Intervento Chirurgico al Menisco, Esercizi di Riabilitazione e Tempi di Recupero

Intervento chirurgico per la lesione al menisco e tempi di recupero

Prima dei risultati della Risonanza o dell’esame clinico bisogna effettuare il protocollo RICE (riposo, ghiaccio, compressione ed elevazione) che serve per ridurre il dolore e il gonfiore.

Il ghiaccio va tenuto per 20 minuti 3 volte al giorno, la crioterapia applicata per alcune ore consecutive è controproducente.

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Mobilizzazione passiva e stretching del ginocchio
© Massimo Defilippo

Le stampelle sono consigliate per appoggiare meno peso sul menisco lesionato.
In caso di lesione, è consigliato un ciclo di fisioterapia per attenuare il dolore, il ginocchio gonfio e per recuperare la funzionalità del ginocchio.
Se i sintomi passano con la terapia strumentale (magnetoterapia, Tecar terapia o Laser terapia) e la fisiokinesiterapia, non c’è bisogno dell’intervento chirurgico.
Il trattamento delle lesioni del menisco può essere conservativo o chirurgico.
Se la lesione è periferica, è possibile che la terapia fisica e gli esercizi sono sufficienti per ritornare ad una vita normale, altrimenti, se le terapie non danno i risultati sperati, è necessaria una visita dall’ortopedico che mostra le soluzioni chirurgiche più adatte.
In caso di lesione non curata, si possono verificare delle conseguenze a lungo termine come dolore al ginocchio cronico, versamento (gonfiore) e rigidità.

I menischi degli adulti sono formati da tessuto fibrocartilagineo non vascolarizzato, tranne il contorno periferico, questo spiega perché non è possible la rigenerazione. Nei bambini invece il sangue nutre il menisco, infatti i minori di 16 possono guarire perché il corpo è in grado di riparare il danno.
Se un paziente non vuole o non può operarsi, è possibile effettuare un trattamento non chirurgico. Non esistono studi che provano l’efficacia, ma se la lesione non è grave e il ginocchio non si blocca, si possono attenuare i sintomi e recuperare la funzionalità completa del ginocchio.
Alcuni atleti indossano una ginocchiera quando riprendono l’attività sportiva oppure attaccano il nastro di kinesio taping sotto la rotula per sostenerla.
Questi rimedi non sono sbagliati perché danno un senso di protezione, però bisogna abbandonare questi supporti prima possibile per evitare che diventi una dipendenza psicologica.
Ci sono pazienti che dopo alcuni anni dalla lesione continuano ad indossare bende e ginocchiere.
In fase acuta il medico può prescrivere dei farmaci antinfiammatori non steroidei per ridurre il dolore e il gonfiore.

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© alamy.com

Intervento chirurgico per la lesione al menisco

Quando operare? 
Nella maggior parte dei casi, l’ortopedico effettua l’operazione chirurgica per riparare il menisco.
La fibrocartilagine meniscale non si rigenera da sola, quindi l’intervento è necessario tranne in caso di lesione radiale piccola sul bordo esterno.
Oggi l’operazione è effettuata in artroscopia, quindi è meno invasiva rispetto agli interventi in cui si incideva con il bisturi.
In passato il chirurgo asportava tutto il menisco, cioè eseguiva una meniscectomia totale.
Questo intervento provocava l’artrosi al ginocchio precoce perché il carico corporeo non appoggiava più su entrambi i menischi che ricoprono la superficie articolare della Tibia. Se un solo menisco deve sostenere tutto il peso, si consuma prima.
Oggi, la procedura seguita nell’intervento è la meniscectomia selettiva o parziale (Noyes – 2000), quindi la parte sana del menisco si lascia per evitare il degrado precoce dell’articolazione.
L’intervento si effettua in anestesia locale.
Esistono diverse opzioni chirurgiche scelte in base al tipo di lesione, all’età dell’individuo ed al tipo di lavoro o sport che pratica.

  • La Sutura è una procedura che si esegue solo quando la lesione è lieve  e interessa esclusivamente la parte periferica (esterna) del menisco. Il bordo meniscale è vascolarizzato e quindi si può riparare, ma se la lesione è nella parte interna dove non arriva la circolazione sanguigna, la guarigione non è possibile.
    Le condizioni necessarie  la riuscita dell’intervento e della riabilitazione sono che il paziente abbia al massimo 40 anni, sia molto motivato, non abbia artrosi, il ginocchio sia stabile e gli arti inferiori non presentino malformazioni (ad esempio varismo o valgismo).
  • Oggi l’intervento più frequente è la meniscectomia parziale o selettiva, in questo caso, si asportano dal ginocchio tutti i frammenti del menisco e si regolarizza la parte rimanente. Quest’operazione modifica l’articolazione del ginocchio e il controllo posturale rispetto a prima della lesione. È  necessario un programma di riabilitazione, rinforzo muscolare e rieducazione propriocettiva.
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È fondamentale preservare la parte di menisco non danneggiata per non sviluppare l’artrosi precocemente, quindi si cerca di evitare una meniscectomia totale.

  • La meniscectomia totale consiste nella rimozione di tutto il menisco, anche quest’intervento si esegue in artroscopia.
  • Il trapianto di menisco da donatore è un eventualità da considerare solo nel caso in cui è necessaria una meniscectomia totale, i pazienti però devono avere meno di 40 anni, devono essere motivati, senza artrosi e con il ginocchio stabile. Non sono interventi molto frequenti perché non ci sono tanti menischi da impiantare. L’aspetto positivo è che il menisco non dà rigetto, ma i tempi di recupero sono più lunghi rispetto a una meniscectomia.

 

Quali sono le possibili complicazioni dell’intervento?

A breve termine può capitare un infezione, può comparire un ematoma oppure si possono verificare tutte le complicanze sistemiche dovute all’immobilità, per esempio una trombosi venosa profonda.
Per evitare la formazione di coaguli nelle gambe, il medico prescrive dei farmaci anticoagulanti.
A medio termine può avvenire: la necrosi del condilo femorale o del piatto tibiale, il mancato recupero della normale ampiezza del movimento (range of motion) e nuove distorsioni.

Che riabilitazione si deve fare?

Di solito, dopo qualunque tipo di intervento al menisco la prima parte della riabilitazione prevede:

  1. Il ghiaccio 3 volte al giorno per 20 minuti,
  2. Arto in scarico,
  3. Deambulazione con bastoni canadesi.

 

Dopo 2 giorni si inizierà un ciclo di fisioterapia per recuperare la completa funzionalità che il ginocchio permette.

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Esercizio per la riabilitazione del ginocchio post-intervento al menisco.
© Massimo Defilippo

 

Quali sono i tempi di recupero post intervento chirurgico al menisco? La prognosi


L’intervento si effettua in day hospital, non è previsto il ricovero in ospedale.
L’assenza dal lavoro e dall’attività agonistica dipende soprattutto:

  1. Dal tipo di intervento,
  2. Da quale menisco si è lesionato.

La convalescenza dopo meniscectomia selettiva è minore rispetto ad una totale o a una sutura meniscale.
Se il menisco operato è quello:

  1. Mediale, in caso di meniscectomia parziale, generalmente si può tornare al lavoro dopo 2 settimane. Per riprendere lo sport servono da 3 a 6 settimane, mentre per le gare di solito bisogna aspettare 5-8 settimane dall’intervento (Wheatley et al. – 1996).
  2. Laterale i tempi di guarigione sono molto più lunghi, fino a 2 mesi.

In caso di meniscectomia totale o sutura del menisco mediale, bisogna aspettare circa un mese per tornare ad appoggiare completamente il peso senza stampelle ed almeno 2 settimane per tornare ad un lavoro sedentario. Se si svolge un lavoro in piedi dovrà passare almeno un mese e mezzo.
Lo stesso periodo è necessario per ritornare all’attività sportiva.

Nel caso in cui oltre alla lesione del menisco ci fosse anche la lesione dei legamenti (ad es. la triade infausta, cioè la rottura del menisco, di un collaterale e del crociato anteriore) oppure della cartilagine, i tempi di recupero sono molto più lunghi.

Leggi anche:

Bibliografia:

  • Frank R.Noyes M.D.Sue D.Barber-WestinB.S. . Arthroscopic repair of meniscus tears extending into the avascular zone with or without anterior cruciate ligament reconstruction in patients 40 years of age and older. Arthroscopy. 2000 Nov;16(8):822-9.
  • Lind M, Nielsen T, Faunø P, Lund B, Christiansen SE Free rehabilitation is safe after isolated meniscus repair: a prospective randomized trial comparing free with restricted rehabilitation regimens. Am J Sports Med. 2013 Dec; 41(12):2753-8.
  • Wheatley WB, Krome J, Martin DF. Rehabilitation programmes following arthroscopic meniscectomy in athletes. Sports Med. 1996 Jun; 21(6):447-56.

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