Cervicobrachialgia significa dolore che origina dal collo e si irradia verso le dita della mano, seguendo il decorso del plesso brachiale, ovvero i nervi che collegano il midollo spinale al braccio.

Dal rachide cervicale partono i nervi spinali del plesso brachiale che innervano l’arto superiore fino alle dita.

La discopatia cervicale colpisce maggiormente i dischi:

  • C4 – C5,
  • C5-C6,
  • C6 – C7.

Quindi colpisce soprattutto la base del collo.

 

Cause della cervicobrachialgia

Le cause principali sono:

  1. Infiammazione di un nervo che collega il collo al braccio.
  2. Rigidità muscolare e del tessuto connettivo – In questo caso, la rete di tessuto connettivo “tira” da qualche parte lungo il corpo e il dolore si può sentire dove si scarica la tensione,
  3. Presenza di un trigger point attivo, cioè di un nodulino interno al muscolo che quando è attivo causa dolore anche a distanza.
Plesso brachiale,plesso cervicale

© alamy.com

 

E l’ernia del disco?

Gli studi mostrano che non ci sono legami tra cervicobrachialgia ed ernia del disco.

Lo so, il medico ti ha detto che il tuo problema è l’ernia, però poi si smentisce prescrivendo farmaci e fisioterapia/esercizi che non possono eliminare l’ernia.

Solo l’intervento può rimuovere il disco erniato, quindi, coerentemente ti avrebbe prescritto un intervento.

Invece, dato che avere dolore e l’ernia è solo una coincidenza, prescrive delle terapie conservative.

Sintomi della cervicobrachialgia e terapia

Sintomi della cervicobrachialgia e terapia – © alamy.com

Quali sono i sintomi della cervicobrachialgia?

I sintomi dipendono dalla causa del disturbo.

Se l’origine è l’infiammazione di un nervo del plesso brachiale, i sintomi del paziente sono di solito:

Spesso i pazienti riferiscono la mano gonfia e fredda.

I pazienti mi riferiscono di sentire la mano gonfia, anche se in realtà non lo è, spesso sentono un formicolio notturno molto fastidioso che li sveglia.

Sintomi della cervicobrachialgia di origine muscolare/posturale

  • Dolore al collo e al braccio che si può fermare alla spalla oppure può arrivare alle mani. Il dolore si sente soprattutto durante i movimenti.
  • Limitazione del movimento o rigidità durante i movimenti del collo (rotazione, estensione, inclinazione laterale),
  • Formicolio, a volte.

Quindi, la forte differenza è il tipo di dolore.

In rarissimi casi i pazienti riferiscono una cervicobrachialgia bilaterale, ma qualcuno avverte pesantezza e debolezza ad entrambi gli arti superiori.

Come distinguere il dolore da infiammazione da quello muscolare?

Infatti, se l’origine è:

  • L’infiammazione del nervo, i sintomi sono più gravi e costanti,
  • Il muscolo o il tessuto connettivo, i sintomi si sentono soprattutto durante alcuni movimenti o in certe posizioni.

Ho vertigini e mal di testa, dipende dall’ernia cervicale?
Se il paziente ha dei giramenti di testa o vertigini e cefalea non dipende da un’ernia del disco cervicale perché questi sintomi originano dalle vertebre C1-C2, tra le quali non c’è un disco intervertebrale che può comprimere il nervo.

Diagnosi della cervicobrachialgia

Il medico a cui rivolgersi è:

  • Il neurochirurgo,
  • Il fisiatra.

Durante la visita, il medico deve controllare:

  • La forza,
  • I riflessi,
  • L’ampiezza di movimento del braccio.

Se il dolore lungo al braccio è causato dall’infiammazione del nervo, la compressione del collo e la trazione (stiramento del nervo) aggravano il dolore.

Questo aiuta il medico a capire l’origine dei sintomi.
C’è un test fondamentale che bisogna eseguire con una compressione e il collo inclinato lateralmente, si chiama test di Jackson.


In base alla localizzazione dei sintomi sul braccio, si può capire qual è il nervo che provoca i sintomi:

  • Cervicobrachialgia C5, cioè il nervo che origina tra la vertebra C4 e C5: il dolore si sente a livello del bicipite.
  • Cervicobrachialgia C6, il dolore è nella zona laterale del braccio e dell’avambraccio fino al pollice.
  • Cervicobrachialgia C7, i sintomi si trovano nella zona posteriore del braccio e dell’avambraccio fino al dito medio.

In caso di infiammazione del nervo sul lato destro, il braccio colpito è solo il destro.

Viceversa se il nervo è sul lato sinistro.

Non bisogna confondere l’ernia e la stenosi cervicale con la brachialgia, cioè l’infiammazione del plesso brachiale perché sono due cose molto diverse.

L’osservazione del paziente cosa dice?
In certi casi il paziente si presenta in ambulatorio con l’avambraccio sopra la testa perché questa postura diminuisce lo stiramento sulla quinta e sesta radice nervosa cervicale, alleviando le fitte.
Possono anche sostenere il gomito con un foulard, come in caso di lussazione della spalla, questo atteggiamento allevia lo stiramento della settima radice nervosa cervicale.

Come capire se il problema è di tipo muscolare?

 

In base al tipo di dolore si può sospettare se il dolore origina da nervi o muscoli.

Il dolore muscolare non cambia comprimendo il collo, ma stirando i muscoli colpevoli.

Inoltre, la pressione su alcuni muscoli peggiora i sintomi, in particolare:

  • Gli scaleni anteriore e medio,
  • Il piccolo pettorale.

Inoltre, il dolore non si sente a riposo, oppure si sente un lieve fastidio, soprattutto dopo aver sforzato il muscolo interessato.

 

Quali sono gli esami strumentali per la cervicobrachialgia?

Gli esami strumentali che si possono fare sono:

  • La risonanza magnetica per vedere se ci sono delle masse che comprimono i vasi sanguigni che arrivano a un nervo, infezioni, fratture, ecc.
  • L’elettromiografia, cioè un esame diagnostico che riesce ad analizzare l’attività muscolare a riposo e durante la contrazione volontaria.

Questi esami a cosa servono?

Solo per escludere dei problemi gravi, non certo per fare la diagnosi.

La diagnosi la fa il medico con l’esame fisico e il fisioterapista deve fare una valutazione fisica prima di trattare il paziente.

Cosa fare? Qual è la cura più adatta?

La cura ideale è quella che agisce sulla causa.

Non esiste la cura unica per tutte le cervicobrachialgie e sicuramente bisogna andare oltre alle alterazioni anatomiche che si vedono nella risonanza, come:

  • Ernia del disco,
  • Stenosi cervicale.

Infatti, queste alterazioni anatomiche sono presenti in tanti individui che non hanno dolore.

 

Terapia farmacologica

Il medico può prescrivere dei farmaci cortisonici in fase acuta, ma quando il dolore si riduce il medico di solito prescrive:

Contro la nevralgia, il dottore spesso consiglia il pregabalin (Lyrica).

Prima di considerare un intervento chirurgico, il medico può consigliare delle infiltrazioni di cortisone epidurali.

 

 

Fisioterapia per la cervicobrachialgia

Il trattamento con gli esercizi McKenzie è molto efficace per la cervicobrachialgia.

Questo metodo è basato su alcuni esercizi che:

  • Diminuiscono i sintomi,
  • Migliorano la mobilità articolare.

 

A differenza della schiena, non serve eseguire degli esercizi di rinforzo muscolare dei muscoli del collo per curare una cervicobrachialgia.

Possono aiutare anche le terapie basate sul calore:

Tuttavia, sono solo sintomatiche, possono dare sollievo, ma non risolvono il problema alla radice.

La trazione cervicale è una cura che dà sollievo, ma non ci sono studi scientifici che mostrano l’efficacia della terapia in caso di cervicobrachialgia.

L’osteopatia è una terapia manuale che permette di:

  • Rilassare le contratture,
  • Liberare le articolazioni bloccate e le compressioni dei nervi,

Quindi in questo caso può essere molto utile.

 

Rimedi naturali per la cervicobrachialgia

  • Mettere un collare che blocca l’articolazione non serve ed è controproducente perché aggiunge rigidità agli altri sintomi.
    Si può tenere un paio d’ore al giorno se senti sollievo.
  • Le docce calde o la borsa dell’acqua calda possono ridurre i sintomi e rilassare le contratture muscolari, non applicare un impacco di ghiaccio sul collo o sul braccio.

 

Raccomandazioni per la cervicobrachialgia

  • Tra gli sport da evitare c’è anche il nuoto perché bisogna ruotare spesso il collo per nuotare a stile libero, inoltre il movimento del braccio può aggravare i sintomi.
  • La posizione migliore per dormire è a pancia in su con la mano dolente dietro la testa perché si riduce lo stiramento del nervo.

 

Quando operare? Intervento chirurgico per la cervicobrachialgia

Nei casi più gravi, che fortunatamente non capitano quasi mai, se la cervicobrachialgia non passa dopo alcuni mesi si può considerare l’operazione chirurgica.
Il neurochirurgo è lo specialista che esegue l’intervento chirurgico.

Esistono tre tecniche diverse:

  • La più recente consiste nell’inserire un disco artificiale (protesi cervicale di Bryan) ed ha il vantaggio di non ridurre la mobilità del collo.
  • Un’altra opzione è la microdiscectomia in cui si rimuove la parte di disco erniata.
  • Si può eseguire anche l’unione (fusione) delle vertebre, questo tipo di operazione però ha conseguenze importanti, infatti la colonna vertebrale cervicale perde parte della sua mobilità.
Ernia cervicale,intervento chirurgico

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Quanto dura la cervicobrachialgia? La prognosi?

Se non è curata, la durata può essere di alcuni mesi, nei casi più gravi il paziente ha bisogno di un intervento chirurgico, fortunatamente si verifica raramente.
Se il disturbo è:

  • Muscolare oppure origina dal tessuto connettivo, in poche settimane con le terapie adatte il paziente può guarire completamente.
  • Causato da un’infiammazione, il dolore rimane finché non si trova la causa.

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Dr. Defilippo Massimo

Massimo Defilippo Mi chiamo Massimo Defilippo, sono un Fisioterapista di Rubiera che effettua fisioterapia ed osteopatia dal 2008.
Mi sono laureato con votazione di 110/110 presso l’università degli studi Magna Graecia …. Biografia completa

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