Terapia per la frattura del perone

La terapia per la frattura del perone (o fibula) può essere conservativa o chirurgica.

Gesso per la frattura del perone

Frttura di tibia e perone,scomposta
© alamy.com

Il gesso si applica alla gamba per immobilizzare un osso fratturato.
Per la frattura del perone, di solito l’ortopedico mette un gesso fino al ginocchio, mentre per le fratture della diafisi del perone si mette il gesso a gamba lunga che arriva al centro della coscia circa.
Il gesso si può applicare dopo che l’ortopedico manipola l’osso per “ridurre la frattura scomposta” cioè tenere i frammenti ossei allineati.
Prima di questa procedura, si avvolgono alcuni strati di cotone intorno al piede e alla caviglia.
Successivamente il medico ricopre l’arto con vetroresina o gesso indurito sopra all’imbottitura di cotone.

Stecca per la frattura del perone

La steccatura è una tecnica che si utilizza in caso di frattura recente perché la caviglia è molto gonfia.
La stecca o doccia gessata non stringe sulla gamba fratturata e quindi permette alla caviglia di sgonfiarsi.
La steccatura si applica per immobilizzare temporaneamente prima dell’intervento chirurgico o subito dopo la fissazione chirurgica della frattura del perone.
Le stecche che si usano per la frattura del perone sono simili al gesso, ma un lato è rigido, mentre l’altro è formato da un bendaggio elastico morbido e uno strato di cotone.
Ci sono due tipi:

  • La stecca posteriore si applica nella parte posteriore della gamba e sulla pianta del piede. La lunghezza dipende dal punto in cui si trova la frattura.
    In generale, se la frattura è vicina al ginocchio, la stecca posteriore arriva più in alto.
  • La stecca a “U” si applica insieme a quella posteriore per sostenere la fibula all’interno e all’esterno della gamba.
    Questa stecca è costituita da un lungo pezzo di materiale che ha la forma di una “U” e va dalla parte esterna e inferiore del piede fino all’interno della gamba.

I materiali più usati sono: gesso e vetroresina.
La steccatura è utile per tutti i tipi di fratture del perone, i medici mettono una doccia gessata per mantenere la corretta posizione dei frammenti ossei.

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Radiografia di una frattura complessa di tibia e perone con fissatore esterno e fili di kischner
© Massimo Defilippo

Intervento chirurgico per la frattura del perone

Fissazione esterna
In caso di frattura scomposta di tibia e perone, l’ortopedico può consigliare l’applicazione di un fissatore esterno.
Questo dispositivo si usa per mantenere i frammenti del perone nella loro posizione per consentire la corretta guarigione.
Si può effettuare un altro intervento chirurgico definitivo in futuro.
Un chirurgo inserisce dei chiodi nelle ossa dell’arto inferiore e costruisce un telaio con delle placche metalliche all’esterno del corpo.
Questa procedura si può effettuare in sala operatoria o in pronto soccorso.
Un fissatore esterno è utile anche per le fratture esposte in cui l’osso è a contatto con l’ambiente esterno.
Riduzione aperta con fissazione interna
La fissazione interna con riduzione è il termine usato per la riparazione chirurgica di una frattura con il posizionamento di mezzi di sintesi (placche,viti e chiodi) sotto la pelle.
Le fratture del perone possono essere riparate con viti e/o piastre.
La terapia per la frattura di tibia e perone non prevede sempre l’intervento ad entrambe le ossa.
Il chirurgo sistema solo la frattura della tibia e questo permette alla fibula di guarire.
Le fratture della diafisi di tibia e perone si curano con un inchiodamento endomidollare della tibia (un lungo chiodo che si inserisce nella parte interna dell’osso).
Lo svantaggio del chiodo endomidollare è che resiste alle forze in flessione, ma non a quelle in rotazione e compressione, quindi a volte è necessario associare un’altra fissazione, per esempio un cerchiaggio o delle viti.

Tutore per la frattura del perone

Le fratture minori della caviglia o del malleolo laterale (parte distale del perone) possono essere curate con un tutore simile ad uno scarpone. Questa ortesi abbraccia il piede e si estende fin sotto al ginocchio.
Può permettere l’appoggio del peso precoce mentre la frattura guarisce.

Fratture esposte del perone

Quando l’osso penetra attraverso la pelle, la frattura è considerata esposta.
Gli antibiotici sono necessari per questo tipo di fratture. Gli antibiotici che il medico prescrive di solito sono la cefazolina, gentamicina e penicillina a seconda delle dimensioni della ferita e se è infetta.
Il medico chiede al paziente se ha eseguito la vaccinazione antitetanica.

Controllo del dolore per la frattura del perone

Il controllo del dolore è importante perché una frattura fa molto male.
I pazienti spesso assumono antinfiammatori non-steroidei (FANS) come l’ibuprofene, il naprossene, il paracetamolo o gli oppioidi.
In medico deve prescrivere al paziente i farmaci per il dolore causato dalla frattura.

Fisioterapia per la frattura del femore

Terapia per la frattura del perone
Terapia per la frattura del perone
© Massimo Defilippo

Un ciclo di fisioterapia è fondamentale per tutti i pazienti con questa condizione per accelerare la guarigione e garantisce un ottimo risultato.
Gli esercizi si devono fare anche se la frattura non è consolidata completamente.
La riabilitazione comprende:

  • La magneto terapia per ridurre il tempo necessario al consolidamento osseo fino al 50%.
  • Il massaggio dei muscoli per drenare il liquido dell’infiammazione.
  • La mobilizzazione passiva per il recupero dell’ampiezza di movimento.
  • Il bendaggio (taping) o la cavigliera da applicare alla gamba.
  • L’uso di uno stivale protettivo.
  • L’apprendimento dell’uso delle stampelle o bastoni canadesi per camminare.
  • Ghiaccio o calore per dare sollievo e ridurre il dolore.
  • Gli esercizi di fisiokinesiterapia per migliorare forza, flessibilità ed equilibrio.
  • La riabilitazione in acqua (idrokinesiterapia) per rinforzare la gamba senza caricare il peso sull’osso fratturato.
  • La modifica delle attività che si svolgono quotidianamente.
  • Un graduale ritorno alle attività quotidiane.

Quali sono i tempi di recupero?

I pazienti con una frattura del perone composta recuperano completamente in circa 3 mesi.
Dopo un mese si toglie il gesso e il malato deve iniziare a muovere la caviglia e ad appoggiare il peso sulla gamba rotta.
Per il recupero del movimento e la riduzione del dolore servono altri due mesi circa, i tempi dipendono dall’età e dalle condizioni di salute.
In caso di frattura scomposta, se l’ortopedico effettua un intervento chirurgico per unire i frammenti dell’osso, i tempi di guarigione sono gli stessi di una frattura composta.
La caviglia può rimanere gonfia per un periodo più lungo.
I pazienti con lesioni gravi e danni alle altre ossa, tessuti molli, nervi o vasi sanguigni, hanno un tempo di recupero molto può lungo.
I pazienti con fratture minori composte (per esempio un infrazione) possono ritornare allo sport in circa 6 settimane con le terapie adatte.
I tempi di recupero di una frattura del perone non curata sono molto più lunghi, inoltre i movimenti del piede e del ginocchio potrebbero rimanere limitati.

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