La frattura vertebrale può essere causata da un trauma o una patologia che colpisce le ossa della colonna vertebrale.

Le fratture dorso-lombari sono le più frequenti, in particolare la dodicesima dorsale, la prima e la seconda lombare che rappresentano la cerniera dorso-lombare.

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© Massimo Defilippo

Il tratto di colonna vertebrale dorsale è rigido e libero di muoversi quasi solo in rotazione per la presenza delle coste, mentre il tratto lombare è più flessibile perché in grado di flettersi, estendersi e inclinarsi in maniera rilevante.

La zona di connessione tra la porzione dorsale e quella lombare è sottoposta a forti stress, il motivo è biomeccanico.

Le vertebre hanno la funzione di protezione del midollo spinale e di sostegno del peso del corpo, per questo, in caso di frattura hanno una collocazione che può provocare danni gravi.

La rottura ossea si può accompagnare a lussazione o distorsione di una vertebra rispetto alle altre, cioè un osso si disloca rispetto all’altro.

In questo caso, i tessuti molli che tengono unite le vertebre: capsula, legamenti e tendini, subiscono uno stiramento oltre il limite fisiologico (capacità di allungarsi).

È possibile una rottura o fissurazione del disco intervertebrale.

Una frattura scomposta può avvenire con lo spostamento di un moncone rispetto all’altro, quest’evenienza è molto pericolosa perché un frammento osseo può colpire il midollo spinale causando danni neurologici (paraplegia, perdita di sensibilità e riflessi, incontinenza per perdita del controllo degli sfinteri).
Le fratture vertebrali si dividono in:

  • amieliche, sono meno gravi perché non danneggiano il midollo spinale .
  • mieliche, coinvolgono il sistema nervoso e possono causare deficit neurologici anche permanenti

Il midollo spinale può essere sezionato durante il trauma da un frammento di vertebra oppure può andare in necrosi perché viene lesionata un’arteria che lo irrorava.

È importante sapere che i danni neurologici possono essere temporanei e provocati dall’infiammazione conseguente alla frattura, quando l’edema che comprime il midollo viene riassorbito, i sintomi regrediscono.

Sulla colonna vertebrale grava tutto il carico del peso corporeo, quindi un supporto debole o traballante causa danni all’intero sistema, si distinguono:

  • Le fratture instabili causano l’impossibilità di sostenere il peso corporeo, quindi la posizione eretta può danneggiare le strutture circostanti.
  • Le fratture stabili non peggiorano sotto il carico del corpo e possono guarire senza interventi chirurgici.
Frattura di L1, da scoppio,lesione midollo spinale,incontinenza

© alamy.com

Quando si danneggia solo il corpo della vertebra si parla di frattura somatica, generalmente il meccanismo lesivo è il collasso vertebrale e i rischi di danni neurologici sono minimi.

La lesione può causare la deformazione della vertebra, soprattutto se capita a un soggetto anziano con osteoporosi, è facile che il corpo vertebrale cilindrico diventi cuneiforme perché si schiaccia anteriormente o posteriormente.

Il midollo spinale si trova all’interno dell’arco vertebrale posteriore, se la frattura provoca una spondilolisi (rottura dell’arco), è possibile che causi danni neurologici gravi.

È necessario prestare molta attenzione durante gli spostamenti dei pazienti traumatizzati perché se si provoca lo spostamento dei frammenti ossei, si può ledere il nervo.

Tra le lesioni più pericolose ci sono quelle da scoppio perché rompono la vertebra in tanti piccoli pezzetti, sono instabili e nella stragrande maggioranza dei casi causano deficit neurologici.

I sintomi sono il dolore sordo, ma non insopportabile nella maggior parte dei casi.

 

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Chi colpisce?

Frattura vertebrale

Frattura vertebrale
© Massimo Defilippo

Gli anziani con osteoporosi sono i soggetti più a rischio di fratture vertebrali, anche dopo un movimento molto semplice come piegarsi per sollevare un peso oppure se scivolano a terra.
È possibile che la rottura sia causata da un tumore che produce delle metastasi vertebrali oppure dall’assunzione regolare di farmaci come il cortisone.
È abbastanza probabile una recidiva nelle lesioni della colonna causate da scarsa densità di calcio nelle ossa.

 

Fisioterapia per la frattura vertebrale

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Risonanza magnetica che mostra la frattura di L1
© Massimo Defilippo

In base alle indicazioni dell’ortopedico o del neurochiururgo, si può fare fisioterapia per:

  • Velocizzare il consolidamento dell’osso,
  • Facilitare il recupero,
  • Recuperare la funzionalità, la forza, l’ampiezza di movimento.

Inoltre, il paziente si sente più sicuro se è seguito da un professionista che si occupa di questi disturbi.

Infatti, spesso il paziente ha paura a fare anche dei movimenti della vita quotidiana, pur non essendoci motivo.

Naturalmente, bisogna sempre seguire le indicazioni del medico che ha fatto una visita accurata e ha valutato la gravità della situazione.

Infatti, se c’è una frattura instabile, può consigliare un intervento chirurgico.

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Dr. Defilippo Massimo

Massimo Defilippo Mi chiamo Massimo Defilippo, sono un Fisioterapista di Rubiera che effettua fisioterapia ed osteopatia dal 2008.
Mi sono laureato con votazione di 110/110 presso l’università degli studi Magna Graecia …. Biografia completa

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