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La riabilitazione dopo un intervento chirurgico per la lesione al menisco dipende dal tipo di intervento effettuato:

  1. Meniscectomia (asportazione del menisco) parziale,
  2. Meniscectomia totale,
  3. Sutura meniscale.

Inoltre, spesso il chirurgo effettua anche un’operazione ad altre strutture del ginocchio, per esempio:

  1. Cartilagine,
  2. Legamenti crociati.

In questi casi, la riabilitazione cambia completamente, quindi bisogna sempre seguire il programma indicato dal chirurgo nel foglio di dimissioni.

In questo articolo vediamo la riabilitazione dopo la rimozione della parte lesionata del menisco (meniscectomia parziale).

Gli obiettivi della riabilitazione sono il recupero:

  1. Della forza muscolare,
  2. Dell’elasticità del ginocchio,
  3. Della coordinazione,
  4. Dell’equilibrio.

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cyclette per recuperare il movemento 
© Massimo Defilippo

 

Cosa fare nella prima fase della riabilitazione?

Tutore o ginocchiera

Se il chirurgo prescrive una ginocchiera (raro), bisogna usarlo quando si cammina.

Si smette di utilizzare dalla seconda settimana.

Stampelle/bastoni canadesi

Appoggiare il peso sulla gamba operata in base alla tolleranza.

Gradualmente si può passare da 2 bastoni canadesi a 1, anche se io consiglio di tenerne 2 se compare mal di schiena.

Si possono smettere di usare quando non si sente più dolore camminando, rispettando le indicazioni del chirurgo.

Ghiaccio

Si può mettere il ghiaccio per 20 minuti, due volte al giorno.

Non appoggiare mai il ghiaccio direttamente sulla pelle.

Doccia

Se il chirurgo lo consente, si può fare la doccia 72 ore dopo l’intervento.

Non immergere il ginocchio in una vasca finché le incisioni non sono completamente guarite.

Dopo aver finito di fare la doccia, asciuga il ginocchio senza strofinare, ma solo tamponando.

Linee guida per la riabilitazione della riparazione del menisco dopo meniscectomia parziale

Non c’è un accordo tra gli autori del protocollo di riabilitazione, come afferma Barber (1994).

Per esempio, secondo O’Shea et al. (2003), i risultati sono ottimi anche se il paziente dal 3° giorno post-intervento:

  • Appoggia tutto il peso corporeo,
  • Piega il ginocchio più possibile.

Invece, secondo Noyes e altri, la cosa migliore è evitare l’appoggio completo per le prime 4-6 settimane.

Dopo una riparazione parziale del menisco, secondo Brindle et al. (2001), non ci sono limitazioni nel peso da appoggiare sull’arto operato.

Inoltre, secondo Frizziero, dopo questo tipo di intervento si può fare una riabilitazione accelerata perché non serve la protezione dell’articolazione.

La riabilitazione dopo intervento al menisco è divisa in 3 fasi:

  1. Iniziale,
  2. Intermedia,
  3. Finale.

Non si può eseguire su tutti i pazienti lo stesso protocollo riabilitativo, è diverso in base:

  • All’età del paziente,
  • Alle attività che eseguiva prima della lesione,
  • Al tipo di intervento subito.

In ogni caso la fase iniziale prevede :

  • Esercizi isometrici del quadricipite e degli ischio-crurali,
  • Mobilizzazione e rinforzo delle altre articolazioni dell’arto inferiore, cioè caviglia e anca,
  • Mobilizzazione passiva del ginocchio con il Kinetec per quanto permesso.

mobilizzazione passiva della rotula

Appena possibile bisogna iniziare a muovere attivamente il ginocchio:

  • Sedendosi sul lettino
  • Facendo scorrere uno skateboard da seduti.

 

Esercizi della fase Iniziale

La prima fase va dal 3° giorno a 2 settimane dopo l’intervento.

Inoltre, a volte il chirurgo effettua anche lo Shaving (pulizia) della cartilagine.

In tal caso di solito prescrive 5 settimane senza caricare il peso sulla gamba operata.

Attenersi alle indicazioni che lascia il chirurgo nel foglio delle dimissioni.

Sollevamento della gamba distesa con un telo

  • Posizione iniziale: sdraiato a pancia in su,
  • Prendere un telo con le mani alle estremità,
  • Mettere il centro dell’asciugamano davanti alla pianta del piede,
  • Sollevare la gamba distesa aiutandosi con le mani,
  • Tornare alla posizione di partenza.

Recupero dell’estensione da prono

  • Posizione iniziale: sdraiato a pancia in giù, con il ginocchio e la gamba oltre il bordo del lettino,
  • Mettere una cavigliera alla caviglia,
  • Rimanere così 5 minuti.

Flessione attiva-assistita del ginocchio

Flessione attiva-assistita-ginocchio

  1. Posizione iniziale: sdraiato a pancia in su.
  2. Con l’aiuto del fisioterapista, piegare e stendere il ginocchio.

Sollevamento della gamba con ginocchio disteso

Sollevamento della gamba con ginocchio disteso

  • Posizione iniziale: sdraiato a pancia in su,
  • Sollevare la gamba distesa fino ad un angolo di 70/80° con il lettino.
  • Tornare alla posizione di partenza.

Sollevamento laterale della gamba distesa

Sollevamento-laterale-della-gamba-distesa

  • Posizione iniziale: sdraiato sul fianco opposto alla gamba operata,
  • Sollevare la gamba distesa lateralmente fino al limite del movimento,
  • La coscia dev’essere sulla stessa linea della schiena.
  • Tornare alla posizione di partenza.

Spostamento della gamba distesa verso l’interno

Spostamento della gamba distesa verso l'interno

  • Posizione iniziale: sdraiato sul fianco della gamba operata,
  • Sollevare la gamba distesa verso l’altra gamba,
  • Tornare alla posizione di partenza.

Estensione dell’anca

Estensione dell'anca

  • Posizione iniziale: sdraiato a pancia in giù,
  • Piegare il ginocchio,
  • Sollevare la coscia verso l’alto,
  • Tornare alla posizione di partenza.

Esercizio Clam con l’elastico

Esercizio-Clam-elastico

  • Posizione iniziale: sdraiato sul fianco opposto alla gamba operata, con un elastico all’esterno delle ginocchia,
  • Piegare entrambe le ginocchia e le anche,
  • Tenendo i piedi uniti, sollevare il ginocchio operato.
  • Tornare alla posizione di partenza.

Flessione plantare e dorsale del piede su un cuscino

Flessione plantare e dorsale piede

  • Posizione iniziale: sdraiato a pancia in su,
  • Appoggiare un telo arrotolato sotto la caviglia dell’arto operato.
  • Piegare il piede in flessione dorsale e plantare.
  • Ripetere 20 volte.

Schiacciare una palla col piede

  • Posizione iniziale: seduto con il ginocchio oltre il bordo del lettino,
  • Mettere una palla per terra,
  • Schiacciare la palla prima con il tallone e poi con la punta del piede.

Leg-press (0-60°)

Leg Press

Questo attrezzo permette di rinforzare tutto l’arto inferiore.

  1. Posizione iniziale: Seduto sulla leg press,
  2. Spingere in avanti la pedana finché il ginocchio si piega di 60°.

Schiacciare un cuscino o una palla sotto al ginocchio

Schiacciare cuscino ginocchio

Questo esercizio serve per il rinforzo del medio gluteo e del quadricipite.

  • Posizione iniziale: sdraiato a pancia in su,
  • Mettere una palla sotto al ginocchio,
  • Tenendo il tallone appoggiato al lettino, schiacciare la palla.

Divaricare le gambe con l’elastico

Questo esercizio serve per il rinforzo di piccolo e medio gluteo.

  • Posizione iniziale: sdraiato a pancia in su,
  • Mettere un elastico all’esterno delle caviglie,
  • Tenendo i piedi appoggiati al lettino, divaricare le gambe.

Alla fine della terapia di riabilitazione, se il ginocchio fa male si può tenere il ghiaccio per 10 minuti.

Precauzioni della fase iniziale

Dato che con il tempo le precauzioni cambiano perché le tecniche di intervento sono sempre meno invasive, le precauzioni sono solo quelle indicate dal chirurgo nel foglio di dimissioni.

Recupero dell’estensione del ginocchio con lo zaino

Questo è un ottimo metodo per recuperare l’estensione se è ridotta:

  1. Posizione iniziale: seduto su una sedia o un letto.

  2. Mettere il piede su uno sgabello o un altro supporto.

  3. Inserire la gamba dentro le bretelle dello zaino o le maniglie di un sacchetto.

  4. Posizionare una bretella sopra e una sotto al ginocchio.

  5. Inserire un oggetto da 1kg nel sacchetto.

  6. Lasciare che il peso dello zaino spinga il ginocchio in estensione per 5 minuti.

 

Esercizi della seconda fase

Si svolgono esercizi in catena cinetica chiusa.

Cosa vuol dire?

Si tratta di un tipo di esercizi con il piede vincolato a terra o a una superficie fissa, per esempio la Leg Press.

Se il ginocchio si piega almeno ad angolo retto (90°), Si deve pedalare sulla cyclette con durezza progressiva
Dopo 30 minuti di cyclette sarà già apprezzabile un miglioramento dell’escursione articolare.

Cyclette orizzontale

Se l’arto non può ancora sopportare tutto il peso corporeo si inizieranno alcuni esercizi di rieducazione propriocettiva da seduti con le tavolette instabili.

Appena possibile si lavorerà in piedi anche sui cuscinetti morbidi.

Il primo controllo medico post-intervento sarà dopo 7 giorni dall’operazione chirurgica, si terrà l’arto in scarico fin quando prescritto dall’ortopedico.

Dopo almeno 20 giorni si può pedalare in bicicletta su strada e riprendere l’attività sportiva gradualmente per tornare all’attività agonistica.
Bisogna sempre valutare il dolore e l’edema del ginocchio, se tendono a peggiorare è necessario:

  1. Diminuire l’intensità degli esercizi,
  2. L’utilizzo del ghiaccio al termine del trattamento.

Non è consigliata l’idrokinesiterapia (riabilitazione in piscina) perché allungherebbe i tempi di recupero inutilmente, il ritorno in campo sarebbe rinviato di due settimane.

 

Terza e ultima fase di riabilitazione

Questa fase serve per riavvicinarsi in modo sicuro all’attività sportiva.

Questa fase inizia dopo 4 settimane dall’intervento, se non ci sono:

  1. Complicanze dell’intervento,
  2. Ritardi nella riabilitazione.

I criteri per poter passare alla terza fase sono:

  1. Movimento del ginocchio da 0 a 125°,
  2. Gonfiore minimo o assente,
  3. Dolore non superiore a 2 in una scala da 1 a 10,
  4. Forza muscolare normale nel quadricipite e nei flessori del ginocchio.

Esercizi della terza fase di riabilitazione:

  1. Ripetere gli esercizi della seconda fase
  2. Progressione allo squat fino a 90° (Cavanaugh et al. – 2012)
  3. Affondi
  4. Programma di recupero del gesto dello sport praticato

Esercizi pliometrici, composti da 3 fasi, per esempio:

  1. Salto + Atterraggio (contrazione eccentrica),
  2. Contrazione statica (punto in cui non c’è movimento),
  3. Salto di nuovo (fase concentrica).

Esercizi isocinetici (con una macchina apposita), cioè contrazioni con movimento alla stessa velocità.

Moffet e altri (1993) hanno visto che la riabilitazione con la supervisione del fisioterapista dà un recupero più rapido del quadricipite rispetto a quella effettuata senza supervisore.

Leggi anche:

Bibliografia:

  • John T. Cavanaughcorresponding author and Sarah E. Killian Rehabilitation following meniscal repair Curr Rev Musculoskelet Med. 2012 Mar; 5(1): 46–58.
  • O’Shea JJ1, Shelbourne KD. Repair of locked bucket-handle meniscal tears in knees with chronic anterior cruciate ligament deficiency. Am J Sports Med. 2003 Mar-Apr;31(2):216-20.
  • Noyes FR, Barber-Westin SD. Arthroscopic Repair of meniscus Tears Extending Into the Avascular Zone With or Without Anterior Cruciate Ligament Reconstruction in Patients 40 years of age and Older. Arthroscopy. The Journal of Arthrocopic and Related Surgery. 2000;16(8):822–829. doi: 10.1053/jars.2000.19434.
  • Barber FA1. Accelerated rehabilitation for meniscus repairs. Arthroscopy. 1994 Apr;10(2):206-10.
  • Brindle T, Nyland J, Johnson DL The meniscus: review of basic principles with application to surgery and rehabilitation. J Athl Train. 2001 Apr; 36(2):160-9.
  • Johal P1, Williams A, Wragg P, Hunt D, Gedroyc W. Tibio-femoral movement in the living knee. A study of weight bearing and non-weight bearing knee kinematics using ‘interventional’ MRI. J Biomech. 2005 Feb;38(2):269-76.
  • Thompson WO1, Thaete FL, Fu FH, Dye SF. Tibial meniscal dynamics using three-dimensional reconstruction of magnetic resonance images. Am J Sports Med. 1991 May-Jun;19(3):210-5; discussion 215-6.
  • Antonio Frizziero, Raffaello Ferrari, Erika Giannotti, Costanza Ferroni, Patrizia Poli, and Stefano Masiero The meniscus tear: state of the art of rehabilitation protocols related to surgical procedures Muscles Ligaments Tendons J. 2012 Oct-Dec; 2(4): 295–301.
  • Cavanaugh JT, Gately CT. Meniscal Repair and Transplantation. In Postsurgical Rehabilitation Guidelines for the Orthopedic Clinician Cioppa-Mosca J, Cahill JB, Cavanaugh JT, et al (eds) Elsevier Publishers pp. 453-468, 2006
  • Moffet H, Richards CL, Malouin F, Bravo G Impact of knee extensor strength deficits on stair ascent performance in patients after medial meniscectomy. Scand J Rehabil Med. 1993 Jun; 25(2):63-71.

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