La sindrome femoro-rotulea (o condropatia rotulea) è un disturbo che coinvolge l’articolazione tra femore e rotula.

È caratterizzata da iperpressione della patella verso l’esterno o l’interno, cioè la rotula non è allineata al femore.

Sindrome Femoro Rotulea

Durante la flessione del ginocchio, la rotula scorre su un canale compreso tra i due condili femorali (gola intercondiloidea) che si adatta alla forma della patella.

In questo modo il movimento avviene in maniera fluida e indolore, con il minimo attrito possibile.

Un alterazione anatomica (come la tibia ruotata o un eccessivo valgismo) possono modificare la biomeccanica dell’articolazione, la conseguenza è che il paziente è predisposto alla sindrome femoro rotulea.

In questa patologia la rotula è spostata esternamente rispetto alla sua zona anatomica, per questo è chiamata anche: iperpressione rotulea esterna.

Quindi, durante il movimento striscia contro un condilo femorale con notevole attrito.

 

Come si sviluppa la condropatia rotulea?

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In realtà, non è la rotula che si sposta, ma il femore e la tibia.

Anzi, secondo le ultime teorie in fisioterapia, la rotula sta ferma, ma il femore diventa valgo a causa di uno squilibrio muscolare e posturale nell’anca.

Infatti, l’allineamento del ginocchio e i suoi disturbi dipendono da:

  • Anca,
  • Piede.

In pratica, posizione e problemi del ginocchio sono quasi sempre una conseguenza di alterazioni dell’anca o del piede.

Per questo, per curare la condropatia rotulea, è necessario trattare l’anca ed eventualmente il piede.

 

Chi colpisce?

Tra i pazienti che si presentano in ambulatorio con fastidio al ginocchio, il 25% circa soffre di questa patologia.

La sindrome femoro-rotulea è generalmente unilaterale.

Colpisce soprattutto le femmine e gli sportivi, in particolare saltatori e corridori che sovraccaricano l’articolazione con le flessioni ripetute del ginocchio.

 

Quali sono le cause dalla sindrome femoro rotulea?

Cause-dalla-sindrome-femoro-rotulea

Questa sindrome può essere causata da:

  • Alterazioni ossee o posturali,
  • Traumi,
  • Retrazione o lassità dei legamenti.

Questo malallineamento può essere causato da diversi fattori:

  1. Intrarotazione femorale o rotazione esterna della tibia,
  2. Ginocchio valgo,
  3. Aplasia (sviluppo incompleto o anomalo) dei condili femorali, presupposto per la sublussazione della rotula,
  4. Displasia o ipoplasia rotulea,
  5. Piede pronato, fa parte di uno schema motorio e si vede spesso nei pazienti con ginocchio valgo,
  6. Angolo “Q” (cioè l’angolo tra due linee immaginarie tracciate: la prima dalla spina iliaca antero-superiore verso il centro della patella e la seconda dal centro della patella al tubercolo tibiale.) superiore ai 10° nei maschi e 15° nelle femmine.
  7. Traumi diretti o indiretti,
  8. Debolezza del muscolo Vasto Mediale rispetto al Vasto Laterale
  9. Retrazione della bendelletta Ileo-Tibiale, del Bicipite Femorale o del Legamento Alare esterno.

Quali sono i sintomi della sindrome femoro rotulea?

Il sintomo principale è il dolore nella zona laterale (esterna) del ginocchio.

I sintomi si sentono:

  • Durante la flessione,
  • Quando il paziente si alza dopo essere stato parecchio tempo seduto,
  • Il movimento può causare crepitii articolari (ginocchio che scricchiola).

In certi casi si può vedere il ginocchio gonfio, cioè l’infiammazione delle strutture posteriori e superiori della patella.

Alcuni pazienti che non effettuano subito le terapie possono sviluppare:

  • Rigidità,
  • Limitazione articolare oltre alla debolezza del quadricipite.

Il dolore nella parte posteriore del ginocchio non è provocato dalla sindrome femoro rotulea.

 

Quali attività provocano dolore?

Non ci sono sintomi a riposo, ma la posizione seduta è spesso dolorosa.

Di solito, la corsa è uno degli sport che provoca più dolore.

Il ciclismo può dare fastidio perché in bicicletta il ginocchio deve piegare oltre i 90°.

Diagnosi dalla sindrome femoro rotulea

necessario che la diagnosi sia fatta da un medico specialista

È necessario che la diagnosi sia fatta da un medico specialista che:

  • Controlla la storia clinica,
  • Preme sul ginocchio cercando l’esatta localizzazione del dolore,
  • Valuta il gonfiore,
  • Effettua dei test fisici,
  • Cerca l’origine del problema.

La diagnosi differenziale serve per distinguere questa sindrome da:

Si mettono a confronto l’arto sano con quello dolente per vedere eventuali differenze:

  • In piedi,
  • Mentre si cammina.

Successivamente il medico esegue il test di compressione.

 

Test per la condropatia rotulea

Esecuzione:

  • Paziente sdraiato,
  • Il medico preme sulla rotula mentre il ginocchio passa dalla posizione di massima estensione a quella di massima flessione possibile,
  • Il test è positivo quando si avvertono rumori tipo scrosci articolari o dolore,

Questo quadro è compatibile con l’usura cartilaginea.

Se il paziente avverte i sintomi durante la flessione o lo stretching del quadricipite è possibile che soffra di sindrome femoro-rotulea.

Il test della raspa serve al medico per capire se la rotula scorre in modo lineare sul ginocchio o se ci sono degli attriti.

Esecuzione:

  • Il paziente è sdraiato a pancia in su,
  • L’esaminatore è di fianco al paziente,
  • Mentre l’esaminatore preme sulla rotula verso il lettino (verso il basso), il paziente deve contrarre il quadricipite per far salire la rotula lungo l’articolazione.
  • In caso di crepitii, il test è positivo.

Esami per la sindrome femoro-rotulea

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In caso di dubbi lo specialista può prescrivere una radiografia con proiezione laterale con la gamba flessa sulla coscia a diverse angolazioni.

In alternativa, una risonanza magnetica evidenzia anche eventuali riduzioni della cartilagine.

Cosa fare? Qual è la terapia più adatta per la sindrome femoro rotulea?

Terapia per la sindrome femoro rotulea

Gli obiettivi della terapia sono:

  • La riduzione del dolore e dell’infiammazione,
  • Il recupero della funzionalità del ginocchio,
  • Il riallineamento della rotula,
  • Il rinforzo dei muscoli deboli,
  • Il ritorno all’attività sportiva per gli atleti.

Se lo scorrimento più esterno della rotula è provocato solo da uno squilibrio dei tendini e dei muscoli, il trattamento consiste nella fisioterapia e negli esercizi in palestra.

Nei casi gravi con lussazione della rotula ricorrenti o con un allineamento scorretto dovuto a malformazioni ossee può essere indicato l’intervento chirurgico in artroscopia.

Farmaci per la sindrome femoro-rotulea

La terapia farmacologica prevede le infiltrazioni di acido ialuronico nell’articolazione del ginocchio, generalmente si effettua un ciclo da 3 sedute.

I farmaci antinfiammatori non steroidei si possono prendere per ridurre i sintomi temporaneamente.

 

Rimedi naturali per la condropatia rotulea

Il trattamento che indica lo specialista è personalizzato in base al dolore e alla possibilità di fare gli esercizi di rinforzo muscolare.

Nella fase acuta (primi giorni) bisogna:

  • Tenere l’arto a riposo,
  • Evitare gli allenamenti e le attività che riacutizzano il fastidio,
  • Fare crioterapia, cioè gli impacchi di ghiaccio.

Kinesio Taping per la sindrome femoro-rotulea

Kinesio Taping per la sindrome femoro-rotulea:

  • Azione: stabilizzante.
  • Forma: Una striscia ad ”I”.
  • Lunghezza: 15cm.

Posizionare il ginocchio a 20-30° di flessione e ancorare la porzione centrale del nastro sul margine esterno della rotula.

Applicare gli estremi del nastro con tensione 25-50% passando sopra e sotto alla rotula, verso la parte interna del ginocchio.

Eventualmente il medico può consigliare un bendaggio tipo McConnell che però non è universalmente ritenuto in grado di mantenere la rotula in asse.

Tutore per la condropatia rotulea

Il medico può prescrivere un tutore che tiene centrata la rotula all’interno della gola intercondiloidea.

La ginocchiera può tenere la rotula nella sua posizione, ma non è sempre tollerata dal paziente.

 

Fisioterapia per la condropatia rotulea

Passati i primi 2/3 giorni sono indicate terapie fisiche per ridurre:

  • Il dolore,
  • L’infiammazione.

A questo scopo i risultati migliori si conseguono con:

Se il paziente non può piegare il ginocchio a causa del dolore, è consigliata una terapia di mantenimento del tono e trofismo (forza e massa) dei muscoli che agiscono:

  • Sull’articolazione dell’anca e della caviglia,
  • Sull’arto inferiore sano.

Questo perché se i muscoli si indeboliscono è possibile peggiorare la situazione.

I plantari ortopedici possono aiutare perché migliorano l’allineamento delle caviglie e delle ginocchia, ma bisogna provarli e non sono la terapia di scelta.

Un tempo si utilizzavano molto i plantari su misura.

Oggi, gli studi scientifici hanno mostrato che i plantari preformati standard danno gli stessi risultati di quelli fatti su calco (e ovviamente costano meno).

Appena possibile, bisogna rinforzare alcuni muscoli:

  • Gluteo medio,
  • Gluteo piccolo,
  • Grande gluteo,
  • Rotatori esterni dell’anca come il piriforme,
  • Psoas.

Il rinforzo muscolare del Vasto Mediale obliquo è superato oggi.

Un tempo si pensava che lo spostamento della rotula fosse il problema principale.

Oggi, è stato notato che il problema è l’allineamento del femore e la rotazione di:

  • Femore,
  • Tibia.

Spesso, il valgismo del ginocchio si presenta con la rotazione interna del femore e la pronazione del piede.

Quindi bisogna agire su questa postura.

Il bravo terapista manuale controlla l’arto inferiore e cerca le rigidità che mantengono questo allineamento della coscia.

In terapia manuale si può lavorare per:

  • Sciogliere i muscoli contratti,
  • Allungare le fasce di tessuto connettivo accorciate o con aderenze.

Evitare assolutamente lo stretching statico perché oltre a non risolvere il problema rischia di peggiorarlo.

 

Esercizi per la sindrome femoro-rotulea

Il rinforzo muscolare è una parte importante del trattamento perché uno squilibrio tra i muscoli dell’anca è il fattore principale di iperpressione esterna della rotula.

Un tempo si rinforzava solo il vasto mediale senza contrarre il Vasto Laterale.

Oggi, la ricerca ha scoperto che il problema non risiede lì.

Esercizio in posizione sdraiata sul fianco sano

Esercizio-in-posizione-sdraiata

  • Sdraiarsi sul lato sano,
  • Il ginocchio inferiore dev’essere piegato,
  • La gamba che sta sopra dev’essere distesa,
  • Appoggiare la mano, il ginocchio e il piede del lato “sano”
  • Sollevare la coscia colpita ruotando leggermente il piede verso l’alto (per ruotare l’anca all’esterno),
  • Tornare alla posizione iniziale,
  • Ripetere 10 volte.

Variante

Si può effettuare lo stesso esercizio senza sdraiarsi sul fianco, ma appoggiando la mano, il ginocchio e il piede del lato “sano”.

 

Esercizio Clam

Esercizio-Clam

  • Sdraiarsi sul lato sano,
  • Mettere un elastico all’esterno delle ginocchia,
  • Sollevare solo la coscia superiore, tenendo i due piedi uniti,
  • Tornare alla posizione di partenza,
  • Ripetere 20 volte.

 

Esercizio di rinforzo del medio gluteo e di equilibrio con la FItball

Esercizio-di-rinforzo-del-medio-gluteo

  • Posizione iniziale: Sdraiato con la schiena sulla fitball,
  • Da questa posizione bisogna sollevare la gamba “sana”,
  • Rimanere in questa posizione instabile per 30 secondi,
  • Tornare alla posizione iniziale,
  • Ripetere 3 volte.

 

Esercizio da prono per gli abduttori

Esercizio da prono per gli abduttori

  1. Posizione iniziale: sdraiato a pancia in giù,
  2. Spostare la coscia verso l’esterno mentre si effettua una rotazione esterna.
  3. Tornare alla posizione di partenza sollevando la coscia.
  4. Ripetere 10 volte.

 

Generalmente il nuoto è permesso, ma lo stile a rana è da evitare.

 

Quali sono i tempi per il ritorno allo sport? E per la guarigione completa?

Premesso che non si può stabilire una prognosi valida per tutti perché ogni paziente risponde in maniera diversa alla terapia.

Per i pazienti che non si devono operare, generalmente dovrebbero essere necessari circa due mesi per eliminare il dolore e ritornare alle gare.

Tuttavia bisognerà continuare a rinforzare i muscoli per evitare recidive.

Per ritornare alle normali attività con poco o nessun dolore, se non eravamo in presenza di limitazione articolare, i tempi di recupero sono di due settimane circa.

Nel caso in cui il paziente non riesca a piegare il ginocchio nemmeno a 90°, bisogna aspettare più tempo.

 

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Dr. Defilippo Massimo

Massimo Defilippo Mi chiamo Massimo Defilippo, sono un Fisioterapista di Rubiera che effettua fisioterapia ed osteopatia dal 2008.
Mi sono laureato con votazione di 110/110 presso l’università degli studi Magna Graecia …. Biografia completa

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