La radioterapia (anche chiamata radioterapia) è un trattamento del cancro che utilizza alte dosi di radiazioni per:

  • Uccidere le cellule tumorali,
  • Ridurre i tumori.

A basse dosi, le radiazioni sono utilizzate nelle radiografie per vedere all’interno del corpo, per esempio:

 

Come funziona la radioterapia contro il cancro?

Come-funziona-la-radioterapia-contro-il-cancro

Ad alte dosi, la radioterapia uccide le cellule tumorali o ne rallenta la crescita danneggiando il loro DNA.

Le cellule tumorali il cui DNA è danneggiato oltre ogni limite smettono di dividersi oppure muoiono.

 

Quando le cellule danneggiate muoiono, sono:

  • Scomposte,
  • Rimosse dal corpo.

La radioterapia non uccide subito le cellule tumorali.

Ci vogliono giorni o settimane di trattamento prima che il DNA sia abbastanza danneggiato da far morire le cellule tumorali.

Quindi, le cellule tumorali continuano a morire per settimane o mesi dopo la fine della radioterapia.

 

Tipi di radioterapia

Esistono due tipi principali di radioterapia:

  • Esterna (o transcutanea, o a fasci esterni),
  • Interna.

Il tipo di radioterapia che potresti avere dipende da molti fattori, tra cui:

  • Il tipo di cancro,
  • La dimensione del tumore,
  • La posizione del tumore nel corpo.
  • La distanza tra il tumore e i tessuti normali sensibili alle radiazioni,
  • La tua salute generale e la tua storia clinica,
  • Se farai altri tipi di trattamento per il cancro,
  • Altri fattori, come l’età e altre malattie.

Terapia di radiazione a fasci esterni

La radioterapia a fasci esterni proviene da una macchina che invia le radiazioni contro il tumore (Baskar et al. – 2012).

La macchina è grande e potrebbe essere rumorosa.

Non ti tocca, ma può muoversi intorno a te per inviare le radiazioni a una parte del corpo da molte direzioni.

La radioterapia con fasci esterni è un trattamento locale (tratta una parte specifica del corpo).

Ad esempio, se hai il cancro ai polmoni, avrai radiazioni solo sul petto, non su tutto il corpo.

Radioterapia interna

Radioterapia-interna

La radioterapia interna è un trattamento in cui viene immessa una fonte di radiazioni all’interno del corpo.

La sorgente di radiazione può essere:

  • Solida,
  • Liquida.

La radioterapia interna con una fonte solida è chiamata brachiterapia.

In questo tipo di trattamento, semi, nastri o capsule che contengono una fonte di radiazioni vengono collocati nel tuo corpo, dentro o vicino al tumore.

Come la radioterapia a fasci esterni, la brachiterapia è un trattamento locale e tratta solo una parte specifica del tuo corpo.

Con la brachiterapia, la fonte di radiazioni nel tuo corpo emetterà radiazioni per un certo periodo.

La radioterapia interna con una fonte liquida è chiamata terapia sistemica.
Sistemico significa che il trattamento viaggia nel sangue fino ai tessuti di tutto il corpo, cercando e uccidendo le cellule tumorali.

Si effettua la radioterapia sistemica:

  • Deglutendo la sostanza radioattiva,
  • Con la somministrazione attraverso una vena,
  • Mediante un’iniezione.

Con le radiazioni sistemiche, i fluidi corporei, come urina, sudore e saliva, emettono radiazioni per un po ‘.

 

Seconda classificazione

Un’altra classificazione importante è quella che suddivide i danni in:

  • Somatici,
  • Genetici.

i primi non coinvolgono la cellula germinale e non si trasmettono quindi di generazione in generazione.

Danni-genetici-da-radioterapia

I danni genetici si trasmettono nel figlio, nei geni e a volte anche nella manifestazione esterna del patrimonio genetico.

Focalizziamoci ora sulla distinzione in danni:

  • Deterministici,
  • Stocastici.

I danni deterministici si verificano soltanto se viene superata una dose soglia di radiazioni, hanno un breve tempo di latenza (ritardo) e sono prevalentemente somatici.

 

Cos’è la radioterapia?

La radioterapia a scopo diagnostico causa sempre un danno biologico perché si utilizzano le radiazioni ionizzanti.

I raggi X hanno:

  • Una breve lunghezza d’onda,
  • Un’alta frequenza.

Attraversano i tessuti in modo diverso a seconda del tipo di tessuto con il quale interagiscono.

Per questa ragione possono causare dei danni biologici.

Infatti i raggi X cedono energia a questi ultimi, causando delle alterazioni tissutali.

Gli ultrasuoni invece, almeno in diagnostica per immagini (l’ecografia), non provocano mai un danno biologico, nemmeno la risonanza magnetica ha effetti collaterali importanti, ma può essere pericolosa se il paziente ha dei dispositivi ferromagnetici o elettronici, come:

  1. I bypass,
  2. Gli stent,
  3. Le valvole artificiali.

Quali sono gli effetti che i raggi X provocano nei tessuti?

  1. Eccitazione: un elettrone si sposta dal suo orbitale all’orbitale più esterno. Questo fenomeno è certamente temporaneo, seppur rappresenti una perdita dell’equilibrio molecolare, ed ancor prima dell’atomo coinvolto nell’eccitazione.
    In ogni caso, interrompendo la cessione di energia ai tessuti, si interrompe anche l’eccitazione dell’atomo. L’equilibrio originale dell’atomo è ripristinato.
  1. Ionizzazione: un elettrone si stacca dall’atomo, si formano, come conseguenza, due ioni. L’atomo da cui l’elettrone si è staccato (con carica positiva) e l’elettrone stesso (con carica negativa). La ionizzazione è un fenomeno fisico permanente.
    I raggi X ed i raggi γ sono definiti come radiazioni ionizzanti, visto che possiedono la potenza necessaria per staccare un elettrone da un atomo.

Se da una parte le radiazioni ionizzanti portano alla formazione di un’immagine a scopo diagnostico, dall’altra sono responsabili della formazione di svariati tipi di ioni.

Questi provocano dei danni diretti alle strutture tissutali, ma soprattutto dei danni indiretti.

Infatti l’interazione degli ioni con l’acqua provoca il fenomeno chimico della radiolisi dell’acqua, cioè la dissociazione delle molecole di acqua con la formazione di:

  • Uno ione H+ con una carica positiva,
  • Un idrossile OH con una carica negativa,
  • Dei radicali liberi.

Dall’interazione tra queste sostanze e dalla loro combinazione hanno origine dei prodotti quali i radicali liberi, i perossidi ed altri elementi, che causano senz’altro un danno biologico.

Il problema è che interagiscono con il DNA, ma anche con:

  • Proteine,
  • Enzimi,
  • Zuccheri,
  • Lipidi complessi. 

Gli effetti che i raggi X provocano sul DNA sono i più temuti:

effetti-che-i-raggi-X-provocano-nei-tessuti

  • Il ritorno della cellula ad uno stato di presintesi,
  • Un’alterazione della trascrizione del mRNA,
  • Ma soprattutto nell’arresto della sintesi degli acidi nucleici che causa la morte cellulare.

Anche l’interazione con le proteine provoca dei danni, ma sono rilevanti soltanto se la dose di radiazioni è molto elevata.

In sostanza può esserci un’alterazione del sito catalitico di un enzima che si traduce in un’inattivazione dell’enzima.

Anche le membrane cellulari e gli organelli all’interno delle cellule possono avere un danno da radiazioni ionizzanti.

Si può verificare una rottura o la perdita della funzionalità per l’ossidazione dei lipidi che costituiscono la membrana.

Il danno causato ai lipidi è di gravità intermedia, meno importante di quello che i raggi X determinano sugli acidi nucleici, ma più insidioso di quello operato sulle proteine.

 

Quali sono i tessuti che risentono maggiormente delle radiazioni ionizzanti?

Distinguiamo tre tipi di popolazioni cellulari sulla base della loro radiosensibilità.

  1. I tessuti labili sono in assoluto i maggiormente colpiti dalle radiazioni, stiamo parlando di midollo osseo, e degli epiteli, in particolare di quelli di rivestimento dell’apparato gastroenterico e delle vie respiratorie. Si tratta di tessuti con un’alta velocità di divisione cellulare, quindi sono in continuo rinnovamento.
  2. I tessuti stabili non hanno un elevato turnover (sostituzione cellulare) ma rispondono comunque a certi stimoli, ad esempio se si asporta una parte del fegato, la restante porzione si ingrandisce, oppure se si esegue una nefrectomia, il rene controlaterale si ingrandisce.
  3. I tessuti perenni, come il tessuto muscolare, ma soprattutto quello nervoso, non rigenerano in ogni caso. Una lesione del cervello quasi sempre si risolve in una cicatrice od in un’area di sclerosi. La crescita di tali tessuti è definita statica.

Si possono verificare dei danni non letali, ma che provocano la morte cellulare.

Questa può essere di tipo:

  • Litico, se si scioglie la membrana cellulare,
  • Riproduttivo, se avviene per una de-regolazione del ciclo cellulare,
  • Genico, se avviene per un danneggiamento dei DNA a livello dei geni che controllano la morte cellulare.

I danni biologici da radiazione possono essere tardivi e quindi difficilmente ricollegabili alla terapia.

Ci può essere un danno precoce soprattutto se la dose di radiazioni è elevata.

Gli organi più colpiti sono quelli labili:

  • La cute,
  • Gli epiteli di rivestimento dell’intestino tenue e del colon,
  • La tiroide stessa,
  • Gli epiteli bronchiali e broncopolmonari.

Con gli esami diagnostici non si arriva quasi mai in questo tipo di danno, a meno che non si commettano errori clamorosi (il paziente rimane per una giornata intera sotto una macchina mal funzionante).

Tessuti-che-risentono-maggiormente-delle-radiazioni-ionizzanti

In radioterapia per il cancro, invece si mette in conto la possibilità di danneggiare in modo deterministico taluni tessuti, pur di distruggere il tessuto tumorale.

I pazienti oncologici sottoposti alla radioterapia della prostata spesso lamentano dei fatti infiammatori delle mucose rettali (sono ad alto indice mitotico), fino ad arrivare alla proctite.

L’esofago è invece danneggiato spesso in pazienti con un carcinoma polmonare perché quando si fa la radiazione per il carcinoma del polmone è incluso l’esofago.

In ambito ematologico (vasi sanguigni), si possono avere delle anemie a causa di un’irradiazione del midollo osseo.
Altri disturbi frequenti sono:

  • Le bronchiti,
  • Le polmoniti,
  • Gli eritemi cutanei,
  • La sterilità, per un coinvolgimento dei testicoli nell’irradiazione,
  • Un’opacizzazione del cristallino quando si supera la dose di 2 Gray, mentre si verifica la cataratta se si superano i 5 Gray.

I danni stocastici, di tipo probabilistico, hanno un lungo periodo di latenza, possono interessare il DNA, ma possono essere anche somatici.

Non sappiamo qual è la dose soglia, lo spartiacque tra le dosi che provocano un danno e le dosi che non lo provocano.

È chiaro che l’aumentare delle dosi aumenta le probabilità che si verifichi un danno.

Sono da temere le esposizioni croniche a basse dosi di radiazioni.

 

Chi sono le persone più esposte ai danni da radiazioni?

Vi sono alcune categorie lavorative più esposte a questo tipo di danno:

  • I tecnici di radiologia,
  • Gli anestesisti,
  • I pazienti che si devono sottoporre frequentemente ad esami diagnostici come le radiografie o la TC.

La popolazione radioesposta sviluppa con maggiore frequenza i tumori della cute, per esempio i carcinomi:

  • Squamocellulari,
  • Basocellulari.

Vi sono patologie soprattutto tumorali per le quali è riconosciuta la causa delle radiazioni ionizzanti.

Si tratta di:

  • Epitelioma squamocellulare,
  • Leucemie,
  • Tumori ossei (i tumori ossei dello sterno per la radioterapia contro l’iperplasia del timo erano molto frequenti in passato),
  • Tumori tiroidei,
  • Tumori della mammella (era frequente in passato nelle donne in screening per una tubercolosi, sottoposte alle radiografie toraciche),
  • Tumori del polmone e dei bronchi.

Un dibattito che è sorto riguarda l’opportunità dello screening mammografico per la diagnosi precoce del tumore al seno sin da giovani, dato che proprio la ripetizione di questo esame potrebbe causare la comparsa della neoplasia che si intende diagnosticare in fase precoce.

 

Effetti collaterali della radioterapia

Effetti-collaterali-della-radioterapia

Le radiazioni non solo uccidono o rallentano la crescita delle cellule tumorali, ma possono anche influenzare le cellule sane vicine.

I danni alle cellule sane possono causare effetti collaterali.

 

Molte persone che ricevono la radioterapia hanno stanchezza.

Altri effetti collaterali della radioterapia che potresti avere dipendono dalla parte del corpo che viene trattata.

Nella seguente tabella si vedono gli effetti in base alla zona trattata.

Aree di trattamento e possibili effetti collaterali

Parte del corpo trattata Possibili effetti collaterali
Cervello
  • Fatica
  • Perdita di capelli
  • Nausea e vomito
  • Alterazioni cutanee
  • Mal di testa
  • Vista sfocata
Seno
  • Fatica
  • Perdita di capelli
  • Alterazioni cutanee
  • Gonfiore (edema)
  • Tenerezza
Petto
  • Fatica
  • Perdita di capelli
  • Alterazioni cutanee
  • Cambiamenti alla gola
    (per esempio difficoltà a deglutire)
  • Tosse
  • Mancanza di respiro
Testa e collo
  • Fatica
  • Perdita di capelli
  • Alterazioni cutanee
  • Alterazioni della bocca
  • Cambiamenti del gusto
  • Cambiamenti alla gola
    (per esempio difficoltà a deglutire)
  • Ghiandola tiroidea meno attiva
Bacino
  • Diarrea
  • Fatica
  • Perdita di capelli
  • Nausea e vomito
  • Problemi sessuali
  • Problemi di fertilità
  • Alterazioni cutanee
  • Cambiamenti urinari e vescicali
Intestino retto
  • Diarrea
  • Fatica
  • Perdita di capelli
  • Alterazioni cutanee
  • Problemi sessuali
  • Problemi di fertilità
  • Cambiamenti urinari e vescicali
Stomaco e addome
  • Diarrea
  • Fatica
  • Perdita di capelli
  • Alterazioni cutanee
  • Nausea e vomito
  • Cambiamenti urinari e vescicali

 

Fibrosi indotta da radiazioni

La fibrosi indotta da radiazioni è un effetto collaterale cronico della radioterapia a fasci esterni.

Può causare diversi sintomi che incidono significativamente sulla qualità della vita.

La fibrosi indotta da radiazioni può verificarsi:

  • Nella cute,
  • Nel tessuto sottocutaneo,
  • Nei polmoni,
  • Nelle vie gastrointestinali,
  • Negli organi genito-urinari,
  • In qualsiasi altro organo nell’area trattata.

La lesione da radiazione provoca l’infiammazione.

I miofibroblasti hanno un’eccessiva proliferazione e producono:

  • Un eccesso di collagene e altri componenti della matrice extracellulare,
  • La riduzione degli enzimi rimodellanti.

Fibrosi-indotta-da-radiazioni

Un tessuto fibroso è più rigido e meno mobile di un tessuto normale.

Per capirci meglio, immagina una cicatrice.

Si tratta di una “toppa” su un vestito che “tira” ogni volta che ci muoviamo.

Questo provoca dolore nell’apparato muscolo-scheletrico, ma può causare un cattivo funzionamento degli organi interni.

Il corpo non è un insieme di organi che navigano nell’acqua, ma sono fortemente connessi da:

  • Sistema nervoso,
  • Sistema circolatorio,
  • Tessuto connettivo.

Quindi, bisogna considerare che l’organismo è un entità unica e complessa che funziona bene se i 3 sistemi scritti sopra non sono alterati od ostacolati.

 

Presentazione clinica

La fibrosi indotta da radiazioni di solito:

  • Si verifica tra 4 e 12 mesi dopo la radioterapia,
  • Progredisce per diversi anni.

Colpisce quasi ogni parte del corpo che è esposta alle radiazioni.

La presentazione clinica dipende dal tipo di tessuto esposto all’irradiazione.

 

Effetti della fibrosi indotta da radioterapia

In generale, può manifestarsi come:

  • Indurimento e ispessimento della pelle,
  • Accorciamento e atrofia muscolare,
  • Mobilità articolare limitata,
  • Linfedema,
  • Fibrosi delle mucose,
  • Ulcerazione,
  • Fistola,
  • Stenosi degli organi cavi,
  • Dolore (Dorr e Hendry 2001),
  • Xerostomia (secchezza della bocca),
  • Riduzione della qualità vocale,
  • Osteonecrosi,
  • Difficoltà a deglutire,
  • Dispnea,
  • Neuropatia dei nervi cervicali,
  • Diarrea,
  • Aumento della frequenza della minzione.

 

Diagnosi di fibrosi indotta da radioterapia

Diagnosi-di-fibrosi-indotta-da-radioterapia

La diagnosi dipende dalla zona interessata:

  • Nella pelle o nel tessuto sottocutaneo è sufficiente la palpazione.
  • Nel muscolo si può utilizzare anche l’ecografia.

 

Sviluppo della fibrosi

Il meccanismo di formazione della fibrosi è simile a quello di qualsiasi processo di guarigione delle ferite croniche.

Si verifica:

  • L’infiammazione,
  • Seguita dal reclutamento e dall’attivazione dei fibroblasti con deposizione di matrice extracellulare.

Il processo patologico è diverso dalla normale guarigione delle ferite per:

  • La crescita esagerata dei miofibroblasti,
  • L’eccessiva deposizione di proteine della matrice extracellulare.

In questo momento, nei pazienti con RIF stabilito, il trattamento è principalmente sintomatico, senza alcun metodo efficace che offra una remissione completa.

 

Danni da radiazioni in gravidanza

Danni-da-radiazioni-in-gravidanza

Non dimentichiamoci che le radiazioni ionizzanti possono causare:

  • Aborti,
  • Morti fetali,
  • Morti precoci poco dopo la nascita,
  • Gravi malformazioni.

 

Prognosi dei sintomi da radioterapia

Le cellule sane che subiscono dei danni durante il trattamento con radiazioni di solito si riprendono entro pochi mesi dalla fine del trattamento.

Ma a volte le persone possono avere effetti collaterali che non migliorano.

Altri effetti indesiderati possono manifestarsi mesi o anni dopo la fine della radioterapia.

Questi sono chiamati effetti tardivi.

 

Conclusione

La morale che ricaviamo da questo articolo sugli effetti collaterali di alcune tecniche di diagnostica per immagini è che gli esami che comportino delle radiazioni nocive per il paziente devono essere prescritti solo se sono strettamente necessari.

Per esempio, se una lesione può essere diagnosticata con un’ecografia (che si basa sugli ultrasuoni e non ha effetti collaterali) è assolutamente scriteriato programmare una TC o un altro esame di secondo livello basato sui raggi X.

Leggi anche:

Bibliografia:

  • Begg AC, Stewart FA, Vens C Strategies to improve radiotherapy with targeted drugs. Nat Rev Cancer. 2011 Apr; 11(4):239-53.
  • Rajamanickam Baskar,1,2,✉ Kuo Ann Lee,1 Richard Yeo,1 and Kheng-Wei Yeoh1Cancer and Radiation Therapy: Current Advances and Future Directions Int J Med Sci. 2012; 9(3): 193–199.
  • Dorr W, Hendry JH. Consequential late effects in normal tissues. Radiother Oncol J Eur Soc Ther Radiol Oncol. 2001;61:223–231.
  • Jeffrey M. Straub,1 Jacob New,2 Chase D. Hamilton,1 Chris Lominska,3 Yelizaveta Shnayder,1 and Sufi M. Thomascorresponding author1,2,4 Radiation-induced fibrosis: mechanisms and implications for therapy J Cancer Res Clin Oncol. Author manuscript; available in PMC 2016 Nov 1.

 

Dr. Defilippo Massimo

Massimo Defilippo Mi chiamo Massimo Defilippo, sono un Fisioterapista di Rubiera che effettua fisioterapia ed osteopatia dal 2008.
Mi sono laureato con votazione di 110/110 presso l’università degli studi Magna Graecia …. Biografia completa

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