Infiammazione – causa e sintomi

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Infiammazione – causa e sintomi

L’infiammazione è una reazione naturale e non specifica che avviene nell’organismo a causa di un trauma, un’ustione, una lesione, un’infezione virale o batterica e altre situazioni di pericolo per il corpo.

Quando qualcosa di irritante o nocivo colpisce una parte del corpo, c’è una risposta biologica per cercare di rimuoverlo.

 

Infiammazione - causa e sintomi
Infiammazione – causa e sintomi

I segni e sintomi dell’infiammazione (o flogosi) acuta mostrano che il corpo sta cercando di guarire se stesso.
Infiammazione non significa infezione, anche se questa può provocare un’infiammazione.
Un’infezione è l’invasione di batteri, virus o funghi, mentre la flogosi è la risposta del corpo a questa aggressione.


 

Qual è la differenza tra infiammazione acuta e cronica?

Infiammazione acuta

L’Infiammazione acuta inizia da alcuni secondi a pochi minuti dopo l’infortunio dei tessuti, per esempio appena si subisce un trauma al ginocchio.
Il danno può essere puramente fisico o può derivare dall’attivazione di una risposta immunitaria.

Si verificano tre processi principali:

  • Aumenta del flusso di sangue a causa della dilatazione dei vasi sanguigni (arteriole) che arrivano ai tessuti
  • Aumento della permeabilità dei capillari che permette alle proteine e al sangue di muoversi negli spazi interstiziali (tra le cellule)
  • Migrazione dei neutrofili (e forse alcuni macrofagi) dai capillari e dalle venule verso gli spazi interstiziali.


I primi due effetti sono visibili pochi minuti dopo un graffio che non rompe la pelle.
In un primo momento, il segno è visibile come una linea rossa pallida.
Poi pochi millimetri ai lati del graffio, il tessuto diventa rosso appena il flusso di sangue aumenta localmente.
Infine si crea un edema, significa che la zona si gonfia con l’accumulo di liquido negli spazi interstiziali della regione.

1) Marginazione
L’endotelio dei vasi sanguigni è il rivestimento interno delle arterie.
Inizialmente i neutrofili (un tipo di globuli bianchi) si legano all’endotelio dei vasi sanguigni.
Il legame è dovuto ad alcune molecole chiamate molecole di adesione cellulare (CAM) che si trovano sulle superfici dei neutrofili e sulle cellule endoteliali nei tessuti feriti. L’associazione si verifica in due passaggi.

  • Nel primo, le molecole di adesione chiamate selectine legano i neutrofili all’endotelio e i globuli bianchi cominciano a rotolare lungo la superficie dei vasi sanguigni.
  • Nella seconda fase, i neutrofili creano un legame più stretto sulle cellule endoteliali

A volte si forma del pus presso l’area in cui c’è l’infiammazione acuta, soprattutto finchè un corpo estraneo rimane nel tessuto.
L’analisi del pus mostra che è ricco di neutrofili.

2) Diapedesi
La diapedesi è la fuoriuscita delle cellule del sangue dalle vene e dalle arterie attraverso le pareti dei vasi di piccolo calibro.

3) Chemiotassi
La chemiotassi è il movimento di avvicinamento o allontanamento verso una determinata sostanza.
Dopo che i neutrofili sono usciti dai vasi sanguigni, sono attirati verso un alta concentrazione di virus e batteri, quindi si dirigono verso l’infezione.

4) Fagocitosi
I neutrofili riconoscono i virus e i batteri, li ingeriscono e li inseriscono all’interno di vescicole in cui saranno uccisi.

 

Infiammazione cronica

Infiammazione cronica significa infiammazione a lungo termine, infatti può durare per diversi mesi e persino anni, per esempio molti conoscono l’infiammazione cronica alla prostata.
Questo disturbo può derivare da:

  • Impossibilità ad eliminare la causa di un’infiammazione acuta
  • Una risposta autoimmune, cioè il sistema immunitario attacca i tessuti sani confondendoli per organismi patogeni nocivi.
  • Una sostanza irritante a contatto con il corpo che persiste
  • Esempi di malattie con infiammazione cronica sono: asma, ulcera peptica cronica, tubercolosi, artrite reumatoide, morbo di Crohn, sinusite cronica e l’epatite cronica attiva.

Le infezioni, le ferite e i danni ai tessuti non guariscono senza infiammazione.

Tuttavia, l’infiammazione cronica alla fine può causare diverse malattie: alcuni tumori, artrite reumatoide, aterosclerosi e febbre da fieno.
Eliminare un infiammazione cronica è molto più difficile e i tempi sono molto più lunghi.
Quanta gente soffre di mal di schiena cronico o sinusite cronica? Se bastasse prendere un antinfiammatorio per risolvere tutto saremmo tutti felici e contenti, purtroppo a volte ci sono altri motivi che non permettono di guarire bene.
Nel caso della schiena può essere la postura, un problema del piede che influenza la colonna vertebrale o un disturbo di organi e visceri.
Finché non si elimina la causa, l’infiammazione rimane nonostante i farmaci.

 


 

Confronto

Infiammazione,dolore,gonfiore,rossoreInfiammazione acuta
Cause: batteri nocivi o lesioni ai tessuti
Esordio (quando comincia l’infiammazione): subito
Durata: breve, solo pochi giorni
Risultati, l’infiammazione migliora (risoluzione), può diventare un ascesso o un’infiammazione cronica

Infiammazione cronica
Cause: organismi patogeni non degradabili che causano infiammazione persistente, infezioni da alcuni tipi di virus, corpi estranei non espulsi, reazioni del sistema immunitario iperattivo
Durata: diversi mesi o anni
Risultati: la distruzione del tessuto, ispessimento e cicatrizzazione del tessuto connettivo (fibrosi), morte di cellule o tessuti (necrosi)


 

I cinque segni dell’infiammazione acuta

L’infiammazione si manifesta con cinque diversi segni:

  • Dolore – la zona infiammata rischia di essere dolente, soprattutto quando si preme su di essa. Alcune sostanze chimiche che stimolano le terminazioni nervose sono rilasciate e rendono la zona più sensibile.
  • Rossore – questo avviene perché i capillari sono pieni di sangue.
  • Immobilità – ci può essere la perdita di funzionalità.
  • Gonfiore – causato da un accumulo di fluido.
    Edema – la zona si gonfia perché il liquido si accumula negli spazi interstiziali.
  • Calore – lo stesso motivo per cui si forma il rossore, più sangue nella zona interessata fa sentire caldo al tatto.


 

Perché l’infiammazione provoca dolore?
Quando le persone hanno un infiammazione, spesso fa male, si sente dolore, rigidità, fastidio e forse agonia, a seconda della gravità.
Il dolore può essere costante e stabile.
L’infiammazione provoca dolore perché il gonfiore spinge contro le terminazioni nervose sensibili (nocicettori), che inviano segnali di dolore al cervello. Le terminazioni nervose inviano segnali di dolore al cervello tutto il giorno, tuttavia, l’encefalo ignora la maggior parte di questi, a meno che non aumenta la pressione contro le terminazioni nervose.


 

Infiammazione e malattie autoimmuni

Una malattia autoimmune è una patologia in cui il corpo avvia una risposta immunitaria contro i tessuti sani, confondendoli per organismi patogeni nocivi o irritanti. Quindi il sistema immunitario innesca una risposta infiammatoria.
Ci sono centinaia di malattie autoimmuni e quasi tutte hanno l’infiammazione tra i segni caratteristici, si elencano alcuni esempi.

Artrite reumatoide – è un’infiammazione delle articolazioni, dei tessuti che si trovano intorno e a volte di alcuni organi del corpo.

Spondilite anchilosante – è un’infiammazione delle vertebre, dei muscoli, dei legamenti e anche delle articolazioni sacro-iliache (tra l’osso sacro e il bacino), può causare una lieve febbre.

Celiachia – è l’infiammazione e la distruzione del rivestimento interno dell’intestino tenue.

Il morbo di Crohn – il tratto gastrointestinale si infiamma. L’infiammazione è più comune nell’ileo (intestino tenue), ma può verificarsi in qualsiasi punto del tratto gastrointestinale, dalla bocca all’ano.

Malattia di Basedow – Graves – uno dei segni è il gozzo se la ghiandola tiroide è infiammata. L’esoftalmo è l’infiammazione dei muscoli dietro agli occhi.

La fibrosi polmonare idiopatica – il ruolo dell’infiammazione è poco chiaro. Gli esperti ritengono che La fibrosi polmonare idiopatica è causata dall’infiammazione degli alveoli (piccole sacche all’interno dei polmoni). Tuttavia, i trattamenti per ridurre l’infiammazione sono spesso deludenti.

Lupus – ci può essere l’infiammazione nelle articolazioni, nei polmoni, nel cuore, nei reni e nella pelle.

Psoriasi – c’è un’infiammazione della pelle. In alcuni casi, come l’artrite psoriasica, si possono infiammare anche le articolazioni e il tessuto che le circonda.

Diabete di tipo 1 – le infiammazioni in varie parti del corpo sono probabili se il diabete non è ben controllato.

Morbo di Addison – infiammazione delle ghiandole surrenali.

Vasculite – si riferisce a un gruppo di malattie in cui l’infiammazione alla fine distrugge i vasi sanguigni, le arterie e le vene.

Rigetto da trapianto – c’è già una notevole infiammazione causata dall’operazione di trapianto. Se il sistema immunitario del destinatario dell’organo respinge il corpo estraneo, si forma un infiammazione intorno all’organo donato.

Varie allergie – tutte le allergie son caratterizzate dall’infiammazione. L’Asma è l’infiammazione delle vie respiratorie, nella febbre da fieno il naso, l’orecchio e le mucose della gola si gonfiano, mentre le persone che sono allergiche alle punture di API possono avere gravi infiammazioni fatali che colpiscono tutto il corpo (anafilassi).


 

Fattori che contribuiscono all’infiammazione

Molti fattori giocano un ruolo significativo nella formazione e nel mantenimento dell’infiammazione del corpo, compresi gli squilibri fisici, la dieta, le allergie, la privazione del sonno, l’eccesso di peso e l’età.

Condizioni fisiche. Un errato allineamento posturale e delle articolazioni svolge un ruolo importante nelle patologie infiammatorie.
Le spalle in rotazione interna, la flessione toracica e la rotazione esterna dell’anca sono problemi di postura scorretta che causa dolore o danni alle aree che diventano infiammate (Sahrmann 2001).

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Olegkalina/bigstockphoto.com

Cattiva alimentazione. Un fattore enorme che contribuisce all’infiammazione è la dieta alimentare occidentale, che è ricca di grassi saturi e insaturi, carboidrati semplici e proteine animali (Sears 2005; Appleton 2004; Meggs 2004).
L’American Dietetic Association (ADA) sconsiglia questo tipo di alimentazione che favorisce il cancro, le malattie cardiovascolari, l’infarto cerebrale e altre patologie autoimmuni (ADA 2007).

Sensibilità ed allergie alimentari che contribuiscono all’infiammazione
Le allergie alimentari più comuni riguardano il glutine del grano, le noci o i frutti di mare.
Le intolleranze alimentari possono produrre reazioni infiammatorie a certi alimenti; ad esempio, i prodotti a base di latticini, mais, soia, grano, zucchero e noci (Meggs 2004).

Altri allergeni. Oltre al cibo ci sono altri allergeni come prodotti chimici, polvere, muffe e pollini che possono far rilasciare neurotrasmettitori chimici chiamati istamine dal sistema immunitario che innescano un processo infiammatorio nei vasi sanguigni.
La reazione allergica può essere lieve (ad esempio, prurito, naso che cola) oppure più grave (ad es., aumento della pressione sanguigna, gonfiore, mancanza di respiro). Gli inquinanti ambientali, il rumore e i prodotti per la pulizia possono aumentare l’infiammazione (Meggs 2004; Appleton 2004).

Insonnia. La mancanza di sonno è associata all’infiammazione.
Il sonno è il periodo in cui il corpo recupera sia mentalmente che fisicamente.
Ecco perché gli esperti raccomandano 7-9 ore di sonno ogni notte per funzionare in modo ottimale.
Gli studi indicano che questo periodo di tempo è fondamentale per l’equilibrio biochimico di sostanze come l’ormone della crescita e il cortisolo (Dement 2000).

L’eccesso di peso. Gli squilibri biochimici sono legati anche all’infiammazione causata dall’eccesso di grasso intra-addominale. Oltre un certo livello, il grasso intra-addominale in eccesso produce delle sostanze che causano l’infiammazione.

Età avanzata. Un altro fattore è l’anzianità. Con l’età, i livelli di interleuchina aumentano molto, essi svolgono un ruolo nello sviluppo di molte malattie dell’invecchiamento, tra cui le patologie cardiache, l’osteoporosi, il morbo di Alzheimer e altre malattie cognitive (Meggs 2004).


 

Fattori di stress fisici e mentali

Va notato che il sistema immunitario è ben progettato per gestire tali fattori di stress fisici come i microbi, le distorsioni di caviglia, la febbre da fieno, ecc.
Quello che non è chiaro, tuttavia, è come il sistema immunitario reagisce all’accumulo di altri fattori di stress fisici, la cattiva alimentazione, la mancanza di sonno, le allergie o intolleranze, il disallineamento posturale e articolare e i corpi estranei.
Inoltre, gli scienziati del comportamento hanno esaminato l’effetto dei fattori di stress mentale ed emotivo sulla salute fisiologica per circa 80 anni.

Una ricerca importante ha indicato che i fattori di stress mentale sono come una sfida all’omeostasi come l’influenza o le lesioni muscolari (Linden 2004).
Il corpo risponde allo stress fisico, emotivo e mentale attraverso il rilascio di ormoni, come l’epinefrina e la norepinefrina, che preparano il corpo a diverse azioni.

 

Leggi anche: Il trattamento dell’infiammazione