Dolore dorsale Intercostale scapolare

1) Dolore Dorsale o dorsalgia
2) Dolore o nevralgia Intercostale Che cos’è?
3) Dolore dorsale e nel braccio posteriormente

Il dolore dorsale o dorsalgia si può sentire dalla base del collo fino all’ultima costola, non è frequente come il male al collo o alla schiena.  Può essere lieve, lancinante, costante oppure si avverte solo durante il movimento.
Il dolore dorsale più frequente è di tipo muscolare e articolare, ma non si può trascurare perché anche il tumore del polmone può causare sintomi in quest’area.

Anatomia del dorso e delle costole

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Bella ragazza bionda con dolore toracico
© Yuri Arcurs – Fotolia.com

Le coste dette comunemente costole, sono le ossa del torace, piatte e nastriformi, (ne possediamo 12 paia) in grado di proteggere e contenere gli organi vitali della cavità toracica.
Hanno origine dalle 12 vertebre dorsali e si estendono fino allo sterno.

La gabbia toracica è costituita dalle coste, dalle vertebre toraciche e dallo sterno ed ha un importante ruolo di protezione del cuore e dei polmoni.

Le coste, dalla prima alla settima, si chiamano “vere” o “sternali” perché si articolano con lo sterno mediante l’interposizione di una cartilagine, questo fa si che la gabbia toracica sia meno rigida.

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Gabbia Toracica vista posteriormente.
© Sebastian Kaulitzki – Fotolia.com

Le coste dall’ottava alla decima non si articolano con lo sterno, ma con la costa precedente.
L’undicesima e la dodicesima terminano anteriormente libere e sono dette coste fluttuanti.
L’interposizione della cartilagine costale rende la gabbia toracica più elastica.
Le cartilagini costali si allungano progressivamente dalla prima fino alla settima, poi si accorciano.
È fondamentale la loro libertà di movimento che deve consentire di allargare la gabbia toracica durante l’inspirazione e di restringerla durante l’espirazione.

Dolore Dorsale o dorsalgia

Cosa significa?

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In rosso è evidenziata la zona del dolore.
© Patrick Hermans – Fotolia.com

Quasi tutti pensano che il dolore dorsale e intercostale fino allo sterno sia causato da un colpo di freddo o dal tempo, questa è una convinzione generalmente erronea, ce ne rendiamo conto perché il fastidio tende a rimanere anche dopo una settimana.

È fondamentale farsi visitare dal medico perché i sintomi in quest’area corporea possono essere causati anche da patologie gravi come neoplasie, ulcere, pleuriti ecc.
Se il forte dolore è originato dall’apparato muscolo-scheletrico o dai nervi bisogna accertarsi che non ci siano lesioni (fratture, strappi muscolari, distrazione delle cartilagini costali ecc.) mediante la valutazione del paziente e la raccolta dell’anamnesi.
Il dolore può essere bilaterale, ma quasi sempre si sente solo nel lato destro o sinistro del torace.

Generalmente si presentano in ambulatorio pazienti che svolgono qualunque tipo di lavoro, ne soffre una percentuale molto alta della popolazione a prescindere dal lavoro, vedo quotidianamente operai, impiegati, tecnici, sportivi e professionisti ecc. La lombalgia è più frequente rispetto alla dorsalgia, però trattiamo più spesso pazienti con la parte centrale della schiena bloccata, questo perché generalmente i sintomi sono molto forti.
I pazienti con mal di schiena dorsale possono avere qualunque età, gli adulti sono i più colpiti.
Questo disturbo se non è curato correttamente può diventare cronico, ci sono pazienti che ne soffrono per 20/30 anni.

Il dolore è scapolare, cioè localizzato tra le due scapole e compreso tra il centro della schiena e il collo, può essere sulla colonna vertebrale oppure un po’ laterale.

Chi soffre di dorsalgia spesso soffre anche di lombalgia, cervicalgia o rachialgia diffusa.
Spesso i medici pensano che il dolore è causato da una contrattura, cosa parzialmente vera, infatti la contrattura antalgica è una conseguenza del dolore alla spina dorsale e scapolare.

Il dolore scapolare, all’apice della scapola è molto frequente, riguarda soprattutto i movimenti della spalla, infatti chi ne soffre non riesce ad alzare il braccio oppure a mettere la mano dietro la testa o dietro la schiena.

 

Quali sono le cause?

La dorsalgia colpisce quasi la metà della popolazione nella vita, pazienti che svolgono qualsiasi tipo di attività lavorativa e sportiva.
È difficile identificare la causa con certezza, ci sono soggetti che si svegliano al mattino con il dolore oppure avvertono una sintomatologia di bassa intensità (un fastidio) che cresce con il tempo.
Il dolore è provocato quasi sempre da un insieme di cause, è rarissimo che origini da una sola struttura.
Gli anziani possono soffrire di spondilosi, vale a dire artrosi vertebrale.
Non esiste un equivalente del torcicollo o del colpo della strega per la colonna dorsale.
Il peso del paziente non può essere l’origine dei sintomi perché si vedono anche soggetti molto magri.
Una patologia autoimmune come la spondilite anchilosante o l’artrite reumatoide attacca il dorso, nel primo caso la colonna vertebrale assume una forma a canna di bambù perché si rettilineizza.

 

Quali sono i sintomi?

I sintomi della dorsalgia non riguardano solo il dorso, la domanda da porre al paziente è: se il dolore scapolare sparisse, si sentirebbe guarito?
La risposta potrebbe essere negativa perché il soggetto può avvertire stanchezza alle braccia.
Il mal di schiena dorsale è molto forte, generalmente su un solo lato del dorso e si può avvertire anche a riposo.
Il dolore si avverte ruotando e piegando il torace oppure girando, inclinando, flettendo ed estendendo il collo, nei casi più gravi c’è il blocco del dorso. I sintomi si localizzano più spesso nella regione alta del dorso, dietro le spalle e le scapole, più raro è un mal di schiena dorso-lombare.
Il paziente dice che fa male anche durante la tosse o quando respira profondamente.

I sintomi possono essere provocati nella fase di ritorno da un movimento oppure subito dopo essere tornati alla posizione di riposo.
Ci sono pazienti che si svegliano verso le 4 di notte dal dolore e si devono alzare perché l’intensità è molto alta, ma durante il giorno la schiena è completamente indolore.
Il dolore può comparire anche respirando profondamente.
Un paziente non deve sentirsi idiota solo perché avverte sintomi strani, non è corretto considerare psicosomatico il dolore senza dimostrarlo.

 

Come si arriva alla diagnosi?

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Risonanza magnetica cervico – dorsale.

“Un mio amico dice che il dolore è dovuto alle scarpe, l’altro dà la colpa al materasso, forse ho l’ernia del disco … però ricordo di aver sollevato un oggetto pesante e forse ho uno strappo muscolare“.

Queste sono alcune ipotesi che generalmente fa il paziente, a volte sono giuste, il medico farà una visita per escludere le patologie più gravi, poi in base alla storia clinica, ai test e alle informazioni che ha dato il paziente diagnosticherà il tipo di dorsalgia di cui si è affetti.

Gli esami che può prescrivere sono: la Risonanza magnetica e la Tac se sospetta un ernia del disco oppure la radiografia per eventuali fratture o anomalie congenite a livello osseo.
È possibile che il paziente soffra di dorsalgia aspecifica senza una causa e con gli esami diagnostici (RMN, Tac ecc) che non mostrano lesioni o infiammazioni.
Questi sintomi possono essere puntiformi oppure delle fasce verticali che si propagano verso il basso o l’alto.

 

Cosa fare? Qual’è la terapia?

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Manipolazione miofasciale.

Tutti i pazienti dovrebbero migliorare la postura per evitare di assumere posizioni troppo “ingobbite” con un ipercifosi dorsale, soprattutto da seduti.
I farmaci antinfiammatori (fans, cortisone, analgesici, ecc) possono dare sollievo, ma il miglioramento è generalmente temporaneo perché non agiscono sulla causa del problema.

Lo strappo muscolare è un evento rarissimo, la terapia è esclusivamente strumentale, alcune sedute di Laser o Tecar® conducono alla chiusura dello strappo

Il taping neuromuscolare (o kinesio tapingsi può associare alla terapia, serve per rilassare le contratture e stimolare la muscolatura nel lato sano, in questo modo si rende omogenea la tensione delle spalle e dei muscoli interscapolari.

In caso di ernia del disco, molto rara a livello dorsale, la terapia più adatta è il metodo mckenzie che spinge il nucleo polposo del disco intervertebrale verso la sua sede anatomica, in questo modo smette di premere sul nervo e di causare i sintomi.
Per l’artrosi o la dorsalgia da infiammazione, si utilizza la fisioterapia strumentale che ha un effetto antinfiammatorio locale.
I pazienti che avvertono dolore durante alcuni movimenti (di solito la rotazione), traggono beneficio dalle tecniche di riposizionamento articolare.
Per i dolori aspecifici in soggetti che non hanno difetti anatomici la terapia che mi ha dato i risultati migliori è la manipolazione miofasciale, che va a sciogliendo le aderenze connettivali che intrappolano i nervi.

Se il paziente sente dolore soprattutto di notte e al risveglio di mattina, bisogna controllare se il materasso è adeguato.

 

Dolore o nevralgia Intercostale. Che cos’è?

 

È possibile avvertire delle forti scosse nel torace che vanno dalla scapola fino allo sterno?

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esercizio di rotazione dorsale

 

Il dolore intercostale acuto è molto forte ha origine dalla colonna vertebrale dorsale e si irradia seguendo il decorso della costola fino allo sterno, è possibile che non si avverta al centro della schiena, ma che origini a livello della scapola, in certi casi il dolore non arriva fino allo sterno, ma termina nel torace a livello delle costole.
La componente di dolore costale che inizia lateralmente alle vertebre e si propaga allo sterno è sempre di origine nervosa al quale si può associare anche un disturbo a carico di ossa e muscoli.
Il paziente avverte un dolore continuo e persistente circa a metà schiena che può peggiorare mentre si eseguono certi movimenti o assumendo alcune posizioni.
La visita medica è indispensabile perché i sintomi toracici possono essere causati da gravi patologie viscerali, però non è sempre necessario contattare lo specialista o fare degli esami strumentali.
Questo disturbo colpisce ogni tipo di paziente, spesso adulti, possono svolgere lavori pesanti o di tipo sedentario.

Quali sono le cause?

La causa più probabile è l’ernia o protrusione discale, anche se in questo tratto del rachide è rara perché il disco ha uno spessore ridotto. Un altra causa di dolore può essere articolare, il dolore può originare dalle faccette articolari delle vertebre.
Il motivo per cui esce fuori l’ernia o il disallineamento vertebrale è la postura, un trauma improvviso o un sollevamento di pesi in posizione scorretta.
Il colpo di freddo non sembra una causa del dolore intercostale, anche se può irrigidire la muscolatura e favorire la comparsa del dolore.

 

Quali sono i sintomi?

Il dolore è fortissimo o somiglia ad una frustata molto forte e insopportabile.
Si può sentire anche a riposo, da fermo, ma generalmente è legato ai movimenti del braccio o della schiena.

Il dolore può essere avvertito come bruciore ed è localizzato come mezza cintura sulla gabbia toracica.
Il respiro profondo può esacerbare i sintomi, nei casi più gravi anche solo respirare normalmente.
Il paziente soffre quando tiene il braccio sollevato per lungo tempo (ad esempio lavarsi i denti), soprattutto se il braccio è disteso in avanti con il gomito all’altezza della spalla (come allungarsi per prendere un oggetto lontano).
I movimenti del torace e della schiena sono dolorosi, soprattutto la rotazione da un solo lato e il piegamento in avanti.
Se il dolore è nella parte alta del dorso, anche la rotazione o inclinazione del collo può dare fastidio.
Sintomi più rari sono il formicolio e la perdita di sensibilità al petto.
Il dolore aumenta se si mantiene la stessa posizione per almeno 5/10 minuti, seduti, in piedi o certe posture da sdraiato.
Nei casi più gravi il paziente rimane piegato verso un lato con la schiena, a volte non se ne accorgono finché non si fa notare loro la postura davanti ad uno specchio.

 

Come si arriva alla diagnosi?

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Risonanza magnetica che mostra due ernie del disco.

La visita medica è sufficiente nella maggior parte dei casi ed è necessaria per escludere le patologie viscerali.
Se il medico ritiene necessaria un indagine più approfondita prescrive un esame strumentale.
La risonanza magnetica o la TAC mostrano un eventuale protrusione o ernia discale che può essere la causa dei sintomi del paziente.
La radiografia mostra solo le ossa, quindi è utile per diagnosticare una frattura o la spondilosi, cioè l’artrosi vertebrale e la scoliosi della spina dorsale.
L’ecografia non si esegue perché non riesce a fornire informazioni sul disco intervertebrale e difficilmente discrimina i muscoli della schiena dato che sono disposti su 4 strati sovrapposti.
Gli esami del sangue con gli anticorpi ANA (antinucleo) se sono positivi possono indicare che il paziente è affetto da patologie reumatiche come la Spondilite anchilosante, da confermare con la risonanza magnetica che mostra la colonna vertebrale a canna di bambù e rettilineizzata.

Se il medico di base lo ritiene opportuno può consigliare una visita specialistica da un fisiatra, un reumatologo o un ortopedico.
È quasi impossibile trovare una lesione muscolare a livello della schiena, dei muscoli pettorali e addominali perché i movimenti del tronco non sono rapidissimi e la presenza di tanti legamenti e capsule articolari non permette ai muscoli di stirarsi oltre la flessibilità fisiologica.

 

Un rapido accenno a come si leggono i referti delle risonanze, Tac, Radiografie ecc.

La scoliosi può dare un dolore intercostale?
No nella maggior parte dei casi, se curva scoliotica è molto grave bisogna valutare se può comportare una compressione del nervo, ma sono casi estremamente rari.

L’artrosi può essere la causa del dolore Dorso-costale?
Non capita praticamente mai di incontrare anziani con un’artrosi tale da comprimere il nervo perché questo tratto della colonna vertebrale è meno flessibile e quindi meno soggetto alla degenerazione dell’articolazione.

L’ernia del disco può causare il dolore irradiato dalla schiena fino allo sterno?
Si, è la causa più probabile.

Ho la colonna dorsale rettilineizzata, questo causa il mal di schiena e intercostale?
No, non lo provoca.

 

Qual è la terapia più adatta?

Il medico prescrive le terapie in base alla causa del mal di schiena.
Generalmente il dolore che origina dalla colonna vertebrale ha una causa posturale o provocato da movimenti scorretti, quindi la prima cosa da intraprendere è la correzione della postura che darà sollievo al paziente.
Se si sospetta che la protrusione, bulging o ernia del disco provochi i sintomi, la terapia più adatta è manuale, con il metodo mckenzie si ottengono ottimi risultati.

La terapia strumentale può essere utile per eliminare l’infiammazione, ma non sempre è risolutiva.
Se il nucleo polposo del disco intervertebrale è uscito dalla sua sede anatomica e preme sul nervo, qualsiasi terapia antinfiammatoria non può risolvere il disturbo perché anche se la consistenza è quasi liquida, non si tratta di infiammazione.

Dolore dorsale e nel braccio posteriormente

 

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Immagine della regione dei sintomi del dolore dorsale e al braccio
© Sebastian Kaulitzki – Fotolia.com

 

Che cos’è?

Il dolore di origine dorsale può presentarsi anche nel braccio, di solito solo posteriormente.
I sintomi sono terribili, il paziente sta bene da sdraiato, ma seduto e in stazione eretta non riesce a trovare una posizione che allevi i sintomi.
Se il soggetto è in piedi con le mani lungo i fianchi e rivolte con il palmo in avanti, il dolore è nell’area posteriore del braccio, a livello del tricipite e degli estensori del polso e delle dita.
Il paziente si presenta in ambulatorio con l’avambraccio sopra la testa o sostenuto dall’altro braccio perché dà sollievo e calma i sintomi.
Generalmente si presenta insieme al dolore cervicale, il soggetto non riesce a muovere il collo senza dolore in nessuna direzione.
Questa sindrome dolorosa è accompagnata spesso da un disturbo articolare o discale a livello del collo.

 

Quali sono le cause?

Come ogni dorsalgia di tipo muscolo-scheletrico, il dolore è causato dalla postura, traumi, sollevamenti eseguiti in maniera scorretta, degenerazione articolare (spondilosi) o malformazioni congenite.
L’esordio è acuto e il dolore innervosisce perché spesso è costante.
I pazienti mi dicono che il dolore è causato della sedia che è molto alta o sono stati piegati molto tempo a lavorare oppure hanno fatto degli esercizi in palestra.
Il dolore può essere causato da un anomala posizione delle vertebre che sono leggermente disallineate e causano attrito nel movimento, da una contrattura muscolare oppure da una protrusione o bulging discale.
Alcuni pazienti arrivano con la risonanza magnetica in mano e pensano che il loro problema sia la presenza di vertebre schiacciate.
Generalmente non è così perché il disco intervertebrale dorsale è molto stretto e il consumo da usura della cartilagine e del disco è generalmente asintomatico e i giovani o adulti sono molto più colpiti degli anziani.

 

Quali sono i sintomi?

Il soggetto colpito da questa sindrome cerca di tenere una postura non dolorosa come la mano sopra la testa oppure si sorregge il braccio con una fascia sul collo.
Durante il giorno il paziente non sà che posizione tenere perché avverte un fastidio costante e insopportabile che aumenta nell’esecuzione di certi movimenti.
In questo caso, i sintomi che originano dalla regione scapolare e terminano nelle dita sono causati da una compressione del nervo cervicale C6, ma spesso il soggetto afferma che il collo è asintomatico, ovvero sano.
Questo è possibile perché spesso il dolore di tipo neurologico non dà un esatta corrispondenza tra regione colpita e sintomi.
Ci sono tanti pazienti che si presentano in ambulatorio per disturbi che riguardano solo la spalla o il gomito causati da un problema cervicale.
A differenza del dolore intercostale o scapolare, il paziente non avverte dolore alzando il braccio in avanti, ma può sentire fastidio al petto sul lato doloroso
I sintomi comprendono formicolio all’indice e al dito medio costanti, dolore forte sotto al braccio, inoltre sul dorso il paziente sente male a lato della colonna vertebrale, vicino alla scapola.
Questa sindrome può coinvolgere il collo in quanto i movimenti sono molto limitati, ma il dolore è avvertito nella regione della scapola, il paziente esacerba il dolore quando:

  • Si piega in avanti,
  • Guarda in alto,
  • Ruota e inclina il collo verso il lato doloroso.

Di notte il paziente non soffre, ma durante il giorno sente il bisogno di sdraiarsi per stare meglio.
In linea generale durante il movimento il dolore cala, ma rimanere fermo in una posizione esacerba i sintomi, come anche il respiro profondo.

C’è un altro tipo di disturbo che si avverte sotto la prima vertebra dorsale e continua fino a metà avambraccio posteriormente.
Il mal di schiena dorsale può colpire anche gli sportivi, soprattutto i pallavolisti, questo sport comporta continui salti e atterraggi a terra, traumi nell’azione del muro e della schiacciata.

 

Qual’é la terapia?

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Posizione scorretta della schiena.
© dimis – Fotolia.com

La prima cosa da fare è la correzione della postura, come abbassare l’altezza della sedia per un impiegato, per una mamma sostenere con un cuscino il bambino durante l’allattamento e piegare le ginocchia se si vuole sollevare un oggetto da terra piuttosto che flettere la schiena.
È importante mettere il rotolo lombare sulla sedia per mantenere la corretta posizione della schiena.
Qualunque terapia avrà poco effetto se il paziente mantiene le abitudini scorrette.
La terapia più efficace è manuale perché non si tratta di un’infiammazione, il Laser, la Tecar® e la massoterapia servono per sciogliere le contratture che probabilmente soffrendo molto si possono sviluppare sul collo e sulla regione scapolare.
Per le discopatie e le patologie a livello articolare la terapia più adatta è il metodo Mckenzie unito al riposizionamento articolare.
Se il paziente non ha un ernia del disco, la terapia manuale più adatta è la manipolazione miofasciale che consiste nello sciogliere le aderenze nel tessuto connettivo che interferiscono con i nervi.

Dr. Massimo Defilippo Fisioterapista Tel 0522/260654 Defilippo.massimo@gmail.com
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