Un’ernia iatale si verifica quando una parte dello stomaco passa dall’addome al torace attraverso un’apertura del diaframma chiamata iato.
Il diaframma è un grande muscolo che:

  • Ha la forma di una cupola,
  • Separa il torace dall’addome.

Stomaco-e-diaframma

La maggior parte delle persone con un’ernia iatale non ha sintomi.

Tuttavia, l’ernia favorisce:

L’ernia iatale è molto frequente tra gli anziani, più rara nei giovani (Wo et al. – 2008) .

È probabile che questa percentuale sia superiore perché molte persone con un’ernia iatale hanno sintomi molto lievi o nessuno e non se ne rendono conto.

Tuttavia si può verificare nelle persone di tutte le età.

 

Cos’è l’esofago?

Cos'è l'esofago

L’esofago è un tubo che trasporta gli alimenti dalla faringe allo stomaco.

L’esofago è legato alla colonna vertebrale tramite un legamento (membrana fibrotica) chiamato “membrana di Bouteiller”.

Questa membrana limita i movimenti estremi dell’esofago.

Quindi, l’esofago non si sposta molto o si sposta insieme agli organi che lo circondano.

 

Quando si forma l’ernia iatale?

L’ernia iatale si può formare per 2 motivi:

  1. Lo stomaco e l’esofago sono spinti verso l’alto,
  2. Il diaframma è spinto verso il basso.

Nel primo caso, la rigidità del tessuto connettivo che origina dal cranio e dal torace spinge lo stomaco verso l’alto.

Nel corpo ci sono due catene muscolari che possono causare questa spinta in su:

1) Catena dei muscoli che permettono l’ispirazione, formata da:

  • Muscoli retto e obliquo della testa,
  • Lungo del collo,
  • Scaleni,
  • Muscoli paravertebrali (intertrasversari e interspinosi),
  • Diaframma,
  • Psoas,
  • Trasverso dell’addome.

2) Catena dei muscoli che piegano in avanti il dorso, formata da:

  • Muscoli ioidei e faringei,
  • Gran pettorale,
  • Retto addominale.

Vediamo che connessione c’è tra la catena di inspirazione e l’ernia iatale.

Quando questa catena muscolare è accorciata, la colonna vertebrale diventa molto dritta, dalla schiena al collo.

Quindi la persona ha una postura molto dritta.

Il diaframma fa parte della prima catena, cioè di inspirazione.

Catena-di-inspirazione-ed-ernia-iatale

Quando questo muscolo è contratto, scende per:

  • Dilatare il torace,
  • Permetterci di inspirare.

Se però rimane sempre un po’ contratto, rimane in una posizione più bassa anche quando non inspiriamo.

Le conseguenze sono:

  • Una pressione costante sullo stomaco,
  • Un ostacolo al funzionamento corretto dello stomaco, quindi la digestione rallenta.

Inoltre, quando questa catena è accorciata o rigida, il dorso è più dritto (perde la gobba) e questo tira in su lo stomaco.

E se lo la colonna fosse piegata in avanti?

Abbiamo visto il caso dell’accorciamento della catena di inspirazione, ma c’è anche un altra postura che può provocare l’ernia iatale.

Si tratta della postura in flessione, cioè quella con l’ipercifosi (gobba).

In questo caso, per mantenere lo sguardo orizzontale (e non guardare in basso), la persona estende la testa all’indietro e verso l’alto.

La conseguenza è una trazione sull’esofago e sullo stomaco attraverso il tessuto connettivo profondo del torace.

 

Che strategia usa l’organismo per evitare il reflusso?

strategia-per-evitare-il-reflusso

1) Tra l’esofago e lo stomaco c’è una valvola unidirezionale chiamata Cardias.

Si trova 2-3 cm sotto lo iato esofageo, cioè il foro del diagramma attraverso cui passano:

  • L’esofago,
  • Il nervo vago (Kahrilas et al. – 2009).

Questo sfintere ha una pressione maggiore rispetto a quella interna dello stomaco per impedire la risalita dell’acido nello stomaco.

Questo è importante perché nel torace c’è una pressione negativa che serve per la respirazione.

Il problema è che una pressione negativa favorisce la risalita del contenuto dello stomaco.

Quindi uno sfintere esofageo con una buona pressione è fondamentale.

Non c’è solo il cardias a frenare il reflusso, ma anche:

2) Legamento freno-esofageo

Si tratta di un legamento che unisce l’esofago al diaframma.

Nei soggetti in cui questo legamento si inserisce più in alto, non riesce a contrastare il reflusso.

3) Esofago corto

Un’ adeguata lunghezza dell’esofago permette di mantenere costante la differenza di pressione tra esofago e stomaco.

Se invece è corto, tira lo stomaco verso l’alto.

4) L’angolo di His

L’angolo di His si trova tra la parte sinistra dell’esofago e lo stomaco.

Questo dipende dal riempimento dello stomaco.

Quando lo stomaco:

  • È pieno, l’angolo diventa acuto (minore di 90°), questo ostacola il reflusso.
  • È vuoto, l’angolo diventa retto (90° circa), quindi non si oppone al reflusso.

La scomparsa dell’angolo di His si verifica in caso di ernia iatale da scivolamento.

 

Perché si verifica il reflusso nei pazienti con ernia iatale?

Reflusso-nei-pazienti-con-ernia-iatale

Oltre allo sfintere gastroesofageo ci sono altri meccanismi che bloccano il reflusso.

Per esempio la compressione del diaframma sulla giunzione gastro-esofagea.

Tuttavia, nell’ernia iatale, la valvola tra stomaco ed esofago è più in alto.

La conseguenza è la separazione dello sfintere dal diaframma.

Per questo, c’è una riduzione della pressione dello sfintere gastro-esofageo a riposo che è proporzionale alla dimensione dell’ernia iatale.

Si ritiene inoltre che la perdita dell’angolo acuto di His nell’ernia iatale riduca la tenuta della giunzione gastro-esofagea.

Inoltre, la valvola tra esofago e stomaco diventa più grande a causa:

  • Della lassità dei legamenti e della membrana frenoesofagica,
  • Della dilatazione dello iato esofageo.

Questo provoca una maggior apertura della giunzione e quindi facilita il reflusso.

L’aumento delle malattie dell’esofago è dovuto all’interruzione di molti meccanismi antireflusso per colpa dell’ernia.

Questo porta ad avere una maggior esposizione dell’esofago agli acidi dello stomaco.

 

Classificazione dell’ernia iatale

Tipi-di-ernia-iatale

  1. Ernia iatale da scivolamento
    Questo è il tipo più comune, colpisce l’80-90% delle persone con ernia iatale. In un’ernia iatale da scivolamento, la giunzione tra l’esofago e lo stomaco (conosciuto come sfintere gastro-esofageo) e una parte dello stomaco scivolano sopra al diaframma.
    La giunzione può rimanere nel petto in maniera permanente, ma spesso sale e scende sotto al diaframma. Questo si verifica perché con la deglutizione i muscoli dell’esofago si contraggono e tirano verso l’alto lo stomaco. Quando la deglutizione è finita, la parte dello stomaco erniata torna indietro nell’addome.
  2. Ernia iatale para-esofagea o da rotolamento
    In questo tipo di ernia, la giunzione tra stomaco ed esofago rimane sotto al diaframma (nel punto in cui dovrebbe essere), ma una parte dello stomaco risale nel torace di fianco all’esofago.
    Un’ernia iatale para-esofagea molto voluminosa può ostacolare il passaggio del cibo nello stomaco, specialmente se comprime l’esofago adiacente.
    Fortunatamente, le ernie para-esofagee grandi sono rare.

 

Fattori di rischio dell’ernia iatale

Fattori di rischio dell'ernia iatale

I motivi esatti per cui si sviluppa un’ernia iatale non sono ancora compresi al momento, ma è molto probabile svilupparlo per:

  • Adulti e anziani sopra i 50 anni,
  • I fumatori
  • Le persone obese,
  • Chi soffre di tosse cronica;
  • Chi ha avuto una precedente operazione per un’ernia iatale,
  • Le donne – infatti l’ernia iatale è più comune nelle donne rispetto agli uomini.
  • Gravidanza – Le donne spesso hanno i sintomi di reflusso in gravidanza a causa dell’aumento della pressione nell’addome quando il bambino cresce.

 

Malattie come l’esofagite cronica (infiammazione della mucosa dell’esofago) possono causare l’accorciamento dell’esofago. Questo può aumentare il rischio di sviluppare un’ernia iatale.

L’ernia iatale non è provocata dall’ansia, ma altri disturbi collegati come il reflusso gastroesofageo possono essere aggravati:

  • Dall’ansia,
  • Dalle preoccupazioni,
  • Dai sensi di colpa,
  • Dallo stress.

Quali sono i sintomi dell’ernia iatale?

Molte persone con un’ernia iatale non hanno sintomi.

Sintomi da reflusso acido
L’ernia in sé non causa sintomi.
Tuttavia, In caso di ernia iatale i sistemi che normalmente impediscono all’acido dello stomaco di rifluire nell’esofago non funzionano bene.
Lo sfintere potrebbe non funzionare correttamente e la normale pressione del diaframma nell’esofago si riduce.
Pertanto, il reflusso degli acidi dello stomaco nell’esofago è più facile.
L’acido refluito può causare un’infiammazione della parte inferiore dell’esofago che può causare uno o più dei seguenti sintomi:

  • Bruciore di stomaco: questo è il sintomo principale. Si tratta di un fastidio che origina dall’addome superiore o dalla parte inferiore del petto e va verso il collo. (È confuso ma non ha niente a che fare con il cuore!)
  • Mal di stomaco e dolore/bruciore al petto,
  • Malessere generale,
  • Bocca amara,
  • Eruttazione,
  • Difficoltà a deglutire (disfagia)

Sintomi-da-reflusso-acido

Come il bruciore di stomaco, questi sintomi tendono ad andare e venire e sono peggiori dopo un pasto.
Se compare uno qualsiasi di questi sintomi, può rendere difficile la diagnosi poiché questi sintomi possono mimare altre malattie.
Ad esempio:
A volte si verifica una tosse persistente, specialmente di notte. Ciò è dovuto all’irritazione della trachea da parte del reflusso acido.
Altri sintomi della bocca e della gola che si possono verificare sono:

  • Problemi gengivali,
  • Alito cattivo,
  • Mal di gola,
  • Raucedine,
  • Una sensazione di nodo in gola.

Nota: la maggior parte delle persone con reflusso acido non ha un’ernia iatale.
Inoltre, la maggior parte delle persone con un’ernia iatale non ha sintomi di reflusso acido.
Quindi, avere un’ernia iatale non significa necessariamente che lo sfintere tra l’esofago e lo stomaco non funzioni bene.

È solo che un’ernia iatale aumenta le probabilità di avere un mal funzionamento dello sfintere e quindi è più probabile avere i sintomi di reflusso degli acidi gastrici.

 

Quali sono le possibili complicanze di un’ernia iatale?

Complicanze dell’ernia iatale

Complicanze-dellernia-iatale

Molti studi hanno dimostrato che l’ernia iatale è strettamente correlata a:

  • Reflusso gastroesofageo,
  • Stenosi dell’esofago,
  • Esofagite da reflusso,
  • Esofago di Barrett,
  • Adenocarcinoma esofageo (Jin Hyun et al. – 2011).

I pazienti con ernia iatale hanno molte più probabilità di soffrire di sintomi da reflusso rispetto a quelli senza ernia iatale.
Inoltre, i pazienti con reflusso hanno più probabilità di avere un ernia iatale rispetto a quelli che non ce l’hanno (Stål et al. – 1999).

Le possibili complicanze del reflusso di acido nell’esofago a lungo termine sono:

  • Stenosi. In caso di infiammazione grave e di lunga durata può causare cicatrici e restringimento dell’esofago inferiore. Questa complicazione è rara.
  • Oltre la metà dei pazienti (dal 50% al 94%) con esofagite da reflusso ha anche un ernia iatale, mentre negli altri è più rara (dal 13% al 59% ).
  • Esofago di Barrett. In questa malattia le cellule che rivestono l’esofago inferiore subiscono delle alterazioni. Le cellule modificate hanno più probabilità di diventare cancerose. L’esofago di Barrett è fortemente correlato all’ernia iatale (dal 72% al 96% dei pazienti con esofago di Barrett).
  • Cancro. Il rischio di sviluppare il cancro dell’esofago è leggermente maggiore rispetto alla norma a causa del reflusso acido per un lungo periodo.

 

Come si fa la diagnosi di un’ernia iatale?

La prima cosa da fare è una visita medica per capire da cosa dipendono i sintomi.
Il dottore deve fare:

  • La palpazione,
  • L’auscultazione per sentire e i suoni emessi dall’addome,
  • La percussione per analizzare la consistenza dell’addome.

Dopo bisogna valutare la mobilità dello stomaco per capire se ci sono delle aderenze o delle strutture troppo tese che impediscono il movimento.

Ci sono degli esami diagnostici?

Diagnosi di ernia iatale

Le ernie iatali si possono diagnosticate con:

  • Una radiografia gastrointestinale,
  • Un endoscopia nell’addome superiore.

 

Terapia per l’ernia iatale


Il trattamento per un’ernia iatale è finalizzato a:

  • Prevenire il reflusso gastroesofageo,
  • Ridurre la tensione che spinge lo stomaco verso l’alto.

A volte il medico di famiglia o il gastroenterologo prescrive una cura farmacologica oppure dà dei consigli sull’alimentazione.

Potrebbe essere necessario fare un’operazione chirurgica, ma è raro.

 

Rimedi naturali casalinghi per l’ernia iatale

È possibile ridurre i sintomi di un’ernia iatale e prevenire ulteriori problemi facendo le seguenti modifiche allo stile di vita.

  • Chi è in sovrappeso o obeso dovrebbe fare una dieta per perdere il peso in eccesso,
  • Non mangiare prima di andare a letto,
  • Camminare la sera dopo cena per digerire più rapidamente,
  • Non fumare,
  • Indossare abiti non aderenti,
  • L’attività fisica e la ginnastica in palestra sono consigliate, ma bisogna evitare gli esercizi per rinforzare gli addominali che aumentano la pressione nell’addome e possono aggravare l’ernia.
  • La perdita di peso può aiutare le persone con reflusso a ridurre i sintomi.

 

Cosa posso fare per ridurre il fastidio da subito?

Si consiglia di alzare la testata del letto (Bak et al. – 2004), non appoggiare la testa su due cuscini.

Invece, si possono mettere dei cuscini:

  1. Sotto al materasso,
  2. Sotto ai piedi del letto.

Meglio cenare presto e aspettare 3 ore prima di andare a letto.

Nell’attesa, una passeggiata velocizza la digestione, se invece rimani sdraiato sul divano, la digestione rallenta notevolmente.

L’osteopatia può essere utile perché riduce le tensioni che bloccano il movimento di ossa e organi, quindi permette un buon funzionamento dello stomaco e una miglior digestione.

 

Dieta e alimentazione per l’ernia iatale

Ci sono tante diete, quindi bisogna scegliere quella più adatta con il dietologo.

Dieta e alimentazione per l'ernia iatale

Tuttavia, ci sono alcuni consigli generali, per esempio, la sera occorre evitare:

  • Alimenti ricchi di grassi perché si digeriscono lentamente, quindi allungano i tempi di svuotamento dello stomaco,
  • Le bevande acide o che contengono caffeina,
  • Il succo d’arancia,
  • Bevande zuccherate o gassate,
  • Le bevande energetiche.
  • Tè,
  • Cioccolata,
  • Menta,
  • Alcolici,
  • Agrumi.

Alcuni alimenti o bevande (per esempio il caffè, il tè e la cioccolata) contengono sostanze come le xantine e le metil-xantine che favoriscono il reflusso perché causano il rilassamento dello sfintere tra esofago e stomaco.

Altri consigli utili sono:

  • Bisogna evitare di bere molto dopo i pasti per non gonfiare lo stomaco,
  • Non bere alcolici,
  • Ci sono alcuni alimenti che non si dovrebbero mangiare, come cipolle e cibi piccanti.

 

Ti hanno già parlato dell’osteopatia per il reflusso?

Osteopatia-per-il-reflusso

La terapia manuale è l’unica terapia che può risolvere il problema perché agisce sulla causa.

Altrimenti, dovresti assumere dei farmaci per tutta la vita.

Purtroppo, molti non sanno che una terapia posturale e muscolare può aiutare.

Anche molti medici non lo sanno.

Il fatto è che la posizione dello stomaco dipende dalla tensione delle strutture a cui è collegato.

Se lo tirano verso l’alto, lui si sposta in su.

Terapia manuale per l’ernia iatale

Bisogna iniziare con delle terapie ed esercizi per rendere il muscolo diaframma:

  • Abbastanza lungo,
  • Elastico.

Inoltre, è fondamentale sciogliere le tensioni del cranio e del torace che causano una cifosi (gobba) eccessiva.

La prima cosa da fare è un esercizio di respirazione per raggiungere una coordinazione adeguata della muscolatura respiratoria.

Infatti, alcune persone “non sanno respirare”.

Per esempio, mi è capitato un paziente che quando respirava tirava la pancia in dentro.

Esercizio di respirazione toracica e diaframmatica

  • Posizione iniziale: Sdraiato a pancia in su.
  • Inspirare profondamente gonfiando la gabbia toracica,
  • Rilassare e buttare fuori l’aria (non spingere l’aria fuori).
  • Ripetere 10 volte
  • Ora, inspirare gonfiando solo la pancia e cercando di non dilatare il torace.
  • Rilassare e lasciare uscire l’aria.
  • Ripetere 10 volte.

Esercizio per ridurre la rigidità del torace

  • Posizione iniziale: Sdraiato a pancia in su,
  • Inspirare profondamente,
  • Durante l’inspirazione, spingere con le mani sulle ultime costole verso il basso e verso l’addome.
  • Ripetere 10 volte.

 

Farmaci per l’ernia iatale

Farmaci per l'ernia iatale

In caso di bruciore di stomaco e reflusso acido, il medico può raccomandare:

  • Gli antiacidi che neutralizzano l’acido nello stomaco. L’efficacia degli antiacidi varia da persona a persona. L’uso eccessivo di alcuni antiacidi può causare degli effetti collaterali come diarrea o problemi renali.
  • Farmaci per ridurre la produzione di acido. Tra questi farmaci (noti come bloccanti del recettore H-2) c’è la ranitidina. Le versioni più forti sono disponibili su prescrizione medica.
  • Inibitori della pompa protonica – sono bloccanti degli acidi più forti dei bloccanti dei recettori H-2 e danno all’esofago il tempo di guarire. Tra questi ci sono il lansoprazolo e l’omeprazolo.

 

Intervento chirurgico per riparare l’ernia iatale

Quando va operata?
Una piccola percentuale di casi di ernia iatale può aver bisogno di un intervento chirurgico.
La chirurgia è in genere riservata a:

  • Situazioni di emergenza,
  • Le persone che non possono prendere le medicine per il reflusso acido e che non sono riuscite a risolvere i sintomi con rimedi e osteopatia.

Fundoplicatio secondo Nissen-Rossetti
In questo intervento chirurgico, il chirurgo avvolge la parte superiore dello stomaco attorno all’esofago inferiore.
Questo rinforza lo sfintere esofageo inferiore rendendo meno probabile il reflusso dell’acido nell’esofago.

Intervento chirurgico per riparare l'ernia iatale

L’operazione per un’ernia iatale può servire per:

  • Abbassare lo stomaco nell’addome,
  • Stringere l’apertura del diaframma,
  • Ricostruire uno sfintere esofageo debole.

In alcuni casi, questo si fa con una singola incisione nella parete:

  • Toracica (toracotomia),
  • Addominale (laparotomia).

Oggi si tende a fare un intervento mininvasivo.

Quindi, il chirurgo può inserire una piccola telecamera e speciali strumenti chirurgici attraverso alcune piccole incisioni nell’addome (laparoscopia).
Il chirurgo esegue l’operazione mentre visualizza le immagini della parte interna del corpo su un monitor (chirurgia laparoscopica).

Leggi anche:

Dr. Defilippo Massimo

Massimo Defilippo Mi chiamo Massimo Defilippo, sono un Fisioterapista di Rubiera che effettua fisioterapia ed osteopatia dal 2008.
Mi sono laureato con votazione di 110/110 presso l’università degli studi Magna Graecia …. Biografia completa

RESTA AGGIORNATO

 

Iscriviti alla newsletter per ricevere le ultime news


shares
Fisioterapia Rubiera