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L’intervento di protesi d’anca è una procedura chirurgica in cui la cartilagine danneggiata e le ossa che compongono l’articolazione sono sostituite da materiali artificiali.

L’articolazione dell’anca è formata da una sfera (testa del femore) inserita in una cavità (acetabolo del bacino).

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Test di movemento dell’anca
© Massimo Defilippo

 

L’intervento di protesi d’anca consiste:

  1. Nella rimozione chirurgica delle porzioni di osso che formano l’articolazione,
  2. Nella loro sostituzione con una protesi di metallo o ceramica.

Generalmente, la protesi è fissata all’osso sfruttando:

  1. La congruenza tra lo spazio vuoto creato nell’osso e la protesi,
  2. Le superfici rugose delle nuove protesi.

Cos’è una protesi cementata?

Nei pazienti anziani con osteoporosi importante, dopo aver inserito la protesi, si fissa con un cemento osseo chiamato metilmetacrilato.
In alternativa, una protesi “non cementata” ha dei microscopici pori che permettono la ricrescita ossea del femore all’interno dello stelo della protesi.

 

Quando operare?

Il chirurgo ortopedico consiglia l’intervento quando il dolore all’anca non permette di dormire o di svolgere le normali attività della vita quotidiana.

I disturbi che si possono trattare con l’inserimento della protesi sono:

Quando Operare,protesi anca

 

Prima di fare l’intervento, si consiglia sempre di provare a ridurre il dolore con:

  1. La fisioterapia,
  2. Infiltrazioni di acido ialuronico,
  3. Perdita di peso e una dieta sana,
  4. Controllo degli effetti collaterali dei farmaci che si assumono, in particolare le statine per il colesterolo alto e i bifosfonati per le ossa,
  5. Uno stile di vita più sano.

I farmaci analgesici o antinfiammatori non si possono considerare una terapia a lungo termine.

 

Qual è la preparazione all’intervento chirurgico per l’artrosi dell’anca?

Nelle settimane che precedono l’intervento bisogna seguire alcuni passi di preparazione.

1) Per favorire il recupero
Per aumentare le probabilità di successo dell’intervento è consigliabile eseguire un programma di fisioterapia con esercizi di rinforzo e allungamento muscolare di tutto l’arto inferiore.
Un miglioramento delle condizioni cardio-circolatorie consente di recuperare più velocemente dopo l’operazione.

2) Visita medica
Il controllo medico viene effettuato dall’ortopedico prima dell’intervento, ma una visita più approfondita eseguita dal medico di base è importante prima di un intervento delicato come questo.

Di solito si effettua circa 1 mese prima dell’intervento.

Inoltre si effettua la visita con l’anestesista alcune settimane prima dell’intervento per assicurarsi che il paziente sia in grado di affrontare l’intervento.

In alcuni casi, potrebbe essere necessaria una visita con un altro specialista, per esempio un cardiologo in caso di malattie cardiache.

3) Prevenzione delle complicanze
Per prevenire le infezioni, è consigliabile evitare estrazioni dentali o interventi odontoiatrici nei primi mesi post-operatori, quindi bisogna effettuarli prima dell’operazione.

4) Farmaci
I medicinali che assume il paziente devono essere comunicati all’ortopedico che deciderà se:

  1. Interrompere l’assunzione
  2. Cambiare i dosaggi.

5) Esami
Nei giorni che precedono l’intervento, si fanno:

6) Preparazione al post-operatorio
È importante prepararsi al periodo post-operatorio in cui si devono:

  1. Modificare le calzature e alcune parti dell’arredamento di casa,
  2. Acquistare i bastoni canadesi e il deambulatore (girello) per i primi 2 mesi dall’intervento.

 

Come avviene l’intervento chirurgico?

Protesi di anca

Protesi di anca
© fotolia.com

La protesizzazione dell’anca può essere eseguita:

  1. In maniera tradizionale
  2. Con una tecnica meno invasiva.

La principale differenza tra le due procedure è la dimensione dell’incisione.

Quando non si può fare la tecnica mininvasiva?

L’intervento con la tecnica mininvasiva non è indicato in caso di:

  1. Paziente obeso,
  2. Displasia congenita dell’anca importante,
  3. Sostituzione di una protesi d’anca già impiantata.

 

Descrizione dell’intervento chirurgico standard con incisione laterale

Durante l’intervento chirurgico standard di protesi d’anca:

  1. Si esegue l’anestesia generale per rilassare i muscoli e si provoca un sonno profondo temporaneo.
    In questo modo si impedisce di avvertire il dolore durante l’intervento chirurgico o di avere la consapevolezza della procedura.
    Un anestesia spinale (parziale o locale) può essere un’alternativa a quella generale, se le condizioni del paziente lo permettono.
  2. Il medico effettua un incisione nel lato esterno dell’anca, tra il muscolo tensore della fascia lata ed il sartorio (Kelmanovich  et al. – 2003).  Questa incisione permette di non tagliare i muscoli, ma di separarli solamente.

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    Cicatrice dell’intervento di protesi d’anca
    © Massimo Defilippo

  3. Successivamente, la testa del femore è rimossa tagliando l’osso con una sega.
  4. La protesi è inserita nel femore utilizzando del cemento o un materiale speciale che permette all’osso residuo di saldarsi alla nuova articolazione.
  5. Dopo aver sostituito la parte femorale, l’ortopedico rimuove tutta la cartilagine danneggiata e inserisce la parte concava della protesi nel bacino.
  6. Successivamente la nuova testa del femore si inserisce nella cavità acetabolare dell’anca.
  7. Il chirurgo applica un drenaggio per aiutare a drenare i fluidi ed evitare la formazione di un ematoma.
  8. Alla fine l’ortopedico ricollega i muscoli e chiude il taglio chirurgico.

 

Com’è la tecnica meno invasiva?

La maggior parte degli interventi di sostituzione dell’anca si esegue utilizzando la tecnica standard (20cm di taglio lungo il lato esterno dell’anca), ma negli ultimi anni, alcuni chirurghi hanno utilizzato una tecnica meno invasiva.
Quest’approccio consente all’ortopedico di eseguire uno o due tagli da 2 a 5 centimetri di lunghezza. La stessa procedura chirurgica si esegue attraverso questi piccoli tagli come durante l’intervento standard.

I piccoli tagli sono eseguiti per:

  • Ridurre la perdita di sangue,
  • Alleviare il dolore dopo l’intervento,
  • Abbreviare la durata del ricovero in ospedale (in Italia 3-4 giorni ),
  • Ridurre le dimensioni della cicatrice post-chirurgica
  • Velocizzare la guarigione.

L’esperienza del chirurgo conta?
Tuttavia, è importante che il chirurgo sia altamente specializzato in questa tecnica.
Gli studi scientifici hanno dimostrato che i risultati dell’approccio meno invasivo possono essere peggiori rispetto all’intervento chirurgico standard se il chirurgo non è molto esperto in questa tecnica.
Poiché è possibile che si verifichino perdite di sangue durante l’intervento chirurgico di sostituzione dell’anca, potrebbe essere necessaria una trasfusione, quindi è meglio donare il proprio sangue prima della procedura.

 

Protesi d’anca con accesso anteriore

Questa tecnica è ottima (quando possibile) perché permette l’inserimento della protesi mediante un incisione davanti all’anca (nell’inguine) in modo mininvasivo.

La caratteristica principale è che non disinserisce (stacca) i muscoli dall’osso, ma li sposta.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi della protesi d’anca con accesso anteriore?

Vantaggi Svantaggi
  1. Cicatrice più piccola
  2. Recupero più rapido
  3. Meno dolore
  4. Rischio di lussazione ridotto
  5. Minor perdita di sangue
  1. Tecnica complicata
  2. Rischio di lesione nervosa
    (nervo femoro-cutaneo laterale)

 

Qual’è la durata dell’intervento di protesi d’anca?

La durata dell’intervento può essere:

  • Circa 40-50 minuti se il chirurgo utilizza la tecnica mini invasiva,
  • Circa 90-120 minuti per la revisione (sostituzione) di protesi già impiantata.

 

 

Post-intervento di protesi d’anca

I primi 10 giorni, il paziente:

  1. rimane ricoverato in ospedale
  2. dev’essere seguito dall’equipe che ha eseguito l’intervento,
  3. inizia il percorso riabilitativo con il fisioterapista.

Nella stragrande maggioranza dei casi, l’arto operato rimane più corto dell’altro.
Questo avviene perché entrambi soffrono di artrosi, quindi l’arto “normale” ha meno cartilagine che fa da spessore, quindi bisogna utilizzare una scarpa con una suola più alta di circa 2-3 centimetri rispetto all’arto operato.

Se la protesi è stata impiantata con la tecnica standard, è necessario tenere un cuscino tra le gambe quando si sta a letto per mantenere la nuova articolazione dell’anca nella giusta posizione ed evitare il rischio di lussazione.

L’infermerie inserisce un catetere nella vescica per urinare. Generalmente si rimuove il giorno dopo l’intervento.

Farmaci anticoagulanti (eparina)

Di solito, il medico consiglia l’assunzione di anticoagulanti per 35 giorni sotto forma di:

  • Iniezioni sottocutanee (nella pancia),
  • Pillole da assumere per via orale.

Quando si tolgono tolti i punti?

Generalmente, il medico toglie i punti di sutura dopo circa 15 giorni dall’intervento.

Oggi si utilizzano spesso i punti riassorbibili che non devono essere rimossi.

 

Cosa fare dopo l’intervento?

Per i primi giorni dall’operazione, la fisioterapia consiste nell’iniziare i movimenti degli arti inferiori senza carico, esercizi per:

È fondamentale che il paziente impari a svolgere i movimenti e le attività quotidiane in modo diverso.
Appena l’ortopedico permette di alzarsi da letto, il paziente deve imparare a:

  • Camminare correttamente
    Iniziare con un deambulatore (girello) e poi continuare con un bastone canadese (nella mano opposta all’anca operata).
    Non incrociare le gambe mentre cammini o quando ruoti/cambi direzione.
  • Sedersi e alzarsi dalla sedia
    Evitare di sedersi con il ginocchio a un livello più alto dell’anca. Mettere dei cuscini sopra la sedia se è bassa.
    Non accavallare le gambe
    Non entrare in una vasca da bagno se non c’è un seggiolino per sedersi.

Sedersi-e-alzarsi-dalla-sedia

  • Salire e scendere dall’auto
    Sedersi sul sedile anteriore con due cuscini e lo schienale reclinato.
    Per scendere, posizionare un cuscino tra le ginocchia.
  • Alzarsi dal letto o dalla sedia
    Evitare di chinarsi in avanti per alzarsi dalla sedia o dal letto.
    Prima far scivolare le anche in avanti fino al bordo anteriore della sedia, poi cominciare ad alzarsi.

Alzarsi-dalla-sedia,protesi anca

  • Andare in bagno
    Non sederti troppo su una sedia o su una toilette basse.
    Utilizzare un alza-water.

Andare-in-bagno,protesi anca

  • Come dormire
    Non sdraiarti sul fianco dell’anca operata se il medico non dà il permesso.
    In posizione sdraiata sul fianco, tenere un cuscino grande tra le ginocchia.
    Tenere le ginocchia lievemente piegate.

Protesi-anca-Come-dormire

  • A letto, non sollevare le coperte piegandoti avanti
    Utilizzare una pinza lunga per afferrarle.

Prendere coperte,protesi anca

  • Posizione corretta in piedi
    Non stare in piedi con i piedi rivolti verso l’interno.

Posizione-corretta-in-piedi,protesi anca

  • Salire le scale
    Per salire le scale bisogna portare avanti prima la gamba sana, poi quella operata e infine le stampelle
  • Scendere le scale
    Per scendere le scale bisogna portare subito le stampelle sul gradino inferiore, poi si scende con la gamba operata e infine quella sana
  • Piegarsi per sollevare degli oggetti
    Mai piegarsi con le mani oltre il livello del ginocchio, utilizzare:

    • Spazzola con manico lungo,
    • Spugna con manico lungo,
    • Infila calze,
    • Pinza con manico lungo,
    • Calzascarpe con manico lungo.

Piegarsi-per-sollevare-degli-oggetti,protesi anca

Altri consigli:

  1. Evitare di stare seduto per almeno un ora, bisogna alzarsi ogni tanto anche solo per fare pochi passi.
  2. Sdraiarsi senza cuscini nel letto per almeno 15-30 minuti al giorno per prevenire lo sviluppo di rigidità nei muscoli flessori dell’anca (parte anteriore della coscia e inguine).

Quando iniziare la fisioterapia e gli esercizi di riabilitazione?

La riabilitazione dovrebbe iniziare il giorno dopo l’intervento chirurgico e in pochi giorni si può camminare con:

  • Un deambulatore,
  • Le stampelle,
  • Un bastone canadese.

Si deve continuare la fisioterapia a domicilio o in ambulatorio per alcuni mesi dopo l’intervento.

Quali sono i movimenti non concessi?

Nei primi 2-3 mesi bisogna prestare attenzione al movimento combinato di:

  1. Flessione,
  2. Adduzione (spostamento della coscia verso l’interno),
  3. Rotazione interna dell’anca,

Appena la protesi si è fissata stabilmente, l’ortopedico concede il permesso di eseguire tutti i movimenti senza limitazioni.

Se la protesi è inserita con accesso anteriore (la cicatrice è a livello dell’inguine) bisogna stare attenti al movimento combinato di:

  1. Estensione,
  2. Abduzione,
  3. Rotazione esterna.

Dopo la dimissione, è importante che  il paziente non smetta di muoversi e camminare perché si rischia di non recuperare completamente.

E la riabilitazione in piscina?

Considerando l’età del paziente, non è sempre possibile la riabilitazione in acqua o idrokinesiterapia.
Tuttavia, nelle prime fasi può aiutare il recupero perché permette di fare gli esercizi in piedi, ma con carico ridotto sulla protesi.
Quindi, se possibile, si consiglia di fare riabilitazione in acqua nelle strutture che sono attrezzate per prevenire le cadute.

Dopo quanto tempo si può fare la doccia?

Di solito il chirurgo permette di fare la doccia e bagnare la ferita dopo circa 15 giorni dall’intervento.

Per quanto tempo si devono usare le stampelle (bastoni canadesi)?

Il carico dev’essere sfiorante (solo il piede appoggia a terra, ma non si può caricare il peso del corpo) in caso di osteotomia, cioè se è stato asportato un pezzo di osso del femore, ad esempio per modificare l’allineamento.

Leggi anche:

Bibliografia

  • Crawford AJ, Hamblen DL. Outline of Orthopaedics , thirteenth edition, London: Churchill Livingstone, 2001
  • Brandt CD. Diagnosis and non-surgical management of osteoarthritis. USA: Professional Communications, Inc. 2010
  • Batra S, Batra M, McMurtrie A, Sinha AK. Rapidly destructive osteoarthritis of the hip joint: a case series. Journal of orthopaedic surgery and research 2008;3(1):3.
  • Walters J, editor. Orthopaedics – A guide for practitioners. 4th Edition. Cape Town: University of Cape Town, 2010.
  • Bloomfield SA Changes in musculoskeletal structure and function with prolonged bed rest. Med Sci Sports Exerc. 1997 Feb; 29(2):197-206.sc

 

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