La calcificazione alla spalla è un graduale accumulo di calcio nell’articolazione della spalla.

Generalmente la zona in cui si forma una calcificazione della spalla è nella parte superiore del braccio.

In pratica, nell’area in cui si inseriscono i tendini della cuffia dei rotatori, in particolare il sovraspinoso.

Meno frequentemente si vede a livello dei tendini di:

  • Sottospinato,
  • Sottoscapolare (Balke  et al. – 2012).

Queste formazioni hanno una dimensione variabile da 2/3 millimetri ad alcuni centimetri.

Dipende da quando il calcio ha iniziato a depositarsi.

Di solito,

  • Nei pazienti destrimani si presenta a destra,
  • I mancini la sviluppano a sinistra.

 

Chi colpisce?

Chi colpisce la calcificazione

Si tratta di un disturbo frequente nella popolazione.

Colpisce soprattutto:

  • Le donne tra i 40 e i 60 anni,
  • Le persone che svolgono lavori sedentari (Merolla et al. – 2015).

Inoltre, gli studi mostrano che il 7,5% delle persone senza dolore alla spalla ha una calcificazione (Uhthoff  et al. – 1989).

Si, hai capito bene, persone che non hanno dolore alla spalla, ma hanno una calcificazione.

Questo è importante da capire quando si parla di legame tra alterazioni che si vedono negli esami e sintomi.

In circa il 10/20% dei casi, la calcificazione si forma in entrambe le spalle.

 

Stadi della calcificazione

FASI DELLA CALCIFICAZIONE

1) Fase di pre-calcificazione (metaplasia fibrocartilaginea)

I pazienti di solito non hanno alcun sintomo in questa fase.

Le aree in cui si formano le calcificazioni subiscono delle alterazioni delle cellule (degenerazione) che predispongono allo sviluppo di depositi di calcio.

Secondo Rui et al. (2011) le cellule staminali da cui originano i tenociti (cellule dei tendini) diventano in realtà condrociti (cellule di cartilagine) oppure osteoblasti.

Questo sarebbe alla base della formazione del deposito di calcio.

2) Fase calcifica

Come si sviluppa la calcificazione

Questa fase è divisa a sua volta in 3 stadi:

  • Formazione,
  • Riposo,
  • Riassorbimento.

Durante la formazione, il calcio è rilasciato dalle cellule e poi si accumula.

Il deposito di calcio sembra avere una consistenza molle, simile al gesso, non è un solido pezzo di osso.

Una volta formata la calcificazione, inizia la cosiddetta fase di riposo.

Questa fase può durare per molto tempo, ma non è dolorosa.

Dopo, inizia la fase di riassorbimento.

Questa è la fase più dolorosa della tendinite calcifica, caratterizzata da uno stato infiammatorio.

3) Fase postcalcifica

A questo punto si verifica il rimodellamento del tendine (Uhthoff – 1997).

Di solito questo è uno stadio indolore poiché il deposito di calcio scompare.

 

Come si sviluppa la calcificazione?

Il fattore principale è il sovraccarico dell’articolazione della spalla a causa:

  • Del tipo di lavoro,
  • Dello sport praticato,
  • Di alterazioni posturali.

Secondo Zhang et al. (2010), il sovraccarico provoca il calo della proliferazione di cellule staminali tendinee.

Inoltre, induce anche la differenziazione di queste cellule staminali in:

  • Adipociti (cellule di grasso),
  • Osteociti (cellule ossee).

In pratica, invece di trasformarsi in cellule tendinee, si trasformano in cellule:

  • Di grasso,
  • Ossee.

La conseguenza è la riduzione delle cellule tendine che possono riparare i danni provocati:

  • Dagli infortuni al tendine,
  • Dal carico meccanico sul tendine.

Quindi, si verifica una degenerazione del tendine che si trasforma in:

  • Tessuto grasso,
  • Depositi di calcio.

Questo si vede generalmente nelle fasi finali delle tendinopatie (disturbi dei tendini).

 

Quali sono i fattori di rischio per le calcificazioni della spalla?

Fattori di rischio per le calcificazioni della spalla

Diversi fattori di rischio aumentano le probabilità di sviluppare le calcificazioni:

  • Diabete,
  • Malattie della tiroide (Harvie et al. – 2007),
  • Sistema degli antigeni leucocitari umani Classe A1,
  • Predisposizione genetica.

 

Cause della calcificazione della spalla

Cause della calcificazione della spalla

Innanzitutto bisogna chiedersi perché la spalla è molto più colpita delle altre articolazioni e in particolare il sovraspinoso.

Questo si verifica perché c’è una zona con minor vascolarizzazione (afflusso di sangue).

Questa zona è lievemente più interna rispetto all’inserzione del sovraspinoso sulla grande tuberosità dell’omero.

Tornando alla causa, perché si forma questa calcificazione?

Vediamo intanto le diverse teorie secondo cui si può avere dolore secondo la medicina convenzionale.

Poi analizziamo la causa secondo i fisioterapisti più importanti.

Quindi, secondo la medicina convenzionale, tra le cause ci sarebbero:

  • Degenerazione dei tendini,
  • Traumi ripetuti (Bosworth – 1941),
  • Necrosi dei tenociti (morte delle cellule dei tendini)(Mohr  et al. – 1990),
  • Ossificazione endo-condrale.

Purtroppo, la medicina convenzionale ha tante teorie, ma poche certezze.

Nel capitolo precedente abbiamo visto come si sviluppa la calcificazione, ma non abbiamo spiegato perché non viene a tutte le persone che sovraccaricano la spalla.

Basta pensarci logicamente, se la causa fosse il sovraccarico, sicuramente tutti i tennisti o i traslocatori avrebbero questa calcificazione.

Se non si verifica, è perché alcune spalle funzionano meglio di altre.

Mi spiego meglio.

Se ho una scarsa coordinazione, per esempio alcuni muscoli sono rigidi e altri deboli, il movimento della spalla non sarà fisiologico.

Questo provoca un sovraccarico di alcuni muscoli.

In pratica è come se in barca ci fosse qualcuno che rema contro.

Quindi il sovraccarico non è legato all’attività che si svolge, ma al lavoro che deve fare il sovraspinoso per:

  • Ruotare il braccio verso l’esterno,
  • Sollevare lateralmente il braccio.

Quindi, quando il paziente mi dice: eh, io devo lavorare, non posso stare a casa, io gli rispondo che il suo problema non dipende dal lavoro che fa.

Secondo l’autorevole professoressa e autrice di pubblicazioni scientifiche S. Sahrmann, le alterazioni posturali che possono causare questo disturbo sono:

  • Testa dell’omero superiore (troppo vicina all’acromion),
  • Omero in rotazione interna.

 

Quali sono i sintomi della calcificazione alla spalla?

Nella maggioranza delle persone, la calcificazione è asintomatica (Merolla et al. – 2015).

Trattamento della calcificazione alla spalla

Secondo Neer, la calcificazione può causare dolore in 4 modi diversi:

  1. Irritazione chimica dei tessuti da parte del calcio.
  2. La pressione nei tessuti a causa del suo volume.
  3. Il terzo è un dolore che somiglia al conflitto subacromiale causato da ispessimento o irritazione della borsa da parte del deposito di calcio.
  4. Irrigidimento cronico dell’articolazione gleno-omerale dovuto all’immobilizzazione volontaria prolungata da parte del paziente.

Spesso si scopre casualmente quando si effettua una radiografia.

Secondo Merolla et al. (2016) la contrattura muscolare e l’infiammazione della borsa subacromiale (borsite) e del capo lungo del bicipite sono i fattori sintomatici.

Il dolore è, nella maggior parte dei casi collegato alla fase acuta della malattia.

Il paziente cerca una posizione per avere meno dolore, per esempio:

  • Con la mano in tasca,
  • Con il braccio al collo.

In caso di tendinite con calcificazione, il dolore dura circa una settimana ed è molto intenso.

Tuttavia, gli episodi di dolore acuto sono spesso correlati anche:

  • Alle riacutizzazioni di una tendinopatia cronica,
  • All’insorgenza di rare complicanze non correlate all’evoluzione della malattia, come la capsulite adesiva, la rottura della cuffia dei rotatori, patologie del capo lungo del bicipite o l’osteolisi della tuberosità maggiore.

Sintomi della calcificazione alla spalla

Secondo diversi autori, le persone con calcificazione alla spalla “sintomatica” lamentano spesso:

  • Dolore alla spalla nella parte anteriore (a livello del tendine del bicipite) o posteriore (dietro la spina della scapola)
    Il dolore si sente soprattutto al mattino (DE CARLI et al. – 2014),
  • Rigidità.

Tuttavia, a me non quadra che un disturbo possa fare male solo in certi casi.

Soprattutto se non mi spiegano quali sono questi casi, cioè se non ci sono motivi specifici per cui ad alcuni fa male e ad altri no.

Quindi, io non riesco a legare la calcificazione al dolore, ma considero la calcificazione come un effetto di un altro problema posturale.

 

 

Diagnosi della calcificazione alla spalla

Diagnosi della calcificazione

Non è possibile diagnosticare la calcificazione con una visita medica, senza esami.

Per la diagnosi di calcificazione alla spalla è sufficiente una radiografia.

Apesso si vede durante un’ecografia che mostra un area iperecogena.

Dato che la calcificazione non è sicuramente corrrelata al dolore, il medico può fare un’iniezione di lidocaina (anestetico) e controllare se i sintomi passano.

In caso contrario, la causa del dolore dev’essere cercata altrove.

 

Cosa fare? Il trattamento della calcificazione alla spalla

Di solito, la cura della calcificazione alla spalla inizia con alcuni semplici rimedi naturali tra cui:

  • Riposo attivo, cioè evitare solo i movimenti che ti fanno male,
  • Applicazione di ghiaccio,
  • Fisioterapia.

In alcune situazioni, se i sintomi persistono, si può considerare l’intervento chirurgico.

Il trattamento conservativo è quasi sempre la prima terapia di scelta.

 

Applicazione del caldo umido

L’applicazione del caldo umido è molto utile per dare sollievo dal dolore.

Un panno caldo è il modo migliore per scaldare la spalla.

Come accennato in precedenza, il semplice controllo dei sintomi con questi rimedi concede un tempo sufficiente per la guarigione nella maggior parte dei casi.

Il deposito di calcio rimane spesso nei pazienti con tendinite calcifica, ma l’obiettivo del trattamento è solo quello di ridurre i sintomi causati da questo disturbo.

Non di rimuovere la calcificazione.

 

E la fisioterapia strumentale?

Solo le onde d’urto possono essere utili, le altre terapie fisiche non credo possano risolvere il problema, per esempio:

 

Farmaci anti-infiammatori

Farmaci per la calcificazione alla spalla

I farmaci antinfiammatori non steroidei possono contribuire a ridurre il dolore da calcificazione della spalla.

Gli studi non hanno mostrato un cambiamento significativo dei sintomi a lungo termine con queste medicine, ma i pazienti hanno sentito un sollievo dai sintomi.

Nella prima fase della calcificazione l’ortopedico può consigliare delle infiltrazioni di cortisone alla spalla per ridurre il dolore ed evitare l’intervento chirurgico.

 

Fisioterapia ed esercizi

Gli esercizi possono aiutare a migliorare il coordinamento dei muscoli della spalla.

Questo evita il sovraccarico dei muscoli della cuffia dei rotatori (soprattutto il sovraspinato) e previene le calcificazioni.

Uno dei peggiori disturbi associati alla tendinite calcifica alla spalla è lo sviluppo di una capsulite adesiva a causa del dolore.

La ginnastica specifica può aiutare a prevenire questo problema.

 

Esercizi per la calcificazione della spalla

Abbiamo visto nel capitolo delle cause che alcune alterazioni posturali possono provocare un sovraccarico della cuffia dei rotatori.

Questo può favorire la formazione della calcificazione.

Con questi esercizi cerchiamo di correggere queste alterazioni posturali.

Esercizio di allungamento dei rotatori interni

Esercizio di allungamento dei rotatori interni

  • Posizione iniziale: sdraiato a pancia in su,
  • Sollevare il braccio lateralmente finché il gomito è a livello della spalla,
  • Da qui, ruotare il braccio verso l’esterno, cioè portare il polso indietro,
  • Mentre fai questo movimento, con l’altro braccio dovresti spingere la testa dell’omero indietro.
  • Ripetere 10 volte.

 

Esercizio di allungamento del grande pettorale e del gran dorsale

Esercizio di allungamento del grande pettorale e del gran dorsale

  • Posizione iniziale: sdraiato a pancia in su, con le braccia lungo i fianchi,
  • Sollevare le braccia in avanti con i palmi delle mani che si guardano,
  • Quando arrivi al limite, torna alla posizione iniziale,
  • Ripetere 10 volte.

 

Esercizio di rinforzo dei rotatori esterni da prono

Esercizio di rinforzo dei rotatori esterni da prono

  • Posizione iniziale: sdraiato a pancia in giù,
  • Portare il gomito appena oltre il bordo esterno del lettino (spalla e gomito piegati a 90°),
  • Da qui, ruotare il braccio verso l’esterno, cioè portare il polso in alto e in avanti,
  • Tornare alla posizione iniziale.
  • Ripetere 10 volte.

 

Onde d’urto per le calcificazioni

Onde d'urto per le calcificazioni

Nell’ultimo decennio, diverse ricerche hanno dimostrato il successo delle onde d’urto nel trattamento della tendinite calcifica cronica della spalla.

Le onde d’urto funzionano creando:

  • Un’infiammazione acuta,
  • Stimolando la formazione di nuovi vasi sanguigni nella zona interessata.

La maggior parte degli studi mostra che il 50-70% dei pazienti migliorano dopo due o tre trattamenti.

Tuttavia, questa terapia non si fa in fase acuta, cioè nella prima settimana dopo la comparsa dei sintomi.

Il bombardamento con le onde d’urto per la tendinite calcifica può essere molto doloroso.

Tuttavia, le macchine di ultima generazione provocano solo fastidio.

Ci sono poche complicazione per l’utilizzo di questa terapia.

Le controindicazioni delle onde d’urto sono:

  • Gravidanza,
  • Cancro,
  • La terapia con gli anticoagulanti (per esempio il coumadin).

Quando è necessario un intervento chirurgico?

Quando è necessario un intervento chirurgico

L’intervento chirurgico è raccomandato nelle seguenti situazioni:

  • Quando il dolore alla spalla costante interferisce con le attività quotidiane (vestirsi, pettinare i capelli)
  • Quando i sintomi non rispondono alle cure non chirurgiche.

Le opzioni di trattamento disponibili sono:

  • La litoclasia percutanea o aspirazione del deposito di calcio,
  • La rimozione della calcificazione alla spalla.

 

Tipi di intervento chirurgico

Tipi di intervento chirurgico

Aspirazione della calcificazione eco-guidata

Il lavaggio della calcificazione eco-guidato ha mostrato risultati migliori rispetto alla terapia con onde d’urto extracorporee:

  • Nel ripristino della funzionalità del braccio,
  • Nella riduzione del dolore a breve termine (Bazzocchi et al. – 2016).

Tuttavia, è fondamentale selezionare bene i pazienti da sottoporre al trattamento.

Eseguire un protocollo riabilitativo specifico dopo la procedura può portare a risultati migliori.

Come si effettua il lavaggio della calcificazione?

  • Il trattamento si effettua dopo l’iniezione ecoguidata di anestesia locale.
  • Successivamente il chirurgo inserisce due aghi all’interno della calcificazione.
  • Attraverso un ago si pompa una soluzione salina. Da qui, la soluzione esce dalla spalla attraverso l’altro ago.
    Quando il fluido che esce non contiene più calcio, significa che la calcificazione è stata rimossa.
  • Alla fine, il chirurgo effettua un’iniezione di cortisone attraverso un ago.

Per controllare che tutto sia andato nel verso corretto, si effettua un’ecografia dopo il trattamento.

Questa serve per escludere le complicanze immediate, per esempio:

Dopo il lavaggio, si applica il ghiaccio al bisogno.

La durata del trattamento è di circa 45 minuti.

I pazienti possono riprendere le attività quotidiane poco dopo la procedura.

 

Intervento chirurgico in artroscopia

Attraverso una piccola incisione o effettuando l’artroscopia della spalla, si individua il deposito di calcio.

Senza entrare nello specifico sulla procedura chirurgica, ti spiego cosa succede a grandi linee.

In pratica, il medico schiaccia la zona del tendine con la calcificazione.

Da qui, il calcio esce come quando si schiaccia un brufolo.

Guardandolo, è lo stesso identico procedimento.

Pian piano esce la calcificazione come se fosse una fontana.

Dopo questo tipo di intervento è necessaria la fisioterapia e la riabilitazione per recuperare la forza e il movimento della spalla .

 

Leggi anche:

Bibliografia:

  • Uhthoff HK, Sarkar K Calcifying tendinitis. Baillieres Clin Rheumatol. 1989 Dec; 3(3):567-81.
  • Uhthoff HK. Anatomopathology of Calcifying Tendinitis of the Cuff. The cuff. Paris: Elsevier; 1997. pp. 144–6.
  • Balke M, Bielefeld R, Schmidt C, Dedy N, Liem D Calcifying tendinitis of the shoulder: midterm results after arthroscopic treatment. Am J Sports Med. 2012 Mar; 40(3):657-61.
  • Merolla G, Dave AC, Paladini P, Campi F, Porcellini G Ossifying tendinitis of the rotator cuff after arthroscopic excision of calcium deposits: report of two cases and literature review. J Orthop Traumatol. 2015 Mar; 16(1):67-73.
  • Rui YF, Lui PP, Chan LS, Chan KM, Fu SC, Li G Does erroneous differentiation of tendon-derived stem cells contribute to the pathogenesis of calcifying tendinopathy? Chin Med J (Engl). 2011 Feb; 124(4):606-10.
  • ANGELO DE CARLI,1 FERDINANDO PULCINELLI,1 GIACOMO DELLE ROSE,2 DARIO PITINO,3 and ANDREA FERRETTI1 Calcific tendinitis of the shoulder Joints. 2014 Jul-Sep; 2(3): 130–136.
  • Bosworth BM. Calcium deposits in the shoulder and subacromial bursitis: a survey of 12,122 shoulders. J Am Med Assoc. 1941;116:2477–2482.
  • Mohr W, Bilger S. Morphological basic structures of calcified tendinopathy and its importance in the pathogenesis. Z Rheumatol. 1990;49:346–355.
  • Zhang J1, Wang JH. Production of PGE(2) increases in tendons subjected to repetitive mechanical loading and induces differentiation of tendon stem cells into non-tenocytes. J Orthop Res. 2010 Feb;28(2):198-203. doi: 10.1002/jor.20962.
  • Harvie P, Pollard TC, Carr AJ Calcific tendinitis: natural history and association with endocrine disorders. J Shoulder Elbow Surg. 2007 Mar-Apr; 16(2):169-73.
  • Sahrmann, Shirley. Diagnosis and Treatment of Movement Impairment Syndromes- E-Book (p.236). Elsevier Health Sciences. Edizione del Kindle.
  • Alberto Bazzocchi, MD, PhD,corresponding author1 Patrizia Pelotti, MD,1 Salvatore Serraino, MD,1 Milva Battaglia, MD,1 Graziano Bettelli, MD,2 Isabella Fusaro, MD,3 Giuseppe Guglielmi, MD,4,5 Roberto Rotini, MD,2 and Ugo Albisinni, MD Ultrasound imaging-guided percutaneous treatment of rotator cuff calcific tendinitis: success in short-term outcome Br J Radiol. January 2016; 89(1057): 20150407.

Dr. Defilippo Massimo

Massimo Defilippo Mi chiamo Massimo Defilippo, sono un Fisioterapista di Rubiera che effettua fisioterapia ed osteopatia dal 2008.
Mi sono laureato con votazione di 110/110 presso l’università degli studi Magna Graecia …. Biografia completa

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