Metastasi ai linfonodi: come si manifestano e cosa fare

 

Cosa sono le metastasi ai linfonodi?

Il tumore metastatico si diffonde dal luogo d’origine a un’altra regione del corpo.

Il tumore che deriva dalla diffusione delle cellule tumorali ad altre parti del corpo si chiama metastasi.

Il sistema linfatico
Il sistema linfatico svolge un ruolo importante nel controllo del movimento dei fluidi in tutto il corpo.

In particolare il sistema linfatico controlla il flusso della linfa, cioè un liquido incolore che contiene:

  1. Ossigeno,
  2. Proteine,
  3. Zuccheri (glucosio),
  4. Linfociti.

Esistono alcune somiglianze e differenze tra il sistema circolatorio e quello linfatico.
I piccoli vasi linfatici si fondono in quelli più grandi e alla fine questi grandi vasi giungono ai linfonodi.

Metastasi ai linfonodiI linfonodi sono dei tessuti a forma di fagiolo presenti in diverse zone del corpo.
I linfonodi sono organuli di attivazione e proliferazione delle cellule immunitarie.
In questa vasta rete la linfa scorre in tutto il corpo, proprio come il sangue.

Nella diagnosi delle metastasi si osserva il movimento delle cellule tumorali nel sistema linfatico, in particolare nei linfonodi.

 

Diagnosi delle metastasi ai linfonodi

I linfonodi superficiali si possono vedere con l’ecografia, ma per capire cosa contengono serve una biopsia, cioè l’asportazione e l’analisi in laboratorio del linfonodo.
In questa procedura si asportano chirurgicamente i linfonodi e si controlla la presenza delle cellule tumorali.
I linfonodi possono risultare positivi o negativi per il cancro.

Poiché le vie di drenaggio linfatico da un tumore variano notevolmente tra i pazienti anche per la stessa area, nel 30% dei tumori non si può prevedere con precisione la migrazione a dei linfonodi specifici.
Il miglioramento negli esami strumentali e nella mappatura del tumore sono necessari per la diagnosi corretta delle metastasi.
L’analisi dei linfonodi permette di scegliere la terapia più adatta e di sapere la prognosi (aspettativa di vita) del paziente.

 

Sintomi delle metastasi ai linfonodi

Le metastasi ai linfonodi causano gonfiore e dolore nel punto in cui si verificano.
Le metastasi possono essere parziali o massive in base all’estensione nell’organo linfatico.
I linfonodi ingrossati possono provocare anche altri sintomi se sono molto gonfi.
Per esempio i linfonodi nel mediastino (torace) possono causare anche tosse e respiro affannoso.

 

ecografia,linfonodo,carcinoma,tiroideo,metastasiLinfonodo sentinella

La biopsia del linfonodo sentinella è un metodo affidabile per studiare i linfonodi colpiti dalle metastasi.
Originariamente sviluppata per il melanoma, questa biopsia è stata adattata per l’applicazione a diversi tumori maligni come il carcinoma mammario.
I
 linfonodi sentinella istologicamente positivi possono predire le metastasi a distanza e rappresentano degli indicatori prognostici sfavorevoli.

 

Asportazione del linfonodo del collo

L’asportazione dei linfonodi laterocervicali o sovraclaveari è utile per la terapia del tumore.
Si può eseguire in 3 modi diversi in base alle condizioni della persona.

La linfa trasporta le cellule cancerose che rimangono intrappolate all’interno del linfonodo.
I tumori al collo e al cervello che colpiscono i linfonodi si diffondono lungo il sistema linfatico. Il modo migliore per sbarazzarsi di questo problema è l’asportazione dei linfonodi.

Che cos’è l’asportazione del linfonodo al collo?
Si chiama anche dissezione del collo. È la rimozione dei linfonodi e dei tessuti circostanti alla zona colpita dal tumore.
L’estensione della parte asportata dipende dall’area interessata e dallo scopo dell’intervento chirurgico.
Il rilevamento del linfonodo colpito si esegue mediante

L’analisi del linfonodo può determinare la presenza delle cellule cancerose nel sistema linfatico.

Dissezione del linfonodo del collo
Questa procedura può durare 2 o 4 ore a seconda del tipo di dissezione e si esegue sotto anestesia generale.
Si identifica e si asporta il linfonodo colpito.

A livello muscolare si incide soltanto il muscolo sternocleidomastoideo.
Si chiude l’incisione con delle suture o delle graffette cutanee.
L’intervento lascia poche cicatrici che si schiariscono con il tempo.

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