Necrosi alla Testa del Femore: Cos’è e 12 Terapie Efficaci

Questa è la guida più completa sulla necrosi della testa del femore.

La cosa più bella?

Ti mostro i sintomi e tutte le terapie che hanno dato ottimi risultati secondo gli studi scientifici.

In pratica, se vuoi risolvere questo problema, questo articolo ti piacerà.

Iniziamo!

La necrosi avascolare (AVN), chiamata anche osteonecrosi, necrosi asettica o necrosi ischemica ossea è una patologia che si verifica quando il sangue non arriva all’osso.

necrosi della testa del femore
© alamy.com

La testa del femore è la parte superiore dell’osso, è inserita nel bacino e forma l’articolazione dell’anca.

Dato che la testa del femore come tutte le ossa è un tessuto che vive, ha bisogno del flusso di sangue per avere le sostanze nutrienti e per eliminare i prodotti di scarto.

Un’interruzione della circolazione sanguigna provoca la morte delle cellule ossee.

Se non interrotto, questo processo provoca il collasso della testa del femore (Mwale et al. – 2011).

La necrosi avascolare si verifica più comunemente nella coscia e in particolare nell’anca.

Guarda questa animazione molto semplice:

Classificazione della necrosi della testa del femore

La classica classificazione, prevede la suddivisione in 5 diversi stadi.

Stadio Classificazione
0 Anca normale secondo gli esami
(radiografia, risonanza magnetica e scintigrafia).
I La radiografia è normale,
Ci sono alterazioni nella scintigrafia e nella RM
II Sclerosi ossea (addensamento),
Formazione di cisti
III Collasso dell’osso subcondrale
(La parte più superficiale)
IV Appiattimento della testa del femore
Acetabolo normale
V Coinvolgimento dell’acetabolo
VI Riduzione dello spazio articolare

Fonte: Sawarkar, Gaurav & Yogeshwari, Suple. (2015). AVASCULAR NECROSIS OF FEMORAL HEAD – A REVIEW. Unique Journal of Ayurvedic and Herbal Medicines. 3. 54-57.

Cause della necrosi alla testa del femore

Guarda:

La maggior parte dei casi sono la conseguenza di un problema di salute sottostante o un infortunio.
Le possibili cause comprendono:

  • Uso cronico di cortisonici (Wang et al. – 2000). L’assunzione a lungo termine di questi farmaci per combattere l’infiammazione, sia per via orale che per via endovenosa, è associato al 30% di tutti i casi di necrosi avascolare non traumatica. Anche se la ragione di questo legame non è stata ancora compresa, i medici sospettano che questi farmaci possano interferire con la capacità del corpo di eliminare le sostanze grasse. Queste sostanze si raccolgono nei vasi sanguigni, aumentano il rischio di formare degli emboli di grasso e riducono la quantità di sangue nell’osso.
  • Uso eccessivo di alcol (Matsuo et al. – 1988). Proprio come il cortisone, il consumo eccessivo di alcol può causare la formazione di emboli di grasso nei vasi sanguigni e la diminuzione dell’apporto di sangue alle ossa.
  • Coaguli di sangue, infiammazioni e danni alle arterie.
  • Lussazione o frattura del femore (l’osso della coscia). Questo tipo di lesione può ridurre il rifornimento di sangue all’osso, portando alla necrosi avascolare causata da un trauma. Le necrosi avascolari si possono verificare nel 20% di persone con una lussazione d’anca.
necrosi-testa-femore
© shutterstock.com

Altre patologie legate alla necrosi avascolare non traumatica sono:

  • Malattia di Gaucher (Dariusch et al. – 2016), un disturbo metabolico ereditario in cui una quantità nociva di globotriaosilceramide (una sostanza grassa) si accumula negli organi (Messner et al. – 2010).
  • Anemia Falciforme
  • Pancreatite, è l’infiammazione del pancreas (Chang et al. 1993)
  • Infezione da HIV
  • Chemioterapia o radioterapia
  • Malattie autoimmuni (per esempio il lupus eritematoso sistemico)
  • Malattia di Legg- Calve– Perthes
  • La patologia da decompressione: un disturbo che si verifica quando il corpo è sottoposto ad un’improvvisa riduzione della pressione circostante, provoca la formazione di bolle di gas nel sangue.
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Sintomi della necrosi alla testa del femore

In genere, nelle fasi iniziali, la necrosi della testa del femore non causa sintomi.
Tuttavia, con la progressione della malattia compare il dolore.

I sintomi della necrosi della testa del femore sono:

  1. Dolore all’inguine quando si sta in piedi o si cammina.
  2. Limitazione del movimento,

Il dolore è solitamente localizzato nell’inguine, ma si può sentire anche:

  1. Dolore al gluteo e alla parte laterale dell’anca,
  2. Male al ginocchio.

I sintomi peggiorano in piedi, ma migliorano a riposo.

Il tempo che trascorre tra i primi sintomi e il collasso dell’osso può variare da alcuni mesi a più di un anno, in media 8 mesi (Byung-Woo Min et al. – 2008).

Diagnosi della necrosi alla testa del femore

Quali esami bisogna fare?

Nei casi avanzati, questa patologia può essere diagnosticata con la radiografia.
Tuttavia, questo esame non mostra sempre la necrosi avascolare nel primo stadio.
All’inizio la necrosi avascolare può essere diagnosticata con:

  1. La risonanza magnetica (MRI)
  2. La scintigrafia ossea.

Complicanze della necrosi alla testa del femore

La necrosi avascolare non trattata è destinata a peggiorare con il tempo.
Alla fine l’osso può indebolirsi abbastanza da collassare.

Sviluppo della necrosi

Stadio Patogenesi
0 Fase istologica iniziale: morte cellulare.
Aspetto macroscopico della testa femorale invariato e la sezione della testa del femore non evidenzia cambiamenti strutturali dell’osso e della cartilagine.
1 Risposta infiammatoria
La radiografia non rivela alterazioni della densità.
Solo la RMN mostra l’osteonecrosi.
2 Ingresso di ulteriori vasi sanguigni nella zona necrotica.
Con la radiografia si vede un processo riparativo di riassorbimento e neoformazione ossea (sclerosi).
3 La frammentazione e la compattazione dei detriti della frattura ossea subcondrale provoca la formazione di un’area lucente subcondrale (sotto la cartilagine) lungo la linea di frattura.
Si chiama segno della mezzaluna.
4 Il peso corporeo può causare una frattura subcondrale ed il collasso della testa del femore.
5 A causa della lesione e del collasso articolare, le superfici articolari non combaciano più.
Questo provoca la comparsa dell’artrosi precoce.
stadi necrosi testa femore
© Massimo Defilippo

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12 terapie efficaci per la necrosi alla testa del femore

L’obiettivo del trattamento per la necrosi avascolare è:

  1. Ridurre il dolore,
  2. Impedire l’ulteriore perdita ossea.

Il tipo di trattamento che si riceve dipende dalla quantità di danno osseo già presente.

Non bisogna disperare perché:

Inoltre, secondo uno studio di Cheng et al. (2004) nel primo stadio si può verificare anche la guarigione spontanea (senza terapie) della necrosi vascolare alla testa del femore.

Tuttavia, può essere necessario aspettare un anno per vedere i primi segni di miglioramento.

La guarigione completa si verifica mediamente da 19 a 44 mesi dopo.

1) Tutti i pazienti nello stadio I e II hanno ridotto significativamente i sintomi con questa terapia

Secondo uno studio scientifico di Vezzani et al. (2017) in cui 19 pazienti hanno terminato le terapie. L’ossigenoterapia iperbarica ha ridotto il dolore in tutti i pazienti.

Inoltre la dimensione delle lesioni è diminuita in tutti i pazienti allo stadio I e II e in due pazienti su 11 allo stadio III.

L’81% dei pazienti al primo stadio è guarito con l’ossigenoterapia iperbarica

Reis et al. (2003) hanno fatto uno studio scientifico sull’utilità dell’ossigenoterapia iperbarica (100 sedute giornaliere) su 12 pazienti al primo stadio dell’osteonecrosi della testa femorale.

Complessivamente, l’81% dei pazienti che hanno ricevuto l’ossigenoterapia iperbarica ha una risonanza magnetica normale, rispetto al 17% nel gruppo non trattato.

Concludiamo quindi che l’ossigenoterapia iperbarica è efficace nel trattamento del primo stadio della necrosi della testa del femore.

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Medicinali

2) Nel 99% dei pazienti che assumono farmaci cortisonici regolarmente, le statine possono prevenire la necrosi avascolare della testa del femore

Secondo uno studio di Pritchett (2001) su 284 pazienti che assumevano regolarmente alte dosi di cortisonici per 7,5 anni in media, ha mostrato che solo l’1% ha sviluppato questo disturbo,

Invece, nei pazienti che non prendevano le statine la percentuale di necrosi della testa femorale è molto più alta (tra il 3 e il 20%).

3) Solo il 6,8% delle anche ha avuto un collasso della testa femorale se il paziente assumeva questo farmaco.

Questi dati riguardano i pazienti al II e III stadio della malattia con un area di necrosi di almeno il 30%.

Secondo uno studio scientifico di Lai et al. (2005) su 40 pazienti, dopo almeno 2 anni dalla terapia, solo 2 anche su 29 hanno avuto un collasso nel gruppo di pazienti che prendevano l’alendronato (bifosfonati).

Mentre nel gruppo di controllo (persone che non assumevano questo farmaco) 19 anche su 25 hanno avuto un collasso.

I bifosfonati inibiscono gli osteoclasti (cellule che riassorbono l’osso) e attivano gli osteoblasti (cellule che lo formano).

Gli autori concludono che l’alendronato è efficace nel ritardare l’evoluzione della malattia, ma servono ulteriori studi per capire se questo farmaco ritarda o blocca la progressione.

4) Questo farmaco ha bloccato la progressione o migliorato la necrosi allo stadio I e II

Secondo uno studio di Glueck et al. (2005), su 16 pazienti con osteonecorsi primaria, l’enoxaparina ha bloccato l’evoluzione della malattia o ha migliorato la situazione.

Bisogna precisare che:

L’osteonecrosi è considerata primaria o idiopatica quando la malattia è probabilmente causata da trombofilia (disturbo ereditario della coagulazione) o ipofibrinolisi (facile rottura di fibrina nei coaguli di sangue).

L’osteonecrosi è considerata secondaria quando ha altre cause, per esempio:

  1. Alcolismo,
  2. Corticosteroidi,
  3. Lupus,
  4. Sclerosi multipla.

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5) Questa semplice azione può bloccare completamente la progressione della necrosi e favorire la guarigione spontanea

Riposo. Riducendo il peso e lo stress sull’osso interessato si può rallentare il danno articolare causato dalla necrosi avascolare.
Nel caso di necrosi avascolare dell’anca o del ginocchio, può essere necessario utilizzare le stampelle per scaricare il peso dall’articolazione per diversi mesi.

Secondo uno studio scientifico di Kumar (2009) La riduzione del carico sull’anca interessata è consigliato per prevenire il collasso della testa del femore.

Ci sono 5 studi scientifici con riferimento al peso come modalità di trattamento.

In caso di piccole lesioni necrotiche la prognosi del paziente è più favorevole con l’uso delle stampelle.

Infatti, passa molto più tempo per sviluppare i sintomi e la persona può anche guarire spontaneamente.

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© Massimo Defilippo

Fisioterapia

6) Esercizi

Alcuni esercizi possono aiutare a mantenere o migliorare l’ampiezza di movimento dell’articolazione dell’anca.
Un fisioterapista può scegliere esercizi specifici e insegnarli al paziente così li esegue regolarmente.

Inoltre, il nuoto e altri esercizi che non mettono il peso sull’anca migliorano la circolazione sanguigna.

7) I campi elettromagnetici pulsati hanno eliminato il dolore nel 53% dei pazienti

Secondo uno studio scientifico di Canè et al. (1993) su 76 anche, la magnetoterapia a bassa frequenza è risultata utile per la necrosi avascolare della testa del femore al primo e secondo stadio.

Nel 53% dei casi, il dolore è sparito dopo 60 giorni di terapia, mentre nel 26% è diventato di intensità moderata.

I campi elettromagnetici pulsati hanno permesso di preservare l’anca o ritardare l’intervento chirurgico.

Gli autori ipotizzano che l’effetto della terapia possa essere la protezione della cartilagine articolare dall’infiammazione.

A lungo termine, la magnetoterapia può favorire la crescita dell’osso nell’area colpita (in necrosi) e può prevenire la frattura delle trabecole e il collasso dell’osso subcondrale (superficiale).

Qual è la frequenza consigliata della magnetoterapia?

La frequenza è di 75 hertz e l’intensità di 22-28 gauss.

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8) Questa terapia ha ridotto il dolore del 62% nelle persone con necrosi della testa del femore dopo 6 settimane.

La terapia con onde d’urto focali extracorporee ha dato un notevole miglioramento della qualità della vita dei pazienti al controllo dopo 6 settimane.

Nella scala del dolore VAS il calo è stato da 6,75 +/- 0,71 a 2,5 +/- 1,7.

Le onde d’urto extracorporee sono più efficaci nella fase iniziale dell’Osteonecrosi.

Gli effetti benefici della terapia sono la creazione di nuovi vasi sanguigni con miglioramento della microcircolazione delle aree intorno alla necrosi.

Inoltre, possono favorire il rimodellamento dell’osseo subcondrale (superficiale) e prevenire il collasso della testa femorale.

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Intervento chirurgico

9) Decompressione del nucleo

In questa operazione, il chirurgo perfora l’osso, crea un tunnel lungo il collo del femore e rimuove la parte in necrosi.

Da qui, il chirurgo effettua dei fori piccoli nella testa del femore per ridurre la pressione sull’osso.
Oltre a ridurre il dolore, lo spazio vuoto all’interno dell’osso stimola la produzione di tessuto osseo sano e di nuovi vasi sanguigni.

La decompressione del nucleo può prevenire il collasso della testa del femore e lo sviluppo dell’artrite se effettuata negli stadi iniziali.

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10) L’86% dei pazienti ha avuto una riduzione del dolore significativa con questa terapia:

Un team della Mayo Clinic ha eseguito un’analisi su 60 pazienti trattati con decompressione dell’anca mini invasiva e iniezioni di

  1. Concentrato di midollo osseo,
  2. PRP – Plasma Ricco di Piastrine.

I pazienti sono stati seguiti per una media di 17 mesi.

Su 73 anche che hanno ricevuto questo trattamento, 16 anche (22%) hanno avuto una progressione dell’osteonecrosi e hanno dovuto mettere la protesi.

Venticinque pazienti sono stati sottoposti a decompressione unilaterale e 24 sono stati sottoposti a decompressione bilaterale.

L’86% dei pazienti ha avuto un significativo miglioramento del dolore.

11) L’innesto osseo dal perone, con vasi sanguigni previene l’inserimento della protesi nel 92.1% dei casi per almeno 10 anni.

In questo intervento, un segmento di osso è prelevato dall’osso esterno della gamba (fibula) insieme ai vasi sanguigni (un’arteria e una vena).

Questo innesto è trapiantato nel collo e nella testa del femore. L’arteria e la vena sono riattaccate per favorire la guarigione dell’area dell’osteonecrosi.


12) Protesi dell’articolazione

Se l’osso è già collassato e altre opzioni di trattamento non hanno ridotto i sintomi, può essere necessario un intervento chirurgico per sostituire le parti danneggiate dell’anca con una protesi in plastica, ceramica o metallo.

protesi anca, necrosi avascolare
© Massimo Defilippo

Una domanda frequente dei nostri pazienti con necrosi della testa del femore è quando dovrò fare l’intervento per l’altra anca che non fa male?

Mediamente, 4,1 anni dopo la diagnosi di osteonecrosi fatta con la risonanza (da 1,2 a 11,9 anni) si verifica il collasso della testa del femore.

Ora tocca a te

Hai scoperto le 12 terapie più efficaci, quindi bisogna decidere cosa fare.

Quale sarà il tuo primo passo?

Lascia un commento e scrivi quale cura pensi di fare e perché.

Inizierai con la fisioterapia?

O preferisci cominciare con un farmaco?

In ogni caso, lascia un commento qui sotto.

Leggi anche:

Bibliografia

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