Rottura del tendine rotuleo

La rottura del tendine rotuleo è un infortunio estremamente raro perché i tendini sono molto robusti, in particolare il rotuleo riesce a sopportare una forza di circa 7/8 volte maggiore del peso corporeo.

Molto più frequente è la lesione o rottura del tendine d’achille che unisce il muscolo polpaccio al tallone posteriormente, è un cordone fibroso più stretto e lungo del rotuleo.

Rottura del tendine rotuleo
Rottura del tendine rotuleo
© Massimo Defilippo

Il tendine rotuleo è predisposto alla rottura in caso di tendinopatia, per esempio una tendinite cronica o una lesione parziale.
La degenerazione lenta del tendine è un fattore di rischio per la lesione anche con uno stiramento non violento, gli anziani sono predisposti perché con l’età il tendine invecchia e le fibre cambiano la forma.
Un giovane ha le fibre di collagene parallele e diritte, mentre nell’anziano sono a zig-zag.
Alcune deformazioni o difetti anatomici come il valgismo delle ginocchia o una differenza di lunghezza degli arti inferiori può costringere il tendine a lavorare in maniera non corretta e quindi predispone all’infiammazione.
Gli atleti possono sviluppare questo infortunio a causa del sovraccarico provocato dai continui salti, calci, cambi di direzione e scatti, soprattutto i calciatori (famoso il caso del fenomeno Ronaldo), sollevatori di pesi, cestisti, pallavolisti ecc.

 

Cos’è il tendine rotuleo?


Il tendine rotuleo si trova nell’articolazione del ginocchio e collega il tendine quadricipitale e la rotula con la tibia.
I tendini sono delle strutture di tessuto connettivo fibroso che originano dal muscolo e si inseriscono sull’osso, sono il mezzo di unione tra queste strutture.
È un tendine anomalo perché somiglia molto ad un legamento, cioè un cordone fibroso che connette due ossa, in questo caso la rotula e la tibia.
Nella realtà, il rotuleo è la continuazione del tendine quadricipitale, serve per trasmettere le forze del muscolo quadricipite alla tibia per estendere il ginocchio.
Considerando le sue dimensioni e resistenza, nelle operazioni di ricostruzione del crociato anteriore si può prelevare la parte centrale del tendine per sostituire il legamento crociato.

 

Quali sono i sintomi della lesione o rottura del tendine rotuleo?

Il soggetto che subisce una lesione ha un dolore fortissimo e non riesce a piegare o estendere il ginocchio.
In caso di rottura completa del tendine, la patella è tirata verso l’alto dal quadricipite dato che non è più collegata alla tibia.
Il ginocchio appare gonfio o tumefatto, rosso e caldo.

Come si arriva alla diagnosi della lesione o rottura del tendine rotuleo?


Il medico controlla la storia clinica del paziente, valuta la gravità e la localizzazione dei sintomi, inoltre controlla i movimenti che peggiorano il forte dolore.
Il segno tipico è l’impossibilità di stendere il ginocchio perché il quadricipite non riesce a trasmettere la sua forza dato che non è più collegato alla tibia dal tendine.
Gli esami strumentali più adatti per valutare la dimensione della lesione sono l’ecografia e la Risonanza magnetica perché mostrano i tessuti muscolo-tendinei, mentre la radiografia visualizza solo le ossa.

 

Qual’è la terapia per la lesione o rottura del tendine rotuleo?

In caso di lesione parziale trova indicazione la fisioterapia, il riposo e la riabilitazione in acqua.
Per il dolore e il gonfiore sono utili le terapie fisiche come la Tecarterapia® e la Laserterapia.
È possibile convivere con una piccola lesione del tendine, bisogna considerare che quando si effettua il trapianto autologo del legamento crociato si usa spesso il terzo medio del rotuleo che quindi rimane composto solo da due strette fasce esterne parallele.

I plantari sono ottimi per correggere i difetti di appoggio, possono essere necessari in caso di mancato allineamento tra il piede e il ginocchio.
In caso di lesione totale, il soggetto deve effettuare un operazione chirurgica con l’innesto di un nuovo tendine che può essere prelevato dal paziente stesso nella parte interna della gamba (tendine della zampa d’oca) oppure si prende dalla banca dei donatori.

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