L’olecrano è la parte dell’ulna che forma il gomito. Le fratture dell’olecrano possono essere di diverso tipo, vanno da semplici fratture composte a fratture complesse e scomposte dell’articolazione del gomito. La frattura dell’olecrano è relativamente frequente perché è l’osso più sporgente del gomito, quindi chi scivola per terra provoca un trauma diretto sull’olecrano.
La maggior parte dei traumi diretti sul gomito e le cadute con avambraccio flesso si scaricano su questa parte dell’ulna e possono provocare la rottura dell’osso.

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Olecrano dell’ulna
© Massimo Defilippo

Il processo dell’olecrano si rompe più raramente nei bambini, perché nei primi anni di vita è più corto e più resistente dell’estremità inferiore dell’omero.
Solitamente, i bambini hanno più fratture sovracondilari dell’omero rispetto agli adulti.
Le fratture esposte si verificano nel 15% dei casi circa.
I danni neurologici al nervo radiale, ulnare o mediano avvengono raramente.
Una compressione o uno stiramento del nervo ulnare sono stati segnalati nel 2-5% dei casi.
In genere, i sintomi si risolvono con un trattamento conservativo, ma può essere necessario un intervento chirurgico per liberare il nervo.

Anatomia

Il gomito è un’articolazione a cerniera complessa.
L’olecrano impedisce lo spostamento anteriore dell’ulna rispetto all’omero.
La superficie anteriore dell’ulna è ricoperta da cartilagine articolare.
Pertanto, tutte le fratture (tranne quelle rare della punta) sono intra-articolari.
L’olecrano si articola con la troclea dell’omero. Il tricipite si inserisce sul terzo posteriore dell’olecrano e sull’ulna prossimalmente.

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© alamy.com

Il periostio dell’olecrano si fonde con il tricipite.
Il nervo ulnare si trova sul lato posteriore del gomito, posteriormente al legamento collaterale mediale.
Il nervo ulnare aderisce anteriormente all’arteria ulnare.
Il fascio di nervi e vasi sanguigni dell’ulnare può essere a rischio durante la fissazione con filo di Kirschner.
La lussazione della frattura è in gran parte dovuta alla tensione del muscolo tricipite, che tende a tirare il frammento rotto verso l’alto.
L’unione delle fibre dei legamenti laterali del gomito, della capsula e di alcune fibre del tricipite che si fondono con il periostio formano un rivestimento fibroso.
Se durante l’impatto non si strappa questa guaina fibrosa, non ci sarà nessuna tendenza alla lussazione, anche in presenza di frantumazione.
La maggior parte delle fratture dell’olecrano non mostra alcuno spostamento.
Lo spostamento di un frammento di più di 1,5 cm è raro, anche con la lesione completa dell’osso e dei tessuti molli.
Di solito, un’ampia separazione dei frammenti indica una vecchia frattura con la lacerazione della guaina fibrosa.
In questo caso il tricipite può tirare il frammento della frattura verso l’alto.
Il gomito non solo permette di piegare il braccio, ma consente anche la pronazione e la supinazione (rotazioni) della mano.

Cause della frattura dell’olecrano del gomito

Il meccanismo più comune di frattura dell’Olecrano è la caduta sull’avambraccio piegato e supinato (con la mano che guarda in alto) .
Quando la mano colpisce il terreno, i muscoli rimangono tesi per interrompere la caduta e il tricipite imprime una forza significativa sull’olecrano sopra l’estremità inferiore dell’omero e strappa via un pezzo di osso.
La seconda causa più frequente di lesione dell’olecrano è il trauma diretto, per esempio una caduta diretta sul gomito se si scivola all’indietro sulla neve o sul ghiaccio.
Raramente l’Olecrano si può fratturare durante traumi in iperestensione, a volte accompagnati da lussazione del gomito negli adulti oppure insieme alla frattura del condilo omerale nei bambini.
È possibile che l’Olecrano si rompa per la trazione muscolare a seguito di un lancio.
Generalmente, le fratture dell’Olecrano sono lesioni isolate, ma in pazienti con traumi multipli si possono trovare lesioni associate.
Il 20% dei pazienti con un trauma notevole presenta lesioni associate (per es. la rottura di altre ossa, fratture del cranio, lesioni della milza, pneumotorace, rottura dell’arteria ascellare).
La frattura più frequente è trasversa o leggermente obliqua vicino alla base dell’olecrano.
Nelle fratture oblique, la linea di frattura si dirige verso il basso e indietro per poi emergere sul confine posteriore dell’olecrano. In altri casi, un piccolo pezzo di osso dell’estremità prossimale dell’olecrano viene tirato fuori.

Segni e sintomi della frattura dell’olecrano del gomito

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© fotolia.com

La frattura dell’olecrano provoca dolore a livello del gomito, grave limitazione del movimento, ematomi e gonfiore.
I primi due giorni il dolore è lancinante, anche da fermi.
Successivamente, la sofferenza diminuisce notevolmente, mentre si tiene il gesso è possible non sentire fastidio.
Il dolore si ripresenta quando si toglie il gesso e si inizia a muovere il gomito, il polso e il braccio.
Il gonfiore rimane per alcuni mesi, dipende dalla gravità della frattura.
In caso di lesione del nervo ulnare si avverte la perdita di sensibilità e di forza a livello del mignolo e dell’anulare, inoltre si sente dolore e formicolio nella stessa zona della mano.

Riabilitazione per la frattura dell’olecrano del gomito

Riabilitazione gomito

Riabilitazione gomito
© Massimo Defilippo

L’obiettivo finale del trattamento per una frattura dell’olecrano consiste nel ritrovare il pieno movimento del gomito.
La maggior parte dei pazienti torna alla normale attività (tranne le attività sportive e i lavori pesanti) entro 4 mesi dall’intervento, anche se la guarigione completa può richiedere più di un anno. Molti pazienti riferiscono che non hanno riacquistato il 100% del movimento del gomito anche se la frattura è consolidata completamente
Il paziente deve evitare il sollevamento di oggetti con il braccio infortunato per almeno sei settimane.
Gli esercizi di mobilizzazione per il gomito e l’avambraccio dovrebbero iniziare il giorno successivo all’intervento chirurgico.
Subito dopo l’operazione, alcuni pazienti non riescono a raddrizzare autonomamente il gomito operato.
Per stendere il gomito il paziente ha bisogno di utilizzare il braccio sano per aiutarsi o dell’assistenza di un’altra persona.
Per il pieno recupero da una frattura dell’olecrano serve molto impegno.
È estremamente importante che gli esercizi siano eseguiti più volte al giorno, tutti i giorni.
La terapia fisica deve essere effettuata dal paziente in autonomia nei giorni in cui non va dal fisioterapista.
Il recupero della forza spesso richiede un tempo maggiore (fino a 6 mesi).

Recupero post frattura dell’olecrano

Generalmente, i pazienti sono immobilizzati per un breve periodo, ma l’obiettivo è quello di iniziare appena possibile la mobilizzazione del gomito.
L’ampiezza di movimento permesso dipende dall’affidabilità della riparazione della frattura e dell’osso circostante.
Il tempo totale di guarigione di una frattura dell’olecrano è di circa 12 settimane.

Complicanze della frattura dell’olecrano

I pazienti spesso non recuperano il 100% del movimento del gomito operato.
Se la mobilizzazione del gomito inizia subito dopo l’intervento chirurgico, c’è un recupero maggiore della mobilità.

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Dr. Defilippo Massimo

Massimo Defilippo Mi chiamo Massimo Defilippo, sono un Fisioterapista di Rubiera che effettua fisioterapia ed osteopatia dal 2008.
Mi sono laureato con votazione di 110/110 presso l’università degli studi Magna Graecia …. Biografia completa

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