Nevralgia del pudendo

Last updated on febbraio 22nd, 2018 at 11:57 am

Cos’è la nevralgia del pudendo?

È una patologia rara ed è molto dolorosa, il fastidio è costante e può peggiorare in certe posizioni.
 

INDICE

 

Il dolore di origine nervosa è fortissimo, può diventare insopportabile come: la nevralgia del trigemino, un dolore intercostale, una sciatalgia, una sindrome del tunnel carpale ecc.
La maggior parte dei pazienti colpiti sono di genere femminile.

Muscoli perineali,pavimento pelvico,canale vaginale,retto.pudendo

La neuropatia può iniziare durante l’attività sportiva, con un trauma, in rari casi durante un rapporto sessuale, in seguito ad un parto, con un intervento chirurgico a livello proctologico-urologico-ginecologico, con un endoscopia pelvica, ma può insorgere anche senza un motivo apparente.
Non è ancora chiara la causa di questa nevralgia, l’ipotesi più attendibile è la compressione del nervo perché i sintomi sono di tipo nervoso e seguono il percorso del pudendo.

 

Anatomia del nervo pudendo

Il nervo pudendo origina dal midollo spinale a livello sacrale, precisamente dalle radici nervose che escono attraverso i fori intervertebrali S2-S3-S4.
Da qui scende lungo la schiena, attraversa il grande forame ischiatico, dietro al muscolo Piriforme.
Sotto questo livello si divide in due rami: Nervo perineo e Nervo dorsale del pene, che continuano fino al pene o alle grandi labbra della vulva.
È un nervo sia sensitivo che motorio, innerva la regione dello sfintere anale, i genitali e la pelle compresa tra questi.

 

Quali sono i sintomi della nevralgia del pudendo?

I sintomi possono essere diversi, il dolore si sente nella zona pelvicatra l’ano e gli organi genitali, può essere unilaterale o bilaterale.

Il paziente affetto da neuropatia del pudendo ha forte dolore a rimanere nella posizione seduta, può essere costretto a sedersi sulla “ciambella ad aria”, questo oggetto consiste in una specie di salvagente che permette di appoggiare il peso del corpo sulla parte esterna del gluteo e la coscia, invece della zona pelvica centrale.
Quando si rimane in piedi per molto tempo si sente fastidio, invece a letto i sintomi si alleviano o scompaiono.
Chi soffre di nevralgia del pudendo può avere disturbi durante la minzione, la defecazione o i rapporti sessuali, i maschi possono avere anche problemi di erezione.

Oltre al dolore insopportabile, il paziente sente spesso:

  • Bruciore,
  • Formicolio,
  • Sensazione di un corpo estraneo nel retto.


Il dolore pungente si manifesta quando il paziente è seduto sulla sedia o in macchina, generalmente anche durante i rapporti sessuali.
I vestiti aderenti e stretti non sono tollerati dal paziente perché premono direttamente sul perineo.
I sintomi peggiorano durante l’attività sportiva.
Il paziente generalmente rimane in piedi durante il giorno o si siede sulla ciambella per non appoggiare sulla zona dolente.
Si può perdere la sensibilità nella zona innervata dal pudendo, negli organi genitali e nel gluteo.
I sintomi possono coinvolgere la vescica con incontinenza, sensazione di non riuscire a svuotare la vescica, urgenza di minzione.
Durante e dopo la defecazione è possibile avvertire dolore, il paziente può soffrire anche di stitichezza, incontinenza o emorroidi.
I rapporti sessuali sono dolorosi e questo sintomo rimane anche dopo il termine del rapporto.
Questa nevralgia tende a cronicizzarsi perché generalmente non risponde ai comuni farmaci antidolorifici.

 

Diagnosi della nevralgia del pudendo

Di solito, per la diagnosi è sufficiente una visita medica perché gli esami strumentali come la risonanza magnetica sono negativi.
Spesso è confusa con altri disturbi, il paziente consulta tanti specialisti prima di capire qual è il reale problema e in certi casi si sottopone a interventi invasivi che potrebbero essere evitati.
La zona in cui si verificano i  sintomi può interessare diversi specialisti: ginecologi, urologi, proctologi, gastro-enterologi, neurologi ecc.

 

I medici devono distinguere questa sindrome da:

In certi casi il dolore somiglia ad altre sindromi di tipo vascolare, cutaneo, muscolare (sindrome del piriforme, sindrome pubo-rettale o pubalgia).

 

perineo,elevatore dell ano,uomo

Tra gli esami prescritti dai medici di base e dagli urologi c’è l‘ecografia addominale inferiore per valutare il perineo e il testicolo: In questo caso l’ecografista analizza solo la prostata e la vescica.
Per avere un quadro completo dovrebbero prescrivere un ecografia dello scroto e della regione inguinale che viene eseguita con un altra sonda.

Questo tipo di ecografia mostra altre strutture corporee e può mostrare un ernia scrotale che altrimenti non si noterebbe.

Per diagnosticare la nevralgia del pudendo, il paziente deve avere una perdita di sensibilità del perineo, perdita del riflesso anale, dolore e bruciore lungo il percorso del nervo pudendo e disturbi a livello dello sfintere esterno dell’ano.
Premendo sull’ano, chi ha questa nevralgia riferisce dolore nella regione ischiatica.

L’Elettromiografia per valutare l’innervazione dello sfintere anale e dei muscoli bulbo cavernosi è positiva nei pazienti con nevralgia del pudendo. Un altro esame strumentale utile è la PNTML ovvero lo studio del tempo di latenza del pudendo che esamina la funzione motoria del nervo e la velocità di conduzione.
L’altro accertamento che si esegue è la manometria ano-rettale, utile per valutare disturbi come spasmi rettali, stipsi, incontinenza fecale, ragadi anali, difficoltà ad evacuare, prolasso ed emorroidi.

 

Cosa fare? Qual è la terapia per la nevralgia del pudendo?

Chi soffre di nevralgia del pudendo spesso contatta tanti specialisti ed effettua tanti trattamenti,anche quello chirurgico.

I farmaci antinfiammatori generalmente non risolvono il problema, le terapie fisiche di fisioterapia possono alleviare i sintomi, ma le terapie più efficaci sono quella manuale e chirurgica.
Tra le cure che si effettuano spesso, l’iniezione di anestetico ha un ottimo effetto antidolorifico ma temporaneo.
A livello di terapia manuale si sciolgono le aderenze del tessuto connettivo causate da traumi, interventi chirurgici ecc., che vanno a interferire con il nervo causando il dolore.
Generalmente, i medici perscrivono i farmaci antinfiammatori, cortisonici (medrol), antidepressivi e medicine per il dolore neuropatico.
Purtroppo la terapia farmacologica non risolve il problema, in certi casi riduce leggermente il dolore, ma causa spesso degli effetti collaterali.
La soluzione chirurgica è la decompressione nervosa che potrebbe eliminare il dolore in circa 12 mesi.

 

Rimedi naturali e osteopatia per la nevralgia del pudendo

Per ridurre il dolore da seduto, il paziente può mettere una “ciambella” o salvagente gonfiato ad aria sulla sedia.
Tra le terapie manuali, l’osteopatia effettuata da un terapista esperto può risolvere il problema perché riduce la pressione di muscoli e legamenti pelvici sul nervo pudendo.
I rimedi più importanti per curare la nevralgia del nervo pudendo sono:

  • Una dieta sana, evitando fritti, alcolici, carne, latticini, caffè, dolci e alimenti trasformati;
  • L’esercizio fisico regolare;
  • Smettere di prendere i farmaci;
  • Smettere di fumare;
  • Docce calde.


In questo modo il corpo riesce a funzionare correttamente.
Gli esercizi di Kegel per la riabilitazione perineale possono essere utili per un miglior controllo muscolare, quindi possono aiutare a rilassare le contratture, ma non bisogna effettuarli per rinforzare i muscoli.
Molti pazienti mi chiedono se l’agopuntura può essere utile, ma in questo caso i risultati non sono soddisfacenti.

 

Nevralgia del pudendo ultima modifica: 2012-10-26T09:54:26+00:00 da Dr. Massimo Defilippo
16 comments on “Nevralgia del pudendo
  1. Enrico,
    Personalmente non facciamo le terapie che ha consigliato Stefano.
    Tuttavia, mi sento di dare un consiglio che credo possa essere utile a tanti.
    Non credo che le malattie siano genetiche, nemmeno che siano maledizioni, ma siamo noi a causarl.
    Come? Con alcuni alimenti e una vita sedentaria.
    Io nella mia vita ho sempre risolto i miei problemi di salute con dei cambi di alimentazione, esercizi, manipolazioni, ecc. mai con l’intervento di un medico.
    Con questo non voglio dire che i medici non siano bravi, conoscono la loro materia 1000 volte meglio di me.
    Tuttavia, non si fanno esperimenti e studi scientifici sulle cause dei problemi.

    Io ti consiglio di fare una dieta a eliminazione, prova a togliere tutti gli alimenti che mangi per una settimana, tieni un diario per sapere quando va meglio e quando va peggio.
    Troverai delle sorprese che nemmeno immagini.
    Per esempio, qualcuno ti ha mai detto che i cereali possono causare stanchezza?
    Oppure che alcuni frutti possono causare sonnolenza e russamento?
    Potrei continuare per ore, ma credo che ognuno debba fare uno sforzo personale per capire la causa ed eliminarla, io posso seguire e consigliare, ma con farmaci e integratori non credo che risolverai la nevralgia del pudendo.

  2. Enrico ha detto:

    Salve a tutto lo Staff di Fisioterapia Rubiera.
    Mi ha incuriosito il commento del Sig. Stefano visto che anch’io soffro come tante altre persone di questa incredibile patologia. Incredibile perchè a 40 anni tutto avrei pensato fuorchè non essere in grado di giocare e dare attenzioni a mio figlio piccolo.. purtroppo la mia vita è diventata un’inferno, vado al lavoro drogandomi il più possibile (Lyrica, Depalgos, Medrol) e le altre ore del giorno le trascorro steso a letto poichè rientro a casa con fitte alla zona perineale e soprattuto un senso di nausea che non mi permette di stare in piedi! Non cito tutte le visite che ho fatto prima e dopo la diagnosi di nevralgia del pudendo perchè starei ore a scrivere, sempre accompagnato da altre persone, e con un’esborso folle in termini economici, e tutto questo fatto sull’onda della forza della disperazione; mi preme invece chiedere con tutto rispetto se c’è la possibilità di essere messo in contatto col Sig.Stefano (ovviamente anche a pagamento) oppure se anche “Fisioterapia Rubiera” possa trattare con i PEMF o con l’ossigeno-ozono terapia questo tipo di malattia. Mi scuso se mi son dilungato troppo, e Vi ringazio per qualsiasi info che mi possiate dare.
    Enrico

  3. Lara de Mattia ha detto:

    Gentilissimo Stefano, se fosse possibile vorrei avere la possibilità di provare il suo metodo di magnetoterapia che lei ha sperimentato con successo in quanto sono più di dieci anni che soffro per questa malattia del pudendo attraversando di città in città numerosi medici cure e sofferenza..non mi sono mai sposata e sono ancora alle prese con questo dolore senza lavoro con soldi spesi inutili e tantissima forza nell affrontare un dolore cronico così profondo .La prego di aiutarmi
    Saluti affettuosi
    Lara

  4. Stefano ha detto:

    Un’ultima precisazione riguardo ai PEMF (Campi Elettromagnetici Pulsati):
    i PEMF, sebbene simili, sono diversi dalla Magnetoterapia classica.
    Gli apparecchi per la Magnetoterapia forniscono generalmente campi elevati e concentrati, con la conseguenza di dover limitare il tempo di esposizione. Inoltre le forme d’onda del campo elettromagnetico applicato non sono come quelle dei PEMF, infatti in quest’ultimo caso si parla, non a caso, di campo PULSATO.

    Campi concentrati e quindi elevati posso anche essere pericolosi, occorre limitare il tempo di esposizione entro determinati valori.
    Inoltre, l’assunto che non è importante se l’energia erogata alle cellule avvenga in breve tempo con un campo elevato o viceversa, è completamente ERRATA.

    La letteratura scientifica dice esattamente il contrario:
    il campo elettromagnetico pulsato deve essere di bassa intensità, non concentrato e applicato per almeno 4 ore consecutive.

    Ovviamente è più comodo ed economico fare trasduttori (gli oggetti che emanano il campo elettromagnetico) piccoli che generano un campo concentrato (quindi elevato) e per poco tempo (risparmio sulle batterie).

    Questi campi elettromagnetici servono a ristabilire la differenza di potenziale elettrico (Tensione. Unità di misura: Volt) tra il nucleo delle cellule e la loro membrana esterna.
    La natura ha i propri ritmi e tempi, e noi, con le nostre cellule, facciamo parte della natura.

    Fornire tutta l’energia necessaria a guarire le cellule con un campo elevato ma in poco tempo è come innaffiare una pianta con tutta la cisterna dell’acqua, anziché dargliene distribuita nel tempo….secondo voi che fine farà la pianta.

    Oppure, ancora, è come caricare le batterie con una corrente molto elevata per poco tempo invece che farla caricare con il ritmo giusto, quanto durerà la batteria ?

    Purtroppo sul mercato non mi risulta ci siano dispositivi che siano conformi alle ricerche scientifiche in campo medico sui PEMF, o forse ce ne è qualcuno molto specifico per terapie mirate su problemi osteoarticolari.
    Se volete leggervi (in inglese però) le ricerche medico scientifiche sui PEMF date un’occhiata qua:
    https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/?term=pemf

  5. Stefano ha detto:

    Buongiorno a tutti, sono Stefano la persona che ha scritto la testimonianza “Neuropatia al nervo Pudendo; come sono tornato a fare una vita normale.”
    Mi scuso con tutti coloro che hanno cercato di mettersi in contatto con me tramite questo sito, purtroppo non mi ero accorto delle richieste. Grazie agli administrators di Fisioterapia Rubiera sono stato contattato da Marco Dellisanti a cui risponderò privatamente.
    Innanzitutto vorrei chiarire che è sempre consigliabile essere seguiti da un centro specializzato, come mi sembra sia quello a cui fa capo questo sito.
    Detto ciò sono contento di comunicarvi che da maggio 2017 ad oggi ci sono state delle piacevoli conferme dell’efficacia della terapia.
    Le ricerche scientifiche in campo medico su questo metodo di cura non invasivo (PEMF) si stanno moltiplicando; si stanno avendo conferme dell’evidenza di miglioramenti strabilianti con diverse patologia, non solo neuropatie ma anche alzheimer, ischemie, problemi di circolazione, problemi osteoarticolari, tumori, etc.
    Tutte, ma proprio tutte, le ricerche confermano l’efficacia dei PEMF (Campi Elettromagnetici Pulsati).
    Ho quindi dotato il mio dispositivo della possibilità di essere utilizzato per le varie patologie, lo si comanda mediante un comune smartphone, è possibile scegliere la patologia da curare in maniera molto semplice e consultare quante terapie si è fatto.
    Vi è anche una sezione dedicata al centro medico, fruibile attraverso password, in cui programmare la durata delle terapie e il numero di cicli di terapia prima che si disabiliti.

    Sto preparando un sito in cui inserirò tutte le informazioni raccolte e i link alla letteratura scientifica di riferimento. Il sito è in costruzione ma tra non molto avrà un bel pò di informazioni http://www.pemf.it

    Per quanto riguarda la mia apparecchiatura ho ricevuto interessamenti da parte di qualche azienda, c’è qualche trattativa ma non si è ancora concluso nulla, anche perché sono in attesa di risposte di carattere legale lavorando in una azienda biomedicale (che però si occupa di ben altre cose).

    Come si può ben immaginare il percorso per ottenere la certificazione per la vendita è molto lungo e per nulla semplice, non può essere fatto da un privato, come me, ma ci vuole una società; quindi per ora i miei apparecchi restano dei prototipi che non hanno alcuna certificazione per essere utilizzati come metodo di cura, chi li utilizza lo fa a proprio rischio e pericolo, come ho fatto io.
    Voglio essere chiaro su questo argomento perché non voglio né guai né illudere nessuno.

    Se gli admin di questo sito volessero mettersi in contatto con me ne sarei felice.
    Buona giornata a tutti.
    Stefano

  6. Ho risposto via e-mail

  7. Marco Dellisanti ha detto:

    Buonasera, volevo sapere anch’io come mettermi in contatto con Stefano. Sopra ho letto “Potete mandare una mail, io personalmente non conosco Stefano, quindi non posso garantire sull’efficacia del suo trattamento”, ma qual è la sua mail?
    Grazie infinite

  8. Mah, non saprei come.

  9. Patrizia Di Donato ha detto:

    Buonasera , è possibile mettersi in contatto con Stefano che ha lasciato il commento sopra?
    Grazie, Patrizia

  10. Potete mandare una mail, io personalmente non conosco Stefano, quindi non posso garantire sull’efficacia del suo trattamento.

  11. Miriam ha detto:

    Sono anch’io molto interessata al caso del signor Stefano, in quanto mia mamma soffre da anni di forti, che solo di recente sono stati riconosciuti come sintomi della nevralgia del pudendo. Ovviamente l’ipotesi di una cura efficace ci ha riempite di speranza, ma come possiamo accedere alla magnetoterapia che ha giovato a Stefano, se si tratta di un adattamento fatto da lui stesso? Cosa potremmo cercare in commercio o presso un qualche medico specialista per tentare questa possibilità di cura? Grazie!

  12. Ignazio,
    generalmente non utilizzo la magnetoterapia per questo tipo di disturbi, ma per ossa e articolazioni.
    Tuttavia in base alla frequenza può agire su diversi tessuti.

  13. Ignazio ha detto:

    In relazione alla testimonianza di Stefano, “Neuropatia al nervo Pudendo; come sono tornato a fare una vita normale.” sarei interessato a delle delucidazioni in quanto mi è stata diagnosticata, ormai da anni, la stessa patologia ed ho seguito varie terapie con risultati non sempre efficaci. Non ho mai sentito parlare di magnetoterapia e dopo aver letto la testimonianza ho cercato in rete eventuali tracce ed ho trovato degli apparecchi portatili per magnetoterapia a bassa frequenza e alta intensità. Non sapendo se questi apparecchi possono essere utilizzati, sarei interessato a conoscere l’opinione di Stefano e/o ad avere eventuali consigli al fine di poter provare anch’io la magnetoterapia per la neuropatia al nervo pudendo.

  14. Stefano ha detto:

    Neuropatia al nervo Pudendo; come sono tornato a fare una vita normale.

    Voglio portare a conoscenza di chi soffre di questa particolare malattia di come sono riuscito a tornare a fare una vita normale, sperando che le informazioni qui riportate possano essere d’aiuto a qualcuno.
    Il primo episodio doloroso lo ebbi nell’agosto del 2015 in un periodo di forte stress a causa di una situazione spiacevole, in questo contesto ebbi un episodio per me molto raro di forte stipsi che si risolse con un dolore lancinante a livello anale sul lato sinistro; come se si fosse conficcata una spina.
    Subito pensai a ragadi dovute a quello sporadico problema di stipsi, il dolore durò nell’immediato per un paio di settimane con andamento altalenante. Nei mesi successivi ebbi diversi episodi dolorosi che però confondevo con ragadi o emorroidi e imputavo all’uso di peperoncino (ne usavo parecchio e molto potente) e di sporadici alcoolici. Ogni volta il dolore era superiore alla volta precedente, le visite mediche portavano a conclusioni varie che variavano da ragadi a ipertrofia anale con cure che non davano i risultati sperati. Il problema era stare seduto e diveniva ingestibile con l’uso dell’auto o del treno.
    A distanza di 1 anno dal primo sintomo il problema era degenerato e il dolore compariva sempre più frequentemente e sempre più forte. Capii che non era dovuto all’alimentazione e finalmente ne ebbi la conferma dopo una visita dal Prof. Giordano ad Acqui Terme a novembre 2016; era Neuropatia al Pudendo o Sindrome di Alcok.
    Feci una serie di esami, nello specifico una anoscopia, una colonscopia, una RMN dello scavo pelvico, una elettromiografia ai nervi pudendi con elettrodo di St. Mark (esame fondamentale ma quasi impossibile da trovare, riuscii a sottopormici andando dal Dott. Giunchedi a Tortona), una visita urologica.
    Il Dott. Giunchedi mi prescrisse un esame specifico: RMN ai nervi pudendi.
    Tale esame viene condotto a livello di ricerca solo dal Prof. Tagliafico all’IST di Genova e si tratta di una Risonanza Magnetica mirata allo studio del nervo pudendo.
    L’esame ha rilevato alterazioni a carico del ramo principale del nervo pudendo in possibile rapporto a esiti post traumatici non recenti e a livello del lato sinistro del centro tendineo del perineo è stato rilevata una piccola zona di tessuto fibrocicatriziale di significato probabilmente post-traumatico non recente. che poteva essere in rapporto di contiguità con i rami di divisione distali del pudendo di sinistra.
    In altre parole stavo pagando pegno di infortuni avuti da giovane e a cui non avevo dato la debita importanza.
    Ora sapevo le cause, ma il dolore continuava più frequente e forte di prima, sempre peggio.
    Sono andato un paio di volte al pronto soccorso a causa dei dolori, che mi faccevano passare con dosi da cavallo di cortisone e antidolorifici endovena. Non si poteva continuare così.
    Da dicembre prendevo 2 compresse di NEUROTIN 400 al giorno e al bisogno il DEPALGOS, ma la situazione era instabile e la mia resistenza seduto molto limitata, l’andare in auto era quasi impossibile, idem per il treno su cui mi trovavo costretto a stare quasi per tutto il viaggio in piedi.
    Inizia a ricercare in rete informazioni sulle cure possibili per risolvere il mio problema e mi imbattei in un articolo del Dott. Rosso di Alba che affrontava la malattia con l’ossigeno-ozono terapia.
    A Marzo 2017, dopo una crisi di dolore terrificante che mi tenne a casa per un paio di settimane, decisi di andare dal Dott. Rosso ed iniziai la terapia con 2 sedute alla settimana.
    La terapia consiste nel far assorbire ai tessuti della zona malata l’ozono che altro non è che l’ossigeno la cui molecola invece che essere composta da soli 2 atomi è composta da 3 atomi.
    I metodi di esposizione sono 2, il primo è con iniezioni sottocutanee (con ago davvero piccolissimo) nella zona perianale e inguinale, il secondo è tramite insufflazioni anali.
    Oltre all’ozono terapia il protocollo del Dott. Rosso prevede anche un ciclo di sedute di “Ionorisonanza ciclotronica” con un apparecchio che si chiama Sequex, in pratica ci si sdraia su un lettino che ha un emettitore di onde elettromagnetiche.
    Nella fase acuta le iniezioni mi hanno indubbiamente portato un immediato beneficio, anche se devo dire che sono leggermente fastidiose, ma non insopportabili, successivamente le insufflazioni hanno davvero migliorato molto la situazione.
    Le sedute di “Ionorisonanza ciclotronica” hanno dato una mano a livello generale ma ad essere sincero non mi è sembrato che incidessero più di tanto, almeno nel mio caso.
    Ci sono però 2 altre cose che personalmente ho riscontrato abbiano avuto un effetto davvero incredibile sulla risoluzione della malattia o perlomeno sul netto miglioramento della salute.
    La prima, non come efficacia ma come mia “scoperta”, è la “meditazione”, intesa come metodo per rilassamento profondo dei muscoli interni della zona pelvica-perianale, si potrebbe parlare di training autogeno. In pratica si riesce a rilassare quei muscoli che rimanendo tesi comprimono il nervo pudendo, sono muscoli quasi involontari di cui normalmente non abbiamo coscienza e controllo, ma che un pò di pratica possono invece essere controllati a livello di rilassamento. E’ davvero molto importante, questo mi ha dato davvero moltissimo sollievo.
    La seconda è una cosa che davvero ha dell’incredibile perlomeno nella dinamica di come si sono concatenati gli eventi affinché si verificasse questa situazione e per i risultati che ha avuto.
    Vado per gradi, lavoro da 30 anni nel campo elettronico / informatico, attualmente sono impiegato in una importante azienda elettro-bio-medicale con mansioni amministrative ma in passato ho fatto il progettista elettronico. Ad inizio 2016 mia moglie ha subito un brutto incidente con gli sci lesionandosi il ginocchio in maniera seria; durante una delle visite / terapie da un fisioterpista di nostra conoscenza mi venne proposto di costruire un apparecchio per la magnetoterapia con determinate caratteristiche basate su studi scientifici (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=pemf+knee) in modo che mia moglie potesse usarlo in maniera continua per curarsi.
    Costruii questo apparecchio portatile con il relativo solenoide e mia moglie iniziò ad usarlo con ottimi risultati.
    Ad Aprile del 2017 dopo aver già iniziato la terapia del Dott. Rosso con l’ozono da diverse settimane, ho avuto l’intuizione di provare la magnetoterapia da me costruita leggendo questo articolo: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27901476 (The change of HCN1/HCN2 mRNA expression in peripheral nerve after chronic constriction injury induced neuropathy followed by pulsed electromagnetic field therapy.) la cui conclusione è:
    “Our results indicated that PEMF can promote nerve regeneration and could be used for the treatment of neuropathic pain.”
    che tradotto significa:
    “I nostri risultati hanno indicato che PEMF (Campo Elettromagnetico Pulsato, cioè la magnetoterapia) può promuovere la rigenerazione del nervo e potrebbe essere utilizzato per il trattamento del dolore neuropatico.”
    Ho riprogrammato l’apparecchio da me realizzato con le frequenze rilevate dagli studi e l’ho testato su di me.
    I risultati sono stati incredibili, davvero oltre più rosea aspettativa.
    Ho inserito la bobina sotto al cuscino – ciambella gonfiabile che uso per stare in ufficio collegandola all’apparecchio da me creato e seguendo il protocollo di applicazione. L’intensità del campo magnetico come indicato dagli studi è volutamente bassa e non crea problemi secondari, anzi, un campo più elevato è stato riscontrato che diminuisce l’efficacia della terapia, molto probabilmente stresserebbe solo le cellule; anche il duty cycle e la frequenza sono di valori ben determinati, così come evidenziato dagli studi che potete reperire nei link indicati.
    Il tempo di esposizione inizialmente deve essere molto lungo, superiore alle 4 ore, ma trattandosi di stare seduto in ufficio o in auto, non è un problema, almeno per me. Successivamente l’esposizione può essere decisamente inferiore. Dopo meno di una settimana i risultati sono strabilianti.
    Ad oggi 11 Maggio 2017, non ho più dolore e conduco una vita normale, guido l’auto anche per centinaia di chilometri, prendo il treno senza problemi ed i leggeri fastidi che ancora ho (soprattutto col cambio di tempo) si stanno riducendo moltissimo.
    Penso che il merito sia l’unione di questi 3 aspetti:
    Principalmente la magnetoterapia con l’apparecchio portatile autocostruito, Insufflazioni di ozono, rilassamento autoindotto (meditazione o simile).
    Spero che tutto ciò possa essere utile a qualcuno.
    Ciao
    Stefano

  15. Angelo, l’elettromiografia può dare fastidio, ma non è insopportabile.
    E’ importante capire bene l’origine del dolore perché molti pazienti pensano di avere questo disturbo, ma in realtà il problema è un altro.

  16. Angelo Paolo ha detto:

    Sono un uomo di 51 anni e sto, dopo diverse ipotesi fatte dagli urologi, per sottopormi ad una visita di valutazione del nervo pudendo. Anche leggendo questo articolo, mi convinco sempre più che la mia urologa sia davvero brava, visto che lo ha ipotizzato lei stessa. Posso sapere cosa devo aspettarmi? Da quel poco che so, sono un tantino spaventato dall’elettromiografia… Grazie di cuore!

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