciano dove sono a meno che non siano molto grandi e causino sintomi.

    L’infiammazione può anche passare da sola, ma potrebbe passare tra degli anni, nessuno può saperlo perché ci sono troppe variabili.

  4. Franco ha detto:

    Buongiorno dottor Massimo
    La ringrazio per la rapidisima risposta e per i consigli; mi pare d’intendere che le varie leggere infiammazioni dovrebbero corrispondere a quello che la RMN cita tipo “Minima quota fluida reattiva intraarticolare tibioastragalica”, etc…di norma queste infiammazioni possono essere reversibili, rientrare insomma, o sono cronici?
    Sul discorso della ciste sono rimasto un pò “interdetto”, nel senso che la RMN dell’anno scorso non ne riferiva proprio (va beh altro radiodiagnostioco, altra clinica) allora mi chiedo se la ciste era già lì oppure se non fu osservata. Che Le risulti, dottore, queste cisti come nel mio caso, si lasciano stare lì oppure, che so, si estraggono, si eliminano?
    Grazie ancora per i Suoi consigli,
    Franco

  5. Franco,
    la cisti può dare dolore localizzato alla base del piede (retropiede), ma non in tutto il piede.
    Tuttavia hai tante infiammazioni generali e lievi.
    Io mi concentrerei con il recupero facendo tanti esercizi di equilibrio (propriocettivi), attività fisica quotidiana e cambiando l’alimentazione perché ci sono alimenti antinfiammatori (quasi tutta la frutta e la verdura) e altri pro infiammatori (cibo grasso, cibo spazzatura, carne di maiale, ecc.).

  6. Franco ha detto:

    Buonasera Dottore
    avevo già effettuato inserimenti per la mia problematica in agosto scorso, in merito a trauma schiacciamento V° metatarso di giugno 2016. L’anno scorso inserì qui anche la Risonanza magnetica fatta in aprile 2017; ora inserisco referto di RMN appena eseguita, così che, unitamente a ciò che ora riferisco su ciò che avverto in termini di disturbi, potrà aiutare per valutazione e una idea di massima di terapia idonea possibile.
    Dunque, ora avverto continuamente lo stimolo di “tirare” il piede, specie verso le dita piccole; sento il piede come fosse un po’ “legato“,inoltre fastidi legati a sensazioni un po’ di corpi estranei, anche all’appoggio (disestesie mi han detto chiamarsi; parestesie etc.) . Probabilmente avverto pure dolori che hanno a che fare coi dolori “neuropatici”, certo in forma lieve, comunque da ciò che ho capito, potrebbero essere quelli. Le sensazioni tipo piede legato e tirare le avverto più a piede fermo,a riposo, col movimento non ne ho percezione; al contrario col movimento, camminando, sento di più i fastidi di diciamo “disestesici”
    Nel gennaio di quest’anno ho fatto una Elettroneurografia, il neurologo che ha valutato il referto ENG (che si occupa proprio di elettrofisiologia) mi ha detto che i nervi sono nei limiti di norma (lo ha pure scritto), mi ha parlato che nei traumi di questo tipo sono coinvolti i “tessuti molli” e ci vuole molto tempo a che questi tessuti molli si normalizzino.
    La neurologa che dispose la ENG, in referto scrisse che“ Non ci sono deficit neurologici…Pz vigile collaborante…Probabile minima neuropatia compressiva”.
    Referto RMN Piede e caviglia – Giugno 2018 (2 anni dopo il trauma) – Apparecchiatura di 1,5 Tesla

    ” Al controllo odierno, confrontato con una precedente analoga indagine dell’aprile 2017, non più presente l’edema spongioso del quinto metatarso della metà prossimale; residua una esile banda iperintensa nelle sequenze ad alto contrasto intrinseco, con decorso longitudinale.
    Anche a livello peroneale, è tuttora presente esile banda iperintensa a decorso obliquo che coinvolge il malleolo, del tutto invariato, quale esito di frattura intraspongiosa.
    Non evidenza di alterazioni delle strutture legamentose di caviglia..
    Ridotta la volta plantare.
    Non alterazioni dei complessi legamentosi della sotto – astragalica; circoscritta focalità interessa la spongiosa dell’astragalo e la porzione media (7 mm) da piccola componente cistica.
    Minima quota fluida reattiva intraarticolare tibioastragalica, con minima distensione del recesso posteriore.
    Regolari i tendini achilleo e della fascia plantare”
    Cordiali saluti e grazie

  7. Carla ha detto:

    Grazie di nuovo per l’interessante risposta, le faccio comunque presente che sono concetti che ho sempre sostenuto e cercato di mettere in pratica anch’io. Chiedevo solamente informazioni su qualcosa di specifico per un problema che persiste da tempo, fermo restando l’attenzione generale dello stile di vita. Grazie e buona giornata.

  8. Carla,
    Pian piano la popolazione si sta rendendo conto che la causa delle malattie non è la sfortuna o l’ereditarietà, ma lo stile di vita e l’alimentazione.
    Se cerchi la pillola magica non esiste, tuttavia gli esercizi possono aiutarti molto.
    Anche se tutti pensano che il corpo sia formato da tanti pezzi divisi, in realtà il corpo è un’entità unica:
    1. Il sangue arriva in ogni organo,
    2. Tutti i nervi partono dal cervello (direttamente o indirettamente),
    3. la pelle e il tessuto connettivo non hanno soluzioni di continuità.

  9. Carla ha detto:

    Buongiorno, grazie per la risposta. L’alimentazione cerco di curarla il più possibile. Vorrei però sapere se c’è qualche trattamento (diverso dalle infiltrazioni di farmaci), anche da ripetere ogni tanto, per eliminare o ridurre l’infiammazione o il dolore, in modo da non essere condizionata tutto il giorno, da poter andare in bici e in auto più tranquillamente ecc. Finora praticamente mi è stato detto che, siccome non si è risolto da solo, mi devo tenere il problema… Le pare corretta questa conclusione, o posso auspicare un miglioramento? Grazie per l’attenzione.

  10. Carla,
    non è una situazione frequente, ma capita.
    Tuttavia, i professori di osteopatia hanno mostrato dei casi in cui anche dopo la sistemazione manuale il problema si è riverificato poche ore dopo.
    Le terapie di cui hai parlato possono aiutare con i sintomi, ma non rimettono l’osso al suo posto.
    Io consiglio di seguire un’alimentazione naturale e antinfiammatoria.

  11. Carla ha detto:

    Salve,
    da circa 2 anni ho dolore al coccige, sia al tatto che in posizione seduta e ancora di più quando mi alzo in piedi. La risonanza magnetica ha evidenziato una lussazione con conseguente forte infiammazione del tessuto circostante e un po’ di versamento. Mi è stato detto che si sarebbe risolto da solo con il tempo, ma finora non è così. L’applicazione di pomate serve a poco o niente. Prima di ricorrere a infiltrazioni, c’è qualcosa che posso provare? Laser, tecar, massaggi, ginnastica o altro… Cosa è più indicato? Al momento cerco di appoggiarlo meno possibile, usando anche cuscini appositi.
    La ringrazio per l’attenzione.

  12. Sandra,
    Bhe, per la spalla direi che non ci dovrebbero essere problemi se fai quelle terapie.
    Se non ci sono lesioni, la tecar stimola l’assorbimento dell’ematoma, è un ottima terapia.
    Non credo che il mal di schiena sia connesso con la tecar, non vedo come potrebbe.
    Ti consiglio intanto di camminare più che puoi e fare esercizi per la schiena.
    Dato che già vai in un ambulatorio di fisiotearpia, chiedi se possono guardare la schiena e farti qualche seduta di ginnastica posturale.

  13. Sandra ha detto:

    Buongiorno dottore, le espongo subito il mio problema.
    Circa 2 mesi fa ho avuto un infortunio riportando un trauma contusivo spalla dx con intenso edema spongiosa ossea Trochite e parte laterale della testa omerale in piccola pregressa lesione parziale del tendine del sovraspinato in tendinosi ed entesopatia calcifica.
    Ho fatto 6 sedute di tecar, ma al termine è comparso dolore alla schiena nella zona sacrale.
    Il dolore è presente quando sono in piedi e cerco di camminare, mentre se sono distesa o seduta non avverto dolore.
    Possibile che ci sia un collegamento con la tecar? Poiché il problema alla spalla non è ancora risolto,dovrò fare un un altro ciclo di 6 tecar, 20 sedute di kinesi e 20 di massoterapia, in più da fare a casa per 30 giorni per 6/8 ore la magnetoterapia.
    Potrò risolvere il mio problema?
    Grazie

  14. Simone,
    bhe, io lo squat monopodalico lo eviterei in questa fase, puoi lavorare con la leg press o leg extension o con altri esercizi.
    Segui bene le istruzioni, altrimenti rischi di rinforzare il vasto laterale e peggiorare la situazione.

  15. Simone ha detto:

    Buongiorno,

    Sono un runner amatoriale da 50/60km a settimana. Ho iniziato a seguire questo “spazio” da circa 2 mesi per una condropatia rotulea che mi ha portato ad uno stop forzato dall’attività sportiva.

    Dopo vari pareri, tutti sulla stessa linea, ho iniziato un trattamento di Tecar (10 sedute totali) e poi, qualora il dolore dovesse ancora sussistere, dovrò fare un’infiltrazione. Sono contento poiché, quanto letto nelle pagine di FisioterapiaRubiera, ha poi trovato riscontro nella realtà.

    Ho letto anche di un potenziamento della gamba (credo del vasto mediale obliquo?) nonostante si avverta del dolore. Siccome in fase di squat monopodalico (sx) avverto dolore in zona rotulea, vorrei sapere se devo comunque “forzare” questa fase o se è meglio lavorare con l’elastico

    Grazie mille, buon lavoro

    Simone

  16. Massimo,
    Non sono esperto di queste scarpe, ma non conosco nessuno che abbia risolto questo tipo di dolore al ginocchio con delle scarpe.
    Invece, quello che ti consiglio è di cambiare l’alimentazione.
    Eh si, tutti pensano che l’alimentazione incida solo per i problemi degli organi digestivi, invece ci sono alcuni alimenti che possono causare qualunque tipo di sintomo.
    Bisogna tenere un diario, capire quando i sintomi vanno meglio e quando vanno peggio.
    Alcuni alimenti sono antinfiammatori, altri proinfiammatori.
    Il problema è che quello che fa male a te può fare bene a me e viceversa.
    Sicuramente, gli indiziati sono sempre latticini, maiale, cereali (pasta, pane, riso, ecc.), caffè e tè.
    Ma alcuni frutti possono essere dannosi.
    Inoltre ti consiglio di alternare gli alimenti e non esagerare mai con le quantità di nessuno, anche il più innocuo.
    Considera che anche la mela può essere dannosa.

    Inoltre, anche se lavori da seduto e devi stare in macchina, ti consiglio assolutamente 40 minuti al giorno (almeno) di attività fisica con le gambe, fosse anche solo camminare.

  17. massimo ha detto:

    Ho un’altra domanda. Le scarpe Hoka, quelle super ammortizzate, possono essere utili per alleviare i dolori alle ginocchia? Non le ho mai usate e, comprandole, non vorrei andare a cambiare proprio ora nella fase acuta la mia biomeccanica e magari peggiorare le cose.

    Le ho provate e le trovo comode e molto ammortizzate, ma la suola e’ rigida e non sento la camminata naturale

  18. massimo ha detto:

    Confermo infatti che gli episodi di riacutizzazione del dolore li ho avuti quando ho provato a riprendere la bici. Inoltre avendo un lavoro d’ufficio devo stare seduto a lungo e uso l’auto tutti I giorni. Queste attivita’ mi tengono costantemente infiammate le ginocchia.

    Camminare per distanze brevi o medie invece da’ un po’ di sollievo.

    Sono 9 mesi che ho questi disturbi, e I’ll rinforzo muscolare love faccio gia’ da 4-5 mesi. Considerato che ho solo 31 anni e che prima ero molto attivo, e’ normale un decorso cosi’ lungo per un problema come la sindrome femoro rotulea che secondo gli ortopedici che ho visto non e’ nulla di grave? A me onestamente sta rovinando la vita dal punto di vista fisico e mentale

  19. In realtà questo disturbo fa male soprattutto in bicicletta e rimanendo seduti molto tempo o comunque peggiora molto con queste attività.
    Se invece cammini dovrebbe andare meglio, tuttavia se è molto infiammato può dare dolore anche costante.
    La tecarterapia automatica funziona esattamente come quella manuale, ma forse ti faranno solo il circuito capacitivo.
    Se puoi fare solo quella, è meglio che niente.

  20. Massimo ha detto:

    Grazie per la risposta.

    Lo studio di fisioterapia a cui mi sono rivolto ha solo la macchina automatica per la tecar, non fa tecar manuale (abito in una zona abbastanza isolata e purtroppo non c’e’ molta scelta). Va bene comunque? Considerando che il mio dolore e’ bilaterale e sul lato mediale, quante sessioni sono indicate e di che durata?

    Per il rinforzo muscolare, devo iniziare solo quando il dolore e’ scomparso del tutto? In tal caso la vedo difficile, dato che ho da mesi dolori costanti, che mi muova o stia a riposo.

    Ho un’altra domanda. Ma e’comune nei casi di condropatia/sindrome femoro-rotulea avere un bruciore continuo localizzato sulla linea mediale della rotula e che in realta’ non peggiora ne’ facendo le scale, piegamenti ecc., ma e’ sempre li’ e costante? Leggendo in gira sembra che la condropatia dia dolore simile all’artrosi, dietro la rotula e piu’ di tipo “osseo” e che si acuisce con certi movimenti.

  21. Massimo, si puoi fare la tecarterapia per questo disturbo, è indicata.
    Naturalmente dovrai fare rinforzo, anche se all’inizio senti un po’ di dolore, quello è fondamentale.
    Anche una sana alimentazione con cibi antinfiammatori è fondamentale per guarire.

  22. Massimo ha detto:

    La tecarterapia ha indicazioni per sindrome femoro-rotulea e condropatia rotulea? Puo’ avere un effetto antalgico e antinfiammatorio per queste problematiche?

    Mi e’ stata diagnosticata sindrome femoro-rotulea bilaterale, secondo il medico dovuta a condropatia rotulea (non ho mai capito se le due cose sono legate o se, come mi pare, sindrome femoro-rotulea vuol dire tutto e niente). Il sintomo principale che ho e’ il bruciore attorno alle rotule, solo sul lato mediale. Questo dolore aumenta stando seduto con le gambe flesse, guidando o con attivita’ impattanti come la corsa (che ho interrotto), mentre la camminata, se non troppo a lungo, mi da’ sollievo.

    Sto cercando qualcosa che perlomeno mi tolga il dolore continuo e quotidiano, e mi permetta di continuare a fare rinforzo muscolare.

  23. Bhe, ognuno segue i suoi protocolli, anche perché le macchine agiscono anche senza operatore.
    Se il fisioterapista ritiene che l’effetto della Tecar sia sufficiente, può evitare di muovere l’elettrodo.
    Secondo me può aver senso in caso di lesione muscolare localizzata, anche perché in automatico si fa solo il circuito capacitivo.
    Il circuito resistivo si fa sempre con l’elettrodo mobile.
    Generalmente, si accoppia la terapia strumentale a quella manuale o agli esercizi per avere un risultato migliore, quindi non sempre è necessaria la presenza dell’operatore durante l’esecuzione della Tecarterapia.
    Personalmente ho ottenuto ottimi risultati in entrambi i modi, ma solo se la Tecar era la terapia indicata per il disturbo del paziente.

  24. Francesco ha detto:

    Massimo, congratulazioni per questa chat, è un bel modo di fare.
    Volevo chiederti, come mai ci sono due modi opposti di fare la Tecar? Ci sono quelli che stanno lì mezz’ora a muovere l’elettrodo, e quelli che te lo applicano e se ne vanno (e quindi seguono sette pazienti insieme invece di uno). Che senso ha?
    Grazie.

  25. Roby, in che senso è controindicata? Quali altri disturbi hai che sono controindicati?

  26. Roby ha detto:

    Ho un’ernia al disco l5s1 con parestesie sul piede e dolori alla coscia da un mese e mezzo. Sto facendo fisioterapia e tecar…ma leggo qui che è controindicata. Avrò peggiorato la situazione? Cosa devo fare?

  27. Si Marina, ho scordato il non. Ora ho corretto.
    Si, segua i consigli, a volte la strada della salute è più semplice di quanto si possa immaginare.
    Grazie

  28. Marina ha detto:

    Grazie della risposta così veloce e completa!
    (riguardo all’angioma: nella frase sul tumore si è perso un “non”, vero? Almeno, lo spero! :) Ma da quanto ha scritto dopo, direi di sì)
    Grazie anche del consiglio riguardo all’alimentazione: in effetti un un regime alimentare disastroso: ho un debole per dolci e cibo spazzatura; e in questi ultimi mesi, essendo abbastanza di cattivo umore per i problemi alla schiena, ne ho mangiati moltissimi. Non avevo proprio pensato che anche questo può peggiorare le cose! Seguirò i suoi consigli. Buona giornata.

  29. Marina,
    L’angioma non è un tumore maligno, mentre per l’osteoporosi non ci sono rischi con la tecar, anzi può aiutare le cellule a lavorare.
    Ora, io non posso prendermi la responsabilità di dirle se può fare una terapia o no, non l’ho mai vista e capirà la mia situazione.
    Le posso dire che se io avessi un angioma non mi preoccuperei, ho tantissimi pazienti che ce l’hanno.

    Ora, per la lombalgia, il mio primo consiglio è di fare molta attività fisica: camminate, bicicletta ed esercizi che non fanno male, cioè che quando ha finito l’esercizio non sente dolore.
    E’ raro ma può capitare anche un problema con l’estensione della schiena, forse ha esagerato a yoga con l’inarcamento posteriore.
    Un’alimentazione con alimenti naturali è l’altra cosa fondamentale perché alcuni cibi sono pro-infiammatori.

  30. Marina ha detto:

    Buongiorno. Prima di tutto, complimenti per gli articoli così chiari ed esaurienti. Da quasi un anno ho problemi di epicondilite e lombalgia e, quando voglio capire meglio qualche terapia che sto per fare o la situazione in generale, i suoi articoli sono “il” punto di riferimento per eccellenza. Mi dispiace non abitare nella sua zona, perchè diventerei sicuramente una sua paziente. Peccato davvero… Ma posso disturbarla per una domanda che non so a chi porre? Ho 52 anni e da un anno ho una lombalgia costante (di cui il fisiatra non si è mai sbilanciato ad indicare una causa precisa; dalla RM so comunque di avere diversi dischi assottigliati, degenerati e leggermente protrusi e faccette con artrosi da sovraccarico. Fino ad un anno fa non avevo idea di avere una colonna così malconcia e quindi non la trattavo con molto riguardo: il dolore, che poi è diventato costante, è comparso dopo delle posizioni yoga che comportavano un’estensione della colonna). Dopo vari tentativi infruttuosi con altre terapie, il fisiatra mi ha consigliato la Tecar. Ma (ora arriva la domanda) dalla RM era emerso anche un’anomalia della densità in una parte di una vertebra, “presumibilmente riferibile ad angioma atipico”. Può essere una controindicazione per la Tecar? Il fisiatra non ha dato importanza alla cosa, ma per puro caso curiosando in rete sono incappata in una tesina che cita uno studio sulla tecar da cui sono stati esclusi pazienti con alcune patologie (tumori maligni, osteoporosi…), tra cui quelli con angiomi intervertebrali. Combinazione, proprio pochi minuti prima di leggere questa cosa avevo prenotato la Tecar ed ero veramente contenta e speranzosa, ci contavo proprio. Ma ora non mi sento per niente serena e non so bene cosa fare.
    Grazie e buona giornata

  31. Daniela,
    non ci sono prove scientifiche di malformazioni fetali con la Tecar, tuttavia i medici e i produttori la sconsigliano come tutte le terapie fisiche.
    Non ti voglio spaventare, probabilmente nascerà sano e forte, considera che si tratta solo di una terapia elettrica, non ci sono prodotti chimici dannosi che entrano nel corpo.
    Il fatto è che quando si parla di gravidanza, sono tutti molto preoccupati. Quindi nel dubbio è sempre meglio non rischiare.
    Vorrei dirti stai tranquilla che non succederà niente, ma non posso.
    Sicuramente ti consiglio di evitare in futuro, ma io al tuo posto non mi preoccuperei eccessivamente.

  32. Daniela ha detto:

    Buongiorno, durante il primo mese di gravidanza non essendo ancora al corrente del concepimento sono stata sottoposta a 2 sedute di tacer terapia lombari: il feto potrebbe aver subito malformazioni o potrebbero esserci conseguenze future? Grazie.

  33. roberto ha detto:

    complimenti dottore

  34. Giuseppe,
    generalmente i pazienti vengono in ambulatorio e chiedono di fare meno terapie possibili, inoltre vengono solo quando hanno molto male e se le terapie che hanno fatto prima non sono state sufficienti.
    Sei il primo che mi fa questa domanda.
    La Tecar stimola la guarigione, su un tessuto sano aumenta la circolazione, ma non avrebbe altri effetti, quindi non saprei.

  35. Giuseppe ha detto:

    Salve,
    è mai stata utilizzata la tecarterapia a scopo preventivo? Avrebbe senso per uno sportivo o un musicista ad esempio sottoporsi a 2 minuti al giorno di questa terapia per prevenire infiammazioni in zone che affatica molto come i tendini della mano per un pianista?

  36. Alessandra, non ho mai visto una contrattura durare così tanto, tranne quelle del collo e del trapezio a causa delle posture che il paziente non cambia mai.
    Con i trattamenti il dolore dovrebbe passare, quindi dopo tanto tempo io ti consiglio di provare con il mckenzie, anche perché mi parli di mal di schiena che si irradia ad entrambe le scapole.
    Si tratta di esercizi molto efficaci che si iniziano dal fisioterapista, ma poi devono essere fatti a casa, diverse volte al giorno, trovi delle informazioni qui: http://www.fisioterapiarubiera.com/cura/metodo-mckenzie/

  37. Alessandra ha detto:

    Ma dopo due anni ormai e’ normale che la contrattura non passi? e sono due anni che la sto trattando con vari fisioterapisti ed osteopati. Andare dall’ortopedico potrebbe servire? Intanto grazie per la risposta.

  38. Alessandra,
    la contrattura sottoscapolare è abbastanza frequente.
    I trattamenti al diaframma vanno benissimo e anche i massaggi locali sulla contrattura.
    Se il fisioterapista te li insegna, puoi accoppiare anche gli esercizi mckenzie o altri esercizi per la spalla.

    Continua a lavorare sulla postura che è fondamentale, se tieni in braccio dei bimbi è meglio se rimani seduta con un cuscino sulle gambe.

    La Tecar può essere utile a breve termine.

  39. Alessandra ha detto:

    Buongiorno! Leggo spesso il suo sito e lo trovo ben fatto ed esaustivo. Le chiedo quindi un consiglio, se possibile. Ho un dolore sotto la scapola sinistra da ormai quasi due anni. Non ho avuto un trauma ha cominciato cosi per caso un giorno e da allora ho un dolore abbastanza costante, che aumenta se durante il giorno mi sono affaticata di più al lavoro (lavoro come educatrice in un nido). Ho fatto vari massaggi da fisioterapista e sto anche andando dall’osteopata per lavorare sbloccando il diaframma con esercizi di respirazione. Entrambe le due figure sostengono che il dolore derivi da anni di cattiva postura. In effetti ho la tendenza a curvare le spalle in avanti e anche il collo. Lavorando su questo sto migliorando sulla postura ma ci vorrà un po’ di tempo. Da lastra ed ecografia risulta tutto nella norma. Durante l’ecografia il medico mi ha detto che ho una contrattura sottoscapolare. Volevo chiederle se la tecar possa essere utile, oppure se invece lei consiglia altro. Questo problema non e’ cosi grave, ma dopo due anni e’ molto fastidioso, con anche mal di schiena portandomi anche mal di schiena che si irradia dalla scapola sinistra a quella destra, e la necessità di stendermi per farlo passare. Ho 31 anni. Grazie cordiali saluti

  40. Fabio,
    ci sono dei tempi tecnici, per esempio si ti tagli una mano, il corpo ha bisogno di molto tmepo per creare la cicatrice, quindi quando provi a stirare la parte lesa sentirai dolore.
    Per quello non ci puoi fare niente.
    La dieta può aiutare, considera che la glicemia alta rallenta il processo di cicatrizzazione, infatti spesso chi ha un diabete grave non si può operare.
    Ti consiglio di evitare i cereali, i dolci e in generale tutti gli alimenti con indice glicemico alto, meglio frutta, verdura, noci, ecc.

  41. Fabio ha detto:

    La cosa che mi preoccupa è che il chirurgo di spalla il giorno dopo l’intervento è venuto, mi ha fatto togliere il tutore e iniziare a fare flessioni dell’avambraccio, stringere i pugni, strisciare le mani sulle gambe sempre da seduto e dopo 5 giorni mi ha fatto iniziare la mobilizzazione con il terapista. Non vorrei che fosse stato tutto troppo precoce. Ma oltre la Tecar, che a quanto mi pare di capire andrebbe fatta in diatermia, c’è qualcos’altro da poter fare per togliere il dolore?

  42. Fabio,
    purtroppo 2 mesi non sono tanti per la riparazione del cercine.
    Considera come se avessi una frattura, i tempi di recupero sono più lunghi.
    Puoi chiedere al terapista di fare tecar meno calda, potrebbe anche aiutarti perché stimola le cellule.
    La mobilizzazione passiva è utile, ormai credo che dovrai passare a quella attiva.
    L’elettrostimolazione senza movimento secondo me non serve, io accoppio sempre il movimento se l’obiettivo è il rinforzo.

  43. Fabio ha detto:

    Ciao, ho subito un intervento di riparazione del cercine glenoideo, acromionplastica e sutura intratendinea del sovraspinato. Dopo oltre due mesi ho ancora dolore soprattutto notturno, intenso e fastidiosissimo. Oltre la mobilizzazione passiva a livello strumentale cosa potrei fare per la sintomatologia dolorosa? Ora ho iniziato a fare elettrostimolazione del deltoide e sottospinato e sulla zona del trapezio il terapista mi sta facendo Tecar molto calda che francamente mi da solo ulteriore fastidio e mi scatena mal di testa.

  44. Carla,
    che io sappia, fino ad ora non ho mai sentito che la caduta di capelli possa essere causata o accelerata dalla Tecar.
    Considera che è una terapia elettrica e il tuo corpo funziona con l’elettricità (ovviamente a un voltaggio bassissimo).
    Non sono radiazioni e gli effetti collaterali sono solo i tumori, pace maker (o altre protesi metalliche) e gravidanza.

  45. carla raho ha detto:

    Buonasera Dottore vorrei un’informazione: a causa di un dolore alla spalla ho fatto un ciclo di tecarterapia e sto continando con una terapia di mantenimento di una seduta a settimana. Da un pò di tempo ho notato abbondante caduta di capelli. C’è relazione tra le due cose? Preciso che il terapista ha posizionato la piastra sotto la pancia e massaggiato la spalla con l’elettrodo attivo. Ho letto che la tecar provoca uno spostamento di energia dalle zone periferiche a quella interessata, può causare questo caduta di capelli? Grazie

  46. Esatto, non si possono fare le sedute tutti i giorni perché queste manipolazioni proovcano una infiammazione “terapeutica”.
    Quando si agisce su un tessuto, il corpo può interpretare questa manipolazione come un insulto e causare un’infiammazione.
    E’ un normale meccanismo del corpo che serve per riparare eventuali lesioni e rigenerare i tessuti.
    Tranquillo, per qualunque dubbio sono qui.

  47. Franco ha detto:

    Dottore grazie, leggo solo ora…..una ultimissima (giuro!) cosa, mi risponda se vuole…sul discorso delle manipolazioni che mi hanno prescritto. le neuroconnettivali, le risulta. corrisponde al vero (un terapista così mi riferisce) che le sedute vanno eseguite con una certa distanza tra una seduta o l’altra? se non ho capito male al telefono, mi ha detto che si fanno 1 o massimo massimo 2 a settimana…non che la cos ami disturberebbe, vorrei solo capire se è in uso così do prassi oppure è pratica consueta di quel terapista, il diradare le sedute…Grazie

  48. Franco,
    Una buona manipolazione ha un effetto a lungo termine.
    Soprattutto in caso di problemi traumatici dovrebbe essere definitiva o quasi.
    In caso di sovraccarico lavorativo o sportivo, si può ripetere annualmente se il problema persiste.

  49. Franco ha detto:

    Dottore buongiorno, e grazie
    Due ultimissime cose e poi mi fermo…queste “Manipolazioni neuroconnettivali” che ora la Fisiatra mi ha prescritto, potrebbero aiutarmi a diminuire queste tensioni al piede, questa rigità e senso di pelle “appiccicata”? poichè non le ho mai fatte, mi domandavo se il loro effetto valgono eventualmente solo per il frangente in cui si eseguono, oppure se effefttivamente stabilizzano livelli di miglioramento, che poi rimangono, voglio dire..
    E forse, anche se trascorso tempo, fare qualche altra buona Tecar che dice? perdoni la banalità, il fatto è che ricordo bene che mentre le facevo l’anno scorso avevo una bella sensazione di calore, ora invece tra i sintomi che accuso c’è anche il sentire come se alcune parti del piede fossero un pò…”fredde”..è anche difficile spiegare bene….allora così per contrasto, poichè ricordo che le tecar ben scaldavano dentro…..
    Saluti e GRAZIE

  50. Franco,
    Si potrebbe essere, anche se dopo un anno è difficile.
    Più probabile un irrigidimento muscolo-tendineo che può permanere veramente a lungo.
    La macchina della magnetoterapia puoi usarla, dato che ce l’hai a casa, ricorda, per fare effetto, devi applicare la magneto almeno 4 ore al giorno, se non hai controindicazioni.

  51. Franco ha detto:

    Dottore grazie davvero per le delucidazioni, e la pazienza, scrivo solo queste ultime righe…io in casa ho un apparecchio di quelli per magnetoterapia, me lo ha prestato un amico, pensa che potrei usarlo con beneficio anche dopo 1 anno dal trauma? è della BioLife Therapy..
    Ultima cosa sul discroso dell’edema osseo, su cui è stato chiaro….cioè mi chiedevo (chiedevo), ma quei disturbi che lamento io, si può pensare che possono essere ascrivibili al solo edema dell’osso? della spongiosa cioè…GRAZIE!

  52. Franco,
    L’edema osseo può dare molto fastidio, in questo casio io personalmente faccio la magnetoterapia.
    La tendinite post traumatica dovrebbe scomparire abbastanza presto con le terapie, non è come quella da sovraccarico.
    La TENDINOSI invece, è solo un alterazione degenerativa del tendine che hanno tutti dopo una certa età.
    Però se non sei più giovanissimo, gli infortuni possono durare più a lungo.
    Spero di averti risolto qualche dubbio.

  53. Franco ha detto:

    Gentilissimo Dottore
    La ringrazio per la pronta risposta e per le indicazioni. A proposito della Tecar, devo dire che tra tutte le terapie effettuate, è certamente quella di cui ho avvertito vividamente i migliori benefici, perchè ricordo bene(anche se trascorso 1 anno) che sentivo una sorta di calore e di benessere mentre me le facevano…poi come dico, il benessere l\’ho avvertito e ovvio spero che non sia stato solo temporaneo..un pò avrà fatto mi auguro.
    Probabilmente l\’antinfiammatorio (erano cerotti mi pare) mi fu dato per controllare l\’infiammazione e il dolore, che poi a dire la verità, dolori proprio forti non ne ho avuti, era e sono fastidi, e dolenzie più che altro..come descritto nel primo messaggio.Quindi anche secondo Lei fare un pò di terapie di \”manipolazioni neuroconnettivali\”, potrebbero giovare…dopo ferragosto sicuro che le inzio, un terapista lo troverò!! Voglio permettermi – a completezza delle informazioni – di inserire l\’esito della RMN, perchè ci sono indicazioni di cui andrò a discutere
    RMN Piede destro, a 1,5 tesla (1 ora di RMN):
    \”Irregolarità della corticale e della trabecolare spongiosa al terzo medio – prossimale del quinto metatarso, come da esiti di frattura in asse. Residua modesta disomogeneità della intensità del segnale del midollo osseo, come da fenomeni riparativi.
    Di minore entità la irregolarità della trabecolatura spongiosa peronale, come da esiti di frattura intraspongiosa. A questo livello non vi sono alterazioni residue della intensità del segnale del midollo osseo.
    Non altre alterazioni delle componenti scheletriche. Regolari i rapporti articolari.
    Nella norma le componenti tendinee e legamentose comprese nelle immagini.
    Regolare il profilo della sella astragalica, in assenza di lesioni osteocondrali.\”
    Ecco, appena lessi il referto rimasi sbalordito in quanto la lastra RX iniziale la mattina dopo il trauma, assolutamente non riferiva fratture (e pure un paio di ortopedici mi dissero che non c\’erano evidenti fratture), allora sono tornato dal radiologo che mi fece la lastra in radiologia urgenza l\’anno scorso, gentilissimo, mi accolse, rivisionò la Rx e la RMN e mi confermò che non ci fu frattura, mi fece vedere una delel immagini della RMN dicendomi \”vedi, quello è il 5 metatarso, lì nel mezzo c\’è una zona più chiara, lì ci fu edema\”; mi volle poi fare una ecografia lui e mi parlò di \”Tendinosi, e non versamento nè falda fluida\”,,,e ho letto che la tendinosi è peggio della tendinite…Quindi dottore due questioni che non paiono avere risoluzione: la prima del referto RMN che cita addirittura due zone \”come da esiti di frattura\”, e non si capisce di che fratture parli (ma forse può essere che lo strumento magari veda gli esiti, ipotizzando, senza però individuare bene come fu l\’incidente…); la seconda è sulla questione dei tendini, perchè la RMN dice che sono \”nella norma le componenti tendinee\”, e poi pure una ecografia fatta a settembre riferiva \”Non sono presenti ematomi a livello del patch tarso e alla base metatarsi. Non si rilevano alterazioni dei tendini estensori ed ai legamenti del comparto laterale della caviglia”. Il radiologo mi vide circa 1 mese dopo la RMN, ma è possibile che in così poco tempo si formi tendinosi? sono piuttosto perplesso su questo contrasto tra indagini, poi so che quel radiologo è anche valido, cioè se mi ha parlato di tendinosi…ma una buona RMN come io ho fatto, se ci sono problemi tendinei, non dovrebbe evidenziarli? Grazie per la pazienza e la gentilezza!

  54. Franco, purtroppo nella sanità italiano molti sparlano dietro agli altri professionisti sanitari.
    Io ti dico questo:
    La Tecar la puoi fare anche il giorno del trauma, ma a bassa potenza, è l’unico macchinario che io uso anche in fase acuta.
    Per tutti gli altri macchinari aspetto sempre 2 giorni.
    Sul discorso infiammazione, se la terapia è giusta non devi aspettare che si sfiammi, dato che sono terapie antinfimmatorie, altrimenti non capisco che senso abbiano.
    In ogni caso la Tecar funziona anche dopo un mese o due.
    Per le contusioni direi che è un ottima scelta.

    Per le manipolazioni neuroconnettivali, se non hai risolto con le Tecar e con il laser, bisogna cambiare approccio, quindi mi sembra più che giusto!
    La mano del terapista e la tecnica che usa fa la differenza.

    Personalmente non credo ai farmaci, li considero veleni, però non entro in un ambito che non è il mio, lascio sempre libera scelta ai miei pazienti.

  55. Franco ha detto:

    Buongiorno,
    ho 56 anni, alto 1.88 peso 85 kg. Circa 1 anno fa ebbi trauma contusivo da schiacciamento al piede, zona 4 – 5 metatarso, ci fu ematoma di 2 cm sotto 5 metatarso, poi riassorbito, nel corso dell’anno feci diverse terapie fisiche (laser tecar ultrasuoni) e pure fangoterapia.. ho fatto ecografie, poi a primavera scorsa anche la RMN a 1.5 tesla… circa 1 mese fa sono andato da una Fisiatra che mi ha prescritto delle “Manipolazioni neuroconnettivali” (oltre ad argilla ed arnica). I sintomi sono che sento il piede come che dentro “tirasse” qualcosa, come se il piede fosse “legato” e come ci fosse pelle “appiccicata”; a volte, passeggeri formicolii più la sensazione di corpo estraneo all’appoggio piede (fastidiosa). A fine luglio colloquiai in studio con due fisioterapisti, jella che la prima dopo 3 giorni andasse in ferie, l’altro da cui dovevo iniziare, mi manda un sms che ha avuto improvvisi problemi familiari, probabilmente sarà operativo subito dopo il ferragosto.Voglio focalizzarmi su ciò che mi disse la terapista, che dopo aver osservato il cammino, mi mise subito sopra un bilancia dicendomi che la parte dx e sx sono simmetriche, però il “carico” (lo vedevo pure io di fronte a me nel video) è un pò sui talloni, allora mi disse che prima di fare qualsiasi manipolazione, bisogna correggere il carico, altrimenti non ha senso fare le manipolazioni. Certamente avrà senso ciò che mi ha detto, mi parve però un pò categorica. Che sia davvero così? Un’altra cosa – e mi fece sentire pure un pò in colpa – perchè mi disse: “Quello che gli ortopedici spesso non dicono ma che noi sappiamo, è che a seguito di un fatto traumatico, contusivo etc, subito bisogna iniziare le Tecar, immediatamente, perché poi farle dopo fanno quello che possono fare”. Rimasi molto colpito perché nel mio caso, io alcuni giorni dopo il trauma (giugno scorso) feci una visita ortopedica privata, e l’ortopedico mi prescrisse laser e tecar (feci 7 – 8 sedute di tecar), però l’ortopedico prescrisse pure un antinfiammatorio piuttosto potente (keplast o ketoprofene mi pare) che aveva come forte controindicazione l’esposizione ai raggi che la pelle poi ha forti reazioni (disse pure la farmacista), allora anche in accordo con la fisioterapista dell’anno scorso, si decise prima di fare la cura antinfiammatoria e poi iniziare insieme le due cure, laser e tecar. La mia colpa è che forse avrei dovuto dire all’ortopedico di darmi un antinfiammatorio che non avesse quelle controindicazioni ed iniziare subito le tecar..ma come facevo io a prevedere tutte queste cose…come se non bastasse, nel buggiardino dell’antinfiammatorio c’era pure scritto di aspettare diversi giorni ad esporsi terminata la cura!! e così, io iniziai laser e tecar dopo circa 1 mese dal trauma..Ora mi chiedo, queste manipolazioni neuroconnettivali, che siano efficaci? e fare qualche altra buona tecar nei punti che magari individuerà il fisioterapista? cosa potrei fare, secondo voi?
    Saluti, e grazie!

  56. Laura, personalmente sulle tendiniti faccio il laser e non la tecar, ma io non ti vedo e la situazione la conosce meglio il mio collega.
    Si può fare anche della terapia manuale, in particolare l’osteopatia.

  57. Laura ha detto:

    Salve Dottore,
    Ho una tendinite del tendine rotuleo da gennaio, più dolorosa nella parte sopra rotula rispetto a quella sotto, purtroppo l’ortopedico mi ha prescritto solo riposo per un mese e non è passato, ho cambiato ortopedico e dopo varie visite e analisi mi ha prescritto un ciclo di 10 sedute laser, ne ho fatte 12 e mentre le facevo avevo un po’ di sollievo e il ginocchio si era un po’ sgonfiato. Una volta finito il ciclo il terapista mi ha detto di attendere dieci giorni e vedere come procedeva, dopo appena 3 giorni dalla fine del ciclo il dolore è tornato quasi come prima, un forte bruciore anche a riposo. Il fisioterapista mi ha detto di provare con la tecar, a dire il vero non so più che pensare e se mai mi passarà.

  58. Liliana,
    potresti soffrire della meralgia parestetica, cioè un disturbo che provoca insensibilità e formicolio nella parte esterna della coscia.
    In tal caso dovresti rivolgerti ad un neurologo per indagare, lui potrebbe prescriverti anche un elettromiografia.
    Dubito che sia correlata alle gamminate in montagna.

  59. Liliana ha detto:

    Sono Liliana e ho 62 anni. Ho un problema alla coscia sinistra , la pelle è insensibile è come se fosse addormentata. Adesso di notte comincio a sentire dei bruciori. Amo camminare, faccio tutti giorni Nordic Walkin circa 10 km, e amo fare trekking in montagna . C’è relazione tra il camminare e questo problema alla coscia? Non ho fatto esami, volevo fare la tecar. Me lo consiglia?

  60. Buongiorno,
    sicuramente la tecarterapia può aiutare, ma se non cambia alimentazione sarà dura risolvere il problema.
    Se non è obbligata a bere molto per particolari patologie renali, dovrebbe ridurre a mezzo litro d’acqua al giorno.
    Nella frutta e verdura c’è tutto il liquido che serve al corpo.
    I cibi che provocano gonfiore e infiammazione sono soprattutto i cereali perché i carboidrati contenuti assorbono una quantità di liquido elevatissima.
    Meglio sostituire i cereali con legumi ed eventualmente patate.

  61. Silvia ha detto:

    Buongiorno, mi chiamo Silvia e abito a Novara. Da molti anni le mie gambe hanno masse edematose (specialmente tra caviglia e ginocchio) con evidenti accumuli linfatici. Ho 53 anni, ho provato di tutto, dal linfodrenaggio manuale di Voder, lunghi cicli di terapia presso centro medico e altre cose simili. Non ho ottenuto alcun risultato. Non ho particolari problemi, ma questi rigonfiamenti perenni sono fastidiosi e molto poco estetici. Non soffro di pressione alta e non svolgo vita sedentaria. Ma è possibile che non riesca ad eliminare questi accumuli edematosi dal mio corpo? Mi potrebbe dare qualche consiglio?

  62. Gianluca,
    Una frattura dà dei sintomi che non passano inosservati: non si cammina.
    Il problema della Tecar è solo se hai controindicazioni, dovresti chiedere al medico, si tratta di una terapia elettrica.
    Per il resto, questo trattamento è indicato per le contusioni.
    Non hai mai parlato di ematoma, in caso di lesione si forma perché l’osso e il periostio sono molto vascolarizzati.
    Per avere la certezza che non ci siano lesioni del periostio dovresti fare la RMN, ma un contrasto diretto che non provoca un ematoma non dovrebbe aver causato questa lesione.

  63. Gianluca ha detto:

    Dottore, grazie mille della risposta. Dopo qualche giorno dal trauma, visto l’importante versamento, feci un RX alla tibia, che diede esito negativo. Onestamente sospettavo ci fosse una micro frattura…
    A questo punto l’accoppiata degli accertamenti diagnostici effettuati (RX-Ecografia), può scongiurare una lesione al periostio, oppure è comunque preferibile fare una RM prima di iniziare il trattamento con la Tecar?
    In attesa di una sua cortese risposta, con l’occasione le auguro una buona Pasqua.
    Gianluca

  64. Gianluca, io non posso dare per scontato che non ci siano lesioni, hai chiesto al medico perché non ti ha prescritto una Risonanza magnetica?
    In quella zona c’è l’osso della tibia e il periostio (membrana esterna).

    Se non ci sono lesioni, generalmente per l’ematoma organizzato (alcuni lo chiamano ematoma duro perché non è più liquido) i medici qui prescrivono la Tecarterapia

  65. Gianluca ha detto:

    Gentilissimo Dottore, complimenti per la professionalità. Spero riesca a dare qualche consiglio utile anche a me. Ho subito un forte trauma dovuto ad uno scontro tibia-tibia durante una partita di calcetto. La parte colpita è quella interna della gamba sx. Ghiacchio, pomate a base di arnica e riposo per i primi 3 gg, sembravano aver prodotto buoni risultati, poi 3 gg di riunione sempre seduto, hanno fatto precipitare la situazione. La gamba e il piede si sono gonfiati a dismisura fino a diventare il doppio rispetto alla parte dx. Un’ecografia ha rilevato un edema di più camere,di 6 cm a livello sottocutaneo. Di nuovo riposo, fasciatura alla colla di zinco, antibiotico, eparina e integratore a base di bromelina, enzimi e Vit.C, hanno fatto rientrare la situaIone del gonfiore, ma la sorpresa, tolta la fasciatura, è stata la dimensione dell’edema che non si è modificato. Sono passati ormai 17 gg e l’edema è ancora gonfio e dolente (sembra abbia una palla da tennis schiacchiata nella tibia, lato interno). Ho fatto anche exodoppler per scongiurare danni alle vene principali, fortunatamente con esiti negativi. Le chiedo, cosa consiglia per poter “sciogliere” questo edema e farlo riassorbire, visto che tutti i medici interpellati mi dicono che ormai è tardi perché il sangue si è coagulato ed è un corpo unico? C’è qualche macchinario che può aiutare? Grazie mille, Gianluca

  66. Gianrico, si tra le indicazioni della tecar ci sono gli strappi muscolari, anche se al gran dorsale è molto strano. Hai fatto un esame strumentale che lo documenta?
    Il numero di sedute dipende dall’estensione della lesione, considera che per un centimetro qui facciamo 10 sedute.

  67. Gianrico ha detto:

    Ho uno strappo di un cm al gran dorsale zona miotendineo, mi hanno consigliato la Tecar. E’ giusto utilizzare questo tipo di terapia per questo infortunio o ce ne sono altre più efficaci. Più o meno quante sedute dovrò fare ? Grazie in anticipo

  68. Gerardo, io non ho capito bene il problema, se hai una tendinite o altro, parli di un problema generico al retinacolo, quindi non sei chiarissimo.
    La Tecar terapia si può fare a caldo oppure tiepida (in fase acuta).
    I miracoli non li fa, io generalmente lo faccio sui muscoli e non sui tendini, per quello preferisco il laser o se ci sono della calcificazioni consiglio le onde d’urto.

  69. Gerardo ha detto:

    Salve Dottore la prego di aiutarmi.
    Ho un problema al legamento del piede destro precisamente al retinacolo inferiore dei tendini dei muscoli inferiori, al tendine del muscolo tibial anteriore inferiore praticamente questi tendini nel collo piede destro.
    Da quello che ho dedotto leggendo un po qua e la tecarterapia induce calore e dopo la prima seduta già si avvertono miglioramenti.
    Io ne ho fatte 6 + 2 ultrasuoni in 8gg di seguito e non vedo miglioramenti. Mi fa sempre male di miglioramenti da 1 a 10 ne ho visti forse 1,5.
    Quell aggeggio non è per niente caldo giudicarlo tiepido forse è esagerato e la terapia dura 20 e costa 25 euro.
    Io penso che questo dottore si stia approfittando della mia bontà e pazienza e che forse mi stia truffando. Penso che il macchinario non lo programma bene per estendere le mie visite in modo da portargli sempre più soldi. Io non ho niente di rotto almeno è ciò che si vede dai risultati della risonanza. La prego di aiutarmi di darmi qualcue dritta su come deve essere impostata la macchima imn modo che la prossima volta che vado posso dargli delle indicazioni e dirgli come impostare la macchina visto e considerato che non ha avuto nessun effetto curativo fino ad ora.
    Le ringrazio in anticipo.
    Aspetto una vostra gentile risposta.

  70. Raffaella, la Tecar non è indicata per l’angioma.
    Io sentirei uno specialista nel tuo caso, il più indicato è l’angiologo.

  71. Raffaella ha detto:

    Gentile dottore, mio figlio di 12 anni avverte un dolore alla coscia da circa due mesi in fase di riposo, e non mentre si allena o gioca a basket. L’ecografia ha rilevato un esito post traumatico o una formazione angiomiforme. Sta a riposo da una settimana. Sarebbe benefica la tecar, considerato il dubbio diagnostico?

  72. Giuseppe,
    è normale avere un fastidio dopo la terapia perché queste macchine hanno un effetto di vasodilatazione, cioè aumenta il flusso di sangue nella zona.
    La conseguenza è una maggior pressione sui nervi.
    Se non hai controindicazioni alla terapia non preoccuparti, se non sei ancora guarito alla fine del ciclo di terapie, ti consiglio di aspettare ancora 2 settimane perché a volte il corpo ha dei tempi di recupero più lenti.

  73. Giuseppe S. ha detto:

    Buonasera, innanzitutto vorrei fare i complimenti per la competenza e l’esaustivita’ degli argomenti trattati. Sono un podista quarantenne, pratico corsa anche di lunga distanza (50 e piu’ km) da circa 15 anni. Ho avuto una lesione al gemello mediale dx di 1 cm. Inizialmente ho solo riposato. Poi, dopo un mesetto ho ripreso a corricchiare ed ho sentito un riacutizzarsi del dolore. Mi sono fermato nuovamente, ma stavolta mi sono rivolto ad un centro fisioterapico. Sto facendo tecar e laser terapia tutti i giorni. Sono gia’ 7 sedute. E’ possibile che dopo la terapia si accusi un fastidio temporaneo nella zona dell’infortunio, una sorta di indolenzimento ed un leggero dolore sordo e continuo? Grazie della risposta.

  74. Buongiorno,
    se non ci sono controindicazioni, la tecarterapia potrebbe aiutarti perché favorisce la rigenerazione delle cellule, scioglie le contratture, riduce le retrazioni del tessuto connettivo e favorisce l’assorbimento dell’edema.
    Da internet non riesco a dirti di più perché dovrei vederti, quindi ti consiglio di parlare con un medico o un terapista che possa valutare la tua situazione personale.

  75. Giuseppe ha detto:

    Egregio Dottore, chiedo scusa per il refuso nella mia precedente mail.Non intendevo LASERTERAPIA ma TECARTERAPIA.Grazie.
    Giuseppe

  76. Giuseppe ha detto:

    Molto esaustivo, tecnico e comprensivo anche a chi non è introdotto nella materia.
    Gradite anche le faq, che aiutano a focalizzare meglio le patologie.
    Giuseppe

  77. Giuseppe ha detto:

    Egr. Dottore, affetto da discopatia degenerativa da molti anni ho tentato tutte le terapie, compresa una discectomia L4-L5.Al momento attuale, per vari impedimenti, non posso più assumere antinfiammatori e cortisonici e naturalmente questo mi espone a notevoli dolori.Cortesemente, Le chiedo,( premetto che ho 80 anni) se un ciclo di LASERTERAPIA potrebbe essere utile? Avendo utilizzato questa terapia, in passato per una stenosi canalare, con buoni risultati, per la patologia sopradescritta potrei ottenerne benefici.
    Nel ringraziarLa mi è graditta l’occasione per porgerLe distinti saluti
    Giuseppe
    Milano 5/2/2017

  78. Io non conosco la situazione, ma è normale mentre fai le terapie sentire più male.
    Dopo si dovrebbe sciogliere la situazione.

  79. Gioia ha detto:

    Dottore, si possono fare tecar ogni giorno per un periodo per sfiammare un problema cronico alla colonna vertebrale? È normale la sensazione di sentire maggiormente il dolore dopo 4 gg di sedute da 20 min. l’una, come se si infiammasse di più ?
    Grazie in anticipo

  80. Gioia ha detto:

    Dottore, si possono fare tecar ogni giorno per un periodo per sfiammare un problema alla colonna vertebrale cronico? È normale la sensazione che si sente di più il dolore dopo 4 gg di sedute da 20 min L una, come se si infiammasse di più ?
    Grazie in anticipo

  81. Paolo, se un paziente guarisce da solo velocemente non ha bisogno di terapie, ma se dopo 2 giorni il dolore rimane lo stesso significa che il problema non è un infiammazione acuta, ma c’è qualcos’altro.
    Quindi se non si fanno le terapie il dolore rimane o la distorsione si può ripetere in futuro perché la caviglia è instabile.
    Perché dici che il costo è alto? Rispetto a quale altra terapia?

  82. Paolo ha detto:

    Come dite voi il costo delle sedute è sempre alto quando si tratta di Guarire da una distorsione o altro ecc .. ma Quando si va per altre terapie .. allora il costo va bene …

  83. Si Davide, hanno fatto pochi studi scientifici e non hanno trovato evidenze scientifiche, mentre sulla TENS hanno trovato delle evidenze scientifiche.
    Questo dimostra quanto sono affidabili questi studi! Chiunque pratichi fisioterapia sà benissimo che i risultati dimostrano l’opposto, lo attestano anche le ecografie fatte prima e dopo la terapia.

  84. Davide ha detto:

    Salve,

    ma la tecar terapia stando a quello che dice la comunità scientifica non ha evidenze scientifiche, ad oggi non esistono studi scientifici che ne certifichino il funzionamento, fa qualcosa, ma cosa di preciso bene non si sa. Quindi sarebbe paragonabile ala mera omeopatia, che come placebo talvolta funziona, placebo un pò costosetto, però.

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