Sindrome femoro rotulea

Last updated on agosto 9th, 2018 at 12:31 am

La sindrome femoro-rotulea è un disturbo che coinvolge l’articolazione tra femore e rotula, è caratterizzata da iperpressione della patella verso l’esterno o l’interno, cioè la rotula non è allineata.

INDICE

 

Durante la flessione del ginocchio, la rotula scorre su un canale compreso tra i due condili femorali che si adatta alla forma della patella, in questo modo il movimento avviene in maniera fluida e indolore, con il minimo attrito possibile.

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mobilizzazione della rotula e test per la sindrome femoro rotulea

Un alterazione anatomica (come la tibia ruotata o un eccessivo valgismo) possono modificare la biomeccanica dell’articolazione, la conseguenza è che il paziente è predisposto alla sindrome femoro rotulea.

In questa patologia la rotula è spostata esternamente rispetto alla sua zona anatomica e durante il movimento striscia contro un condilo femorale con notevole attrito.
Tra i pazienti che si presentano in ambulatorio con fastidio al ginocchio, il 25% circa soffre di questa patologia.
La sindrome femoro rotulea può essere unilaterale, ma spesso è bilaterale (colpisce entrambe le ginocchia).

Colpisce soprattutto le femmine e gli sportivi, in particolare saltatori e corridori che sovraccaricano l’articolazione con le flessioni ripetute del ginocchio.

 

Quali sono le cause dalla sindrome femoro rotulea?

Questa sindrome può essere causata da alterazioni ossee, traumi oppure da retrazione o lassità dei legamenti, in quest’ultimo caso si parla di iperpressione rotulea.
Il dolore al ginocchio da sindrome femoro-rotulea è dovuto all’infiammazione della cartilagine articolare tra le due ossa, qui ha uno spessore di circa 5/6 millimetri.
Questo malallineamento può essere causato da diversi fattori:

  1. Intrarotazione femorale o rotazione esterna della tibia.
  2. Ginocchio valgo.
  3. Aplasia dei condili femorali, presupposto per la sublussazione della rotula.
  4. Displasia o ipoplasia rotulea.
  5. Alterazioni della forma della rotula.
  6. Piede pronato.
  7. Angolo “Q” (cioè l’angolo tra due linee immaginarie tracciate: la prima dalla spina iliaca antero-superiore verso il centro della patella e la seconda dal centro della patella al tubercolo tibiale.) superiore ai 10° nei maschi e 15° nelle femmine.
  8. Traumi diretti o indiretti.
  9. Debolezza del muscolo Vasto Mediale rispetto al Vasto Laterale
  10. Retrazione della bendelletta Ileo-Tibiale, del Bicipite Femorale o del Legamento Alare esterno.

 

 

Quali sono i sintomi della sindrome femoro rotulea?

Il sintomo più importante e sempre presente è il dolore tra la rotula e il femore, soprattutto nella zona laterale (esterna) del ginocchio.
I sintomi si sentono:

  • Durante la flessione,
  • Quando il paziente si alza dopo essere stato parecchio tempo seduto,
  • Il movimento può causare crepitii articolari (ginocchio che scricchiola).

In certi casi si può vedere il ginocchio gonfio, cioé l’infiammazione delle strutture posteriori e superiori della patella: borsa sinoviale, tessuto adiposo.
Il dolore riferito si può avvertire anche lungo la coscia.
Alcuni pazienti che non effettuano subito le terapie possono sviluppare la rigidità e limitazione articolare oltre alla debolezza del quadricipite.
Non ci sono sintomi a riposo, ma la posizione seduta è spesso dolorosa.
Di solito, la corsa è uno degli sport che provoca più dolore.
Il ciclismo può dare fastidio perché in bicicletta il ginocchio deve piegare oltre i 90°.

 

 

Diagnosi dalla sindrome femoro rotulea

Sindrome femoro rotulea

Sindrome femoro rotulea

È necessario che la diagnosi sia fatta da un medico specialista che dopo aver controllato la storia clinica, preme sul ginocchio cercando l’esatta localizzazione del dolore al ginocchio e del gonfiore.
La diagnosi differenziale serve per distinguere questa sindrome dalla tendinite del Rotuleo e dalla condorpatia-condormalacia.
Un’attenta osservazione del ginocchio mentre si piega potrebbe mostrare uno spostamento laterale della patella.
Si mettono a confronto l’arto sano con quello malato per vedere eventuali differenze in piedi o mentre si cammina.
Successivamente il medico esegue il test di compressione, cioè preme sulla rotula mentre il ginocchio passa dalla posizione di massima estensione a quella di massima flessione possibile, il test è positivo quando si avvertono rumori tipo scrosci articolari o dolore, quadro compatibile con l’usura cartilaginea.
Se il paziente avverte i sintomi durante la flessione o lo stretching del quadricipite è possibile che soffra di sindrome femoro-rotulea, in caso di dubbi lo specialista può prescrivere una lastra laterale con la gamba flessa sulla coscia a diverse angolazioni oppure una risonanza magnetica che evidenzia anche eventuali riduzioni della cartilagine.

Il dolore nella parte posteriore del ginocchio non è provocato dalla sindrome femoro rotulea.

 

 

 

 

Cosa fare? Qual è la terapia più adatta per la sindrome femoro rotulea?

Nei casi gravi con lussazione della rotula o con un allineamento scorretto dovuto a malformazioni ossee può essere indicato l’intervento chirurgico in artroscopia, mentre se lo scorrimento più esterno della rotula è provocato solo da uno squilibrio dei tendini e dei muscoli, il trattamento consiste nella fisioterapia e negli esercizi in palestra.

 

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La terapia farmacologica prevede le infiltrazioni di acido ialuronico nell’articolazione del ginocchio, generalmente si effettua un ciclo da 3 sedute.
I farmaci antinfiammatori non steroidei si possono prendere per ridurre i sintomi temporaneamente.

Il trattamento che indica lo specialista è personalizzato in base al dolore e alla possibilità di fare gli esercizi di rinforzo muscolare.
Gli obiettivi della terapia sono la riduzione del dolore e dell’infiammazione, il recupero della funzionalità del ginocchio, il riallineamento della rotula, il rinforzo di alcuni muscoli e il ritorno all’attività sportiva per gli atleti.

Nella fase acuta bisogna tenere l’arto a riposo evitando gli allenamenti e le attività che riacutizzano il fastidio, si può fare crioterapia e tenere la gamba a riposo per pochi giorni.
Il medico può prescrivere un tutore che tiene centrata la rotula all’interno della gola intercondiloidea ed eventualmente un bendaggio tipo McConnell, che però non è universalmente ritenuto in grado di mantenere la rotula in asse.
Passati i primi 2/3 giorni sono indicate terapie fisiche per eliminare il dolore e l’infiammazione, a questo scopo i risultati migliori si conseguono con la Magneto Terapia e la Tecar®.

Se il paziente non può piegare il ginocchio a causa del dolore, è consigliata una terapia di mantenimento del tono e trofismo dei muscoli che agiscono sull’articolazione dell’anca e della caviglia oltre a tutto l’arto inferiore sano.

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Kinesio taping sindrome femoro rotulea

Kinesio Taping per la sindrome femoro-rotulea: Azione: stabilizzante. Forma: Una striscia ad ”I”. Lunghezza: 15cm. Posizionare il ginocchio a 20-30° di flessione e ancorare la porzione centrale del nastro sul margine esterno della rotula. Applicare gli estremi del nastro con tensione 25-50% passando sopra e sotto alla rotula, verso la parte interna del ginocchio.
In alternativa al taping, la ginocchiera può tenere la rotula nella sua posizione, ma non è sempre tollerata dal paziente.
I plantari ortopedici possono aiutare perché migliorano l’allineamento delle caviglie e delle ginocchia.

Appena il paziente è in grado di eseguire gli esercizi in palestra si inizia un programma di allungamento dei muscoli esterni e il rinforzo muscolare del Vasto Mediale obliquo.
Dopo un adeguato riscaldamento si inizia lo stretching del polpaccio (gastrocnemio e soleo) perché una retrazione di questo causa il piede pronato e peggiora il quadro clinico.
Se la pronazione del piede è la causa della sindrome femoro-rotulea l’ortopedico prescriverà un plantare o una scarpa adatta.

Tra le cure per la sindrome femoro rotulea, si consiglia lo stretching dei muscoli ischio-crurali, del tensore della fascia lata e della benderella ileo-tibiale.
Il paziente o il terapista allunga anche il retinacolo esterno e il legamento alare laterale che “tirano” la patella fuori dal suo spazio anatomico, si tiene premuta la rotula verso l’interno.

Il rinforzo muscolare è la parte più importante del trattamento perché uno squilibrio tra i muscoli del quadricipite è il fattore principale di iperpressione esterna della rotula.
Per rinforzare solo il vasto mediale senza contrarre il Vasto Laterale è necessario eseguire gli esercizi con delle varianti.


Innanzitutto il ginocchio non si deve piegare molto, il movimento dev’essere compiuto nell’intervallo 0°-30° di flessione, inoltre è necessario contrarre anche i muscoli adduttori della coscia perché così si rilassa il vasto laterale.

La prima fase della riabilitazione dev’essere fatta con esercizi a catena cinetica chiusa (con il piede in posizione fissa) oppure in modalità isometrica, in piedi, con le ginocchia piegate e con la schiena contro il muro o una fit ball per 20/30 secondi.

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Leg Press stringendo la palla di gomma, max 30° di flessione.

Si può iniziare subito con la Leg-Press e con il mini squat ricordando sempre di tenere i talloni più vicini delle punte dei piedi.
Il rinforzo muscolare dev’essere fatto con tante ripetizioni e un carico non eccessivo, io generalmente consiglio 20 ripetizioni per ogni serie.
Per tenere gli adduttori della coscia contratti durante gli esercizi consiglio di stringere una palla di gomma tra le ginocchia.
Nella seconda fase è possibile inserire esercizi in catena cinetica aperta, cioè con il piede libero di muoversi durante l’esecuzione, sempre solo l’ultima parte del movimento con la contrazione degli adduttori e con il piede supinato.
L’esercizio tipico che si esegue in palestra è la leg-extension con i pesi o con un elastico che ha il pregio di diventare più duro proprio negli ultimi gradi del movimento.


Alcuni autori consigliano di piegare il busto in avanti per escludere anche il muscolo retto femorale, in modo da utilizzare ancora più selettivamente il VM, io preferisco evitarlo per non causare o aggravare il mal di schiena.
Alcuni ortopedici prescrivono esercizi di tipo propriocettivo sulle tavolette basculanti per rinforzare il vasto mediale.

 

Quali sono i tempi per il ritorno allo sport? E per la guarigione completa?

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Leg extension con elastico

Premesso che non si può stabilire una prognosi valida per tutti perché ogni paziente risponde in maniera diversa alla terapia, per i pazienti che non si devono operare, generalmente dovrebbero essere necessari circa due mesi per eliminare il dolore e ritornare alle gare, ma bisognerà continuare a rinforzare i muscoli per evitare recidive.

Per ritornare alle normali attività con poco o nessun dolore, se non eravamo in presenza di limitazione articolare, i tempi di recupero sono di due settimane nelle quali si svolge un ciclo di fisioterapia strumentale mirata.


Nel caso in cui il paziente non riesca a piegare il ginocchio nemmeno a 90°, bisogna aspettare più tempo.

Generalmente il nuoto è permesso, ma lo stile a rana è da evitare.

 

Sindrome femoro rotulea ultima modifica: 2012-10-26T10:34:22+00:00 da Dr. Michele Massaro. Medico Ortopedico
6 comments on “Sindrome femoro rotulea
  1. Alla domanda della patologia futura, ti dico di non pensare a queste cose, non succede a tutti, poi se tu fossi in pessime condizioni a letto, il ginocchio sarebbe sempre disteso o quasi e non farebbe dolore.
    Comunque ti consiglio vivamente di fare una modifica della tua alimentazione, forse è lì la causa.
    Considera che ogni alimento può essere dannoso, nessun alimento è privo di rischi, quindi dovrai fare tante provare per capire chi ti fa stare meglio e chi ti fa stare peggio.

  2. Dora ha detto:

    Salve ,grazie per la gentile risposta.
    Sto continuando i miei esercizi anche se ammetto di essere scoraggiata e depressa perché questa patologia ha azzerato la mia vita da un giorno all’altro invalidandomi in maniera violenta(non sto seduta e posso camminare solo per poco tempo e con dolore).La mia giornata e’ scandita dagli esercizi che ripeto tre volte con impegno, ma per il resto posso fare molto poco perché ho un autonomia in piedi limitata così mi ritrovo spesso seduta in poltrona con le gambe stese o a letto.mi chiedo quindi se così facendo i miei esercizi non vengano annullati dal riposo protratto,per cui alla fine e’ difficile ricostruire i muscoli.Un grosso problema e’ rappresentato poi dal dolore al tendine rotuleo che si offende ogni volta che faccio esercizi per il vasto mediale…esistono esercizi per il vasto mediale che non stressino il tendine rotuleo?
    Ho poi un ‘altra preoccupazione.Se riuscissi a guarire o meglio a non provare più dolori grazie alla fisioterapia,poi se un domani per un qualsiasi motivo perdessi tono ,magari per una malattia che mi costringe a letto per un po’, allora ripiomberei in questo in questo incubo? Io sono decisa ad impegnarmi per sempre a fare gli esercizi,ma nella vita non si può mai sapere.Grazie

  3. Dora, secondo me è sempre possibile guarire, tranne nelle malattie che causano degenerazioni irreversibili dei tessuti.
    La cosa fondamentale è individuare la causa.
    Gli esercizi sono fondamentali ed efficaci, ma prima di affermare che non sono utili, servono due mesi di lavoro regolare.
    In pratica, il movimento di un articolazione è permesso dalla coordinazione neuromotoria (di nervi e muscoli) di tante strutture: muscoli agonisti, muscoli antagonisti, muscoli sinergici e nervi.
    Se queste strutture non sono coordinate, la conseguenza è un movimento non corretto dell’articolazione che può portare infiammazione e dolore.

    Ora, gli esercizi permettono di recuperare la coordinazione, alcuni esercizi di stretching mirato sono utili, ma non per il quadricipite, bensì per il gluteo, il tensore della fascia lata e la bandelletta ileotibiale.
    Puoi chiedere al fisiotearpista di manipolare la rotula, per sciogliere le aderenze che spesso si formano, è un lavoro abbastanza rapido e indolore.
    Se non sei un atleta, non mi preoccuperei della tendinite, se non è da sovraccarico non ti impedisce di fare gli esercizi di rinforzo.
    Inoltre, il riposo non è una terapia secondo me.

    Le camminate si possono fare se non fanno male, su terreno pari.
    La bicicletta è esclusa.

    Un’alimentazione corretta, ricca di sostanze antinfiammatorie, con alimenti naturali, permette di ridurre infiammazione e dolore.

  4. Dora ha detto:

    Salve,ho 39 anni e circa un mese fa mi è stata diagnosticata una iperespressione rotulea esterna bilaterale.La risonanza è ok a parte un ‘iniziale condropatia femoro rotulea.ho iniziato la fisioterapia con esercizi mirati per potenziare il vasto mediale che svolgo con impegno ogni giorno,anche se ad ora con nessun risultato. Non riesco a stare seduta e ho dolore a flettere le gambe per camminare.i miei quadricipiti sono ipotrofici.Ho dolore in particolare nella parte anteriore del ginocchio in basso dove c’è il tendine rotuleo che sospetto sia irritato o infiammato.Questo dolore si esacerba con il passare delle ore e diminuisce dopo il riposo mattutino.Non capisco se si tratta di un dolore del tendine a se stante oppure dipenda sempre dalla rotula.Il mio problema è conciliare questo dolore con gli esercizi di rafforzamento perché se da un lato il tendine richiede riposo,dall’altro la rotula richiede esercizio: che fare?
    Fare lunghe passeggiate in piano fa bene oppure peggiora perché danneggia la cartilagine?
    Gli esercizi non in carico con gamba a 90 gradi sono consentiti anche se si sente dolore?
    Sono molto preoccupata perché praticamente questo problema ha azzerato la mia vita invalidandomi all’improvviso : non sto seduta,cammino con dolore ,sto scomoda a letto. E’ possibile per un caso come il mio guarire con la sola fisioterapia ? Faccio notare che non ho pretese di fare sport,andare in bici o nuotare,ma solo di stare seduta e camminare senza dolore.grazie

  5. Si, certo, io conosco solo degli osteopati, ma non hanno un centro privato, tuttavia sono sicuro che cercando su internet troverai molti centri di fisioterapia e riabilitazione.

  6. Andrea ha detto:

    Vorrei sapere se in zona Brescia,si può trovare un centro di fisioterapia addatto a questo problema?…

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