Lesione del muscolo

La lesione del muscolo (o strappo muscolare) è la rottura di una parte o tutte le fibre del muscolo, può essere parziale oppure completa.

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valutazione di una lesione muscolare


È una lesione molto frequente negli sportivi, la loro incidenza varia tra il 10% e il 35% del totale degli infortuni nell’ambito sportivo.

Le lesioni possono essere causate:

  • da un trauma diretto se il muscolo viene colpito da una forza che proviene dall’esterno (ad. esempio un contrasto nel calcio), il danno è maggiore se il muscolo è contratto.
  • Se è provocato da un trauma indiretto non c’è nessuna forza esterna, semplicemente il muscolo non riesce ad allungarsi abbastanza durante uno stiramento troppo rapido (ad esempio un calcio a vuoto che può lesionare gli ischio-crurali: bicipite femorale, semimebranoso e semitendinoso) o ad una brusca contrazione di un muscolo rilassato.

Gli sportivi più colpiti sono quelle che praticano: calcio, football americano, corsa nelle distanze brevi, salto, baseball e culturismo.
I muscoli che si ledono più di frequente sono negli arti inferiori, in particolare i gemelli, e quelli che si inseriscono sul ginocchio: gli ischio-crurali (muscoli posteriori della coscia) e il quadricipite.
Negli arti superiori i muscoli più interessati sono il bicipite brachiale e il deltoide.
È difficile che si presenti in ambulatorio un paziente con la lesione dei muscoli addominali o dorsali.
Una lacerazione delle fibre muscolari comporta una rilevante fuoriuscita di sangue, nei casi meno gravi resta circoscritto all’interno del muscolo, mentre nei casi più importanti si forma un’ematoma perché il muscolo è abbondantemente vascolarizzato.

 

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Muscolo quadricipite e parte anteriore della gamba
© Andreas Meyer/Fotolia.com

Cause

I motivi che portano a una lesione possono essere tanti.
I fattori esterni sono principalmente la bassa temperatura e il terreno di gioco non ottimale.

I fattori interni sono:

  • squilibri muscolari,
  • inadeguato riscaldamento,
  • basso livello di allenamento,
  • deficit di elasticità,
  • precedenti lesioni muscolari,
  • fatica dovuta spesso al troppo allenamento seguito da un carente recupero.

Tra le cause minori troviamo la mancanza di sali minerali, pessima esecuzione del gesto atletico e scarsa coordinazione.

 

Sintomi

La American Medical Association (Craig, 1973) divide le lesioni muscolari in tre diversi livelli di questo modo:
Lesione di primo grado: stiramento dell’unità muscolo tendinea che provoca la rottura di poche fibre muscolari e tendinee;
Lesione di secondo grado: rottura di una parte delle fibre del muscolo, ma senza interruzione completa dell’unità muscolo-tendinea;
Lesione di terzo grado: rottura completa dell’unità muscolo-tendinea.

Nelle lesioni di primo grado il dolore è minimo, peggiora con l’esercizio e lo stretching del muscolo, il movimento e la forza rimangono quasi normali.
Il dolore compare dopo la fine dell’allenamento.

Nelle lesioni di secondo grado il dolore è più intenso perché il danno interessa un numero maggiore di fibre rispetto alle lesioni minori.
Il dolore insorge subito, appena inizia l’allenamento, ma gli atleti dopo aver fatto il riscaldamento riescono a terminare l’allenamento o la gara senza particolari fastidi, questo è molto rischioso perché continuando l’attività si rischia di peggiorare il quadro clinico.
Quando il muscolo è freddo, i sintomi compaiono con la contrazione e lo stiramento.

Nelle lesioni di terzo grado si ha la rottura del muscolo o della maggior parte.
Il dolore è molto intenso e impedisce la continuazione della gara o dell’allenamento, si avverte anche premendo sulla zona interessata.
Sull’area lesa compare un ematoma di vaste dimensioni.
Alla palpazione si sente un avvallamento a livello della lesione.

 

Diagnosi

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ecografia spalla

È fondamentale rivolgersi ad un medico specialista che sappia fare la giusta diagnosi e valutare la gravità del caso perché la terapia dipende dal tipo e dalla dimensione del danno.
Per una diagnosi strumentale delle lesioni muscolari generalmente si esegue l’ecografia muscolo-tendinea che riesce a localizzare l’area della lesione e le dimensioni.
Il problema è che ci si può imbattere in lesioni profonde su muscoli molto sviluppati come quelli degli sportivi (ad esempio nel quadricipite di un calciatore).
In questi casi l’esame clinico si dovrebbe basare sull’anamnesi, sul momento in cui è comparso il dolore (durante o dopo l’allenamento), sul tipo di fastidio (localizzato o diffuso) e su quello che si avverte durante la palpazione.
Se un atleta dice che il dolore è insorto dopo l’allenamento ed era diffuso, è probabile che sia solo una contrattura, mentre se non è riuscito a terminare la gara o l’allenamento a causa dei sintomi e alla palpazione si avverte un avvallamento, si penserà ad uno strappo.

 

Cosa Fare? Il Trattamento

Il trattamento delle lesioni muscolari è personalizzato in base al tipo e alle dimensioni del danno.
È necessaria la prescrizione medica per intraprendere i trattamenti di fisioterapia che accelerano la guarigione, evitano o riducono la formazione di cicatrici ed aiutano nella prevenzione di recidive.

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Taping per strappo al plopaccio

Kinesio-taping: Azione: decontratturante. Forma: Una striscia a ”Y”. Lunghezza: da sotto il tallone fino al cavo popliteo. Applicare il tape senza tensione, partendo da poco sotto il tallone e mettendo in allungamento il polpaccio. Con il tape avvolgere la parte esterna dei ventri muscolari dei gemelli.

In caso di lesione anatomica il trattamento nelle prime 24/48 ore consiste nel protocollo REST (Rest, Ice, Compression, Elevation) cioè un trattamento che evita l’aggravamento della lesione e dell’infiammazione.
Questo protocollo prevede: riposo, ghiaccio 3/4 volte al giorno per 20 minuti, bendaggio ed elevazione dell’arto.
Generalmente i medici consigliano farmaci miorilassanti e analgesici, questi ultimi sono preferibili agli antinfiammatori (FANS) perché l’infiammazione post lesione è un meccanismo fisiologico di riparazione del corpo umano, quindi non va ostacolato con queste medicine.

L’atleta dovrà stare lontano dal campo per un tempo variabile a seconda della grandezza della lesione, si va da una settimana a due mesi.
Per quanto riguarda gli strappi il muscolo chiude la lesione formando un esito fibroso cicatriziale, cioè un tessuto connettivo meno elastico del muscolo.
Dopo i primi giorni dal trauma il Massaggio trasverso profondo (o cyriax) e una cauta mobilizzazione servono per mantenere l’elasticità del muscolo e contribuiscono ad allineare le fibre del tessuto cicatriziale.

È importante non massaggiare l’area della lesione finché non si è formata la cicatrice perché si rischia di peggiorare il quadro clinico, si può massaggiare solo l’area a monte e a valle.

Il principio della contrazione eccentrica è che la lesione avviene generalmente con questo meccanismo, quindi bisogna abituare il muscolo a resistere in queste condizioni caratterizzate dal lavoro anaerobico.

Video di un esercizio eccentrico per i muscoli flessori della coscia (posteriori), i muscoli si allungano mentre sono contratti per frenare la caduta.

Se il muscolo è immobilizzato, la cicatrice si forma con le fibre disposte in tutte le direzioni, se invece si mantiene in movimento il muscolo, le fibre del tessuto connettivo neoformato avranno una disposizione secondo le linee di forza e saranno più elastiche.
Nei casi di rottura completa del muscolo bisogna rivolgersi al chirurgo perché può essere necessario un intervento.

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Tecar terapia per lo strappo muscolare

È indicata la Fisioterapia strumentale con Laser CO2, Ultrasuoni e Tecar terapia, inoltre appena la lesione è chiusa, è necessaria un attività volta a rendere più elastico il muscolo e a prevenire le recidive: lo stretching ed il rinforzo eccentrico.

 

Prognosi e follow up

Per evitare di riprendere gli allenamenti e le gare troppo presto, si consiglia un esame ecografico al termine del ciclo di terapie, se la lesione non è stata chiusa non bisogna cessare la fisioterapia perché si corre il rischio di aumentare la gravità del problema.

Il principio della contrazione eccentrica è che la lesione avviene generalmente con questo meccanismo, quindi bisogna abituare il muscolo a resistere in queste condizioni caratterizzate dal lavoro anaerobico.

 

È possibile che il dolore rimanga anche se l’ultima ecografia di controllo attesta che la lesione è stata chiusa?

Si, dipende dalle dimensioni della lesione, ma con lesioni di circa 2 cm o superiori è normale che sia presente un fastidio.
Generalmente i calciatori riprendono la loro attività allenandosi e gareggiando come prima, si inizia con un allenamento differenziato e gradualmente si torna alla normale attività.
Generalmente il dolore o fastidio sparisce nell’arco di uno o due mesi.

 

Dr. Massimo Defilippo Fisioterapista Tel 0522/260654 Defilippo.massimo@gmail.com
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