Come curare le vene varicose | farmaci, operazione e calze

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Cura per le vene varicose

Per la cura dei disturbi legati alla circolazione bisogna rivolgersi all’angiologo o al chirurgo vascolare che sono i medici specialisti che se ne occupano.

INDICE

 

Farmaci per le vene varicose

Tra le terapie che il medico prescrive quando le vene varicose non sono gravi ci sono i flebotonici, cioè medicine che rafforzano le pareti delle vene.
Per le vene delle gambe, generalmente il farmaco prescritto è l’oxerutina (Venoruton).

 

Creme per le vene varicose

Le creme possono aiutare a ridurre i sintomi, ma bisogna fare attenzione al gel perché spesso è su base alcolica e quindi tende a seccare la pelle.
Questo può aumentare il prurito.

Tra le creme più utili ci sono:

Skin Doctors Vein Away Plus
Questa crema contiene:

  • Aloe vera,
  • Estratto di mela,
  • Acido ialuronico.

Penetra nell’epidermide e favorisce la riparazione dei capillari
Favorisce la coagulazione e la rigenerazione delle pareti venose.
Applicare dopo una doccia calda perché la cute è più morbida.

Crema Biomed per vene varicose con l’estratto di ippocastano
Si tratta di un prodotto naturale al 100% che aiuta a ridurre il gonfiore e la pesantezza delle gambe.
Inoltre migliora il tono della cute e agisce contro le vene varicose.
Non usare su lesioni cutanee.

Verticastan
Questa crema contiene:

  • Amamelide (vasoprotettore),
  • Estratto di castagno (antinfiammatorio naturale),
  • Arnica (stimola la circolazione, antinfiammatorio e anticoagulante),
  • Rosa canina (previene la formazione di trombi),
  • Mirtillo (gli antociani contenuti prevengono l’aggregazione delle piastrine e la vasodilatazione ),
  • Edera (vasocostrittore, cicatrizzante e lenitiva).

 

Calze elastiche

Le calze elastiche a compressione graduata aiutano molto il ritorno venoso. Questa calza deve stringere molto in basso (a livello del piede) e meno nella parte alta della gamba. In questo modo spreme le arterie in basso e blocca il ritorno venoso verso il piede.
L’unico problema è che scaldano molto, quindi in estate sono difficili da tollerare. Inoltre, dovrebbero essere personalizzate, altrimenti potrebbero fare delle pieghe che peggiorano il problema.
Calze-elastiche-contenitiveSecondo uno studio di: Hirai M et al. (Department of Surgery, Aichi Prefectural College of Nursing, Tougoku, Kamishidami, Moriya-ma-ku, Nagoya, 463-8502 Japan, le calze elastiche prevengono lo sviluppo del gonfiore nelle persone che soffrono di vene varicose.
Tuttavia, la pressione minima dev’essere di 22mmhg (70 denari) per avere un risultato migliore.

 

Quando operare per le vene varicose?

L’operazione è indicata:

  • Se la persona ha dei sintomi che non passano con le terapie,
  • Per l’inestetismo.

Inoltre si effettua per evitare le complicazioni come:

I pazienti sono spesso preoccupati per le possibili conseguenze della rimozione della vena.
Negli arti inferiori ci sono delle vene profonde che sono connesse alle vene superficiali attraverso una fitta rete di vene “perforanti”.
Quindi, la rimozione di una vena superficiale non blocca il ritorno venoso.

 

Vene varicose

Operazione con il laser per le vene varicose

La chirurgia laser consiste nella trasmissione di un un raggio laser che “brucia” le pareti interne della vena:

  1. Grande safena,
  2. Piccola safena.

I laser sono molto precisi e colpiscono solo l’area interessata.
Questa terapia crea una fibrosi all’interno del vaso sanguigno ed entro un anno la vena scompare per atrofia.

L’intervento è poco fastidioso e indolore dato che non prevede incisioni chirurgiche, ma solo un piccolo taglio per inserire la fibra laser (molto sottile).

Descrizione dell’intervento:

  • Il medico effettua un’anestesia locale con delle piccole punture,
  • Si inserisce la fibra a livello del ginocchio e si avanza fino all’inguine.
  • Per posizionare correttamente la fibra nella vena, si utilizza la guida ecografica,
  • Al termine, il paziente torna a casa con delle calze elastiche.

L’intervento si effettua in day hospital e può durare per 15-20 minuti.

Controindicazioni
Questa terapia non si può effettuare sulle vene superficiali perché con il calore si possono provocare ustioni cutanee
La vena dev’essere abbastanza rettilinea, altrimenti la fibra laser non può passare.

Dopo l’intervento il paziente sta bene:

  • Non c’è la convalescenza post-intervento,
  • Può svolgere subito le attività quotidiane.

 

Intervento chirurgico per le vene varicose

Nel 20% dei casi in cui l’intervento laser non è indicato perché le vene sono superficiali, il chirurgo può proporre l’intervento di stripping.

L’intervento di rimozione della safena si effettua sempre meno perché:

  • Ci sono tecniche meno invasive che danno risultati migliori,
  • La vena safena potrebbe essere utile in caso di intervento al cuore.

La flebectomia (la prima fu nel 1924 alla Mayo Clinic), ovvero l’asportazione di una vena, si esegue in day hospital.
Con questa tecnica si possono eliminare tutte le vene varicose, tranne la grande safena che necessita di un trattamento diverso: la crossectomia.

In questo caso, prima di sfilare la vena bisogna incidere e legare la giunzione tra:

  • La safena e la vena femorale,
  • La safena e la poplitea,
  • I vasi sanguigni collaterali.

Descrizione dell’intervento di flebectomia delle vene varicose

  1. L’operazione è effettuata in anestesia locale.
  2. Invece di eseguire dei tagli, si fanno dei piccoli fori sulla pelle con un ago o una lama sottilissima nei punti dove le varici sono più sporgenti.
  3. Dopo il chirurgo inserisce un catetere e uno strumento chiamato stripper all’interno della vena fino all’estremità inferiore, sotto al ginocchio.
  4. Da qui tira e sfila la vena.

Recupero post-intervento

  • Il chirurgo mette un bendaggio compressivo e le calze elastiche,
  • Per 3-4 giorni non bisogna stare in piedi.
  • Per il recupero totale servono 2/4 settimane.

Secondo un articolo pubblicato su varicoseveins.org, lo stripping ha una percentuale di successo del 71%, mentre le terapie meno invasive arrivano al 98%.

 

Scleroterapia,vene varicoseScleroterapia per le vene varicose

Si tratta di una procedura semplice che non richiede il ricovero in ospedale.

Durante questa terapia, si inietta una soluzione nelle vene colpite con un piccolo ago.

Secondo Parsons ME. (Sclerotherapy basics. Dermatol Clin. 2004 Oct. 22(4):501-8, xi), le sostanze utilizzate per chiudere le vene sono:

  • Saponi – distruggono la membrana cellulare delle vene (causano la denaturazione delle proteine)
  • Prodotti osmotici – causano la disidratazione cellulare e la dentaurazione delle proteine.
  • Irritanti chimici – distruggono l’endotelio della vena.

Le sostanze più utilizzate sono:

  • Soluzione salina ipertonica,
  • Sodio tetradecilsolfato,
  • Polidocanolo,
  • Glicerina cromata.

L’iniezione può causare fastidio per uno/due minuti, soprattutto se la vena trattata è grande.

Indicazioni
I candidati ideali sono persone con piccole vene superficiali di piccolo calibro (meno di 5mm).
Le donne incinta non possono fare la scleroterapia.

Gli effetti collaterali variano:

Oggi si utilizza la scleroterapia con la schiuma: la mousse sclerosante.
In questa procedura, l’agente sclerosante liquido è miscelato con l’aria per creare una schiuma che s’inietta nelle vene.

Si usa nelle grosse varici, almeno 20mm perché la schiuma sposta tutta la massa del sangue della varice.
Il liquido invece è diluito.
Non si fa sulle vene medie o piccole, altrimenti la mousse può dare reazioni più importanti (ematoma, ecc.)

Questo è uno dei modi più semplici per alleviare il dolore delle vene varicose.

Si usano 3 siringhe:

  • Una con una soluzione fisiologica per “lavare” la vena, rimuovere i globuli rossi e aumentare l’efficacia del farmaco.
  • Altre due per l’iniezione del farmaco (per esempio, Atossisclerol).

Dopo la scleroterapia bisogna tenere la calza elastica per tenere il farmaco a contatto con la parete venosa.
Si forma un livido/ematoma. In base alle dimensioni della vena possono essere piccoli o grandi.

 

T.R.A.P. per le vene varicose

La scleroterapia agisce sulle vene superficiali malate, ma non interviene sulla causa, quindi:

  • Non può evitare le recidive,
  • Ci sono delle complicanze.

La fleboterapia ambulatoriale rigenerativa tridimensionale (T.R.A.P.) è una forma “dolce” e non-ostruttiva di scleroterapia che agisce sull’intera rete venosa:

  1. Superficiale,
  2. Perforante (vene che colleganola circolazione superficiale e profonda).

Questa terapie permette la rigenerazione, quindi non ostruisce la vena varicosa.
Il chirurgo inietta una soluzione di salicilato di sodio al 6% e 0,5 o 1 ml di lidocaina cloridrata in un veicolo alcalino in tutti i vasi visibili:

  1. A occhio nudo,
  2. Mediante transilluminazione.


Secondo gli studi scientifici, il risultato estetico è migliore rispetto alle altre terapie, anche a distanza di 6 anni.
Il salicilato di sodio ha un effetto:

  • Antinfiammatorio,
  • Anti-coagulante.

Il pH alcalino di queta sostanza ha 3 effetti:

  1. Limita l’assorbimento del salicilato,
  2. Neutralizza i suoi prodotti del metabolismo,
  3. Accelera l’eliminazione di questa sostanza.

La viscosità della soluzione:

  • Rallenta la diluizione del farmaco,
  • Consente il contatto completo con l’endotelio (parete interna). Questa caratteristica manca nelle normali terapie sclerosanti acquose, tranne in quelle schiumose.

In caso di vene varicose lievi, in una seduta il chirurgo tratta tutto l’arto inferiore, negli altri casi, in ogni seduta tratta solo una regione:

  • Mediale o interna,
  • Posteriore,
  • Laterale.

Se questa terapia è effettuata correttamente, non ci sono effetti collaterali.