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La Colonna Vertebrale  

                                                              INDICE

                                                     La colonna Vertebrale

                                                     Le vertebre Cervicali

                                                     Le vertebre Toraciche

                                                     Le vertebre Lombari

                                                     L'osso Sacro

                                                     Il Coccige

                                                     Il disco Intervertebrale

                                                     Il Midollo Spinale

                                                     La biomeccanica della Colonna

                                                     La mobilità della Colonna

 

 

 

 

Lo Scheletro

 

Lo scheletro è formato dalle ossa che costituiscono degli organi perché sono formate da vari tessuti: fibre nervose, tessuto connettivo specializzato e fibroso (periosteo) e possiedono una loro circolazione sanguigna.

Lo scheletro è simmetrico ed è formato da due parti: la porzione centrale è quella assile cioè l’asse mediano del corpo, formato dalla colonna vertebrale, il cranio e la gabbia toracica.

Lo scheletro assile serve per dare la massima flessibilità al tronco.

Se fosse un unica asta, sarebbe dritto, invece è formato da vertebre articolate in modo da potersi muovere una rispetto all’altra.

La porzione appendicolare è formata dagli arti superiori e inferiori, lo scheletro di un adulto ha 202/203 ossa.

Le articolazioni sono i sistemi mediante i quali i segmenti ossei si uniscono tra loro.

La colonna vertebrale rappresenta l'asse mediale del corpo, ma non è perpendicolare al terreno, presenta delle curvature.

 

Il piano sagittale è il piano ideale e passa attraverso la sutura sagittale che unisce le due ossa parietali.

Il piano frontale è perpendicolare al pavimento e parte dalla sutura coronale tra il frontale e il parietale.

Questi piani dividono il corpo in due antimeri simili ma non identici.

 

 

 

 

 

 

 

Biomeccanica

 

La colonna vertebrale ha tre funzioni principali.

La prima è di proteggere il midollo spinale posto all’interno del foro vertebrale e circondato da legamenti molto resistenti.

La seconda funzione è di sorreggere la maggior parte del peso del corpo e mantenere il capo eretto.

La terza funzione è di attutire traumi e micro-traumi interni o esterni che la colonna vertebrale trasferisce all’articolazione sacro-iliaca oppure diffonde agli arti superiori, alla testa e al busto. Questo serve per difendere le strutture viscerali che essa protegge.

Colonna vertebrale vista laterale.

 

 

 

Il rachide ha 4 curve fisiologiche sul piano sagittale:

  • lordosi cervicale e lombare (convessità in avanti).

  • cifosi (convessità indietro) dorsale e sacro-coccigea.

Una colonna con delle curvature può sorreggere una maggior pressione, precisamente si moltiplica il peso che potrebbe sorreggere un rachide dritto per il quadrato del numero delle curve più un unità.

Nel caso del rachide si ottiene: 3*3+1=10, quindi può resistere a un peso dieci volte maggiore rispetto a una colonna vertebrale dritta.

L’osso è composto da una parte corticale (compatta) e da una parte trabecolare, presente soprattutto in ossa come il calcagno e le vertebre che sono composte da lamelle verticali e orizzontali. in base all’orientamento di quest’impalcatura si ha maggior resistenza in certe direzioni rispetto ad altre secondo le linee di forza, per esempio le trabecole disposte verticalmente sostengono il peso del corpo in stazione eretta.

Nelle vertebre quest’orientamento comporta una minore solidità nella parte anteriore con un rischio di fratture molto più elevato rispetto alle altre parti.

Funzionalmente si considera la colonna vertebrale come un tripode con una superficie d’appoggio anteriore a livello del corpo e due superfici d’appoggio posteriori a livello dei processi inferiori.

Il corpo vertebrale, nella parte anteriore del rachide, sorregge quasi completamente il peso corporeo, mentre i processi posteriori regolano i movimenti.

 

 

Mobilità delle articolazioni

 

Le articolazioni vertebrali si possono dividere in 2 tipi:

  • l      Tra i corpi tra i corpi sono delle sinfisi e hanno una mobilità limitata in ogni direzione

  • l      tra i processi inferiori e superiori di vertebre adiacenti si chiamano artrodie e sono responsabili della mobilità della colonna.

I movimenti possibili sono la flesso-estensione, l’inclinazione laterale e la rotazione.

 

L’escursione articolare massima del tronco è:

  • ·        Nella flessione 75/ 80°

  • ·        Nell’estensione di 25/30°

  • ·        Nell’inclinazione laterale 30/35°

  • ·        Nella rotazione 40/45°

A livello cervicale la mobilità è maggiore rispetto agli altri tratti, infatti qui i movimenti possono arrivare a:

  • ·        Flessione 50°

  • ·        Estensione 45°

  • ·        Inclinazione laterale 45°

  • ·        Rotazione 65°

La flesso-estensione è un movimento che si esegue sul piano sagittale e sull’asse trasverso. Durante l’estensione lo spazio del foro intervertebrale si riduce, viceversa nella flessione.

Questo movimento è svolto quasi interamente dalla parte cervicale e lombare, mentre il tratto toracico è impossibilitato a compierlo soprattutto a causa delle articolazioni con le coste e in misura minore per lo spessore ridotto del disco rispetto ai corpi vertebrali.

Sul tratto lombare l’escursione articolare lombare è di 60° in flessione e 45° in estensione.

 

Inclinazione laterale.

Il movimento avviene sul piano frontale e sull’asse sagittale del corpo, è limitato in caso di scoliosi.

 

Rotazione

La rotazione si svolge sul piano trasverso e sull’asse longitudinale

 

 

 

 

 

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