In questo articolo ti spiego la connessione tra i disturbi mandibolari e i dolori alle altre articolazioni del corpo.

E lo farò analizzando numerosi studi scientifici a supporto.

Quindi, se vuoi ampliare la tua prospettiva sull’origine del dolore, questo articolo ti piacerà.

Ok, iniziamo!

I disturbi temporomandibolari (TMD) sono una serie di disturbi che colpiscono i muscoli e le articolazioni che agiscono sulla bocca.

I sintomi includono:

  • Dolore articolare,
  • Dolore ai muscoli masticatori,
  • Limitazione dell’apertura della bocca,
  • Deviazione della mandibola durante l’apertura,
  • Scrosci articolari.

La disfunzione temporomandibolare è stata principalmente collegata a cinque fattori di rischio:

  • Malocclusione,
  • Trauma,
  • Forti stimoli dolorosi,
  • Attività parafunzionali,
  • Elementi psicologici, tra cui stress, ansia e depressione (Minervini et al. 2023).

Il sistema stomatognatico è un insieme di strutture anatomiche, funzioni e caratteristiche che ci permette:

  • Masticare,
  • Deglutire i cibi
  • Parlare,
  • Respirare.

E’ composto da:

  • Denti,
  • Articolazioni temporo-mandibolari,
  • Muscoli masticatori,
  • Ossa,
  • Nervi,
  • Lingua e Palato,
  • Mucose.
Bocca

Bocca

Secondo uno studio di WalczyNska-Dragon et al. (2014) è fondamentale comprendere le complesse relazioni tra postura e TMD per trattare i pazienti in modo più efficace ed efficiente.

La causa del dolore cervicale è spesso ancora sconosciuta, ma da questi studi, sembrano essere correlate.

L’obiettivo principale degli studi scientifici fatti finora è stato quello di dimostrare l’esistenza o la mancanza di una relazione tra dolore cervicale e disfunzione del sistema stomatognatico.

Il metodo più spesso utilizzato prevedeva questionari con domande su:

  • Disturbi dell’aspetto motorio del sistema stomatognatico,
  • Dolore nella colonna cervicale.

Sulla base di ciò, i ricercatori avrebbero cercato una connessione tra il dolore cervicale e la disfunzione della componente motoria del sistema stomatognatico.

Invece, in questo studio, è stata utilizzata la terapia con apparecchio occlusale.

 

Non sono state impiegate strategie di trattamento invasive.

La maggior parte dei partecipanti al gruppo sperimentale che hanno ricevuto la terapia con un’apparecchio ha riportato miglioramenti e la completa rimozione o una significativa riduzione del dolore cervicale e dei sintomi del TMD.

Inoltre anche la mobilità della colonna cervicale è aumentata in modo significativo.

 

I disturbi temporomandibolari e la cefalea primaria sono problemi frequenti che spesso coesistono?

In questo studio, Yakkaphan e altri (2024) esaminano la possibile connessione tra i due disturbi sia a livello anatomico che fisiologico.

I Disturbi temporomandibolari e la cefalea hanno un legame complesso e non comprendiamo appieno la loro interrelazione.

Tuttavia, prove crescenti mostrano una significativa associazione tra i due.

Bisogna comunque precisare che ci sono altri fattori biopsicosociali, psicologici e ambientali che possono predisporre o causare questi sintomi.

Il dolore da emicrania si verifica generalmente nel ramo superiore (oftalmico) del nervo trigemino (V1).

nervo-trigemino

nervo-trigemino

Raramente si irradia al ramo V2 e V3, cioè la parte:

  • Centrale o mascellare,
  • Inferiore o mandibolare.

Durante l’insorgenza o l’attacco di emicrania, molti pazienti avvertono dolore spontaneo:

  • Ai denti,
  • Alle guance,
  • Ai muscoli masticatori,
  • Alla regione periauricolare (intorno all’orecchio).

Tali presentazioni di emicrania possono comprensibilmente essere diagnosticate erroneamente come:

  • Mal di denti,
  • Sinusite,
  • Disturbi dell’articolazione della mandibola.

Questa diagnosi ha anche portato a un trattamento inappropriato, come dimostrato da segnalazioni di casi di pazienti con emicrania erroneamente trattati come mal di denti.

Quindi il dentista ha estratto dei denti, ma non sorprende che il dolore sia rimasto lo stesso.

Uno studio trasversale ha rilevato che l’incidenza di disturbi temporo mandibolari non diagnosticata nei pazienti con cefalea era del 25%.

Tra le cefalee primarie, l’incidenza di disturbi temporomandibolari era più alta nei pazienti con emicrania rispetto alle altre diagnosi.

Ciò potrebbe suggerire che il dolore da disturbi temporomandibolari potrebbe essere la causa del mal di testa in alcuni pazienti, data la stretta relazione anatomica tra:

  • I muscoli della masticazione,
  • L’ATM,
  • La testa.

Eccitazione incrociata dei diversi rami del nervo trigemino

I disturbi temporo mandibolari e l’emicrania potrebbero provocarsi a vicenda perché l’eccitazione di un ramo del trigemino attiva l’altro ramo.

Sebbene la dura madre (guaina del midollo spinale) sia innervata principalmente dal ramo superiore (V1), è anche innervata dalle fibre meningee dei rami inferiori V2 e V3.

Pertanto, la connessione anatomica di queste fibre può svolgere un ruolo nell’eccitazione incrociata e spiegare perché il dolore emicranico può verificarsi nelle regioni mascellare e mandibolare.

Gli impulsi nervosi dai tessuti meningei dove si verificano gli attacchi di emicrania e dall’articolazione della mandibola si proiettano verso il ganglio trigemino.

Pertanto, si può ipotizzare che gli impulsi del dolore della mandibola e dei muscoli masticatori possano attivare i neuroni associati all’emicrania a livello del trigemino.

È stato scoperto che un problema della colonna cervicale alta (C2, C3) contribuisce sia ai disturbi temporo mandiboolari che all’emicrania tramite il complesso trigeminocervicale (TCC).

Si tratta di un percorso chiave che spiega la relazione tra:

  • La parte superiore del collo,
  • La mandibola,
  • Il nervo trigemino.

Questo può essere associato a diversi disturbi:

  • Del collo,
  • Del viso,
  • Della testa.
Disturbi della Testa

Disturbi della Testa

La convergenza di alcuni nervi cervicali con il trigemino consente ai segnali del dolore dal collo di essere indirizzati ai recettori del trigemino:

  • Nel viso,
  • Nella testa.

Pertanto, sia l’emicrania che la nevralgia di origine cervicale sono dolori che si verificano insieme ai disturbi temporomandibolari e dovrebbero essere presi in considerazione nel trattamento della mandibola.

 

Mal di testa o emicrania da disturbi temporomandibolari (HATMD)

L’emicrania a volte si comporta in modo simile al dolore causato da disturbi temporomandibolari.

Al contrario, anche i disturbi temporomandibolari (TMD) possono causare mal di testa.

La conferma del mal di testa quando si muove la mascella o si palpa il muscolo durante l’esame clinico è fondamentale per identificare la cefalea di origine cervicale.

Se l’emicrania origina dalla temporomandibolare dovrebbe essere trattato solo il disturbo temporomandibolare.

Prove pubblicate di questo si trovano in uno studio su pazienti con HATMD sottoposti solo a trattamento TMD.

Il risultato ha mostrato una correlazione significativa tra una riduzione dei sintomi del TMD e una diminuzione della frequenza e dell’intensità dei mal di testa.

bocca-lingua-denti

bocca-lingua-denti

D’altro canto, se i sintomi del TMD hanno origine dall’emicrania, come descritto sopra, un singolo trattamento del TMD non sarà utile a questi pazienti.

Pertanto, la risposta al trattamento può essere un suggerimento per aiutare il medico a determinare la vera causa del dolore.

 

Tabella per valutare i disturbi temporo mandibolari

Questi link a Pubmed portano alla tabella usata per valutare i disturbi temporomandibolari.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4478082/table/T2/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4478082/table/T3/

 

Lo studio visto sopra non è l’unico che ha studiato il collegamento tra disturbi temporo mandiboari e mal di testa di origine cervicale.

Uno studio di von Piekartz  et al. (2011) è stato condotto su 43 pazienti (16 uomini) con cefalee di origine cervicale da oltre tre mesi.

La diagnosi è stata fatta secondo la Classificazione Internazionale dei Criteri Diagnostici delle Cefalee (ICDH-II).

I pazienti sono stati assegnati in modo casuale,

  • Nel gruppo in cui veniva effettuata una terapia manuale per la regione cervicale (gruppo di cure usuali),
  • Nel gruppo in cui si effettuava anche terapia manuale per la regione temporomandibolare.

Tutti i pazienti sono stati valutati:

  • Prima del trattamento,
  • Dopo sei sessioni di trattamento,
  • A un follow-up di sei mesi.

I risultati indicano che nel campione studiato di pazienti con cefalea di origine cervicale, il 44,1% aveva disturbi temporomandibolari.

Il gruppo che ha ricevuto anche il trattamento manuale temporomandibolare ha avuto:

  • Riduzione significativa dell’intensità del mal di testa,
  • Una maggiore funzionalità del collo.

Questi miglioramenti sono rimasti durante il periodo senza trattamento (follow-up) e non sono stati osservati nel gruppo di cure usuali solo al collo.

La conclusione degli autori è che sulla base di queste osservazioni, crediamo fermamente che il trattamento della regione temporomandibolare abbia effetti benefici per i pazienti con mal di testa cervicogenici, anche a lungo termine.

Dolore cervicale

Dolore cervicale

Ma non finisce qui!

Un altro studio di Ballegaard et al. Ha indagato la correlazione tra disturbi temporomandibolari e cefalea.

La conclusione è che i risultati sottolineano l’importanza dell’esame del sistema masticatorio nei pazienti con cefalea.

Inoltre, gli autori mostrano la necessità di un approccio multidimensionale nei pazienti con cefalea cronica.

 

Trattamento ortodontico e Dolori Articolari

Il trattamento ortodontico è stato associato a dolore cronico ad altre parti del corpo, spesso resistente a trattamenti come:

  • Farmaci,
  • Fisioterapia.

In questo studio di Vinyes et al., si discute il potenziale impatto dell’ortodonzia sul dolore cronico:

Inoltre si esplora l’effetto a lungo termine delle iniezioni di anestetico locale come possibile intervento terapeutico.

Rispetto ai soggetti senza disfunzione temporomandibolare, I pazienti che ne soffrono hanno più:

  • Dolore,
  • Limitazioni funzionali,
  • Sensibilità nella colonna cervicale.

Nello studio sono stati esaminati pazienti il cui esordio di dolore cervicale o al ginocchio ha coinciso con l’implementazione ortodontica.

Sei pazienti ortodontici con dolore cronico della colonna cervicale o gonalgia che ha influenzato sostanzialmente la loro qualità della vita sono stati trattati con iniezioni di procaina allo 0,5% :

  • In Singole lesioni e in punti palpabili di tensione tissutale nella mucosa orale,
  • Nelle aree muscolo-fasciali all’esterno della bocca.

Un disturbo cronico asintomatico che coinvolge una struttura del corpo (ad esempio, infiammazione cronica o cicatrici) può causare un disturbo sintomatico in un’altra area del corpo.

Diversi autori hanno segnalato sollievo o eliminazione del dolore a distanza dopo l’iniezione di un LA in una cicatrice o in un’area di infiammazione cronica distale.

Dottoressa

Dottoressa

Inoltre, è stato recentemente segnalato un miglioramento del dolore cervicale cronico che non passa dopo l’infiltrazione del tessuto parodontale di un terzo molare incluso con un LA.

Il presente studio ha mostrato risultati favorevoli dopo l’iniezione di LA in sei pazienti ortodontici con dolore cronico cervicale o al ginocchio che non risponde a diversi trattamenti.

I pazienti esaminati avevano dolore cervicale e al ginocchio grave (punteggio VAS di 6-10) a lungo termine (6 mesi-6 anni) , che non rispondeva ai trattamenti.

Patologie concomitanti erano state escluse e ai pazienti era stato diagnosticato un dolore muscoloscheletrico cronico.

Le iniezioni di procaina nel TP orale o miofasciale hanno determinato un’immediata riduzione (due pazienti) o la scomparsa (quattro pazienti) del dolore.

Nella metà dei pazienti, sono stati necessari da due a sei reinterventi per un miglioramento duraturo.

All’ultima valutazione (3-17 mesi dopo la prima visita), il dolore era scomparso (punteggio VAS di 0).

Nella metà dei pazienti, i dispositivi ortodontici sono stati rimossi.

La procaina è stata scelta come LA per:

  • Il suo rapido metabolismo (metabolizzato dalle colinesterasi plasmatiche),
  • L’elevato profilo di sicurezza,
  • La bassa neurotossicità,
  • Gli effetti simpaticolitici,
  • Gli effetti favorevoli sulla microcircolazione,
  • La breve emivita.

Gli effetti modulanti delle LA sul sistema immunitario sono stati descritti nella letteratura medica.

I principali meccanismi d’azione proposti sono:

  • L’inibizione dei leucociti,
  • La riduzione dei mediatori infiammatori,
  • La riduzione dell’iperpermeabilità vascolare e della formazione di edema.

Il dolore cronico può essere un effetto:

  • Secondario dell’infiammazione,
  • Dei cambiamenti strutturali che interessano il sistema muscolo-scheletrico,
  • Delle malattie del sistema nervoso motorio (ad esempio, spasticità dopo una lesione nervosa o rigidità dovuta a malattia).

Le forze di compressione, trazione e deformazione esercitate dall’ortodonzia possono generare un carico meccanico che si traduce in risposte biologiche nei tessuti che circondano i denti.

I trigger point miofasciali o la disfunzione articolare possono derivare tramite riflessi spinali da stimoli dolorosi:

  • Dalla pelle,
  • Dagli organi interni,
  • Dal sistema muscolo-scheletrico.

La muscolatura reagisce come una catena funzionale interconnessa.

L’identificazione dei trigger point si basa sulla palpazione.

Diversi studi hanno esaminato la muscolatura paravertebrale in pazienti con:

I muscoli paraspinali supportano i movimenti del collo e forniscono stabilità alla colonna cervicale.

La debolezza di questi muscoli può causare dolore al collo.

In uno studio sui ratti, la reattività dei neuroni lombari è aumentata nei pazienti con patologia del muscolo multifido, come l’infiammazione cronica.

Questo può essere rilevante per alcuni casi di dolore spinale cronico.

Il muscolo multifido è un muscolo che unisce il processo trasverso di una vertebra con lo spinoso di un altra.

Si estende dal sacro alla seconda vertebra cervicale ed è innervato dai rami posteriori dei nervi spinali adiacenti.

Questo muscolo contribuisce alla postura spinale e stabilizza i movimenti di ogni vertebra.

In uno studio randomizzato controllato in doppio cieco su pazienti con dolore lombare cronico, la neurostimolazione del nervo del ramo dorsale (nervo multifido) ha determinato un significativo miglioramento clinico.

Sono state descritte risposte stimolatorie e inibitorie nei muscoli cervicali a seguito della stimolazione del nervo trigemino..

Conclusione

Abbiamo segnalato la remissione a lungo termine del dolore in sei portatori di apparecchi ortodontici con dolore cronico al collo o al ginocchio dopo l’iniezione di un LA (procaina).

apparecchio-dentale

In base a questo studio, gli autori affermano che l’iniezione di anestetico locale nei punti di stress nelle regioni mucose orali ed extraorali miofasciali può essere un trattamento efficace per il dolore al collo e al ginocchio post-ortodontico.

In media, entro tre sedute di trattamento, il dolore è scomparso per un minimo di 6 mesi senza effetti collaterali osservati.

Sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere meglio i potenziali benefici di questo intervento per i pazienti che soffrono di dolore muscoloscheletrico correlato all’ortodonzia.

 

Dolore al collo e Disturbi temporo mandibolari

Secondo uno studio di Tusita et al. (2023), gli stimoli infiammatori e meccanici nelle patologie di denti/ mandibola possono avere conseguenze di vasta portata tramite circuiti del nervo trigemino e dei nervi del sistema nervoso autonomo.

Inoltre possono causare malattie sistemiche (ad esempio autoimmuni) e dolore all’esterno della regione di denti/mandibola.
Gli autori Riportano il caso di un paziente con dolore cervicale cronico resistente alla terapia la cui causa risiedeva nella regione di denti/mandibola.

In particolare l’origine era nei denti del giudizio con problemi di spazio e parzialmente inclusi.

denti-giudizio

denti-giudizio

L’area di denti/mandibola in sé non era dolorosa; tuttavia, il dolore al collo si sviluppava tramite il nucleo spinale n. trigemini che si estende nel midollo cervicale.

L’estrazione chirurgica dei denti del giudizio e il successivo trattamento di terapia neurale delle cicatrici di estrazione hanno fornito un sollievo permanente dal dolore.

Conclusione dell’autore: in caso di dolore cervicale resistente alla terapia (tra gli altri), vale la pena cercare patologie nell’area di denti/mandibola per andare alla causa del problema.

Inoltre, per andare più in dettaglio, Tusita e Fischer hanno descritto un paziente con dolore cronico al collo che non rispondeva al trattamento convenzionale.

Il paziente aveva denti del giudizio apparentemente asintomatici, ma c’erano problemi di spaziatura.

Il dolore al collo è migliorato significativamente dopo:

  • La rimozione dei denti del giudizio,
  • Le successive iniezioni di procaina nelle aree di estrazione.

 

 

Ma ancora un altro studio di De Laat et al. Ha mostrato la connessione tra mandibola e colonna cervicale.

Vediamo com’è stato condotto.

Trentuno pazienti con sintomi di disturbi temporomandibolari e 30 pazienti nel gruppo di controllo sono stati sottoposti a un esame clinico standardizzato del sistema masticatorio, valutando:

  • L’ampiezza del movimento della mandibola,
  • La funzionalità dell’articolazione temporomandibolare (ATM),
  • Il dolore dell’ATM e dei muscoli masticatori.

Successivamente i soggetti sono stati indirizzati all’esame clinico della colonna cervicale, valutando:

  • Limitazioni segmentali,
  • Punti dolenti alla palpazione dei muscoli,
  • Iperalgesia (dolore eccessivo),
  • Ipermobilità.

I ​​risultati hanno indicato che limitazioni segmentali (specialmente a livello C0-C3) e punti dolenti (specialmente nel muscolo sternocleidomastoideo e nel muscolo trapezio) sono stati trovati significativamente di più nei pazienti con disturbi temporomandibolari rispetto al gruppo di controllo. L’iperalgesia era presente solo nel gruppo dei pazienti (12-16%).

 

Comprendere le connessioni dei nervi cranici relativi alla mandibola

Uno studio molto interessante di Engel et al., mostra i rami di alcuni nervi cranici con alcuni rami che vanno sia alla mandibola che alla colonna cervicale:

Nervo trigemino e ipoglosso

Nervo trigemino e ipoglosso

Ma non finisce qui, perché è stato osservato che la stimolazione percutanea del nervo infraorbitario con un singolo stimolo evoca risposte dei muscoli:

  • Splenio,
  • Sternocleidomastoideo.

Questi sono innervati dai rami posteriori:

  • Dei nervi cervicali,
  • Dal nervo accessorio (sternocleidomastoideo).

Questa risposta è notevolmente potenziata da stimoli doppi o ripetitivi.

Le strutture della cavità orale sono per lo più innervate dal nervo trigemino, ma anche dai nervi:

  • Facciale,
  • Accessorio,
  • Ipoglosso,
  • Glossofaringeo,
  • Vago.

I primi quattro di questi innervano anche i muscoli del collo.

Molti terapisti sono scettici sul legame tra mandibola e cervicale.

A questo proposito ho pensato di pubblicare questa ricerca.

Uno studio molto interessante di Torisu et al. (2014) Ha verificato l’effetto degli stimoli elettrici dolorosi applicati ai tessuti intorno ai denti sull’attività muscolare del collo in 17 soggetti sani.

In pratica hanno misurato la risposta muscolare (tramite elettromiografia) dei muscoli dorsali del collo prima e dopo la somministrazione dell’anestesia locale.

Qual è la conclusione degli autori?

La stimolazione intraorale (all’interno della bocca) può inibire (ridurre) l’attività muscolare del collo.

Questa regolazione potrebbe essere attribuita principalmente ai fibre nervose che portano i segnali del dolore.

Tuttavia, anche le fibre che non portano i segnali dolorosi potrebbero esserne responsabili.

Da un punto di vista clinico, i risultati attuali dimostrano la connettività neurale tra:

  • La regione del trigemino,
  • La regione cervicale.

Questo indica la possibilità che i disturbi dolorosi della bocca possano influenzare l’attività della testa, del collo e delle spalle.

 

I disturbi temporomandibolari possono causare dolore in tutto il corpo?

Wiesinger et al. Hanno fatto uno studio su 616 soggetti per capire la correlazione tra disturbi temporomandibolari e dolore alla colonna vertebrale (tra la testa e il sacro).

Dentiera

Il risultato è stato che c’è un aumento delle probabilità di avere un dolore alla colonna vertebrale più intenso e più frequente nel gruppo di persone con disturbi temporomandibolari.

La conclusione degli autori è che potrebbero avere gli stessi fattori di rischio oppure si influenzano a vicenda.

Vediamo un altro studio scientifico sull’argomento.

Sipilä et al. Hanno effettuato uno studio per capire come i disturbi temporomandibolari (TMD) possono essere correlati ai dolori muscoloscheletrici anche a distanza.

L’obiettivo dello studio era di indagare l’associazione tra i TMD e il dolore in altre parti del corpo.

Metodi: un sondaggio Health 2000 rappresentativo a livello nazionale è stato condotto nel 2000-2001 in Finlandia.

I dati sono stati ottenuti da 6227 soggetti di età ⩾30 anni.

Le informazioni sul dolore in diverse parti del corpo sono state raccolte da un questionario.

Risultati: Il Dolore ai muscoli masticatori alla palpazione è associato a dolore:

  • Alla schiena,
  • Al collo,
  • Alle spalle,
  • Alle articolazioni in generale.

Conclusioni: I risultati associano i TMD al dolore in diverse sedi. Il sesso femminile e la presenza di salute compromessa aumentano la probabilità di avere dolore a più articolazioni.

 

Uno studio di Odzimek  e Brola (2023) farà discutere per la conclusione degli autori.

Infatti, quando si parla di dolore la gente pensa che il problema vada affrontato agendo solo sul sintomo o sull’area dolorosa.

Ma gli autori hanno dimostrato che non è così.

L’obiettivo principale di questo studio trasversale era confrontare lo sviluppo e la gravità del dolore cervicale nei giovani con diagnosi di TMD rispetto a un gruppo di controllo di giovani sani (senza TMD).

Lo studio è stato condotto da giugno a luglio 2023.

I criteri di inclusione erano:

  • Età (18-30 anni),
  • Dolore cervicale (per almeno 1 mese),
  • Consenso a partecipare allo studio.

Sono stati registrati un totale di 95 soggetti per gli studi, 51 persone (53,7%) costituivano il gruppo di controllo (senza TMD), mentre 44 (46,3%) persone costituivano il gruppo di studio (con TMD).

L’età media delle persone che hanno partecipato allo studio era di:

  • 22,2 ± 2,2 anni nel gruppo di studio,
  • 22,5 ± 3,1 anni nel gruppo di controllo.

Risultati: I pazienti del gruppo di studio hanno avvertito più spesso dolore al sistema stomatognatico durante la palpazione (sia nei muscoli che nelle articolazioni) e hanno avuto una ridotta mobilità delle articolazioni temporo-mandibolari in ogni movimento (p < 0,001).

Le persone del gruppo di studio erano inoltre caratterizzate da una minore mobilità della colonna cervicale (p < 0,05), a parte il movimento di estensione (p > 0,05).

Chi non sa cosa vuol dire p > 0,05 non si preoccupi, sono sigle usate per indicare l’affidabilità di un dato.

L’analisi ha mostrato che delle 95 persone che hanno partecipato allo studio, l’85,4% ha segnalato problemi nella zona della colonna cervicale (n = 81) e quasi tutte le persone nel gruppo di studio hanno lottato con questo problema (n = 43, 97,7%).

È stato scoperto che il dolore alla colonna cervicale era significativamente più comune nelle persone con TMD (p < 0,05).

Il livello di dolore era significativamente più alto nelle persone del gruppo di studio (p < 0,001).

Conclusioni: la nostra ricerca ha mostrato che o sviluppo di dolore cervicale è più frequente nel gruppo di giovani con disturbi temporomandibolari (DTM).

Nei giovani, questo problema raramente è riconosciuto e trattato correttamente.

Testa-faringe-palato

 

Muscolo Pterigoideo esterno e disturbi temporo mandibolari

De Castro Lopes et al. Hanno fatto uno studio sul legame tra un muscolo della mandibola (Pterigoideo esterno) e i disturbi temporomandibolari (TMD).

Questo è molto importante per capire se trattando i TMD si può migliorare l’emicrania.

Il muscolo pterigoideo esterno (EPM):

  • Svolge un ruolo importante nel movimento della mandibola,
  • E’ implicato nei disturbi temporomandibolari.

In questo studio, Venti pazienti con emicrania e 20 volontari senza emicrania sono stati sottoposti a un esame clinico dell’ATM.

La regressione binaria logistica è stata utilizzata per determinare l’importanza di ciascun fattore per predire la presenza di un’emicrania.

Risultati
I pazienti con TMD ed emicrania tendevano ad avere ipertrofia dell’EPM (58,7%).

Inoltre, i movimenti mandibolari anomali (61,2%) e lo spostamento del disco (70,0%) sono stati trovati come i segni più comuni nei pazienti con TMD ed emicrania.

La conclusione degli autori è che nei pazienti che soffrono di TMD ed emicrania insieme, l’EPM tende a essere ipertrofico (Eccessivamente sviluppato).

Leggi anche:

Riferimenti:

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  13. Lateral pterygoid muscle volume and migraine in patients with temporomandibular disorders Sérgio Lúcio Pereira de Castro Lopes 1, André Luiz Ferreira Costa 2, Thiago de Oliveira Gamba 3, Isadora Luana Flores 3, Adriana Dibo Cruz 4, Li Li Min 5  Imaging Sci Dent . 2015 Mar;45(1):1-5. doi: 10.5624/isd.2015.45.1.1. Epub 2015 Mar 13.
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Dr. Defilippo Massimo

Massimo Defilippo Mi chiamo Massimo Defilippo, sono un Fisioterapista di Rubiera che effettua fisioterapia ed osteopatia dal 2008.
Mi sono laureato con votazione di 110/110 presso l’università degli studi Magna Graecia …. Biografia completa

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