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Lesione Muscolare INDICE Come si classifica il dolore muscolare? E' possibile che il dolore rimanga dopo la chiusura della lesione?
Una lacerazione delle fibre muscolari comporta una rilevante fuoriuscita di sangue, uno stravaso emorragico che nei casi meno gravi resta circoscritto all'interno del muscolo, mentre nei casi più importanti si forma un’ematoma perché il muscolo è abbondantemente vascolarizzato. Non bisogna confondere questo danno con i crampi che sono solo contrazioni involontarie, brusche ed improvvise che generalmente si avvertono durante uno sforzo di alta intensità o durante la notte. I trattamenti del crampo sono: fare un buon riscaldamento prima di un attvità sportiva, lo stretching e in rari casi l'assunzione di sali minerali carenti.
La American Medical Association (Craig, 1973) divide le lesioni muscolari in tre diversi livelli di questo modo:
Nelle lesioni di primo grado il dolore è minimo, quasi un fastidio, peggiora con l’esercizio e lo stretching del muscolo, il movimento e la forza rimangono quasi normali. Il dolore compare dopo la fine dell’allenamento.
Nelle lesioni di secondo grado il dolore è più forte perché il danno interessa un numero maggiore di fibre rispetto alle lesioni minori. La fitta si avverte subito, appena inizia l’allenamento, ma gli atleti dopo aver fatto il riscaldamento riescono a terminare l’allenamento o la gara senza particolari fastidi, questo è molto rischioso perché continuando l’attività si rischia di peggiorare il quadro clinico. Quando il muscolo è freddo, i sintomi compaiono con la contrazione e durante lo stretching.
Nelle lesioni di terzo grado si ha la rottura del muscolo o della maggior parte di esso. Il dolore è molto intenso e impedisce la continuazione della gara o dell’allenamento, si avverte anche premendo sulla zona interessata. Sull’area lesa compare un ematoma di vaste dimensioni. Alla palpazione si sente un avvallamento a livello della lesione.
Come si classifica il dolore muscolare?
Per chiarezza inserisco le definizioni dei termini spesso usati in maniera non corretta:
Contrattura: alterazione diffusa del tono muscolare dovuta all'eccessivo lavoro del muscolo senza lesioni a carico dell'apparato muscolo-tendineo. Il dolore o fastidio non è localizzato e compare dopo la fine della gara o dell'allenamento.
Lo stiramento o elongazione è frequente negli sportivi, è provocato da un allungamento delle fibre muscolari oltre il limite fisiologico, è un alterazione solo funzionale del muscolo e del tono muscolare.
Si parla di strappo muscolare o distrazione muscolare in presenza di fibre muscolari spezzate, quindi con un danno anatomico e un dolore in certi casi terribile.
La rottura o interruzione del muscolo si ha quando la maggior parte delle fibre è lesa.
La contrazione, invece, è il meccanismo fisiologico con cui lavora il muscolo facendo scivolare le fibre da cui è composto per accorciarsi e permettere il movimento dello scheletro.
I motivi che portano a una lesione possono essere tanti. I fattori esterni sono principalmente la bassa temperatura e il terreno di gioco non ottimale. I fattori interni sono: squilibri muscolari, inadeguato riscaldamento, basso livello di allenamento, deficit di elasticità, precedenti lesioni muscolari, fatica dovuta spesso al troppo allenamento seguito da un carente recupero. Tra le cause minori troviamo la mancanza di sali minerali, pessima esecuzione del gesto atletico e scarsa coordinazione.
Questo protocollo prevede: riposo, ghiaccio 3/4 volte al giorno per 20 minuti, bendaggio compressivo ed elevazione dell’arto. Generalmente i medici consigliano farmaci miorilassanti e analgesici, questi ultimi sono preferibili agli antinfiammatori (FANS) perché il processo flogistico post lesione è un meccanismo fisiologico di riparazione del corpo umano, come tale non va ostacolato con queste medicine.
La prognosi è positiva se l’atleta starà lontano dal campo per un tempo variabile a seconda della grandezza della lesione, si va da una settimana a due mesi. I calciatori professionisti, per guarire in tempi più rapidi a volte utilizzano il fattore di crescita. Per quanto riguarda gli strappi il muscolo chiude la lesione formando un esito fibroso cicatriziale, cioè un tessuto connettivo meno elastico del muscolo. Dopo i primi giorni dal trauma la riabilitazione comprende il Massaggio trasverso profondo e una cauta mobilizzazione per mantenere l’elasticità del muscolo e contribuiscono ad allineare le fibre del tessuto cicatriziale.
Per evitare di riprendere gli allenamenti e le gare troppo presto, si consiglia un indagine ecografica di controllo al termine del ciclo di terapie, se la lesione non è stata chiusa non bisogna cessare la fisioterapia perché si corre il rischio di aumentare la gravità del problema. Se l'ecografia documenta la regolare evoluzione verso la stabilizzazione della lesione, significa che la lesione è stata risolta. A questo punto l'ematoma e l'edema dovrebbero essere già riassorbiti, in caso contrario si possono riprendere comunque gli allentamenti in maniera graduale. A volte, se lesione non viene trattata subito, oltre all'ematoma "fluido", si può formare un ematoma consolidato (come un grumo di sangue) che necessita di più tempo per risolversi. Nei casi di rottura completa del muscolo bisogna rivolgersi al chirurgo perché può essere necessario un intervento.
E' possibile che il dolore rimanga anche se l'ultima ecografia di controllo attesta che la lesione è stata chiusa? Si, dipende dalle dimensioni della lesione, ma con lesioni di circa 2 cm o superiori è normale che sia presente un fastidio. Generalmente i calciatori riprendono la loro attività allenandosi e gareggiando come prima, si inizia con un allenamento differenziato e gradualmente si torna alla normale attività. Generalmente il dolore o fastidio sparisce nell'acro di uno o due mesi.
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