Prostata ingrossata: cura e intervento

Last updated on agosto 1st, 2018 at 03:17 pm

La prostata ingrossata (detta anche ipertrofia prostatica benigna o adenoma prostatico) è un disturbo frequente, soprattutto nella popolazione anziana.

INDICE

Cosa fare? La cura per la prostata ingrossata

Terapia medica
Diversi trattamenti possono alleviare i sintomi della prostata ingrossata:

  1. Farmaci,
  2. Interventi medici mininvasivi,
  3. Intervento chirurgico.

Diversi tipi di farmaci sono prescritti dal medico per il trattamento dei sintomi urinari causati dalla prostata gonfia.
Gli uomini con sintomi gravi possono aver bisogno di più farmaci contemporaneamente.
Tra le medicine ci sono:

  1. Antibiotici, solo se il paziente ha un’infezione,
  2. Alfabloccanti,
  3. Inibitori della 5-alfa reduttasi (Finasteride e Avodart).
  4. Anticolinergici – rilassa i muscoli della vescica se è iperattiva.

Alfa bloccanti: questi farmaci non riducono le dimensioni della prostata, ma possono alleviare i sintomi.
Gli alfa bloccanti rilassano i muscoli della prostata e del collo vescicale, in questo modo l’urina può scorrere più facilmente.
Questi farmaci funzionano rapidamente, quindi i sintomi migliorano entro un giorno o due.
Sono più efficaci per gli uomini con la prostata leggermente ingrossata.
Tra questi ci sono:

  1. Tamsulosina,
  2. Alfuzosina,
  3. Silodosina.

Gli alfabloccanti più prescritti sono elencati di seguito:
Nome generico della marca:

  • Cardura
  • Flomax
  • Silodyx
  • Xatral

Questi farmaci sono noti per avere alcuni effetti collaterali.
Gli alfabloccanti provocano dei problemi come:

Questi effetti collaterali si possono attivare nel caso la pressione del sangue scenda, se il paziente si alza o si siede improvvisamente.

Inibitori della 5 alfa reduttasi – Finasteride (Proscar) o dutasteride (Avodart) possono causare il restringimento della prostata.
Di conseguenza, i sintomi urinari migliorano.
Questi farmaci sono più utili negli uomini con un ingrossamento medio della prostata.
Possono servire fino a sei mesi per vedere l’effetto di questi farmaci.
Questi farmaci impiegano molto tempo perché ci sia un miglioramento.
Ci vogliono quasi 5-6 mesi per vedere i risultati.

Gli effetti collaterali di questi farmaci comprendono calo del desiderio sessuale, disfunzione erettile ed eiaculatoria (la quantità di sperma eiaculato è inferiore).
Altri effetti collaterali sono:

  1. Ginecomastia (crescita della mammella maschile),
  2. Depressione e/o ansia.
  3. Eiaculazione retrograda.

Il tadalafil (Cialis) è un farmaco utilizzato per il trattamento della disfunzione erettile, ma gli studi hanno mostrato buoni risultati anche per i sintomi urinari causati dall’iperplasia prostatica benigna.
Si possono prescrivere anche alcuni rimedi alle erbe come la serenoa repens.
C’è anche l’opzione dell’operazione chirurgica per curare l’ingrossamento della prostata.


Quando operare?

I motivi per fare un intervento chirurgico sono:

  1. Il paziente ha sintomi importanti e gli altri trattamenti non sono efficaci;
  2. La prostata ingrossata causa infezioni urinarie ricorrenti o calcoli alla vescica;
  3. Il trattamento farmacologico non è possibile a causa delle controindicazioni o effetti collaterali.

La decisione dipende dal paziente dopo aver considerato i benefici e le eventuali complicanze dell’intervento.
Ci sono diversi tipi di intervento chirurgico:

  • Resezione transuretrale della prostata (TURP), se la prostata non è molto grande.
  • Prostatectomia semplice, solo se la prostata è molto grande, oltre i 120/130g circa
  • Chirurgia con Laser, permette una resezione dell’adenoma prostatico, anche se meno profonda.
  • Incisione transuretrale della prostata (TUIP),
  • Lifting uretrale.

 

Come avviene l’intervento?

Resezione transuretrale della prostata (TURP): è il trattamento chirurgico più usato per la prostata ingrossata.
Il medico inserisce un piccolo strumento nella prostata attraverso l’uretra (intervento endoscopico).
Dopo rimuove la prostata.

Prostatectomia semplice
Si effettua in caso di iperplasia grave della prostata, quando il peso supera i 120 grammi.
Il medico fa un’incisione nell’addome o nel perineo (l’area dietro lo scroto).
La parte interna della prostata è rimossa, ma rimane la parte esterna. Dopo questo intervento, può essere necessario rimanere in ospedale per un periodo fino a 10 giorni.

Incisione transuretrale della prostata (TUIP): è simile alla TURP, ma la prostata non è rimossa.
Il chirurgo effettua un incisione nella prostata per allargare:

  1. L’uscita della vescica (collo vescicale),
  2. L’uretra.

L’incisione consente all’urina di fluire più liberamente.
Di solito, questo intervento si effettua in day hospital.

Chirurgia robotica
La chirurgia robotica è un’operazione telecomandata in cui il chirurgo si trova lontano dal paziente mentre esegue l’intervento chirurgico.
I movimenti del chirurgo passano una certa precisione fino alla punta del strumenti e permettono di operare con molta precisione.
Il dottore accede alla prostata attraverso alcuni piccoli fori e gestisce l’intervento robotico con strumenti molto piccoli e precisi.
Questo permette di:

  1. Eseguire l’intervento con grande precisione,
  2. Rimuovere la ghiandola prostatica del paziente senza danneggiare il tessuto circostante.

Non si formano delle cicatrici sull’addome, ma pochi piccoli segni dovuti all’intervento.
La chirurgia robotica in urologia è ben collaudata per il trattamento di malattie non correlate all’ipertrofia prostatica benigna.
Tuttavia, recentemente il robot è sempre più utilizzato per il trattamento della prostata ingrossata.

Queste tecniche sono limitate a centri robotici che trattano molti pazienti, ma uno studio scientifico ha dimostrato che i risultati sono comparabili con la chirurgia aperta e ci sono meno complicanze.
Fonte:Perioperative Outcomes of Robotic and Laparoscopic Simple Prostatectomy: A European-American Multi-institutional Analysis. – Autorino R et al. – Eur Urol. 2015 Jul; 68(1):86-94.

Terapia laser
La terapia laser:

  1. Può alleviare i sintomi immediatamente,
  2. Ha un minor rischio di effetti collaterali rispetto agli altri tipi di chirurgia.

La terapia laser può essere utile negli uomini che non possono essere operati a causa dell’assunzione di anticoagulanti.

Descrizione
Per effettuare questo trattamento, il medico inserisce lo strumento che emette il laser nell’uretra, quindi effettua un incisione.
Un laser ad alta energia distrugge (vaporizza) e rimuove il tessuto prostatico in eccesso per aumentare il flusso urinario.
Il laser agisce solo nella parte centrale della prostata (adenoma prostatico), quindi salva il tessuto prostatico esterno funzionante.
L’ablazione con laser ad Holmio (HoLEP) si effettua in due tempi:

1) Il chirurgo inserisce il laser nell’uretra fino al livello della prostata.
Qui separa il tessuto prostatico dalla capsula esterna.
Il laser ad Holmio è molto preciso perché penetra solo 0,5mm nella prostata.
Il tessuto prostatico in eccesso è spinto nella vescica.

2) Nella seconda fase, il chirurgo inserisce uno strumento chiamato morcellatore nell’uretra fino alla vescica per frantumare l’adenoma protatico e poi lo aspira.
Questa terapia può causare dei un irritazione della vescica, quindi può essere necessaria un’altra procedura di resezione in futuro.
Ogni laser ha una lunghezza d’onda e delle caratteristiche diverse.
I vantaggi del laser sono:

  1. L’incisione molto precisa,
  2. Un’emostasi (blocco dell’emorragia) eccellente.

Le tecniche per rimuovere il tessuto prostatico possono essere:

  1. Tecniche ablative con distruzione del tessuto,
  2. Tecniche di enucleazione, in cui il tessuto è diviso in grandi lobi anatomici e poi è rimosso

Fonte: Recent advances in treatment for Benign Prostatic Hyperplasia – Simon van Rij and Peter Gilling

Lifting dell’uretra prostatica (PUL)
Questa è una terapia mini invasiva per ridurre i sintomi urinari provocati dalla prostata ingrossata.
Si può effettuare in anestesia:

  1. Locale,
  2. Spinale
  3. Generale.

Il PUL prevede l’inserimento di un impianto che ritrae i lobi della prostata che ostacolano il flusso di urina.
Il vantaggio di questa terapia rispetto ai farmaci e all’intervento chirurgico è il miglioramento della qualità della vita senza causare particolari effetti secondari.
Il miglioramento dei sintomi può essere raggiunto senza alterare la funzione erettile e l’eiaculazione.
Gli effetti collaterali del PUL sono lievi o moderati, ma temporanei.
Fonte: Prostatic urethral lift: A minimally invasive treatment for benign prostatic hyperplasia. – Garcia C, Chin P, Rashid P, Woo HH. – Prostate Int. 2015 Mar;3(1):1-5.

La terapia chirurgica standard ha una percentuale di complicanze durante i rapporti sessuali minore rispetto alla chirurgia laser.
In particolare, gli effetti sono migliori a livello di:

  1. Capacità di erezione,
  2. Riduzione del dolore o fastidio durante l’eiaculazione.

Fonte: Sexual dysfunction in men after treatment for lower urinary tract symptoms: evidence from randomised controlled trial. – Brookes ST1, Donovan JL, Peters TJ, Abrams P, Neal DE. – BMJ. 2002 May 4;324(7345):1059-61

Problemi di eiaculazione e fertilità

L’eiaculazione retrograda (eiaculazione nella vescica) può essere causata da:

  • Intervento chirurgico,
  • Farmaci alfalitici.

Queste terapie agiscono sui recettori del collo vescicale che perde la capacità di chiudersi durante l’eiaculazione.
Quindi il liquido seminale entra nella vescica invece di essere emesso all’esterno.
Nell’intervento si fa la resezione del collo vescicale e quindi questa conseguenza rimane per sempre, mentre se l’eiaculazione retrograda è causata dal farmaco alfalitico, quando si interrompe l’assunzione, il sintomo sparisce.

La terapia e l’intervento per la prostata ingrossata non causano problemi di erezione, ma possono ridurre la fertilità perché il liquido seminale non è emesso durante i rapporti sessuali.

Prostata ingrossata: cura e intervento ultima modifica: 2018-05-31T20:23:58+00:00 da Dr. Massimo Defilippo