Spondilolistesi significa scivolamento di una vertebra rispetto ad un altra.

Se una vertebra scivola troppo, può premere sui nervi che escono dal midollo spinale.

Le vertebre interessate più frequentemente sono L5 e L4, mentre è molto rara a livello delle vertebre superiori.

La maggior parte delle spondilolistesi sono anterolistesi, cioè scivolamenti in avanti, è raro trovare una retrolistesi.
Colpisce dal 6 all’11,5% della popolazione (Kalichman et al. – 2009).

Spondilolistesi e spondilolisi

Spondilolistesi e spondilolisi
© Massimo Defilippo

Gradi della spondilolistesi

In base alla gravità si divide in gradi, dal I° al IV°.

La listesi di primo grado corrisponde ad uno slittamento del corpo vertebrale minore del 25% della lunghezza del corpo vertebrale.
Gli altri gradi sono progressivamente più gravi fino al quarto.

In questo caso la vertebra può scivolare fino a posizionarsi davanti alla vertebra sottostante.
A lungo termine, il disco che si trova sotto la vertebra slittata può degenerare e diventare più sottile, fino a scomparire. In questo modo, le due vertebre si avvicinano fino all’unione e ossificazione.

Tipo di spondilolistesi lombare

Esistono diversi tipi di spondilolistesi:

  • Spondilolistesi congenita: congenita significa “presente alla nascita”. La spondilolistesi congenita può essere causato da una displasia (sviluppo incompleto) delle strutture che stabilizzano le vertebre (Geiger et al. – 2019).

  • Spondilolistesi istmica: questo tipo si verifica a causa della spondilolisi, cioè quando c’è una divisione della parte posteriore della vertebra da quella anteriore. Questo favorisce lo slittamento in avanti.

  • Spondilolistesi degenerativa (frequente): questa è la forma più frequente. Con l’invecchiamento, i dischi tra le vertebre si disidratano e riducono la capacità di resistere ai movimenti delle vertebre.

  • Spondilolistesi traumatica (rara), in cui un trauma provoca una frattura vertebrale o uno scivolamento.

  • Spondilolistesi patologica, che si verifica quando la colonna vertebrale è indebolita da una malattia, per esempio: l’osteoporosi, un’infezione o un tumore.

  • Spondilolistesi post-chirurgica, quando lo slittamento si verifica o peggiora dopo un intervento chirurgico alla colonna vertebrale lombare.

I casi più gravi di spondilolistesi sono la conseguenza della spondilolisi, cioè della lesione dell’arco vertebrale.

Raramente si verifica negli altri tipi di spondilolistesi (Beck et al. – 2019).

 

Quali sono i sintomi della spondilolistesi lombare?

Generalmente, i soggetti affetti da sponsilolistesi non avvertono alcun dolore.

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esercizio di estensione lombare
© Massimo Defilippo

In alcuni casi però, le persone con spondilolistesi hanno mal di schiena che scende lungo i glutei e gli arti inferiori.

Quindi, i casi sono due:

  1. La spondilolistesi provoca instabilità vertebrale , nel senso che i legamenti e il tessuto connettivo della schiena non danno sufficiente rigidità. In pratica, quando si applica una forza a quella parte di schiena, le vertebre si spostano più di quanto accadrebbe normalmente (Pope et al. – 1985).
  2. La spondilolistesi è molto grave e causa molta pressione su un nervo, eventualmente la zona è anche infiammata, questo peggiora il quadro clinico.

Tuttavia è difficile da stabilire se la spondilolistesi provochi dolore perché tanta gente con spondilolistesi grave non ha mal di schiena o sciatalgia.
Il dolore che si estende dalla schiena fino al piede, può essere una:

  1. lombo-sciatalgia (cioè il dolore si sente lungo il decorso del nervo sciatico)
  2. lombo-cruralgia (il dolore si sente nel percorso del nervo femorale).

Il dolore non è fortissimo e si localizza nella zona in cui la vertebra è scivolata.

Il dolore cambia durante i movimenti?

  1. L’estensione (inarcamento all’indietro) peggiora la sintomatologia,
  2. La flessione (piegamento in avanti) riduce il dolore.

Raramente si forma un ernia del disco tra le due vertebre coinvolte, ma è presente spesso al di sopra di esse.

 

Quali sono le cause della spondilolistesi lombare?

Le cause della spondilolistesi variano in base:

  1. All’età,
  2. Agli squilibri posturali del soggetto.

I bambini possono avere la spondilolistesi a causa di un difetto alla nascita.

Negli anziani è più frequente a causa:

  1. Della degenerazione della colonna vertebrale,
  2. Del maggior rischio di tumori o infezioni.

Negli adolescenti sportivi può capitare come conseguenza della spondilolisi (Patel et al. – 2000).

In particolare in chi pratica degli sport che prevedono estensioni e rotazioni della schiena (Standaert et al. – 2000):

  • Ballerini,
  • Ginnaste,
  • Pattinatori artistici,
  • Body Builder,
  • Giocatori di Football.

La spondilolisi è spesso un precursore della spondilolistesi.

La spondilolisi:

  1. Si può avere dalla nascita,
  2. Può essere la conseguenza di una frattura da stress.

Tuttavia, spesso la spondilolistesi è causata da tensioni muscolari e del tessuto connettivo della zona lombare.

Infatti, un’accorciamento dei tessuti molli (muscoli e connettivo) della schiena lombare:

  1. Aumenta la pressione sulle vertebre,
  2. Può spingere in avanti la 5° vertebra lombare.

Anche in caso di schiena rettilinea si può verificare una spondilolistesi.

In particolare se la tensione dei muscoli del bacino (per esempio il piriforme) tira indietro l’osso sacro e l’ultima vertebra lombare non segue questo movimento.

Come si arriva alla diagnosi della spondilolistesi lombare?

L’esame più indicato è la Radiografia lombo-sacrale. In proiezione laterale della colonna si riesce a visualizzare:

  1. la gravità dello slittamento della vertebra,
  2. l’altezza del disco sottostante
  3. un eventuale lesione dell’istmo della vertebra (cioè una spondilolisi).
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Risonanza magnetica di L5 con lisi nella parte posteriore della vertebra
© Massimo Defilippo

Le lastre funzionali si fanno in posizione di:

  1. massima flessione,
  2. massima estensione.

Se piegandosi in avanti la listesi aumenta, mentre diminuisce inarcandosi indietro, si ha la prova che la vertebra è instabile.

La risonanza magnetica mostra un eventuale compressione dei nervi, in particolare quelli al di sotto della vertebra spostata.

Può essere utile per valutare meglio la schiena lombare perché mostra anche:

  1. I dischi intervertebrali,
  2. I legamenti.

Il neurochirurgo la consiglia prima di un intervento chirurgico.

Tuttavia, per visualizzare una spondilolisi sono più indicate:

  1. La TAC (Standaert et al. – 2007),
  2. La scintigrafia ossea.

Per valutare la funzionalità dei nervi che originano dalla vertebra oggetto di spondilolistesi è utile l’elettromiografia che visualizza:

  1. la conduzione nervosa
  2. un eventuale sofferenza radicolare (dei nervi che originano dalla colonna vertebrale).

Cosa fare? Qual è la terapia per la spondilolistesi lombare?

Prima di considerare l’intervento, Bydon et al. (2019) consigliano una terapia conservativa composta da:

  1. Fisioterapia,
  2. Iniezioni di cortisone epidurali,
  3. Farmaci per il dolore.

L’intervento è considerato solo in casi particolari, se tutte le terapie conservative non hanno avuto successo (Chan et al. – 2019).

La maggioranza dei pazienti risponde bene al trattamento conservativo.

Tuttavia, l’intervento chirurgico può essere raccomandato (Ganju – 2002) se il paziente ha:

  • Dolore importante,
  • Problemi ai nervi (quindi zoppia),
  • Difetti estetici (deve stare in una posizione storta per non sentire dolore).

 

Quali esercizi sono consigliati per la spondilolistesi?

Gli esercizi di ginnastica posturale (di rinforzo della muscolatura addominale e paravertebrale), danno maggiore stabilità alla colonna lombare.

Tra le terapie conservative, un programma di esercizi specifici è il trattamento più efficace per i pazienti con dolore cronico da spondilolistesi o spondilolisi (O’Sullivan et al. – 1997)

In particolare gli esercizi consigliati si concentrano sull’attivazione del:

  1. Trasverso dell’addome (muscolo profondo dell’addome),
  2. Muscolo multifido (provoca l’estensione e rotazione verso il lato opposto della colonna vertebrale).

Evitare il rinforzo del retto addominale (il muscolo della tartaruga) che non serve per stabilizzare la colonna vertebrale, anzi.

Gli esercizi come il sit up o il crunch:

  1. Possono causare dolore,
  2. Favoriscono la formazione della cifosi (gobba) dorsale.

Rinforzo del muscolo multifido in posizione quadrupedica

Rinforzo-del-muscolo-multifido-in-posizione-quadrupedica

  1. Posizione iniziale: quadrupedica (a 4 zampe),
  2. Sollevare di pochissimi centimetri la mano destra e la gamba sinistra.
  3. Rimanere in questa posizione 5 secondi,
  4. Ritornare alla posizione iniziale
  5. Rifare l’esercizio con la mano sinistra e la gamba destra.
  6. Ripetere 10 volte.

 

Rinforzo del muscolo multifido in posizione prona

Rinforzo-del-muscolo-multifido-in-posizione-prona

  • Posizione iniziale: a pancia in giù,
  • Sollevare di pochi centimetri l’arto inferiore destro con il ginocchio disteso.
  • Rimanere in questa posizione 5 secondi,
  • Ritornare alla posizione iniziale
  • Rifare l’esercizio con la gamba sinistra.
  • Ripetere 10 volte.

 

Esercizio Vacuum (per il rinforzo del trasverso dell’addome)

Esercizio-Vacuum

  • Posizione iniziale: in piedi o in ginocchio,
  • Portare la pancia indentro (l’ombelico verso la colonna vertebrale),
  • Rimanere in questa posizione 5 secondi,
  • Rilassare,
  • Ripetere 5 volte.

 

Inoltre, secondo Sinaki et al. (1989), gli esercizi in flessione e rinforzo isometrico (senza movimento) della schiena aiutano a stare meglio.

Invece, sono da evitare gli esercizi in estensione.

 

Per quanto tempo bisogna fare gli esercizi per raggiungere un risultato utile?

Si consigliano almeno 2 mesi di svolgimento regolare degli esercizi di stabilizzazione.

 

Terapia manuale

Nelle cause ho parlato delle tensioni muscolari e fasciali che possono:

  1. Aumentare la pressione sulla colonna vertebrale,
  2. Favorire lo scivolamento della vertebra.

La terapia manuale serve per:

  1. Sciogliere queste tensioni,
  2. Migliorare la postura.

In questo modo si riduce la pressione sulla colonna vertebrale e sull’osso sacro.

Ricorda: bisogna sempre cercare di togliere le cause del problema perché se curi solo le conseguenze, è molto probabile una recidiva.

 

Ci sono delle macchine che possono ridurre il dolore?

Se il dolore non diminuisce, gli specialisti consigliano spesso ultrasuoni o tecar terapia® per ridurre l’infiammazione.

Tuttavia, non sono un sostenitore di queste terapie perché lavorano sui sintomi, ma non agiscono sull’origine del disturbo.

Devo mettere un busto?
Oggi, si evita di prescrivere al paziente dei corsetti rigidi che immobilizzano una parte della colonna e riducono l’iperlordosi.

 

Intervento chirurgico per la spondilolistesi lombare

In passato, l’intervento chirurgico più indicato per la spondilolistesi era la decompressione lombare con la fusione delle vertebre lombari interessate.

Secondo uno studio di Adogwa et al. (2019) questo ha permesso di ridurre l’utilizzo degli oppioidi rispetto al periodo pre-intervento.

 

Spondilolistesi,intervento di fusione vertebrale

© alamy.com

Esiste un altra tecnica che è la laminotomia con strumenti chirurgici miniinvasivi per decomprimere la colonna vertebrale.

Questo permette di preservare i legamenti posteriori e può avere risultati migliori dell’approccio a cielo aperto tradizionale (Hussain et al. – 2019).

 

Qual è la prognosi del paziente con spondilolistesi lombare?

Generalmente, l’80% dei pazienti con spondilolistesi lieve ritorna alle attività della vita quotidiana.

Per i pazienti con spondilolistesi severa, il trattamento riesce a ridurre i sintomi nell’85/90% dei casi.

Terapia per la spondilolistesi con spondilolisi

La spondilolistesi lombare con lisi istmica è lo spostamento anteriore di una vertebra lombare rispetto a quella inferiore a causa della lesione dell’arco vertebrale.

Spesso è asintomatica, ma i pazienti sintomatici possono avere dolore lombare e / o sciatalgia/cruralgia.

All’inizio, di solito il medico prescrive una terapia conservativa.

Se questa non è sufficiente, consiglia un’operazione.

L’artrodesi (fusione vertebrale) e la decompressione dei nervi sono gli obiettivi principali del trattamento chirurgico.

Questo ha dimostrato risultati a lungo termine interessanti (Bhalla et al. – 2019).

Infatti, secondo Möller et al. (2000), rispetto ad un programma di esercizi, il trattamento chirurgico ha un risultato migliore su questi parametri:

  1. Dolore,
  2. Funzionalità del paziente.

Leggi anche:

Bibliografia:

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Dr. Defilippo Massimo

Massimo Defilippo Mi chiamo Massimo Defilippo, sono un Fisioterapista di Rubiera che effettua fisioterapia ed osteopatia dal 2008.
Mi sono laureato con votazione di 110/110 presso l’università degli studi Magna Graecia …. Biografia completa

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