Borsite Trocanterica, Cos’è, Cosa Fare e i 4 Esercizi più Efficaci

Per curare la borsite trocanterica è necessario capire la reale origine del dolore.

Così puoi star bene in futuro, NON solo per un po’.

È questo che vuoi, vero?

Oggi ti spiego qualcosa che non ti hanno ancora detto e che ti aiuterà a capire come funziona il corpo e come stare meglio.

Ti parlo della vera causa del dolore all’esterno dell’anca, cosa fare per migliorare e cosa evitare.

Vediamo cos’è questa borsite trocanterica.

Cos’è la borsite trocanterica?

La borsite trocanterica è l’infiammazione della borsa sinoviale del grande trocantere del femore.
Il grande trocantere femorale è fondamentale nella dinamica degli arti inferiori perché costituisce l’inserzione dei muscoli:

  • Estensori (ad esempio il grande e piccolo gluteo)

  • Rotatori esterni dell’anca (per esempio il piriforme).

  • la borsa che si infiamma più frequentemente si trova tra il tendine del grande gluteo e il grande trocantere (Drake et al. – 2015).

piriforme,grande gluteo,medio,piccolo
© alamy.com

Generalmente questo è un problema muscolo-scheletrico che non provoca conseguenze (a parte il dolore).

Tuttavia bisogna stare attenti perché si può verificare anche un’infezione e la borsa si può riempire di pus.

In questo caso, è possibile avere anche un infezione purulenta anche nell’articolazione dell’anca.

Questo disturbo è chiamato artrite piogena (Cooperman – 1938).

Inoltre, Se la patologia è causata da un trauma, si possono rompere dei capillari, la conseguenza è un versamento di sangue all’interno, in questo caso si tratta di borsite emorragica.

Chi colpisce?

La borsite trocanterica interessa i soggetti di mezza età e gli anziani, raramente colpisce i bambini.

Attenzione: si verifica più frequentemente nelle donne.
Questo può essere causato dal bacino largo (frequente nelle donne) che favorisce lo stiramento di alcuni muscoli (glutei e piriforme) in certe posizioni.

Questo stiramento è un fattore di rischio importante della borsite trocanterica.

Ci sono le stesse probabilità che la borsite si verifichi a destra o a sinistra, a volte è bilaterale.

Cause della borsite trocanterica

Tra le cause della borsite ci sono

  • Gli squilibri muscolari possono contribuire alla nascita della borsite, nel capitolo della terapia spiego meglio questo concetto.

  • L’allenamento scorretto o semplicemente eccessivo può causare la patologia perché comporta uno sfregamento continuo sulla borsa.

  • Alcune attività: la borsite può essere provocata o favorita da attività come salire le scale di corsa o arrampicarsi.

  • Alcune posizioni mantenute, in particolare i rischi aumentano nelle persone che stanno in piedi o sdraiate sul lato per tante ore al giorno

  • Traumi: Un portiere di calcio può soffrire di borsite trocanterica a causa delle cadute laterali durante le partite.

  • Precedente intervento chirurgico all’anca o protesi all’anca.

  • Altre malattie o disturbi – Tra questi ci sono: l’artrite reumatoide, la gotta e l’artrite psoriasica.

  • Una reazione ad un farmaco.

  • Infezione: In rari casi, la borsite può derivare da un’infezione.

  • La causa può essere idiopatica: significa che i medici non conoscono la causa. Si verifica nel 8,3% dei casi (Schapira et al. – 1986)

Guarda:

La borsite trocanterica (TB) è una complicazione frequente dopo l’intervento di protesi d’anca (THA).

Gli studi mostrano che si verifica dal 3% a 17% dei casi (Shemesh et al. 2018).

Il rischio aumenta se il chirurgo effettua l’incisione nella parte esterna della coscia, mentre è ridotto se l’incisione è posteriore.

Inoltre, la borsite si verifica spesso nei pazienti che soffrono di anca a scatto esterna, cioè in cui la bandelletta ileotibiale scatta sul grande trocantere.

borsite trocanterica, anca
© alamy.com

Come riconosere la borsite trocanterica?

Generalmente, i pazienti con la borsite all’anca hanno i seguenti sintomi:

  • Dolore nella zona superiore ed esterna della coscia,

  • Dolore alla palpazione o digitopressione,

  • Dolore durante la corsa e nei cambi di direzione.

  • Dolore notturno, soprattutto quando si dorme sul lato dolente

  • In fase acuta è possibile che il paziente zoppichi e faccia fatica a fare le scale o uscire dalla macchina.

  • I movimenti senza il carico del peso corporeo sono dolenti nell’adduzione (spostando una coscia verso l’altra) e piegando l’anca oltre l’angolo retto.

Se non è curata, la borsite trocanterica può diventare cronica o persistente.

Diagnosi di borsite trocanterica

Guarda:

Generalmente la visita medica dello specialista è sufficiente per diagnosticare una borsite trocanterica, i segni e i sintomi sono molto caratteristici.

Il requisito più importante è il dolore alla palpazione profonda sul grande trocantere o appena dietro questa sporgenza ossea.

In particolare il medico deve escludere altri disturbi che possono provocare sintomi simili:

  1. Necrosi avascolare della testa del femore,

  2. Frattura da stress dell’anca,

  3. Un tumore,

  4. Un’infezione.

Esami per la borsite trocanterica

È necessario fare gli esami per il dolore laterale all’anca?

Generalmente, se l’unico sintomo è il dolore all’anca e l’intensità non è eccessiva, il medico fa solo una visita.

Naturalmente, se il paziente ha altri sintomi o disturbi, il medico spesso prescrive degli esami.

Però, se non sospetta altri disturbi, il rischio è di ritardare la terapia senza motivo.

In caso di disturbo a livello del trocantere, una radiografia aiuta a escludere le malattie dell’osso, come:

  1. Fratture

  2. Edemi ossei (infiammazione dell’osso causata spesso da un trauma).

L’ecografia riesce a mostrare un ispessimento della borsa perché si accumula il liquido all’interno.

Inoltre riesce ad analizzare lo stato dei tendini.

L’ecografia è considerata l’esame di prima scelta perché:

  1. È facilmente disponibile,

  2. Costa poco,

  3. È un esame che si può fare in diverse posizioni e anche durante il movimento.

Artrocentesi: questa parola difficile significa semplicemente aspirazione del liquido della borsa per l’analisi in laboratorio.

Si effettua solo se il medico sospetta un’infezione.

Cosa fare per la borsite trocanterica?

La prima cosa è andare dal medico, evitare il fai da te perché certi disturbi devono essere trattati presto e nel modo corretto.

Il rischio è di peggiorare la situazione o di ritardare le terapie per disturbi più importanti.

Se il medico ti dice che la causa del dolore è muscolo scheletrica, si prosegue al secondo passaggio.

In questo caso, la seconda cosa da fare è la correzione degli squilibri posturali più frequenti con gli esercizi specifici.

Naturalmente, è meglio andare da un fisioterapista che effettua l’esame muscolare e prepara un programma personalizzato.

In questo modo si correggono le debolezze e le contratture specifiche e si evita di perdere tempo in esercizi che si possono evitare.

Ti darò anche degli altri consigli per ridurre il dolore.

Se tutto questo non fosse sufficiente (spero che non succeda), il passo successivo è la visita specialistica dal fisiatra o dall’ortopedico per:

  1. Approfondire con ulteriori esami,

  2. Effettuare terapie più invasive come le infiltrazioni o l’intervento chirurgico.

Ok, ora vedremo le terapie più utili secondo gli studi scientifici e la mia esperienza.

Ti dico anche i risultati che hanno avuto.

Cura per la borsite trocanterica

Terapia per la fase acuta (appena compare il disturbo)

In fase acuta la terapia consiste in ghiaccio e riposo, ma spesso non è risolutiva

Gli esercizi di riabilitazione possono essere utili insieme all’osteopatia per correggere gli squilibri posturali e muscolari.

In parole semplici:

Gli esercizi permettono di “attivare” dei muscoli che finora erano poco utilizzati e quindi erano diventati deboli.

Altri muscoli facevano quindi un doppio lavoro.

La conseguenza è il sovraccarico con infiammazione e dolore.

Quindi, bisogna recuperare l’equilibrio muscolare per evitare che si infiammi ancora dopo la guarigione.

L’osteopatia può essere utile perché:

  1. Migliora la circolazione,

  2. Sblocca le articolazioni

  3. Rilassa la muscolatura.

Tuttavia, dev’essere affiancata ad un programma di esercizi per avere risultati a lungo termine.

Onde d’urto

Secondo gli studi scientifici di Furia et al. e di Rompe et al, la terapia ad onde d’urto ha permesso dal 64% al 76% dei pazienti di tornare alle normali attività quotidiane.

 onde-d'urto

4 Esercizi Efficaci per la borsite trocanterica

Questa terapia è fondamentale che può permetterti di evitare terapie con effetti collaterali e costose.

Secondo uno studio di Bewyer et al. (2003), questo problema è causato da uno squilibrio muscolare.

In particolare, i muscoli abduttori dell’anca (che spostano la coscia all’esterno) sono deboli e allungati.

Questo stiramento provoca la formazione di trigger point attivi, il dolore e la borsite trocanterica.

I muscoli che generalmente provocano questo problema sono:

  1. Piccolo gluteo,

  2. Medio gluteo.

Perché?

Cerchiamo di capire perché gli esercizi possono aiutare a risolvere la borsite trocanterica.

Secondo S. Sahrmann, il problema è la dominanza dei muscoli:

  1. Adduttori,

  2. Eventualmente dei muscoli rotatori interni.

Quindi i muscoli abduttori (piccoo e medio gluteo) e rotatori esterni (in particolare il piriforme) sono meno attivi, allungati e deboli.

Spesso anche il quadricipite è debole.

Invece, il tensore della fascia lata (parte esterna della coscia) è generalmente accorciato.

I muscoli stirati si infiammano facilmente e causano dolore.

Quindi bisogna:

  1. Rafforzare questi muscoli con alcuni esercizi

  2. Ridurre il sovraccarico con una modifica della postura.

Questo giustifica anche lo sviluppo di:

  1. Sindrome del piriforme,

  2. Sciatalgia,

  3. Sindrome della bandelletta ileotibiale.

Questi disturbi possono accompagnare la borsite trocanterica.

Un altro sintomo di questo squilibrio muscolare è il dolore:

  1. Più forte al mattino,

  2. Minore dopo aver camminato.

1. Esercizio da prono per i rotatori esterni

  • Per questo esercizio bisogna sdraiarsi a pancia in giù.

  • Divaricare leggermente le gambe,

  • Piegare le ginocchia,

  • Unire i piedi e spingere un piede verso l’altro.

  • Rimanere in questa posizione 5 secondi,

  • Ritornare alla posizione iniziale,

  • Ripetere 10 volte.

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2. Esercizio in posizione sdraiata sul fianco sano

  • Sdraiarsi sul lato sano,

  • Il ginocchio inferiore dev’essere piegato,

  • La gamba che sta sopra dev’essere distesa,

  • Sollevare la coscia colpita ruotando leggermente il piede verso l’alto (per ruotare l’anca all’esterno),

  • Tornare alla posizione iniziale,

  • Ripetere 10 volte.

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3. Esercizio Clam

  • Sdraiarsi sul lato sano,

  • Mettere un elastico all’esterno delle ginocchia,

  • Sollevare solo la coscia superiore, tenendo i due piedi uniti,

  • Tornare alla posizione di partenza,

  • Ripetere 20 volte.

esercizio-clam

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4. Stretching dinamico del tensore della fascia lata

  • Posizione iniziale: Sdraiato a pancia in giù,

  • Piegare il ginocchio dell’arto inferiore dolente,

  • Spostare il piede sopra il ginocchio opposto (è una rotazione interna dell’anca),

  • Arrivati al limite, tornare alla posizione iniziale.

  • Ripetere 10 volte.

stretching-tensore-fascia-lata

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Consigli posturali

Le persone che dormono sul fianco dovrebbero tenere un cuscino tra le gambe.

Sedersi senza accavallare le gambe mettendo il ginocchio sopra alla coscia opposta.

In caso di zoppia, utilizzare il bastone quando si cammina.

Come alzarsi da seduto e sedersi

La cosa importante è non avvicinare le ginocchia sedendosi o alzandosi dalla sedia.

Se le ginocchia si spostano una verso l’altra, si favorisce l’utilizzo dei muscoli rotatori interni.

Mentre il nostro obiettivo è attivare gli abduttori (esterno coscia e glutei).

Come bisogna fare?

1. Scivolare fino al bordo della sedia aiutandosi con le mani,

2. Sollevare il sedere senza usare le mani,

3. Contrarre (indurire) i muscoli glutei mentre ci si alza,

4. Tenere la schiena dritta,

5. Non sporgere in avanti durante il movimento.

alzarsi-dalla-sedia

Nella figura, la modella tiene le mani sulle spalle, ma non è necessario.

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Infiltrazioni alla borsa trocanterica

Secondo uno studio di Nurkovic et al. (2016), su 215 pazienti con borsite trocanterica il trattamento con iniezioni di cortisonici e lidocaina seguiti dalla fisioterapia ha dato risultati soddisfacenti nel 49% dei casi.

La terapia con soli cortisonici e lidocaina è stata soddisfacente nel 39% dei casi.

Gli autori indicano anche che le iniezioni di cortisonici con anestetico possono essere date singolarmente o si possono ripetere a distanza di 4-6 settimane.

Secondo Williams et al. (2009), la borsite trocanterica rappresenta solo il 2,5% dei problemi di salute negli sportivi.

Generalmente, gli atleti rispondono bene alle terapie non chirurgiche:

  1. Allungamenti,

  2. Applicazione di ghiaccio,

  3. Riposo o riduzione del carico di lavoro,

  4. Infiltrazioni di cortisone.

Tuttavia, uno studio di Coombes et al. (2013) mostra che il cortisone ha un effetto più potente della fisioterapia, ma gli effetti hanno una durata minore.

Intervento chirurgico per la borsite trocanterica

Borsite trocanterica e conflitto femoro acetabolare

Il conflitto femoro acetabolare si verifica quando il femore e l’acetabolo non combaciano perché non hanno una forma perfettamente rotonda.

Secondo uno studio di Vap et al. (2018) I pazienti sottoposti alla rimozione della borsa e all’allungamento chirurgico della bandelletta ileotibiale per borsite trocanterica cronica hanno avuto un miglioramento del dolore eccellente.

Inoltre, gli autori dicono che i risultati sono gli stessi raggiunti dai pazienti che non avevano la borsite cronica.

L’anestesia più adatta per l’intervento è una combinazione di anestesia spinale ed epidurale (Govaert et al. – 2012).

 

Intervento di asportazione della borsa in artroscopia

Fox ha descritto la borsectomia in via artroscopica.

Con quali risultati?

Su 27 pazienti che si sono sottoposti a questo intervento:

  • 23 hanno avuto risultati buoni o eccellenti subito dopo l’operazione;

  • 3 pazienti hanno avuto recidive a 1 e 5 anni dopo l’intervento.

Riabilitazione post-operatoria

Nelle prime 2 settimane dopo l’intervento di asportazione della borsa trocanterica in artroscopia, generalmente l’ortopedico indica di appoggiare il peso in modo progressivo, in base alla tolleranza.

Anche l’ampiezza di movimento dev’essere ridotta.

Il ritorno alle normalità è previsto dopo 4-6 settimane.

Se il paziente si sottopone contemporaneamente ad un intervento per un problema dell’articolazione, i tempi di recupero aumentano.

In questo caso è consentito appoggiare poco peso sull’arto operato (meno di 10 kg) per almeno 3 settimane.

L’ortopedico consiglia anche il kinetec, cioè il macchionario che muove passivamente l’arto operato per 4-8 ore al giorno.

Un tutore che previene la rotazione esterna dell’anca e l’estensione dev’essere utilizzato per 3 settimane.

La fisioterapia dev’essere iniziata prima possibile per prevenire le aderenze e mantenere l’ampiezza di movimento.

Cosa non fare?

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  1. In piedi, bisogna tenere il peso appoggiato su entrambe le gambe allo stesso modo.

    Evitare di appoggiare il peso su una sola gamba e sbilanciare il corpo in quella direzione.

  2. Evitare lo stretching, soprattutto del piriforme e degli abduttori.

    Molte persone pensano che lo stretching sia una terapia, in realtà non ha un effetto curativo, anzi.

    Come conferma uno studio scientifico di Harvey et al. (2017), lo stretching non migliora il dolore o la qualità di vita.

Quanto dura la borsite all’anca? La prognosi

Non si può stabilire in anticipo la durata della borsite trocanterica, in caso di trauma il dolore può passare in poco tempo, ma in certi casi diventa cronica e se è trascurata i tempi di recupero possono essere di mesi o anni.

Ora è il tuo turno

Ti ho spiegato la vera origine del dolore e le terapie più efficaci.

Ora sei pronto per la terapia.

Come pensi di procedere?

Prenderai dei farmaci?

O farai gli esercizi?

In ogni caso, lascia un commento qui sotto.

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