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Idrochinesiterapia
Il termine idrochinesiterapia significa terapia del movimento eseguita in acqua.
Le proprietà fisiche dell'acqua Gli effetti fisiologici dell'immersione di un corpo in acqua. Indicazioni e controindicazioni Vantaggi e svantaggi della riabilitazione in acqua Come impostare un trattamento in acqua Perchè è meglio l'acqua termale? I meccanismi d'azione delle acque termali
L’uso dell'acqua a fine terapeutico costituisce uno dei più antichi procedimenti curativi di cui l'umanità dispone. La Grecia può essere considerata la patria delle pratiche acquatiche: Ippocrate (460-377 A.C.), considerato il padre della medicina moderna, consigliava l’utilizzo di bagni in acqua fredda associati all’esercizio fisico, per la cura delle contratture muscolari e dei dolori articolari avente carattere infiammatorio (come ad esempio la gotta) e raccomandava l’utilizzo dei bagni in acqua di mare per combattere le eruzioni cutanee. Nascono proprio in Grecia i primi stabilimenti termali come dimostrano i resti archeologici di Olimpia ove ha sede un ambiente caratterizzato dalla presenza di ben undici vasche quadrangolari, una piscina scoperta ed un bagno di vapori. Anche nella cultura romana l’acqua era vista come dono dalle virtù prodigiose. Dagli scritti di Cicerone, Cesare Augusto, Orazio, Plinio il Vecchio e soprattutto Aulo Cornelio Celso e Galeno si evince come le pratiche acquatiche, spesso imparate dai medici greci, siano diventate importanti presso i romani che diedero loro un forte sviluppo attraverso la diffusione in tutte le loro città delle terme.
Nel XX° secolo lo sviluppo della cinesiterapia evidenzia l’interesse per le proprietà fisiche dell’acqua per trattare le affezioni dell’apparato locomotore ed in particolare, in quest’epoca, i postumi della poliomielite Tuttavia soltanto negli ultimi anni l’idrochinesiterapia ha assunto una sua precisa identità ed è stata oggetto di studi scientifici e di valutazione critica al fine di definire precise indicazioni cliniche e protocolli da seguire nelle singole patologie.
Le proprietà fisiche dell'acqua
L’idrochinesiterapia utilizza le caratteristiche fisiche dell’acqua per favorire la riabilitazione, soprattutto in certi casi come il post-intervento per il trapianto di Legamento Crociato Anteriore del ginocchio.
Acqua nel lago.
Il principio di Archimede recita che ogni corpo immerso totalmente o parzialmente in un liquido riceve una spinta verticale diretta dal basso verso l’alto pari al peso del volume del liquido spostato secondo la formula : F = V x D (F: forza di Archimede; V: volume di liquido spostato; d: densità del liquido).
Questa spinta, detta spinta di galleggiamento, agisce nella direzione contraria alla forza di gravità e fa sì che un corpo, immerso, diventi più leggero. È importante ricordare che la forza di gravità agisce verso il basso ed è proporzionale al peso del corpo, mentre la spinta di galleggiamento è proporzionale al volume del corpo. Questo spiega perchè, ad esempio, una palla di metallo che pesa 100 kg affonderà, mentre una persona di uguale peso galleggerà.
Altra importante caratteristica che bisogna tenere presente durante l’esercizio in acqua è la pressione idrostatica ossia la pressione esercitata sugli oggetti immersi in acqua. La legge di Pascal indica che la pressione esercitata da un fluido su un oggetto immerso è uguale su tutte le superfici dell’oggetto stesso. Tale pressione è direttamente proporzionale al peso specifico del liquido ed alla profondità di immersione. Per peso specifico si intende il rapporto del peso di un determinato volume di una sostanza rispetto al peso dello stesso volume di acqua. Il peso specifico dell’acqua è usato come riferimento ed è uguale ad 1. Ogni oggetto con un peso specifico maggiore di uno andrà a fondo, mentre con un peso specifico minore di uno galleggerà. Il peso specifico del corpo umano oscilla fra 0.95 e 0.97; questo lo rende quasi galleggiante e facilita l’esecuzione di esercizi in acqua. La pressione idrostatica esercita anche una vera e propria “pressoterapia”: porta ad una vasocostrizione superficiale dei vasi che conduce ad un implemento del ritorno venoso e linfatico facilitando il riassorbimento di eventuali edemi e versamenti articolari. Questa, inoltre, effettua un micromassaggio a livello dei tessuti superficiali del corpo.
Altre proprietà che si devono tenere in considerazione sono: la coesione, l’adesione, la viscosità, la resistenza e la temperatura.
La viscosità, d’altro canto, è la proprietà posseduta da un liquido o da un gas, di resistere ad una modificazione di forma è può essere considerata come misura della frizione interna fra le molecole. L’acqua esercita una resistenza al movimento perché le sue molecole tendono ad aderire alla superficie del corpo che si muove attraverso di essa. La viscosità dell’acqua diminuisce quando la temperatura aumenta, perché le molecole si distanziano fra loro. Con un’elevata viscosità, lo scorrimento di un liquido è lento e la resistenza al movimento attraverso di esso è elevata. La resistenza dell’acqua fornisce un valido mezzo di potenziamento, la viscosità esercita una resistenza su tutti i piani di movimento . La resistenza dell'acqua in piscina rallenta l’esecuzione degli esercizi e serve per migliorare la forza e la resistenza aerobica del paziente che li deve compiere. L’acqua, pertanto, oppone una resistenza (R) allo spostamento di un corpo immerso secondo la formula: R = K x S x senα x V² (K: costante dipendente dalle caratteristiche di densità e viscosità del liquido; S: superficie frontale di spostamento; α: determinato dalla superficie frontale di spostamento con la direzione del movimento, se α = 90° il senα = 1 e la resistenza è massima, se α < 90° la resistenza è inferiore; V: differenza algebrica fra la velocità di spostamento del corpo e la velocità del liquido che lo circonda).
La resistenza frontale si incontra quando ci si muove orizzontalmente nell’acqua (per es. deambulare in piscina): maggiore è la superficie corporea, a contatto con l’acqua, maggiore è la resistenza che essa incontra. La resistenza frontale incontrata è la risultante:
Durante il movimento diretto in acqua la resistenza incontrata da un corpo che si muove, è direttamente proporzionale alla superficie del corpo in movimento ed alla velocità. Più grande è la superficie, maggiore è la resistenza generata durante il movimento; più rapidamente un corpo si muove nell’acqua, maggiore è la resistenza. È chiaro quindi che la persona che fa esercizio fisico in acqua, controllando la velocità del movimento può controllare il grado di resistenza e quindi il livello di lavoro.
La temperatura rappresenta un parametro di importante valutazione dal momento che esercita un effetto sul corpo e quindi sulle prestazioni in ambiente acquatico: essa deve essere mantenuta ad un grado di indifferenza. Per temperatura indifferente si intende la temperatura ambientale alla quale l’organismo a riposo mantiene la sua temperatura centrale senza mettere in atto i meccanismi di termoregolazione. Essa è di circa 26 °C nell’aria e di 31 °C nell’acqua, nella quale gli scambi termici sono più rapidi. La temperatura centrale comincia ad abbassarsi quando la temperatura dell’acqua scende al di sotto dei 26 °C mentre si innalza quando sale al di sopra dei 35 °C.
La termoregolazione entra in gioco ogni qual volta che sussiste una discrepanza tra la temperatura corporea e quella esterna. La regolazione della temperatura durante l’esercizio fisico in immersione differisce rispetto all’esercizio fisico sulla terra ferma a causa delle alterazioni nella conduzione della temperatura e della diversa capacità del corpo di dissipare calore. In acqua la superficie cutanea esposta all’aria è minore, dunque diminuisce la capacità di dissipare calore attraverso i normali meccanismi di sudorazione, rimane solo il meccanismo permesso dalla respirazione. La conducibilità termica dell’acqua è almeno 20 volte maggiore rispetto a quella dell’aria, in altre parole l’acqua sottrae ad un soggetto una quantità di calore almeno 20 volte superiore di quanto possa fare l’aria e la conduzione di calore dipende dal differenza di temperatura tra la cute e l'acqua. La conservazione del calore in acqua dipende sostanzialmente dallo spessore del tessuto adiposo sottocutaneo e dal livello di perfusione dei muscoli. La temperatura corporea di un paziente in movimento nell’acqua diminuirà più velocemente rispetto a quella di un paziente a riposo, pertanto, un ruolo determinante viene svolto dall’attività effettuata, dalle sue caratteristiche di intensità e tipologia. Tenendo conto di tutti questi elementi la temperatura ideale per ottenere una condizione possibilmente vicina alla neutralità termica e, per di più, sostenibile per la durata di una seduta terapeutica (circa 45 minuti) dovrebbe oscillare tra i 26 e i 35 °C. Ovviamente La compromissione funzionale che caratterizza un dato paziente ed i traguardi che l’intervento si prefigge, determineranno la scelta della temperatura dell’acqua. In generale si utilizzano temperature più basse per un esercizio fisico di elevata intensità; temperature più elevate sono riservate ad esercizi di mobilità e flessibilità e per il rilassamento muscolare (effetto miorilassante con proprietà antalgiche). Personalmente credo che nella prima parte della seduta sia importante tenere una temperatura più alta, intorno ai 35° per migliorare la flessibilità e l'escursione articolare nel post-operatorio. Successivamente è necessario lavorare per il recupero della forza e della resistenza in una vasca con una temperatura più bassa, intorno ai 31/32° dove fare gli esercizi più intensi.
Gli effetti fisiologici dell'immersione di un corpo in acqua.
Nella vasca calda, a livello cardio-vascolare si registra un aumento della circolazione di ritorno, della pressione ventricolare destra, della frequenza e gittata cardiaca in modo tale che anche prima che un atleta inizi ad allenarsi il suo cuore pompi sangue più ossigenato. Questi effetti perdurano anche dopo l’immersione come in un “allenamento allo sforzo”.
A livello renale viene ridotta la produzione di Adh (ormone antidiuretico) e di aldosterone con inevitabile aumento del gradiente di sodio e potassio. Questa modifica ormonale interna favorisce la diuresi contribuendo all’abbassamento pressorio ed all’eliminazione più efficace ed efficiente dei cataboliti, tutti effetti che persistono dopo l’immersione.
A livello respiratorio, per effetto della pressione idrostatica, si ha un aumento della frequenza respiratoria ed una riduzione del volume di riserva espiratoria. Infatti la pressione idrostatica aumentando la pressione intraddominale determina una risalita del muscolo diaframma con conseguente incremento del lavoro respiratorio.
Gli effetti dell’immersione sul sistema nervoso centrale e periferico sono molto importanti. La stimolazione sensoriale viene notevolmente arricchita e ciò determina un miglioramento della percezione della posizione del corpo. Da non trascurare l’effetto analgesico, antalgico e rilassante, importante soprattutto per i dolori cronici, con temperature comprese tra i 33 e i 35 °C.
Indicazioni e controindicazioni
Indicazioni
Nell'ambito neurologico si può utilizzare in:
Nell'ambito traumatologico può servire nella rieducazione del paziente politraumatizzato.
Controindicazioni
Le controindicazioni al trattamento non hanno spesso un carattere coercitivo; infatti ci sono alcuni stati patologici in cui il medico consiglia al paziente di non praticare questa metodica terapeutica fino a quando non si verifichi la guarigione degli stessi. In particolare si sconsiglia l'idrochinesiterapia se il paziente presenta
I divieti assoluti, invece, sono rappresentati da:
Vantaggi e svantaggi della riabilitazione in acqua
Per questo l’esercizio in acqua offre al soggetto una maggiore sicurezza; se una persona avverte dolore durante l’esecuzione di una manovra in acqua deve semplicemente interromperla e l’acqua ne sorreggerà il peso, inoltre, la lentezza dei movimenti, dovuta al muoversi in acqua, concede un tempo maggiore per il controllo del movimento stesso, per cui il soggetto può permettersi di fare molteplici errori senza gravi conseguenze. I principali vantaggi dell'idrokinesiterpia consistono nella resistenza al movimento che l'acqua esercita sul corpo umano che consente di ottenere il rafforzamento del tono muscolare, della funzionalità articolare ed un miglioramento dell’efficienza cardiovascolare del paziente. Questa resistenza può essere facilmente modulata in quanto dipende dall’area di superficie e dalla velocità del movimento compiuto in acqua; dal momento che essa è omnidirezionale garantisce un allenamento totale per cui il risultato sarà migliore e completo. L’immersione ad un’adeguata temperatura facilita il rilassamento e quindi la riabilitazione.
Nonostante i vantaggi della rieducazione in acqua vi sono alcuni svantaggi e problemi minori che meritano di essere menzionati. L'idrokinesiterapia da sola non è sufficiente, consigliamo di partecipare a due sedute in piscina a settimana e tre in palestra perché nell'acqua non c'è il ripristino dell'equilibrio e della propriocettività.
Un problema è rappresentato dalla sorveglianza delle piscine. I pazienti possono avere un abbassamento dell’attenzione con rischi di caduta nella fase di immersione in acqua e soprattutto al momento degli spostamenti fuori dalle vasche. L’immersione simultanea di più pazienti nello stesso volume d’acqua può favorire la contaminazione e la trasmissione di malattie infettive. Infatti una pulizia insufficiente dei pazienti e la circolazione di personale con le scarpe, intorno alle vasche può bastare a contaminare l’acqua; la temperatura dell’acqua, inoltre, favorisce la moltiplicazione dei germi ed una prevenzione totalmente efficace è purtroppo illusoria. Si possono osservare frequentemente infezioni cutanee (micosi, candidosi, verruche plantari), infezioni bronchiali (sinusiti ed otiti batteriche o virali), congiuntiviti. Per la prevenzione di tali complicanze devono essere osservate alcune regole ben precise: docce da effettuarsi prima e dopo il bagno per eliminare i germi depositati sulla pelle; le vasche e le strutture adiacenti devono essere lavate e disinfettate frequentemente; l’acqua delle vasche deve essere filtrata e disinfettata. Naturalmente i costi per il mantenimento di una piscina di riabilitazione sono molto elevati. Altri problemi che devono essere considerati sono: la capacità di nuotare del paziente e la timidezza che potrebbe provare nell’esporre il proprio corpo indossando il costume da bagno (soprattutto gli obesi). Alcune donne, inoltre, non partecipano con continuità al trattamento a causa del ciclo mestruale e ciò comporta un rallentamento dei loro progressi. Infine si possono avere problemi nella regolazione della temperatura dell’acqua, in quanto è molto difficile venire incontro ai desideri di tutti i pazienti.
Gli ausili e le attrezzature sono molteplici possono essere usati da soli od in sinergia, in modo semplice ed originale. Si hanno:
Come impostare un trattamento in acqua
L'idrokinesiterapia consente all’atleta il mantenimento della condizione fisica e di intraprendere la riabilitazione specifica per la sua disciplina sportiva.
Prima di iniziare un trattamento in acqua, si deve effettuare una valutazione del paziente per verificare la capacità di muoversi in acqua e di nuotare e soprattutto la sua disponibilità nell’affrontare il trattamento.
Le attività aerobiche dovrebbero essere iniziate il prima possibile per mantenere o riacquistare la condizione cardiovascolare, ma senza sovraccaricare i tessuti lesi per non aumentare il danno. L’allenamento in acqua è quindi un complemento importante agli esercizi a terra.
Le prime, sfruttando il principio di Archimede, permettono di anticipare una rieducazione alla stazione eretta e al carico, rispetto a quanto sarebbe possibile in palestra, in tutti quei casi in cui per esiti di traumi o interventi a carico degli arti inferiori, sia necessario ridurre il peso di appoggio.
Le tecniche di mobilizzazione sono essenzialmente degli esercizi di chinesiterapia attiva che si avvalgono dell’ausilio della spinta idrostatica e della resistenza su qualsiasi movimento, oltre al benefico effetto della temperatura dell’acqua.
Gli esercizi svolti in piscina possono essere statici di tipo isometrico, per i quali l’atleta deve trovare il suo equilibrio contrastando i movimento dell’acqua, ma soprattutto dinamici di tipo isotonico svolti con contrazioni eccentriche o concentriche.
La corsa in acqua profonda è ottima per atleti infortunati perché essa rientra nella maggior parte delle discipline sportive.
Gli esercizi eseguiti in acqua profonda si eseguono finché non è permesso un carico completo sulle articolazioni da trattare. Quando infatti questo potrà essere concesso, si inizierà l’allenamento al passo in acqua progressivamente meno profonda così da avvicinarsi gradualmente all'ambiente della vita quotidiana. Alla fine ci si concentra negli esercizi a catena cinetica chiusa e gli esercizi a caratterizzanti che preparano l’atleta per il ritorno all’attività agonistica.
Per la rieducazione post-intervento ricorstruzione in artroscopia del Legamento Crociato Anteriore si inizia l'attività in piscina dopo circa 20/25gg, dopo aver tolto i punti.
Queste attività di wellness aiutano a dimagrire, in particolare quei pazienti che dopo aver subito un intervento mantengono uno stile di vita più sedentario e tendono a ingrassare.
Esercizi in carico parziale:
Esercizi propedeutici al carico completo
Perchè è meglio l'acqua termale?
Per uno sportivo operato al Legamento Crociato Anteriore non è sufficiente lavorare solo 30 minuti per ogni seduta, per avere risultati tangibili ne servono almeno 60 suddivisi tra le diverse vasche, questo servizio può essere offerto solo da un impianto termale attrezzato.
I meccanismi d'azione delle acque termali:
AZIONE:
stimolazione del sistema endocrino, azione antidolorifica
INDICAZIONI: osteoartrosi,
osteoporosi postumi di traumatismi,
TRATTAMENTO: bagno inalazione
caldo-umida,nebulizzazione,
AZIONE: stimolazione del vago,
apporto di zolfo alla cartilagine, INDICAZIONI: reumatismo cronico primitivo o secondario,dermatosi professionali o allergiche, patologia cronica dell’apparato respiratorio
Quali sono i benefici negli apparati corporei?
Le
articolazioni sono frequentemente sedi di processi subacuti, cronici e
dismetabolici che determinano dolore e limitazione dei movimenti.
Che cos'è?
Come funziona?
La cura prevede sedute di 20 minuti camminando a media velocità prima in una vasca e poi nell'altra seguite da una sosta sui lettini posti nella piscina o nella vasca ad idromassaggio, tenendo i piedi in alto ed eseguendo semplici esercizi. Per passare dalla prima alla seconda si devono salire e poi scendere alcuni scalini. Sui lati della vasca sono montati appositi corrimani.
Per chi soffre di problemi
di circolazione, i cicli devono essere ripetuti per una dozzina
di giorni senza interruzioni, almeno una volta all'anno. E'
evidente che l'insufficienze vascolare dovrebbe spingere chi ne
soffre a condurre uno stile di vita meno sedentario, smettere di
fumare, e seguire uno stile di vita sano senza eccessi
alimentari o alcolici.
Il ritorno venoso negli arti inferiori (che devono lavorare contro gravità, cioè spingere il sangue dal piede verso il cuore) utilizza una serie di cosiddette “pompe”: le principali sono quella “muscolare” (i muscoli della gamba ed in particolar modo del polpaccio) e la “pompa plantare” costituita dal fitto reticolo di piccole vene poste nella pianta del piede: ad ogni passo il peso esercita una pressione che spinge il sangue verso l’ alto. Camminare sui ciottoli di fiume aumenta lo schiacciamento aiutando la circolazione.
L'acqua calda determina dilatazione dei vasi sanguigni ("vasodilatazione") mentre l'acqua fresca causa un restringimento dei vasi ("vasocostrizione"). L'alternanza di vasodilatazione e vasocostrizione costituisce una vera e propria "ginnastica" per i vasi, che migliora la circolazione. Inoltre il camminare da una vasca all'altra (e il salire gli eventuali gradini) mette in moto la cosiddetta "pompa muscolare": i muscoli degli arti inferiori, contraendosi e rilasciandosi, "spremono" i vasi facilitando il ritorno venoso e riattivando così la circolazione.
Il percorso vascolare, oltre all'alternanza caldo-fresco, sfrutta diversi meccanismi di azione: massaggio fisiologico plantare del camminamento, massaggio del movimento in acqua, azione dell’idromassaggio che si realizza grazie ad appositi getti d’acqua, effetto benefico delle caratteristiche intrinseche dell’acqua termale.
Il camminare all’ interno delle vasche con le gambe immerse fino al bacino tonifica la muscolatura delle stesse mentre gli idrogetti a pressione differenziata svolgono un’ azione di drenaggio.
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Ambulatorio Privato di Fisioterapia Dr. Massimo Defilippo Fisioterapista Tel 0522/260654 Defilippo.massimo@gmail.com Via Roma 18, 42048 Rubiera (RE) Aut. Sanit. n° 3138 del 16/02/2009 Dir. San Dr. Defilippo Giovanni Medico Chirurgo http://www.fisioterapiarubiera.com P. IVA 02360680355
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