Anatomia del ginocchio

L’anatomia dell’articolazione del ginocchio è la più complessa dell’organismo sia dal punto di vista anatomico che funzionale perché dev’essere stabile e al tempo stesso permettere una buona mobilità.

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Test cassetto anteriore o lachman al ginocchio

Le ossa e le articolazioni

Formata da tre ossa: femore, tibia e rotula, sarebbe più corretto suddividerla in due articolazioni:

  • Femoro-rotulea (tra l’area posteriore della rotula e la faccia anteriore distale del Femore);
  • Femoro-tibiale (tra l’epifisi distale del Femore e l’epifisi prossimale della Tibia).
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Arto Inferiore visto posteriormente
© Sebastian Kaulitzki – Fotolia.com

L’Epifisi distale del femore è formata da due condili di forma ovale e asimmetrici, posteriormente sono separati da una fossa intercondiloidea ben visibile.
Davanti, i condili sono uniti tra loro da quest’area che è una superifice articolare unica.
Ai lati dei condili ci sono due sporgenze ossee, gli epicondili, chiamati così perché si trovano sopra ai condili.
I condili sono le superfici articolari del femore, mentre gli epicondili non lo sono.
La tibia ha come caratteristica una testa più larga, inoltre è presente la cresta tibiale che si può trovare facilmente palpando la parte anteriore della gamba.
Nella parte superiore c’è la tuberosità tibiale che costituisce l’inserzione del legamento patellare.
La patella è localizzata nel tendine inferiore del quadricipite femorale.
Questo tendine ha una parte superiore, ed una inferiore denominata legamento rotuleo che va ad inserirsi nella tuberosità tibiale.
La rotula ha la forma di una castagna, l’area esterna è rugosa con solchi verticali, mentre la faccia interna è liscia e rivestita da cartilagine articolare.
La rotula è compresa nella capsula articolare.
Il femore e la tibia formano un “ginglimo”, cioè un’articolazione in cui l’unico movimento permesso è la flesso-estensione sul piano sagittale. Con il ginocchio piegato è possibile anche il movimento di rotazione perchè la superficie articolare tibiale non è esattamente complementare a quella del femore e non ha una concavità accentuata che bloccherebbe alcuni movimenti.
Le superfici articolari del femore sono i condili femorali, hanno una forma convessa.
La tibia si articola mediante la parte superiore dell’osso con due condili; quello interno è concavo, quello esterno è convesso.
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I menischi

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Menischi visti dall’alto

I menischi sono come due cuscinetti di fibro-cartilagine con forma simile a una “C” inseriti tra le due ossa.
Lo spessore di queste due strutture è maggiore all’esterno rispetto alla parte mediale.
Il menisco esterno ha una forma circolare quasi chiusa e aderisce alla capsula articolare per quasi tutta la lunghezza ad eccezione di una piccola area in cui scorre il tendine del muscolo popliteo, i Corni hanno circa lo stesso volume.
l menisco mediale aderisce alla capsula per tutta la lunghezza ed ha i corni diversi tra loro, quello anteriore è più stretto e basso rispetto a quello posteriore.
Le funzioni dei menischi sono:

  • Assorbire gli urti.
  • Trasmettere il peso corporeo su tutta l’area dei piatti tibiali; se non ci fossero il peso graverebbe su un area di minor ampiezza con la conseguente maggior usura del ginocchio.
  • Diffondere il liquido sinoviale in modo da rendere più fluido il movimento perchè diminuisce l’attrito.
  • Migliorare la congruenza articolare tra Tibia e Femore.
  • Limitare la rotazione.

Il menisco esterno conferisce mobilità al ginocchio, mentre quello interno rende più stabile l’articolazione.
In flessione, il menisco esterno è tirato posteriormente dal muscolo popliteo, mentre quello interno si sposta in misura minore, per l’azione del muscolo semimembranoso.
Nel movimento di estensione, i menischi rientrano nella loro sede anatomica spostati dai legamenti che li unisconoalla rotula.
La rotula è un osso sesamoide compreso tra il tendine femorale e quello rotuleo, serve per:

  • Centralizzare le forze esercitate sull’articolazione,
  • Proteggere il ginocchio
  • Agevolare l’estensione della gamba.

Tutte le superfici articolari di queste ossa sono rivestite da tessuto cartilagineo liscio che serve per ridurre l’attrito durante il movimento e rendere fluido e indolore lo scorrimento delle ossa.
Durante il movimento, una parte della cartilagine è compressa e il liquido sinoviale di cui è rivestita è spinto verso la capsula, invece quando l’articolazione non è più sotto carico o la persona si ferma, il tessuto cartilagineo riassorbe la sinovia comportandosi come una spugna.
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I Legamenti

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Ginocchio vista frontale con il tendine rotuleo trasparente.
© axel kock – Fotolia.com

Il ginocchio ha dei robusti legamenti che sono fondamentali per la biomeccanica e la fisiologia.
I legamenti Crociati svolgono l’azione di “Pivot Centrale”, ossia di perno sul quale si muove l’articolazione.
Il legamento Crociato Anteriore (LCA) a livello della tibia si inserisce anteriormente alla spina tibiale e termina sulla faccia mediale del condilo esterno.
Il LCA non è molto vascolarizzato ed è definito fragile perché è soggetto a lesione più frequentemente del LCP.
Ha un ruolo fondamentale nel mantenere la stabilità dell’articolazione, limita la rotazione interna e l’iperestensione, inoltre durante la flessione riduce lo spostamento in avanti della tibia rispetto ai condili femorali.
Il legamento Crociato Posteriore origina nella rientranza intercondiloidea tibiale e si inserisce sul condilo mediale del femore nella parte interna, è ben irrorato ed è molto più robusto del LCA.
Il LCP è fondamentale nel controllo della rotazione e durante l’estensione riduce lo spostamento posteriore della tibia rispetto ai condili femorali.
I legamenti crociati sono a forma di “X”, incrociati su tutte le tre dimensioni dello spazio.

Esternamente al ginocchio ci sono due legamenti: Collaterale Laterale (LCL) e Collaterale Mediale (LCM).
Il primo origna dall’epicondilo laterale del femore e si inserisce nella parte esterna della testa fibulare, ha una forma simile a una corda.
Il LCL è diviso in uno strato profondo e uno superficiale e non si unisce alla capsula o al menisco.
Il legamento collaterale mediale, origina dalla faccia esterna del condilo mediale e si inserisce sull’area interna della tibia.
Il LCM è più sottile del LCL ed ha la forma di una striscia elastica. Si trova all’interno della capsula ed è collegato al menisco mediale, è più lungo del collaterale laterale.
I collaterali sono importanti perché bloccano i movimenti di inclinazione laterale della tibia sul ginocchio. Le estremità dei due legamenti raggiungono la massima tensione a ginocchio esteso, mentre durante la flessione si allentano.
Nella parte anteriore del ginocchio è situato il legamento trasverso del ginocchio che collega i menischi tra loro e il menisco mediale con l’area intercondiloidea.

Ai lati della rotula si trovano i legamenti alari, nella parte laterale c’è il legamento alare esterno, nella parte mediale è situato quello interno, il loro compito è di impedire un eccessivo spostamento laterale della patella.
Nella parte posteriore del ginocchio il legamento menisco-femorale posteriore collega queste due strutture ed ha un orientamento obliquo.
A livello della rotula ci sono prolungamenti fibrosi che originano dai muscoli vasto mediale e laterale e si inseriscono sul bordo esterno della patella. Tale tessuto prosegue fino al Collaterale Laterale e al condilo della tibia nello stesso lato del ginocchio.
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La Capsula e la membrana sinoviale

La capsula fibrosa è un contenitore tipo un manicotto che circonda l’articolazione  del ginocchio; origina sulla parte posteriore del femore più in alto rispetto alla cartilagine articolare. Anteriormente si connette ai lati della rotula e inferiormente si inserisce sulla superficie articolare tibiale.
La capsula è più spessa in certi tratti dove si collega ai legamenti del ginocchio. Sulla parte anteriore del ginocchio, la capsula aumenta di spessore e forma il legamento rotuleo che collega la patella alla tibia.
La membrana sinoviale è a contatto con la superficie interna della capsula ed è composta da tessuto connettivo fibroso, è molto utile perchè produce la sinovia o liquido sinoviale che nutre la cartilagine e lubrifica l’articolazione in modo da diminuire l’attrito durante il movimento.
Nell’articolazione del ginocchio, profondamente ai tendini, ci sono numerose borse sinoviali, cioè sacche di liquido sinoviale tra ossa e cute o tra legamenti e tra muscoli.
La più estesa si trova sulla faccia anteriore del ginocchio, tra la cute e la rotula, è la borsa sinoviale pre-rotulea, fra il tendine quadricipitale e il femore è situata la borsa rotulea e tra il legamento patellare e la tibia c’è la borsa infra-rotulea.
Questa struttura ha il compito di permettere lo scorrimento tra i muscoli e i tendini mantenendo “oliato” il meccanismo e diminuendo l’attrito tra i tessuti.
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PAPI e PAPE

I punti d’angolo posteriore interno (PAPE) ed esterno (PAPI) sono delle strutture formate da legamenti, tendini e capsula articolare ed hanno un azione congiunta con i legamenti crociati per stabilizzare il ginocchio in senso antero-posteriore e durante la rotazione, inoltre evitano la sublussazione della tibia durante la flessione o l’estensione.
Il PAPE è situato posteriormente rispetto al Collaterale Laterale.
Il punto d’angolo postero-esterno è reso dinamico dal Muscolo Popliteo, il quale ha un tendine che si divide in 3 fasci, il primo si inserisce sull’epicondilo laterale del femore, il secondo termina sulla testa del perone (legamento popliteo arcuato) e il terzo si collega al menisco esterno, questa struttura comprende anche il tendine del Bicipite Femorale.
Questa tripla inserzione del tendine permette di esercitare una forza sul menisco durante la flessione e la rotazione interna, inoltre agisce come stabilizzatore. tra femore e tibia.
In caso di lesione del Legamento Crociato Posteriore, nella maggior parte dei casi anche il PAPE si lede.
Il PAPI si trova sulla faccia mediale dell’articolazione del ginocchio, internamente al Legamento Collaterale Mediale, è formato dalla parte postero-mediale della capsula, dal tendine del muscolo Semimembranoso, dal legamento posteriore obliquo e comprende anche il menisco mediale.
Il Punto d’Angolo Postero-Interno serve a stabilizzare la parte mediale dell’articolazione; agisce congiuntamente al LCA.


La Zampa d’Oca.

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La zampa d’oca si trova medialmente al ginocchio.
steve estvanik – Fotolia.com

Tra i muscoli della loggia posteriore e mediale della coscia, ce ne sono tre che hanno un tendine comune denominato “Zampa d’Oca” che si inserisce sulla faccia interna dell’epifisi prossimale della tibia.
Questi muscoli sono il sartorio, il semitendinoso e il gracile.
Questo grosso tendine agisce insieme al collaterale mediale nella stabilizzazione del ginocchio ed impedisce un’eccessiva rotazione esterna.

Il corpo di Hoffa.

Il Corpo di Hoffa è pannicolo adiposo al di sotto del Legamento Rotuleo e ha una doppia funzione, di attutire gli urti e di facilitare lo scorrimento riducendo l’attrito.


I Muscoli del Ginocchio

Muscolo Tensore della Fascia Lata

Arto inferiore vista laterale.

Arto inferiore vista laterale
© Andreas Meyer – Fotolia.com

È un muscolo lungo e stretto che si trova nella porzione esterna della Coscia.
Origina dalla SIAS (Spina Iliaca Antero Superiore) e si inserisce sul condilo esterno della Tibia, è biarticolare perché attraversa e controlla due articolazioni: l’Anca e il Ginocchio.
Il tendine che si inserisce sulla tibia è molto lungo, inizia subito sotto la linea pettinea e la tuberosità glutea e si unisce alla fascia femorale o lata costituendo la benderella o tratto ileo-tibiale.
L’azione del Tensore della Fascia Lata è l’abduzione della coscia, aiuta anche nel movimento di estensione della gamba sulla coscia.

Muscolo Sartorio

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Arto inferiore vista mediale.
steve estvanik – Fotolia.com

È il muscolo più lungo che abbiamo, stretto e nastriforme ha un andamento a “S” e decorre superficialmente al quadricipite.
Origina dalla SIAS (spina iliaca antero superiore) e si inserisce sulla faccia mediale della Tuberosità Tibiale unendosi ai tendini del Gracile e del Semitendinoso che insieme formano una struttura tendinea denominata “Zampa d’Oca”.
Il sartorio è un muscolo che permette di assumere la posizione tipica del sarto con le gambe accavallate, da qui il suo nome; infatti flette, extraruota e abduce la coscia oltre a flettere e ruotare internamente la gamba.

Muscolo Quadricipite Femorale

È il più importante estensore del Ginocchio ed è un muscolo fondamentale per la deambulazione.
Si trova sulla loggia anteriore della coscia, è un muscolo formato da quattro capi:

  • Vasto Laterale
  • Vasto Intermedio
  • Vasto Mediale
  • Retto Femorale.

Il Retto Femorale è biarticolare ed origina dalla SIAI (Spina Iliaca Antero Inferiore) e dal tratto superiore della circonferenza dell’acetabolo, il Vasto Laterale origina dalla parte laterale del Grande Trocantere e dalla Linea Aspra, il Vasto Intermedio origna dalla faccia Antero-Laterale della diafisi Femorale e il vasto mediale origina dalla zona mediale della Linea Aspra.
Questi quattro muscoli procedono verso la Rotula formando un tendine comune detto Tendine Quadricipitale che si inserisce sulla Patella, alcuni fasci continuano anteriormente ad essa per terminare sulla Tuberosità Tibiale.
Il quadricipite ricopre tutta la parte anteriore del Femore, oltre ad estendere la gamba, con il retto femorale contribuisce alla flessione della coscia.
Ai lati della Rotula il Tendine del Quadricipite è irrobustito da due retinacoli, vale a dire fasci di connettivo fibroso che collegano la rotula ai Condili tibiali.
Il muscolo quadricipite a destra dovrebbe essere uguale a quello di sinistra o quasi, mentre le braccia hanno una differenza più accentuata.
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Gli Ischio-Crurali

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Arto inferiore vista frontale.
© Andreas Meyer – Fotolia.com

Sono tre muscoli della loggia posteriore della coscia: il Bicipite Femorale, il Semimembranoso e il Semitendinoso, sono tutti biarticolari, hanno in comune l’origine ischiatica, l’azione di flessione della gamba sulla coscia e l’estensione dell’anca.
Essi hanno un ruolo importantissimo nella cinematica del ginocchio perché con la loro azione proteggono il Legamento Crociato Anteriore dalle lesioni.

Il Bicipite Femorale

Dal nome si capisce che questo muscolo ha due capi, il lungo che origina dalla Tuberosità Ischiatica insieme al muscolo Semimembranoso e il breve che origina nella metà distale della Linea Aspra e dal Setto Intermuscolare Laterale.
Dopo aver percorso la parte posteriore e laterale si inserisce sulla testa del Perone e sul condilo laterale della tibia.
L’Azione del Bicipite Femorale è di flettere la gamba sulla coscia ruotandola esternamente, è l’unico muscolo che agisce da extrarotatore del ginocchio, inoltre estende la coscia.

Il Semitendinoso

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Arto inferiore vista posteriore.
© Patrick Hermans – Fotolia.com

Origina dalla tuberosità Ischiatica, ma rispetto agli altri Ischio-Crurali si trova in posizione superiore ed esterna.
Fa parte della parte posteriore e mediale della coscia e si inserisce sulla faccia mediale del Condilo Mediale della Tibia.
L’azione del Semitendinoso è di flettere e ruotare internamente la gamba sulla coscia, inoltre estende la coscia.

Il Semimembranoso

Origina dalla tuberosità Ischiatica insieme al Bicipite Femorale, è situato nella parte posteriore e mediale della Coscia, distalmente il tendine si separare in tre fasci: il ramo “discendente” termina sulla faccia posteriore del condilo mediale Tibiale, il ramo “ricorrente” prosegue verso il Condilo Laterale Femorale costituendo il Legamento Popliteo Obliquo, e il ramo “anteriore” o riflesso che si inserisce sulla faccia anteriore del Condilo interno della Tibia.
L’azione del Semimembranoso è la flessione e rotazione interna della gamba sulla coscia e l’estensione della coscia.

Il Gracile

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Arto inferiore vista mediale.
steve estvanik – Fotolia.com

Come dice il nome, questo muscolo è piccolo ed è nastriforme, si trova sulla zona mediale della coscia.
Origina dalla zona anteriore della Branca Ischio-Pubica e si inserisce sulla faccia mediale e anteriore del condilo della Tibia insieme al muscolo Sartorio e al Semitendinoso formando la Zampa d’Oca.
Il Gracile adduce la coscia, flette e ruota internamente la gamba sulla coscia.

Il muscolo Popliteo

È un muscolo profondo che si trova nella loggia posteriore della gamba, è largo e sottile.
Origina dalla zona esterna del condilo femorale laterale e si inserisce sul lato superiore della Linea Obliqua e sulla zona posteriore della Tibia.
Il Muscolo Popliteo flette e ruota medialmente la gamba.

Il Gastrocnemio

È composto da due capi muscolari simmetrici, uno mediale che origina dal condilo Femorale interno e dalla porzione interna della Capsula ed uno laterale che origina dal Condilo Femorale esterno e dalla porzione esterna della Capsula, è un muscolo biarticolare.
Si inserisce con il robusto tendine Calcaneare o d’Achille sulla zona postero-superiore del Calcagno.
L’azione del Gastrocnemio è la Flessione Plantare del piede e la rotazione interna, inoltre concorre alla flessione della gamba sulla coscia.

 

Dr. Massimo Defilippo Fisioterapista Tel 0522/260654 Defilippo.massimo@gmail.com P. IVA 02360680355

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