Frattura del quinto metatarso del piede

Il quinto metatarso è l’osso lungo sulla parte esterna del piede, si connette al mignolo, mentre il primo metatarso si articola con l’alluce.

INDICE

 


tipi di fratture più frequenti del quinto metatarso sono:

  • Fratture da avulsione. In una frattura da avulsione, una piccola porzione di osso viene strappata via da un tendine o un legamento. Questo tipo di rottura è spesso la conseguenza di una distorsione della caviglia.
    Nello stesso modo si può verificare una frattura del malleolo peroneale.
    La frattura da avulsione è spesso trascurata (non curata) quando si verifica durante una distorsione alla caviglia, soprattutto nei bambini.

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    Piede in cui si vede il quinto metatarso all’esterno
    Sebastian Kaulitzki-Fotolia.com

  • Frattura di Jones. Le fratture di Jones si verificano in una piccola area del quinto metatarso (nella base o epifisi prossimale) che riceve meno sangue e quindi guarisce più lentamente.
    Una frattura di Jones può essere una lesione da stress (tante microfratture ripetute) o una rottura acuta (traumatica). Queste fratture sono causate da un uso eccessivo, da uno stress ripetitivo o da un trauma. Sono fratture meno frequenti e più difficili da trattare rispetto a quelle da avulsione.
  • Frattura da stress La frattura da stress colpisce principalmente i pazienti giovani e gli atleti, soprattutto all’inizio della stagione sportiva. I pazienti lamentano dolore alla base del quinto metatarso e possono avere ecchimosi ed edema nel sito della frattura.
    Inoltre, i pazienti riferiscono di aver già sentito fastidio e dolore alla base del quinto metatarso nel mese precedente.
    Il periodo premonitore può variare da settimane a mesi prima della presentazione della frattura.

Altri tipi di fratture possono verificarsi nel quinto metatarso, come ad esempio le fratture “centrali”, che solitamente derivano da traumi o distorsioni e le fratture nella testa e nel collo del metatarso.

 

Cause della frattura del quinto metatarso

La frattura del quinto metatarso si verifica spesso insieme a una distorsione della caviglia, specialmente quando la caviglia ha ruotato verso l’interno.
La frattura si può verificare anche a causa di un goffo atterraggio da un salto (specialmente su superfici irregolari), oppure a causa di una caduta o in seguito ad un colpo diretto sul piede esternamente. Le fratture del quinto metatarso avvengono frequentemente quando si corre o si salta, soprattutto negli sport che comportano cambi di direzione come il calcio, il rugby, il basket e la danza.

 

Sintomi della frattura del quinto metatarso

I sintomi più comuni della frattura del quinto metatarso sono il dolore al piede nella parte esterna e la rigidità circostante.
Generalmente si forma un’ematoma e il piede gonfio, inoltre non si riesce ad appoggiare a terra il piede interessato.
Anche il movimento del piede può essere limitato.

 

Diagnosi della frattura del quinto metatarso

È importante riconoscere se si tratta di una frattura da stress o di rottura di Jones acuta, in quanto sia il trattamento che la prognosi sono molto diversi.
Il tipo di frattura si può capire dal racconto del paziente.
Se il dolore è presente da molto tempo, è probabile che ci sia una frattura da stress.
L’anamnesi del paziente è la parte più critica poiché dalla radiografia può essere quasi impossibile da distinguere.
Anche se alcuni autori sostengono che la frattura da stress si verifica in una regione anatomica diversa rispetto alla frattura acuta, non ci sono evidenze a supporto di questa tesi.

Esami diagnostici per la frattura del quinto metatarso

Innanzitutto il medico prescrive una radiografia. Poichè una frattura di Jones a volte non è evidente dalla radiografia per i primi giorni, possono essere necessari ulteriori studi diagnostici.

Radiografia

Frattura del quinto metatarso del piede

Frattura del quinto metatarso del piede

I raggi X sono importanti nella diagnosi delle fratture traumatiche. Una frattura acuta appare come una linea scura e una rottura della superficie corticale. Le fratture scomposte da impatto possono apparire come una linea opaca; tali fratture possono essere confermate con una proiezione diversa.
Le fratture possono interessare qualsiasi metatarso, ma solitamente avvengono nel quinto. La frattura può essere trasversale, obliqua o comminuta.
Le fratture lineari longitudinali sono estremamente rare.

Fratture da stress
I risultati radiografici di una frattura da stress dipendono dall’osso coinvolto e dalla fase dell’infortunio. Le radiografie sono normali nelle prime fasi dell’infortunio; infatti le fratture da stress appaiono come una linea scura ben definita dopo 7-10 giorni.

La testa del secondo metatarso e il terzo metatarso raramente subiscono una frattura. Il primo metatarso si rompe nel 10% delle fratture da stress; le fratture di questo tipo hanno un diverso tipo di reazione, si v ede solo una lesione lineare nelle lastre.

La base del secondo metatarso si frattura spesso nei ballerini.
La parte più vicina alla caviglia del quarto e quinto metatarso è interessata, si vede un linea scura nella radiografia ed è lenta a guarire.
Anche le fratture delle ossa sesamoidi sono frequenti nei ballerini.

Falsi positivi/negativi
Le radiografie possono non mostrare fratture da stress nelle prime fasi di questi infortuni e nel 50% dei pazienti.
Inoltre, una frattura composta può essere difficile da visualizzare.
Le lesioni legamentose associate e le modifiche dei tessuti molli non si vedono sulle radiografie.

 

TAC
La TAC non è essenziale per la diagnosi di fratture metatarsali; se però è prevista, la TAC deve essere eseguita in almeno 2 piani: sul piano coronale (perpendicolare alla pianta del piede) e sul piano assiale (parallelo alla suola).

Risonanza magnetica
Anche se la Risonanza magnetica è utile per la diagnosi di fratture, in questo caso non è necessaria perché già le radiografie sono abbastanza specifiche. La Risonanza Magnetica tuttavia è utile per la valutazione di fratture e lussazioni, dei tessuti molli, della fascia plantare, delle strutture della capsula, del numero esatto delle ossa coinvolte e dei frammenti di piccole fratture.

 

Trattamento per la frattura del quinto metatarso

Siccome l’apporto di sangue in questa regione è scarso, spesso per queste fratture è difficile guarire.
Anche se le fratture metatarsali possono essere trattate senza operazione chirurgica, c’è un rischio significativo di guarigione incompleta dell’osso e di perdere tempo prezioso prima di tornare alla normale attività. Il trattamento non-operatorio è costituito da una prolungata immobilizzazione dell’articolazione con uno scarpone senza possibilità di appoggiare il piede. L’intervento chirurgico nel reparto di ortopedia può aumentare la “velocità di formazione del callo osseo” e diminuire il tempo di guarigione così da permettere una riabilitazione veloce.

Sono stati osservati quattro modelli di frattura distinti.

  • Tipo I: si verifica presso l’unione della parte extra-articolare e intra-articolare della protuberanza del quinto metatarso;
  • Tipo II:  presso l’articolazione prossimale (la parte più vicina alla caviglia) del quinto metatarso;
  • Tipo III: si verifica presso l’articolazione distale (la parte più lontana dalla caviglia) del quinto metatarso;
  • Tipo IV: si verifica nella diafisi (parte centrale).

Prima dello sviluppo del sistema di classificazione di Torg, alti tassi di pseudoartrosi sono stati riportati in pazienti con la frattura di Jones.
Si è visto che queste pseudoartrosi erano dovute a interruzioni nell’apporto di sangue all’osso.

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Camminare con le stampelle dopo una frattura del quinto metatarso

Comunque, se la frattura è classificata correttamente come di tipo I o tipo II, il trattamento è conservativo, tranne per gli atleti professionisti, gli atleti amatoriali avanzati o i pazienti che preferiscono il trattamento chirurgico.

Le fratture di tipo I sono trattate con riposo (assenza di carico), gesso corto o un tutore per sei-otto settimane, con progressiva deambulazione dopo la rimozione del gesso.
Anche le fratture di tipo II possono essere trattate con un gesso in assenza di carico, ma può essere necessario un periodo più lungo per la completa guarigione.
Il bendaggio non è sufficiente.
In atleti professionisti, di solito queste fratture sono  trattate chirurgicamente, con innesto osseo o fissate con una vite intramidollare. Le fratture di tipo III dovrebbero essere trattate chirurgicamente. Le complicanze associate alla fissazione chirurgica comportano un dolore persistente alla base del quinto metatarso e possono richiedere la rimozione della vite e la modifica della scarpa.
Inoltre, il trattamento chirurgico delle fratture acute di Jones può causare un ritardo di consolidamento, pseudoartrosi e nuove fratture.

 

Cura della frattura da stress del quinto metatarso


Le fratture da stress sono trattate come le fratture acute del 5° metatarso prossimali.
È importante notare che può essere necessaria l’immobilizzazione senza carico fino a 20 settimane e che la magneto terapia può ridurre i tempi di formazione del callo osseo.
Le opzioni di trattamento, così come le potenziali complicanze dell’immobilizzazione prolungata (come la distrofia simpatica riflessa e l’atrofia muscolare) dovrebbero essere pienamente spiegate al paziente al momento della presentazione. Il trattamento di fratture da stress di tipo II e tipo III è lo stesso descritto per le fratture acute.

Alcune volte l’osso non è ingessato perché la frattura è composta e il paziente ha un lieve dolore, in ogni caso è necessario molto tempo per il consolidamento.

La chirurgia è la stessa per fratture da stress e per quelle acute di Jones, si tratta di una piccola incisione lungo la parte esterna del piede che permette l’inserimento di una vite lungo l’osso del quinto metatarso.
Tanti studi scientifici mostrano che la vite deve essere più lunga e larga possibile, con un diametro minimo di 4 millimetri.

Dopo l’intervento il piede si protegge con una stecca e una fasciatura finché la ferita non guarisce. Il carico di peso progressivo può iniziare due settimane dopo l’intervento chirurgico e può aumentare progressivamente in base alla tolleranza del dolore.
In alcuni studi, il tempo medio di guarigione è tra sei e otto settimane, ma bisogna seguire le indicazioni dell’ortopedico che ha effettuato l’operazione per sapere quando caricare il peso del corpo.
I pazienti spesso tornano a giocare entro tre mesi dall’intervento chirurgico.
Dopo la guarigione, se il paziente sviluppa sintomi relativi alla testa della vite, può essere necessaria la rimozione.

Alcuni pazienti hanno bisogno di fisioterapia e riabilitazione per recuperare la forza e l’ampiezza di movimento.

 

Tempi di recupero post frattura del quinto metatarso


Le fratture da stress guariscono normalmente senza complicazioni.
Con il tempo le persone sono in grado di tornare completamente alla loro precedente attività.
È possibile tornare alle normali attività, quando si riesce a lavorare senza provare dolore.
Il piede gonfio può tornare normale dopo alcuni mesi, ci sono dei rimedi naturali per velocizzare la guarigione, per esempio i bagni in acqua e sale oppure le pomate con l’arnica.
Per questo obiettivo possono essere necessari da 3 mesi a un anno.

È importante riprendere gradualmente le attività sportive e lavorative dopo una frattura da stress.

 

Prevenzione della frattura del quinto metatarso

Per prevenire le fratture da stress ci sono diversi modi:

  • L’intensità degli esercizi e la loro durata devono essere incrementati lentamente e gradualmente;
  • Il tempo di riposo e di recupero devono essere aumentati progressivamente in qualsiasi programma di allenamento;
  • È importante essere consapevoli dei sintomi delle fratture da stress perché se vengono trattati rapidamente si può ridurre il tempo di sospensione delle attività.
  • È necessario assicurarsi che le calzature siano di buona qualità e utilizzato correttamente.
14 comments on “Frattura del quinto metatarso del piede
  1. Grazie,
    effettivamente potresti non farla, se il dolore scompare penso che sia un parametro più importante, però è solo un parere personale.
    Per gli esercizi, ti consiglio di partire dai flessori dell’anca, quindi dal quadricipite con la leg press.
    Inoltre puoi fare il Calf, cioè una macchina da palestra in cui si piega ed estende la caviglia (flessione plantare e dorsale).
    Poi ci sono gli esercizi di equilibrio, quelli propriocettivi.
    Li trovi nella mia pagina per la distrosione di caviglia.

  2. Grazia ha detto:

    Ciao a tutti,
    anch’io lo scorso mese mi sono fratturata il quinto metatarso del piede destro. Mi è stata applicato un emistivaletto da tenere per cinque settimane. Al termine di questo periodo ho effettuato la radiografia, dalla quale si è visto che il callo osseo non si è ancora formato. L’ortopedico mi ha detto di rimuovere l’emistivaletto e indossare una scarpa talus, da utilizzare inizialmente con le stampelle, caricando gradualmente il peso fino a quando non riesco a camminare senza. Mi ha detto inoltre di associare la magnetoterapia pulsata e ripetere la radiografia fra tre settimane.
    Mi chiedo: è davvero indispensabile fare la radiografia? ne ho già fatte 4 in poco più di un mese e non penso che mi faccia bene espormi a così tante radiazioni.
    In più vorrei sapere che esercizi fare per recuperare la obilità della caviglia e il tono muscolare del polpaccio.
    Grazie

  3. Erminio,
    per la sensibilità del mignolo potrebbe essere necessario più tempo.

    Se il filo è stato posizionato correttamente non dovrebbe interferire, tuttavia in certi casi può dare fastidio.
    Puoi provare a farlo rimuovere appena il chirurgo è d’accordo, ma non è sicuro che quello sia la causa.
    Puo parlare con il chirurgo e chiedergli se nel tuo caso va bene la magnetoterapia, io la uso spesso in caso di fratture con ottimi risultati, ma ci sono delle controindicazioni, quindi devi chiedere al medico se puoi utilizzarla.

    Ti consiglio di camminare più che puoi per dare uno stimolo meccanico all’osso.

  4. Erminio ha detto:

    Grazie per avermi risposto. Ma per i sintomi che avverto ancora a distanza di di 4mesi? ( operato il14/09 2017 )

  5. Erminio,
    Anche con una fissazione chirurgica, mi sembra molto strano che una frattura del genere sia completamente calcificata in un mese.
    Inoltre, non ho mai visto un secondo intervento dopo un mese per rimuovere un mezzo di sintesi.
    E’ vero che puoi anche tenerlo lì per sempre, di solito un filo di Kirschner (sono bacchette di metallo per fissare i frammenti ossei) non causa problemi.

    Il problema si verifica con placche e viti perché in caso di trauma possono favorire la formazione di una nuova frattura.
    In ogni caso bisogna sempre rivolgersi al chirurgo che ha effettuato l’operazione, di solito si torna dallo stesso chirurgo per la rimozione dei mezzi di sintesi metallici.
    Vedi tu cosa fare, io ti ho detto quello che ho visto nella mia carriera da fisioterapista, ma ovviamente non mi posso prendere responsabilità dato che non ti ho mai visto e non sono il tuo medico.

  6. Erminio ha detto:

    Salve, circa 4 mesi fa, lavorando mi sono fratturato il 5° metatarso (frattura multifrazionata ).Ho dovuto subire un intervento chirurgico con innesto di un filo chirurgico. Sia l’ortopedico dell’INAIL che di un ospedale diverso da quello IN CUI mi spno operato, mi hanno detto che quel filo chirurgico vA rimosso dopo circa un mese dall’intervento ( la radiografia attesta la completa calcificazione ).
    Il chirurgo che mi ha operato invece sostiene che il filo va rimosso almeno tra7/8 mesi o addirittura per niente. Il mio piede è ancora leggermente gonfio, avverto sempre un insopportabile calore,n on riesco ad alzarmi sulla pianta del piede e il mignolo è insensibile. Mi è stato detto che posso ritornare tranquillamente a lavorare e trattare questi fastidi con ghiaccio e anti-infiammatori. Come mi devo regolare? Grazie.

  7. Luca,
    non credo che uno abbia ragione e l’altro no, in ogni caso dipende dal tipo di frattura.
    Se è scomposta, ma non frammentaria, io ho avuto tanti pazienti che non hanno messo il gesso e la frattura si è consolidata perfettamente.
    Soprattutto se è un bambino.
    Inoltre ingessare un bambino c’è il rischio di interferire con la crescita.
    Nel dubbio c’è una terza opzione, un tutore di protezione che non blocca completamente piede e caviglia.

    Poi bisogna considerare se il bambino ha problemi di salute di altro tipo, come disturbi alle paratiroidi o altre malattie che possono causare problemi ossei.
    Considera che finché il bambino ha male, non appoggia il piede e ci sta molto attento.
    Il corpo è programmato per guarire tutti i tipi di ferite, anche le fratture scomposte con distacco dei frammenti, ho avuto pazienti anche con questo tipo di lesione.

    Se invece il primo ortopedico ti ha dato delle motivazioni oggettive per ingessare, allora lo prenderei in considerazione.
    Naturalmente su internet non ti posso dire cosa fare, in ogni caso, a prescindere dalla scelta, dopo 15 giorni credo che sia programmata la radiografia di controllo e lì potrai decidere con maggiori elementi.

  8. Luca ha detto:

    Mio figlio ha rotto il 5 metatarso
    Sono stato da 2 ortopedici
    Uno mi ha detto di non ingessarlo è uno invece di ingessarlo
    Chi ha ragione ?

  9. Danilo,
    Sono d’accordo con l’ortopedico del pronto soccorso perché camminando stimoli la formazione di callo osseo e quindi riduci i tempi di recupero.
    Tuttavia, 4 mesi sono tanti e io credo che un po’ di fisioterapia possa aiutarti, in particolare la magnetoterapia.
    Questo trattamento può dimezzare i tempi di recupero perché agisce direttamente sull’osso, è un azione sugli ioni calcio (molecole con una carica elettrica).
    Un altro consiglio è quello di mangiare poco sale, se eviti è meglio.
    Dovresti bere poca acqua e mangiare molta frutta e verdura perché l’acqua di bottiglia contiene sali e causa gonfiore, mentre il liquido contenuto negli alimenti non favorisce la ritenzione di liquidi.
    Gli esercizi e il movimento sono fondamentali per il recupero e per sgonfiare la caviglia.
    Io ti consiglio di fare fisioterapia, ma è una tua scelta.

  10. Danilo ha detto:

    Salve, circa 4 mesi fa ho avuto la frattura del 4° metatarsale e diafisi e 5° metatarsale sinistro in trauma da schiacciamento con un notevole edema locale. Ho tenuto il gesso per un mese, e poi il mese successivo un tutore. A distanza di due mesi dalla rimozione del tutore avverto ancora dolore e gonfiore alla caviglia che mi impedisce di deaumbulare senza l’utilizzo delle stampelle. Nonostante l’uso di antidolorifici il dolore non si attenua. Non mi è stata prescritta alcuna fisiotarapia, ma mi è stato detto di sforzarmi a camminare. Vorrei sapere se secondo voi la fisioterapia mi è utile o comunque cosa dovrei fare per poter risolvere questa situazione.. attendo una risposta, grazie.. Saluti

  11. Pasquale,
    è normale dopo una frattura avere una crescita di osso in eccesso, il corpo crea un callo osseo in eccessso e poi lo modella, ma rimane sempre più grande rispetto a prima.
    Ora, naturalmente il chirurgo potrebbe sistemartelo, ma non credo che qualcuno lo farà, anche perché potrebbe crescere di nuovo.

    Però puoi chiedere al medico se ti consiglia le onde d’urto, si tratta di una terapia che agisce sugli speroni e sulle ossa, si può usare anche in caso di mancato consolidamento dopo una frattura o pseudoartrosi.
    Potrebbe stimolare il corpo a rimodellare il tessuto osseo.
    Credo che potrebbe diminuire anche il dolore.
    Chiedi al medico perché potresti avere delle controindicazioni.

  12. Pasquale ha detto:

    Ciao a tutti, 3 anni fá ho fatto un incidente con motorino e mi sono rotto il primo metatarso dove sta il pollicione e terzo quarto e quinto dito.
    Dopo 3 anni, vedo che sono cresciute male le ossa sotto il piede ad esempio non posso camminare in luoghi piatti tipo strade piscine ovviamente scalzo.
    L’alluce si vede strano qualcuno può aiutarmi grazie

  13. Grazie a te! Spero che guarirai presto, anche se ci vuole pazienza perché i tempi di recupero sono di almeno 2/3 mesi.

  14. Alessandro ha detto:

    Molto utile, mi è appena capitato, grazie mille!

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