Dolore all’Anca: i 5 Esami più Utili e i Test (Fondamentali)

In questo post, ti spiego semplicemente come capire qual è l’origine del dolore all’anca.

Infatti:

Con questi esami e test si può fare la diagnosi velocemente.

Controllo della storia clinica

Durante la visita il medico ha bisogno di sapere alcune informazioni sulla storia clinica, in particolare:

  1. I fattori che aggravano il dolore,
  2. Tutto ciò che riduce i sintomi,
  3. Le malattie e terapie precedenti che possono contribuire allo sviluppo del disturbo.
anca, bacino, anatomia
© shutterstock.com

Perché è importante capire quando si sentono i sintomi?

Perché l’origine è diversa in base alla posizione o movimento che si effettua:

  1. Da seduti, spesso si verifica in caso di sindrome del piriforme a causa della pressione su questo muscolo nel gluteo;
  2. In posizione sdraiata, a riposo: la causa potrebbe essere una malattia grave, come un tumore. Tuttavia, in alcune posizioni ci sono dei muscoli allungati che possono causare dolore.
  3. In piedi, il problema può essere il carico corporeo, quindi il dolore può provenire dall’articolazione;
  4. Camminando, tra le cause più frequenti c’è la rigidità muscolare che obbliga il paziente a degli schemi motori inadeguati.

 

La cosa più importante è capire se i sintomi:

  1. Cambiano in base al movimento o posizione perché probabilmente l’origine è muscolo-scheletrica,
  2. Se sono costanti, in tal caso è possibile la presenza di una massa che preme sui nervi o una malattia degli organi interni.

I tumori ossei sono abbastanza rari, ma spesso si formano a livello del collo e della testa del femore:

 

Diagnosi del dolore all’anca nei giovani

Un giovane paziente con l’anca dolorosa (senza artrite) è spesso un dilemma diagnostico.

Il dolore all’anca nei giovani è spesso caratterizzato da:

  1. Sintomi non specifici,
  2. Nessuna anomalia negli esami strumentali (radiografia, risonanza, ecc.),
  3. Poche anomalie nella storia clinica e nell’esame fisico (Hickman et al. 2001).

 

Cause di dolore in base alla zona

In base alla localizzazione del dolore si possono escludere tanti disturbi.

Nella parte anteriore dell’anca si sente dolore in caso di:

  • Lesioni del labbro acetabolare (bordo cartilagineo dell’articolazione),
  • Corpi liberi articolari,
  • Impingement (conflitto) femoroacetabolare,
  • Sinovite (infiammazione della membrana sinoviale),
  • Artrite settica,
  • Lesioni del legamento rotondo (collega la testa del femore e la fossa dell’acetabolo).

legamento-rotondo, anca

    • Lesione del legamento rotondo
    © shutterstock.com

 

displasia anca
© Massimo Defilippo

 

Tra le cause di dolore posteriore ci sono:

aticolazione-sacro-iliaca
Aticolazione-sacro-iliaca
© Massimo Defilippo

 

Tra le cause di dolore laterale ci sono:

  • Conflitto (compressione) pelvi-trocanterico – tra il grande trocantere e il bordo esterno dell’acetabolo,
  • Strappo muscolare dell’abduttore (sul lato esterno),
  • Borsite trocanterica.
borsite-trocanterica
© alamy.com

Tra le cause di dolore all’anca interno ci sono:

  • Conflitto ischio-femorale – tra il piccolo trocantere e l’ischio,
  • Pubalgia dello sportivo,
  • Osteite pubica.
  • Strappo muscolare di adduttore (interno coscia).
adduttori, lesione muscolare
© fotolia.com

Poi si passa alla parte pratica dell’esame.

 

Esame fisico

Il medico o il fisioterapista può effettuare:

 

1) Osservazione e palpazione

Guarda:

La palpazione permette di capire se la pressione provoca dolore in alcune parti dell’anca.

Qui probabilmente c’è:

  1. Un’infiammazione,
  2. Una contrattura.

La presenza di cicatrici è fondamentale, ma spesso sottovalutata

È importante verificare se il paziente ha avuto degli interventi chirurgici in passato, ma anche lesioni muscolari o fratture che possono aver causato la formazione di una cicatrice.

La cicatrice può alterare la postura perché è come una toppa in un vestito.

La flessibilità del tessuto cicatriziale è minore rispetto al muscolo.

Tuttavia, si può migliorare l’elasticità del tessuto e ridurre il dolore con una manipolazione miofasciale.

Con questa terapia molti pazienti sono guariti anche se erano passati anni dall’intervento.

 

2) La valutazione del cammino

Durante il cammino si possono notare delle alterazioni nel movimento che aiutano a capire l’origine del problema.

Quando si valuta una persona con dolore all’anca, bisogna guardarla di profilo.

Se l’anca è rigida, il soggetto deve compensare con la schiena e il bacino per tenere l’arto in posizione verticale mentre cammina.

Quindi:

La postura della schiena è in iperlordosi (piegata all’indietro).

 

3) Ampiezza del movimento

Questo test è necessario perché in base a quale movimento è bloccato si può capire qual è la parte dell’anca più rigida.

Per fare questo esame, il medico o il fisioterapista provano i seguenti movimenti:

  1. Rotazione interna o esterna,
  2. Flessione,
  3. Estensione,
  4. Abduzione,
  5. Adduzione.

Questo test permette di capire quali sono i muscoli:

  1. Accorciati (che generalmente sono più forti), i muscoli corti di solito sono: tensore della fascia lata e flessori del ginocchio (nella parte posteriore della coscia),
  2. Allungati (di solito sono deboli), generlamente l’ileo-psoas e i muscoli glutei.

 

4) Misurazione della forza

Questo è uno dei test più importanti perché permette di capire se alcuni muscoli sono deboli e possono causare squilibri muscolari.

Con queste informazioni si può impostare un programma mirato di esercizi per l’anca a correggere gli squilibri muscolari.

In particolare i muscoli da testare perché sono spesso deboli sono:

  1. Rotatori esterni dell’anca (piriforme, piccolo e medio gluteo),
  2. Estensori (grande gluteo),
  3. Flessori dell’anca (Ileo-psoas).

 

5) Test ortopedici per l’anca

Test di Patrick

test di faber

Con il paziente supino, il test di Patrick (o test di Faber) si effettua appoggiando la caviglia sulla parte anteriore del ginocchio opposto.

Poi, spingere il ginocchio dell’arto dolorante verso il basso.

Questa combinazione di flessione, abduzione e rotazione esterna sollecita l’articolazione Sacro-iliaca in caso di lesione o un’infiammazione aumenta i sintomi localizzati tra l’osso sacro e il bacino.

Questa manovra può causare dolore anche all’articolazione dell’anca, ma i sintomi si sentono in un area diversa.

Log roll test

Il log roll test è la prova più specifica per la patologia dell’anca.

  • Posizione iniziale: il paziente è sdraiato in posizione supina (a pancia in su). con il ginocchio disteso.
  • L’esaminatore ruota delicatamente la coscia verso l’interno e verso l’esterno.
    Così si sposta la superficie articolare della testa del femore nell’acetabolo.
    Il vantaggio è che non sollecita nessuna delle strutture extra-articolari circostanti.

Il test è positivo se il paziente ha dolore o si sente un click nell’articolazione.

Test per il conflitto femoro-acetabolare anteriore

Tecnica:

  • Per fare questo test il paziente è sdraiato a pancia in su.
  • L’esaminatore è di fianco al paziente.
  • L’esaminatore afferra il piede della gamba da testare con una mano e il ginocchio con l’altra.
  • Dopo effettua una flessione combinata con l’adduzione (spostamento della coscia verso l’interno) e la rotazione interna (Laborie et al. – 2013)
  • Il test del conflitto femoro-acetabolare è positivo se questa manovra provoca dolore inguinale (Grant et al. – 2012).

 

Test di Trendelenburg

Si effettua per valutare la forza degli abduttori dell’anca, in particolare il gluteo piccolo e medio.

  • Il paziente sta in piedi appoggiando solo sulla gamba colpita.
  • Quindi solleva l’altra gamba da terra.

Se l’abduttore è normale, il bacino rimane orizzontale.

Tuttavia, in caso di debolezza degli abduttori, il bacino scende verso il lato opposto alla gamba appoggiata.

In questo caso il test di Trendelenburg è positivo.

TEST-DI-trendelemburg
© Massimo Defilippo

 

Test per lo schiocco (o scatto) del tendine dell’ileo-psoas 

Lo schiocco del tendine dell’ileo-psoas si può verificare quando l’anca passa da una posizione di flessione, abduzione e rotazione esterna verso l’estensione con rotazione interna.

 

Test per lo schiocco (o click) della fascia ileotibiale 

Con il paziente sdraiato sul fianco sano, la fascia ileotibiale può causare un click in caso di flessione ed estensione dell’anca.

 

 

6) Test per escludere altri disturbi

Guarda:

I test speciali sono manovre specifiche per valutare le condizioni di alcune strutture dell’anca.

Tra questi ci sono i test per la colonna vertebrale lombare (bassa schiena) per capire se il dolore all’anca proviene dai nervi della schiena.

In particolare si effettuano:

  1. Il test di Lasegue per capire se c’è una compressione o un infiammazione del nervo sciatico. In questo caso il dolore è posteriore.
  2. Il test di Wassermann per sapere se l’origine del dolore è la cruralgia (infiammazione del nervo femorale). In questo caso il dolore può essere al fianco, all’inguine e alla parte anteriore della coscia.

 

Esami diagnostici

Gli esami diagnostici sono fondamentali per escludere le cause di dolore non muscolo-scheletrico.

Tuttavia, spesso questi esami possono causare confusione in caso di lesioni o infiammazioni.

Perché confusione?

Gli esami dovrebbero aiutare!

Certo, aiutano a escludere dei disturbi gravi, per esempio un tumore, ma in caso di alterazioni anatomiche (per esempio la lesione del labbro acetabolare) il paziente pensa che quella è la causa del dolore.

Invece, spesso la causa è uno squilibrio muscolare.

Infatti, tante persone con lesione del labbro acetabolare non hanno dolore dopo le terapie adatte.

 

1) Quando fare la radiografia?

La radiografia dell’anca dev’essere eseguita soprattutto in caso di trauma o microtraumi ripetuti, se si sospetta una:

  1. Frattura acuta dell’anca, si vede una fessura nera sull’osso (bianco),
  2. Lussazione dell’anca, la testa del femore non è più all’interno dell’acetabolo,
  3. Frattura da stress.

Inoltre è utile per identificare le calcificazioni (depositi di calcio intorno all’articolazione).

radiografia-anca
© Massimo Defilippo

Cosa mostra la radiografia in caso di artrosi?

Sono segni che vediamo in tutte la articolazioni a causa dell’artrosi.

  • Erosione della cartilagine articolare – Le ossa si avvicinano poiché manca la cartilagine.
  • Formazione di osteofiti (becchi ossei) sul bordo dell’articolazione.
  • Sclerosi dell’osso subcondrale: poichè le ossa si toccano, l’osso aumenta la densità (nella radiografia si vede più bianco).
  • Deformazione della testa femorale che non è più perfettamente sferica, ma diventa ovale.
  • Comparsa di geodi subcondrali: formazione di cavità sotto lo strato superficiale dell’osso.
  • Sinovite (infiammazione della membrana sinoviale dell’articolazione).

Il limite di questo esame è che non mostra i tessuti molli (tendini e muscoli).

 

2) Quando fare l’ecografia?

L’ecografia è una tecnica utile per:

  1. Identificare una tendinite, si vede il tendine ispessito e infiammato,
  2. Vedere una lesione muscolare (macchia nera corrispondente all’ematoma) e una contrattura,
  3. Sapere le dimensioni di un ematoma,
  4. Confermare una borsite (macchia nera).

I limiti di questo esame sono:

  1. L’incapacità di vedere i tessuti profondi,
  2. L’esecuzione e la comprensione delle immagini dipendono dall’operatore.

 

3) Quando fare la risonanza magnetica (RM)?

La risonanza magnetica dell’anca si effettua per rilevare diverse anomalie dei tessuti molli, in particolare se la radiografia non identifica il motivo di un dolore che non passa.

La risonanza magnetica è utile per rilevare le fratture traumatiche occulte e fratture da stress che non si vedono con la radiografia.

La frattura occulta o da stress dovrebbe essere considerata in caso di trauma o micro traumi ripetuti, anche se la radiografia è negativa.

Tuttavia, l’esame più indicato per una lesione del labbro acetabolare è l’artro risonanza magnetica nucleare.

Per questo esame, il medico inietta un mezzo di contrasto (gadolinio).

Tuttavia, questa lesione può causare dolore nei primi giorni dopo l’infortunio, mentre se il dolore rimane la causa è un altra.

È opportuno fare la RM per cercare un tumore perché permette di valutare la compromissione dei tessuti molli.

La Risonanza si fa soprattutto quando la persona ha un forte dolore, che persiste anche di notte.

Questo esame permette di escludere l’algodistrofia (una patologia che provoca dolore continuo, soprattutto notturno, snervante) o l’osteonecrosi.

Necrosi della testa del femore
© alamy.com

Quando l’osteonecrosi si presenta da sola, non causata da farmaci, il paziente soffre anche di algodistrofia.

In questo caso senza RM non si riesce a fare diagnosi.

Inoltre, in caso di infiammazione e febbre, la risonanza magnetica è utile per differenziare l’artrite settica dalla sinovite transitoria.

 

4) Quando fare la scintigrafia ossea?

scintigrafia anca, protesi
© Massimo Defilippo

La scintigrafia si effettua quando si trovano delle metastasi ossee nel paziente, senza avere nessuna informazione sul tumore primitivo (originario).
La scintigrafia si effettua soprattutto nell’adolescente o nel giovane per escludere l’osteoma osteoide (un tipo di tumore).

Si può effettuare scintigrafia anche quando si ha una protesi d’anca, per valutare se questa si è spostata o se è ancora in sede.

protesi anca, radiografia
Protesi d’anca
© Massimo Defilippo

5) Quando fare gli esami del sangue?

L’artrite settica causa febbre e infiammazione.

Per capire se il paziente soffre di artrite settica il medico prescrive gli esami del sangue per valutare:

  1. Emocromo completo,
  2. Tasso di sedimentazione eritrocitaria (VES),
  3. Livello della proteina C-reattiva.

Inoltre, in caso di sospetta artrite settica, il medico effettua l’aspirazione del liquido dell’anca sotto la guida dell’ecografia, TAC o fluoroscopia.

Ora tocca a te!

Ora vorrei sapere da te:

Andrai dal tuo medico di base per sapere gli esami da fare?

O ti rivolgerai a un medico spiecialista o ad un fisioterapista?

O forse hai una domanda da farmi.

In ogni caso, lascia un commento qui sotto.

Leggi anche:

Bibliografia

  1. J. W. Thomas Byrd. Evaluation of the Hip: History and Physical Examination. N Am J Sports Phys Ther. 2007 Nov; 2(4): 231–240.
  2. Burnett RS, Della Rocca GJ, Prather H, Curry M, Maloney WJ, Clohisy JC. Clinical presentation of patients with tears of the acetabular labrum. J Bone Joint Surg Am. 2006 Jul; 88(7):1448-57.
  3. Lene B. Laborie, MD, Trude G. Lehmann, MD, Ingvild Ø. Engesæter, MD,Lars B. Engesæter, MD, PhD, and Karen Rosendahl, MD, PhD.  Is a Positive Femoroacetabular Impingement Test a Common Finding in Healthy Young Adults? Clin Orthop Relat Res. 2013 Jul; 471(7): 2267–2277.
  4. Stephanie Pun, MD,1 Deepak Kumar, PT, PhD,2 and Nancy E. Lane, MD3. Femoroacetabular Impingement. Arthritis Rheumatol. Author manuscript; available in PMC 2016 Jan 1.
  5. Alfred D. Grant, Debra A. Sala, and Ran Schwarzkopf.  Femoro-acetabular impingement: the diagnosis—a review. J Child Orthop. 2012 Mar; 6(1): 1–12.
  6. Hickman JM, Peters CL. Hip pain in the young adult: diagnosis and treatment of disorders of the acetabular labrum and acetabular dysplasia. Am J Orthop (Belle Mead NJ). 2001 Jun; 30(6):459-67.

Questo articolo ha 2 commenti.

  1. A mio figlio dopo tre episodi di sinovite transitoria all’anca destra e sinistra nell’ultima ecografia si è riscontrato una piccola lacuna ossea a carico del versante anteriore della metafisi femorale. Stiamo per vedere un reumatologo cosa si sa a riguardo?

    1. Rita,
      Mah, io farei una radiografia o una RMN perché l’ecografia non scende abbastanza in profondità per l’anca.
      Poi non basta sapere il risutlato dell’esame, contano molto di più i sintomi.
      Pensi come facevano i medici fino agli anni 70 quando non c’erano tutte queste tecnologie di oggi.
      Tornando al vostro problema, se ha dolori alle anche, senza sapere niente di lui, la prima cosa a cui penso è una pubalgia e quindi andrei più dal fisiatra.
      In ogni caso non mi ha detto dove ha dolore, quindi sono andato a tentativi.

Lascia un commento

Artroscopia del ginocchio

La chirurgia è l’unico trattamento che offre possibilità di guarigione o comunque notevole miglioramento a lungo termine in pazienti che presentano

Clicca sull'Area che ti Fa Male Mal di testa Dolore al petto Dolore al polso Dolore all'anca Dolore alla coscia Dolore alla caviglia Dolore cervicale Dolore alla spalla Dolore dorsale Dolore al gomito Dolore alla mano Mal di schiena Dolore al gluteo Dolore al ginocchio Dolore al polpaccio Dolore al tallone Dolore al piede
© bestdesign36 - bigstockphoto.com
Per maggiori informazioni o un appuntamento chiamare il 333-2699752 o mandare una mail a: defilippo.massimo@gmail.com
Chiudi Menu