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Idrochinesiterapia

 

 

 

Il termine idrochinesiterapia significa terapia del movimento eseguita in acqua.

 

                         La storia

                         Le proprietà fisiche dell'acqua

                        Gli effetti fisiologici dell'immersione di un corpo in acqua.

                        Indicazioni e controindicazioni

                        Vantaggi e svantaggi della riabilitazione in acqua

                        Attrezzature ed ausili

                        Come impostare un trattamento in acqua

                              Perchè è meglio l'acqua termale?

                        I meccanismi d'azione delle acque termali

                        Il percorso vascolare

 

 

La storia

 

L’uso dell'acqua a fine terapeutico costituisce uno dei più antichi procedimenti curativi di cui l'umanità dispone.

La Grecia può essere considerata la patria delle pratiche acquatiche: Ippocrate (460-377 A.C.), considerato il padre della medicina moderna, consigliava l’utilizzo di bagni in acqua fredda associati all’esercizio fisico, per la cura delle contratture muscolari e dei dolori articolari avente carattere infiammatorio (come ad esempio la gotta) e raccomandava l’utilizzo dei bagni in acqua di mare per combattere le eruzioni cutanee.

Nascono proprio in Grecia i primi stabilimenti termali come dimostrano i resti  archeologici di Olimpia ove ha sede un ambiente caratterizzato dalla presenza di ben undici vasche quadrangolari, una piscina scoperta ed un bagno di vapori.

Anche nella cultura romana l’acqua era vista  come dono dalle virtù prodigiose. Dagli scritti di Cicerone, Cesare Augusto, Orazio, Plinio il Vecchio e soprattutto Aulo Cornelio Celso e Galeno si evince come le pratiche acquatiche, spesso imparate dai medici greci, siano diventate importanti presso i romani che diedero loro un forte sviluppo attraverso la diffusione in tutte le loro città delle terme.

 

Nel XX° secolo lo sviluppo della cinesiterapia evidenzia l’interesse per le proprietà fisiche dell’acqua per trattare le affezioni dell’apparato locomotore ed in particolare, in quest’epoca, i postumi della poliomielite

Tuttavia soltanto negli ultimi anni l’idrochinesiterapia ha assunto una sua precisa identità ed è stata oggetto di studi scientifici e di valutazione critica al fine di definire precise indicazioni cliniche e protocolli da seguire nelle singole patologie.

 

 

Le proprietà fisiche dell'acqua

 

L’idrochinesiterapia utilizza le caratteristiche fisiche dell’acqua per favorire la riabilitazione, soprattutto in certi casi come il post-intervento per il trapianto di Legamento Crociato Anteriore del ginocchio.

 

Acqua nel lago.

 

Il principio di Archimede  recita che ogni corpo immerso totalmente o parzialmente in un liquido riceve una spinta verticale diretta dal basso verso l’alto pari al peso del volume del liquido spostato secondo la formula :

F = V x D

(F: forza di Archimede; V: volume di liquido spostato; d: densità del liquido).

 

Questa spinta, detta spinta di galleggiamento, agisce nella direzione contraria alla forza di gravità e fa sì che un corpo, immerso, diventi più leggero.

È importante ricordare che la forza di gravità agisce verso il basso ed è proporzionale al peso del corpo, mentre la spinta di galleggiamento è proporzionale al volume del corpo. Questo spiega perchè, ad esempio, una palla di metallo che pesa 100 kg affonderà, mentre una persona di uguale peso galleggerà.

 

Altra importante caratteristica che bisogna tenere presente durante l’esercizio in acqua è la pressione idrostatica ossia la pressione esercitata sugli oggetti immersi in acqua. La legge di Pascal indica che la pressione esercitata da un fluido su un oggetto immerso è uguale su tutte le superfici dell’oggetto stesso.

Tale pressione è direttamente proporzionale al peso specifico del liquido ed alla profondità di immersione.

Per peso specifico si intende il rapporto del peso di un determinato volume di una sostanza rispetto al peso dello stesso volume di acqua. Il peso specifico dell’acqua è usato come riferimento ed è uguale ad 1.

Ogni oggetto con un peso specifico maggiore di uno andrà a fondo, mentre con un peso specifico minore di uno galleggerà.

Il peso specifico del corpo umano oscilla fra 0.95 e 0.97; questo lo rende quasi galleggiante e facilita  l’esecuzione di esercizi in acqua.

La pressione idrostatica esercita anche una vera e propria “pressoterapia”: porta ad una vasocostrizione superficiale dei vasi che conduce ad un implemento del ritorno venoso e linfatico facilitando il riassorbimento di eventuali edemi e versamenti articolari.

Questa, inoltre, effettua un micromassaggio a livello dei tessuti superficiali del corpo.

 

Altre proprietà che si devono tenere in considerazione sono: la coesione, l’adesione, la viscosità, la resistenza e la temperatura.

 

La viscosità, d’altro canto, è la proprietà posseduta da un liquido o da un gas, di resistere ad una modificazione di forma è può essere considerata come misura della frizione interna fra le molecole.

L’acqua esercita una resistenza al movimento perché le sue molecole tendono ad aderire alla superficie del corpo che si muove attraverso di essa.

La viscosità dell’acqua diminuisce quando la temperatura aumenta, perché le molecole si distanziano fra loro. Con un’elevata viscosità, lo scorrimento di un liquido è lento e la resistenza al movimento attraverso di esso è elevata.

La resistenza dell’acqua fornisce un valido mezzo di potenziamento, la viscosità esercita una resistenza su tutti i piani di movimento .

La resistenza dell'acqua in piscina rallenta l’esecuzione degli esercizi e serve per migliorare la forza e la resistenza aerobica del paziente che li deve compiere.

L’acqua, pertanto, oppone una resistenza (R) allo spostamento di un corpo immerso secondo la formula:

R = K x S x senα x V²

(K: costante dipendente dalle caratteristiche di densità e viscosità del liquido; S: superficie frontale di spostamento; α: determinato dalla superficie frontale di spostamento con la direzione del movimento, se α = 90° il senα = 1 e la resistenza è massima, se α < 90° la resistenza è inferiore; V: differenza algebrica fra la velocità di spostamento del corpo e la velocità del liquido che lo circonda).

 

 

Questa proprietà dell’acqua permette ad un corpo che si muove lentamente di non incontrare una significativa resistenza, mentre uno spostamento molto rapido incontra una resistenza notevole.

Aumentando la superficie frontale di spostamento, invece, si aumenta il lavoro muscolare.

La resistenza opposta dall’acqua agisce sul corpo del paziente, sia sul piano verticale (tensione di superficie) che orizzontale (resistenza frontale).

Piscina di nuoto.

 

 

La resistenza frontale si incontra quando ci si muove orizzontalmente nell’acqua (per es. deambulare in piscina): maggiore è la superficie corporea, a contatto con l’acqua, maggiore è la resistenza che essa incontra. La resistenza frontale incontrata è la risultante:

  • della corrente e dei gorghi lungo i fianchi del corpo o di un arto che si muove nell’acqua;

  • della frizione sulla cute causata dalla resistenza dell’acqua sul corpo;

  • della resistenza di trascinamento, quale risultato della pressione negativa, che si forma dietro ad un corpo in movimento e che forma un volume d’acqua trascinato dietro di esso.

Durante il movimento diretto in acqua la resistenza incontrata da un  corpo che si muove, è direttamente proporzionale alla superficie del corpo in movimento ed alla velocità. Più grande è la superficie, maggiore è la resistenza generata durante il movimento; più rapidamente un corpo si muove nell’acqua, maggiore è la resistenza.

È chiaro quindi che la persona che fa esercizio fisico in acqua, controllando la velocità del movimento può controllare il grado di resistenza  e quindi il livello di lavoro.

 

La temperatura rappresenta un parametro di importante valutazione dal momento che esercita un effetto sul corpo e quindi sulle prestazioni in ambiente acquatico: essa deve essere mantenuta ad un grado di indifferenza.

Per temperatura indifferente si intende la temperatura ambientale alla quale l’organismo a riposo mantiene la sua temperatura centrale senza mettere in atto i meccanismi di termoregolazione. Essa è di circa 26 °C nell’aria e di 31 °C nell’acqua, nella quale gli scambi termici sono più rapidi. La temperatura centrale comincia ad abbassarsi quando la temperatura dell’acqua scende al di sotto dei 26 °C mentre si innalza quando sale al di sopra dei 35 °C.

 

La termoregolazione entra in gioco ogni qual volta che sussiste una discrepanza tra la temperatura corporea e quella esterna.

La regolazione della temperatura durante l’esercizio fisico in immersione differisce rispetto all’esercizio fisico sulla terra ferma a causa delle alterazioni nella conduzione della temperatura e della diversa capacità del corpo di dissipare calore. In acqua la superficie cutanea esposta all’aria è minore, dunque diminuisce la capacità di dissipare calore attraverso i normali meccanismi di sudorazione, rimane solo il meccanismo permesso dalla respirazione.

La conducibilità termica dell’acqua è almeno 20 volte maggiore rispetto a quella dell’aria, in altre parole l’acqua sottrae ad un soggetto una quantità di calore almeno 20 volte superiore di quanto possa fare l’aria e la conduzione di calore dipende dal differenza di temperatura tra la cute e l'acqua.

La conservazione del calore in acqua dipende sostanzialmente dallo spessore del tessuto adiposo sottocutaneo e dal livello di perfusione dei muscoli.

La temperatura corporea di un paziente in movimento nell’acqua diminuirà più velocemente rispetto a quella di un paziente a riposo, pertanto, un ruolo determinante viene svolto dall’attività effettuata, dalle sue caratteristiche di intensità e tipologia.

Tenendo conto di tutti questi elementi la temperatura ideale per ottenere una condizione possibilmente vicina alla neutralità termica e, per di più, sostenibile per la durata di una seduta terapeutica (circa 45 minuti) dovrebbe oscillare tra i 26 e i 35 °C. Ovviamente La compromissione funzionale che caratterizza un dato paziente ed i traguardi che l’intervento si prefigge, determineranno la scelta della temperatura dell’acqua. In generale si utilizzano temperature più basse per un esercizio fisico di elevata intensità; temperature più elevate sono riservate ad esercizi di mobilità e flessibilità e per il rilassamento muscolare (effetto miorilassante con proprietà antalgiche).

Personalmente credo che nella prima parte della seduta sia importante tenere una temperatura più alta, intorno ai 35° per migliorare la flessibilità e l'escursione articolare nel post-operatorio.

Successivamente è necessario lavorare per il recupero della forza e della resistenza in una vasca con una temperatura più bassa, intorno ai 31/32° dove fare gli esercizi più intensi.

              

             

Gli effetti fisiologici dell'immersione di un corpo in acqua.

 

Nella vasca calda, a livello cardio-vascolare si registra un aumento della circolazione di ritorno, della pressione ventricolare destra, della frequenza e gittata cardiaca in modo tale che anche prima che un atleta inizi ad allenarsi il suo cuore pompi sangue più ossigenato. Questi effetti perdurano anche dopo l’immersione come in un “allenamento allo sforzo”.

 

A livello renale viene ridotta la produzione di Adh (ormone antidiuretico) e di aldosterone con inevitabile aumento del gradiente di sodio e potassio. Questa modifica ormonale interna favorisce la diuresi contribuendo all’abbassamento pressorio ed all’eliminazione più efficace ed efficiente dei cataboliti, tutti effetti che persistono dopo l’immersione.

 

A livello respiratorio, per effetto della pressione idrostatica, si ha  un aumento della frequenza respiratoria ed una riduzione del volume di riserva espiratoria. Infatti la pressione idrostatica aumentando la pressione intraddominale determina una risalita del muscolo diaframma con conseguente incremento del lavoro respiratorio.

 

Gli effetti dell’immersione sul sistema nervoso centrale e periferico sono molto importanti. La stimolazione sensoriale viene notevolmente arricchita e ciò determina un miglioramento della percezione della posizione del corpo. Da non trascurare l’effetto analgesico, antalgico e rilassante, importante soprattutto per i dolori cronici, con temperature comprese tra i 33 e i 35 °C.

 

          

Indicazioni e controindicazioni

 

Indicazioni

 

 

 

Le indicazioni alla riabilitazione in acqua sono molte, nei pazienti operati è importante soprattutto per rendere più veloce il recupero post-intervento di trapianto del legamento crociato anteriore.

 

Nell'ambito ortopedico non si consiglia per un post-intervento di meniscectomia selettiva perché sono sufficienti solo 10 sedute in palestra, come per tutti gli altri interventi chirurgici di tipo ortopedico.

 

Il lavoro in piscina può essere utile in caso di frattura vertebrale per l'effetto antigravitario che scarica il peso dalle vertebre.

 

 

Anatomia del ginocchio in cui è visibile il legamento crociato anteriore.

 

Nell'ambito neurologico si può utilizzare in:

  • Paralisi periferiche (poliomielite, neuriti, poliradicoloneuriti);

  • Patologie del sistema nervoso centrale (paraplegie, tetraplegie incomplete, atassie, emiplegie, postumi di traumi cranici);

  • Polisclerosi (al di fuori delle fasi evolutive);

  • Miopatie

Nell'ambito traumatologico può servire nella rieducazione del paziente politraumatizzato.

 

Controindicazioni

 

Le controindicazioni al trattamento non hanno spesso un carattere coercitivo; infatti ci sono alcuni stati patologici in cui il medico consiglia al paziente di non praticare questa metodica terapeutica fino a quando non si verifichi la guarigione degli stessi.

In particolare si sconsiglia l'idrochinesiterapia se il paziente presenta

  • Infezioni cutanee

  • Congiuntiviti

  • Piaghe da decubito ed ulcere cutanee

  • Epilessie

  • Incontinenza urinaria

I divieti assoluti, invece, sono rappresentati da:

  • Scompenso cardiaco grave ed angina instabile

  • Insufficienza renale grave

  • Crisi epilettiche non controllate

  • Otite purulenta con perforazione del timpano

  • Patologia neoplasica in fase avanzata

 

 

Vantaggi e svantaggi della riabilitazione in acqua

 

Signora che cammina nella vasca fresca del percorso vascolare.

Sfruttando la giusta combinazione tra galleggiamento,  resistenza e calore il soggetto ottiene in alcuni casi risultati migliori in acqua rispetto a quelli che otterrebbe sulla terra ferma.

Il punto cardine della riabilitazione acquatica è il minimo impatto.

In palestra qualsiasi esercizio che comporti la contrazione attiva di un gruppo muscolare contro resistenza produce una compressione sulle articolazioni coinvolte nell’esercizio, invece, in acqua la diminuzione del fattore peso e della forza di gravità, rende i movimenti meno stressanti per le articolazioni e con una minima produzione di dolore.

 

Per questo l’esercizio in acqua offre al soggetto una maggiore sicurezza; se una persona avverte dolore durante l’esecuzione di una manovra in acqua deve semplicemente interromperla e l’acqua ne sorreggerà il peso, inoltre, la lentezza dei movimenti, dovuta al muoversi in acqua, concede un tempo maggiore per il controllo del movimento stesso, per cui il soggetto può permettersi di fare molteplici errori senza gravi conseguenze.

I principali vantaggi dell'idrokinesiterpia consistono nella resistenza al movimento che l'acqua esercita sul corpo umano che consente di ottenere il rafforzamento del tono muscolare, della funzionalità articolare ed un miglioramento dell’efficienza cardiovascolare del paziente.

Questa resistenza può essere facilmente modulata in quanto dipende dall’area di superficie e dalla velocità del movimento compiuto in acqua; dal momento che essa è omnidirezionale garantisce un allenamento totale per cui il risultato sarà migliore e completo.

L’immersione ad un’adeguata temperatura facilita il rilassamento e quindi la riabilitazione.

 

Nonostante i vantaggi della rieducazione in acqua vi sono alcuni svantaggi e problemi minori che meritano di essere menzionati.

L'idrokinesiterapia da sola non è sufficiente, consigliamo di partecipare a due sedute in piscina a settimana e tre in palestra perché nell'acqua non c'è il ripristino dell'equilibrio e della propriocettività.

 

Un problema è rappresentato dalla sorveglianza delle piscine. I pazienti possono avere un abbassamento dell’attenzione con rischi di caduta nella fase di immersione in acqua e soprattutto al momento degli spostamenti fuori dalle vasche.

L’immersione simultanea di più pazienti nello stesso volume d’acqua può favorire la contaminazione e la trasmissione di malattie infettive.

Infatti una pulizia insufficiente dei pazienti e la circolazione di personale con le scarpe, intorno alle vasche può bastare a contaminare l’acqua; la temperatura dell’acqua, inoltre, favorisce la moltiplicazione dei germi ed una prevenzione totalmente efficace è purtroppo illusoria. Si possono osservare frequentemente infezioni cutanee (micosi, candidosi, verruche plantari), infezioni bronchiali (sinusiti ed otiti batteriche o virali), congiuntiviti.

Per la prevenzione di tali complicanze devono essere osservate alcune regole ben precise: docce da effettuarsi prima e dopo il bagno per eliminare i germi depositati sulla pelle; le vasche e le strutture adiacenti devono essere lavate e disinfettate frequentemente; l’acqua delle vasche deve essere filtrata e disinfettata.

Naturalmente i costi per il mantenimento di una piscina di riabilitazione sono molto elevati.

Altri problemi che devono essere considerati sono: la capacità di nuotare del paziente e la timidezza che potrebbe provare nell’esporre il proprio corpo indossando il costume da bagno (soprattutto gli obesi).

Alcune donne, inoltre, non partecipano con continuità al trattamento a causa del ciclo mestruale e ciò comporta un rallentamento dei loro progressi.

Infine si possono avere problemi nella regolazione della temperatura dell’acqua, in quanto è molto difficile venire incontro ai desideri di tutti i pazienti. 

 

 

Attrezzature ed ausili

 

È disponibile una grande varietà di attrezzi per l’esercizio fisico in acqua. Si tratta di attrezzature atte a fornire un supporto di galleggiamento per il corpo o per un’ estremità, sollecitare o favorire l’equilibrio e generare resistenza al movimento. Mediante l’introduzione o la rimozione di un attrezzo, l’operatore può aumentare o ridurre l’intensità dell’esercizio fisico per un potenziamento più efficace.

 

 

 

Foto della piscna con ausili per il galleggiamento e per aumentare la resistenza agli esercizi

 

Gli ausili e le attrezzature sono molteplici possono essere usati da soli od in sinergia, in modo semplice ed originale.

Si hanno:

  • galleggianti per collo, caviglie e polsi, cinture e giubbotti;

  • barre natatorie;

  • guanti, palette per le mani e manopole hydro-tone;

  • tavole;

  • pinne e stivaletti hydro-tone;

  • la cyclette subaquea (acqua row);

  • tubi  galleggianti e modellabili;

  • step;

  • palloni.

Ausili che si possono usare in piscina.

L’ampia possibilità di scelta permette svariate soluzioni nel loro impiego. Gli attrezzi devono essere adattati alle differenti situazioni: da vincolo assoluto a stimolo propriocettivo, da resistenza a facilitazione, da stabilizzatore dell’assetto acquatico a suo destabilizzatore, da mezzo ludico a pratica efficace per specifici esercizi.

Tutto questo si realizza grazie alla possibilità di variare il loro volume, la loro forma, la loro posizione e le modalità di utilizzo.

 

 

 

 

Come impostare un trattamento in acqua

 

L'idrokinesiterapia consente all’atleta il mantenimento della condizione fisica e di intraprendere la riabilitazione specifica per la sua disciplina sportiva.

 

Prima di iniziare un trattamento in acqua, si deve effettuare una valutazione del paziente per verificare la capacità di muoversi in acqua e di nuotare e soprattutto la sua disponibilità nell’affrontare il trattamento.

 

Le attività aerobiche dovrebbero essere iniziate il prima possibile per mantenere o riacquistare la condizione cardiovascolare, ma senza sovraccaricare i tessuti lesi per non aumentare il danno.  L’allenamento in acqua è quindi un complemento importante agli esercizi a terra.

 

Le prime, sfruttando il principio di Archimede, permettono di anticipare una rieducazione alla stazione eretta e al carico, rispetto a quanto sarebbe possibile in palestra, in tutti quei casi in cui per esiti di traumi  o interventi a carico degli arti inferiori, sia necessario ridurre il peso di appoggio.

 

Le tecniche di mobilizzazione sono essenzialmente degli esercizi di chinesiterapia attiva che si avvalgono dell’ausilio della spinta idrostatica e della resistenza su qualsiasi movimento, oltre al benefico effetto della temperatura dell’acqua.

 

Gli esercizi svolti in piscina possono essere statici di tipo isometrico, per i quali l’atleta deve trovare il suo equilibrio contrastando i movimento dell’acqua, ma soprattutto dinamici di tipo isotonico svolti con contrazioni eccentriche o concentriche.

 

La corsa in acqua profonda è ottima per atleti infortunati perché essa rientra nella maggior parte delle discipline sportive.

 

Gli esercizi eseguiti in acqua profonda si eseguono finché non è permesso un carico completo sulle articolazioni da trattare. Quando infatti questo potrà essere concesso, si inizierà l’allenamento al passo in acqua progressivamente meno profonda così da avvicinarsi gradualmente all'ambiente della vita quotidiana. Alla fine ci si concentra negli esercizi a catena cinetica chiusa e gli esercizi a caratterizzanti che preparano l’atleta per il ritorno all’attività agonistica.

 

Per la rieducazione post-intervento ricorstruzione in artroscopia del Legamento Crociato Anteriore si inizia l'attività in piscina dopo circa 20/25gg, dopo aver tolto i punti.

 

Queste attività di wellness aiutano a dimagrire, in particolare quei pazienti che dopo aver subito un intervento mantengono uno stile di vita più sedentario e tendono a ingrassare.

 

Esercizi in carico parziale:

  • recupero abilità propriocettive: inizialmente creando turbolenze o eliminando il canale percettivo visivo, successivamente utilizzando tavolette, tubi, attrezzi galleggianti, piani basculanti, superfici instabili

  • rieducazione al passo e alla corsa.

  • esercitazioni di spinte bipodaliche e monopodaliche a gambe tese in decubito supino contro parete con l’ausilio di elastici

  • diversi tipi di deambulazione: sulle punte, sui talloni, laterali, incrociate, all'indietro, in salita e in discesa di uno step

  • corsa con le pinne in acqua profonda

  • Nuoto con le pinne

Esercizi propedeutici al carico completo

  • recupero della forza: esercizi  svolti in acqua a profondità diverse aumentando la velocità di esecuzione; affondi, kalf in piedi e seduto.

  • corsa, corsa calciata, skip, spostamenti laterali, balzi mono e bipodalici, balzi con difficoltà, cambi di ritmo e di direzione.

  • esercizi a carattere speciale in base alla disciplina svolta dall’atleta per il recupero del gesto atletico.

 

Perchè è meglio l'acqua termale?

 

Piscina a 32° gradi per la seconda parte della seduta riabilitativa.

Le Terme sono i centri più attrezzati e specializzati per la terapia in acqua, per venire incontro alle esigenze della nostra clientela post-operatoria composta soprattutto da sportivi siamo giunti ad un accordo esclusivo con un impianto termale di Sassuolo.

La struttura permette ai nostri pazienti di usufruire nella stessa seduta di 30 minuti di terapia con il fisioterapista nella vasca a 35° (gruppi di max 3 persone X fisioterapista), 30 minuti circa di terapia libera nella vasca a 32°, 20 minuti di percorso vascolare ed anche della vasca con l'idromassaggio.

 

Per uno sportivo operato al Legamento Crociato Anteriore non è sufficiente lavorare solo 30 minuti  per ogni seduta, per avere risultati tangibili ne servono almeno 60 suddivisi tra le diverse vasche, questo servizio può essere offerto solo da un impianto termale attrezzato.

 

 

I meccanismi d'azione delle acque termali:

  1. Salsobromojodica

AZIONE: stimolazione del sistema endocrino, azione antidolorifica
azione cicatrizzante

INDICAZIONI: osteoartrosi, osteoporosi postumi di traumatismi,
flogosi cronica dell’apparato genitale femminile, leucorrea e vaginiti

TRATTAMENTO: bagno inalazione caldo-umida,nebulizzazione,
irrigazione nasale, docce nasali micronizzate, irrigazione vaginale con bagno, fangatura, idromassaggio

 

  1. Sulfurea

AZIONE: stimolazione del vago, apporto di zolfo alla cartilagine,
regolazione della motilità capillare, azione anticatarrale

INDICAZIONI: reumatismo cronico primitivo o secondario,dermatosi professionali o allergiche, patologia cronica dell’apparato respiratorio

 

 

Quali sono i benefici negli apparati corporei?

 

  • Apparato Ginecologico
    Prurito, bruciori, leucorrea sono i sintomi più frequenti delle infiammazioni delle mucose dell’apparato genitale femminile. Tali infiammazioni generate da agenti batterici o tossici, causano malattie quali vaginiti, salpingiti, ecc..
    TERAPIE: irrigazione vaginale con bagno – aerosol vaginale – fango.
    Lo zolfo svolge un’azione anticatarrale e ripara i tessuti nelle mucose dell’apparato genitale. Lo iodio potenzia le difese, il bromo attenua ed il cloruro di sodio deterge e disinfiamma.

 

  • Pelle
    La pelle è il tessuto che, rivestendo tutto il corpo umano, lo protegge dagli agenti esterni. Il contenuto di zolfo nella pelle deve essere del 2,48%. Sole, freddo, smog, radiazioni e tutti gli agenti atmosferici arrecano irritazioni con prurito, lesioni spesso dolorose e rughe accelerano il processo d’invecchiamento della pelle. Gli elementi nobili delle acque termali producono giovamento, anche se non definitivo, alle lesioni causate dalle malattie cutanee, psoriasi, ecc...
    TERAPIE: bagni/docce – idromassaggi – massaggi subacquei. Il bagno consente allo zolfo di normalizzare l’equilibrio vitale della pelle, allo iodio e al cloruro di sodio di svolgere la loro azione cicatrizzante e disinfettante, al bromo di calmare prurito e dolore. L’idromassaggio e il massaggio subacqueo hanno la funzione di riattivare la circolazione periferica, di favorire l’eliminazione delle sostanze tossiche depositate sulla pelle e l’assorbimento degli elementi nobili.

 

  • Articolazioni

Le articolazioni sono frequentemente sedi di processi subacuti, cronici e dismetabolici che determinano dolore e limitazione dei movimenti.
Il fango salsobromojodico ha proprietà ormonomimetiche, è ipermineralizzato, ricco di ioduri e di bromuri ed ha notevole azione risolvente. E’ indicato nelle osteo-artrosi, postumi di traumatismi, reumatismo cronico primitivo o secondario.
TERAPIE: fango balneo terapia. Il bagno salsobromojodico è particolarmente indicato negli stati infiammatori di tipo cronico a lenta risoluzione, esplica un’azione disinfettante, decongestionante e stimolante. Stimola la tiroide, l’ovaio e aumenta il metabolismo basale. Previene e rallenta l’evoluzione dei processi varicosi.

 

 

Il percorso vascolare

 

Che cos'è?

 

Le due signore stanno scendendo nella vasca calda a sinistra e fresca a destra.

Quest'attività è conosciuta come percorso Kneipp, dal nome dell'inventore: Sebastian Kneipp (1821-1897), il quale comprese gli effetti benefici dell'immersione alternata all'acqua calda e fredda.

 

Si tratta di due vasche profonde 80 centimetri, con il fondo ricoperto di ciottoli di fiume, colme di acqua salsobromojodica, con idromassaggi laterali a pressione differenziata (massima a livello del piede, ridotta nella regione prossimale della coscia). La temperatura dell’ acqua varia di 10°C tra una vasca e l’ altra (rispettivamente 22°C e 32°C circa).

 

 

 

Come funziona?

 

La cura prevede sedute di 20 minuti camminando a media velocità prima in una vasca e poi nell'altra seguite da una sosta sui lettini posti nella piscina o nella vasca ad idromassaggio, tenendo i piedi in alto ed eseguendo semplici esercizi.

Per passare dalla prima alla seconda si devono salire e poi scendere alcuni scalini. Sui lati della vasca sono montati appositi corrimani.

 

Per chi soffre di problemi di circolazione, i cicli devono essere ripetuti per una dozzina di giorni senza interruzioni, almeno una volta all'anno. E' evidente che l'insufficienze vascolare dovrebbe spingere chi ne soffre a condurre uno stile di vita meno sedentario, smettere di fumare, e seguire uno stile di vita sano senza eccessi alimentari o alcolici.
 


Quali sono gli effetti nell'organismo?

 

Le acque sulfureo-salsobromoiodiche, utilizzate nella terapia dei percorsi vascolari, sono notoriamente rilassanti, defaticanti ed inoltre coadiuvanti nel trattamento antiflogistico.

Nella riabilitazione post-intervento di ricorstruzione artroscopica del LCA (legamento crociato anteriore) ha un effetto antiedema, molto utile perché altrimenti il ginocchio rimane gonfio per molto tempo.

Il percorso vascolare è indicato anche per le persone che soffrono di insufficienza venosa e linfatica, in particolare le donne a causa soprattutto di condizioni fisiologiche come la pressione bassa e la gravidanza, o abitudini: posture scorrette, pantaloni troppo stretti, scarpe con tacchi alti.

La signora sta camminando nella vasca fresca.

 

 

 

 

Il ritorno venoso negli arti inferiori (che devono lavorare contro gravità, cioè spingere il sangue dal piede verso il cuore) utilizza una serie di cosiddette “pompe”: le principali sono quella “muscolare” (i muscoli della gamba ed in particolar modo del polpaccio) e la “pompa plantare” costituita dal fitto reticolo di piccole vene poste nella pianta del piede: ad ogni passo il peso esercita una pressione che spinge il sangue verso l’ alto. Camminare sui ciottoli di fiume aumenta lo schiacciamento aiutando la circolazione.

 

L'acqua calda determina dilatazione dei vasi sanguigni ("vasodilatazione") mentre l'acqua fresca causa un restringimento dei vasi ("vasocostrizione"). L'alternanza di vasodilatazione e vasocostrizione costituisce una vera e propria "ginnastica" per i vasi, che migliora la circolazione. Inoltre il camminare da una vasca all'altra (e il salire gli eventuali gradini) mette in moto la cosiddetta "pompa muscolare": i muscoli degli arti inferiori, contraendosi e rilasciandosi, "spremono" i vasi facilitando il ritorno venoso e riattivando così la circolazione.

 

Il percorso vascolare, oltre all'alternanza caldo-fresco, sfrutta diversi meccanismi di azione: massaggio fisiologico plantare del camminamento, massaggio del movimento in acqua,  azione dell’idromassaggio che si realizza grazie ad appositi getti d’acqua, effetto benefico delle caratteristiche intrinseche dell’acqua termale.

 

Il camminare all’ interno delle vasche con le gambe immerse fino al bacino tonifica la muscolatura delle stesse mentre gli idrogetti a pressione differenziata svolgono un’ azione di drenaggio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


safariguideafrica

   

Ambulatorio Privato di Fisioterapia

Dr. Massimo Defilippo Fisioterapista

Tel 0522/260654  Defilippo.massimo@gmail.com

Via Roma 18,  42048 Rubiera (RE)

Aut. Sanit. n° 3138 del 16/02/2009    Dir. San Dr. Defilippo Giovanni Medico Chirurgo   

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