Tumore al seno

Che cos’è il tumore al seno?

Il tumore della mammella è una malattia caratterizzata dalla crescita eccessiva e incontrollata di cellule nei tessuti del seno.

INDICE

 

Le cellule anomale possono:

  1. Diventare cellule tumorali,
  2. Invadere i tessuti circostanti.

Con lo screening, le indagini mediche per l’individuazione precoce e i trattamenti successivi, la maggior parte delle persone con tumore al seno possono condurre una vita serena e normale.

 

Anatomia del seno

Tessuto adiposo
Il seno femminile è costituito principalmente da un insieme di cellule di grasso chiamato tessuto adiposo. Questo tessuto si estende dalla clavicola verso l’ascella fino al centro della gabbia toracica.

Lobi, lobuli e dotti lattiferi
Un seno femminile è costituito da 12–20 sezioni chiamate lobi.
Ciascuno di questi lobi è costituito da molti lobuli più piccoli, in cui ci sono le ghiandole che producono il latte.
Entrambi i lobi e lobuli hanno i dotti lattiferi, cioè dei tubicini che portano il latte al capezzolo.
Queste strutture, lobi e lobuli del seno sono generalmente la parte in cui inizia a formarsi il tumore.

Il sistema linfatico
All’interno del tessuto adiposo c’è una rete di legamenti, un tessuto connettivo fibroso con:

  1. Nervi,
  2. Vasi linfatici,
  3. Linfonodi,
  4. Vasi sanguigni.

Il sistema linfatico fa parte del sistema immunitario ed è una rete di vasi linfatici e linfonodi che si trova in tutto il corpo.
Una parte del liquido che si trova nei tessuti interstiziali (tra le cellule) entra nel sistema linfatico.
All’interno dei vasi linfatici, il flusso del liquido va dalla periferia al cuore.

Questo liquido è composto soprattutto da:

  1. Grassi,
  2. Grandi proteine,
  3. Detriti da infiammazione,
  4. Scarti cellulari,
  5. Batteri e virus,
  6. Cellule normali e tumorali.

 

Classificazione del tumore al seno

Il carcinoma della mammella si divide in due tipi:

  1. Carcinoma duttale che nasce dai dotti (più frequente),
  2. Carcinoma lobulare che nasce dalla componente ghiandolare (più subdolo, generalmente multicentrico, può essere bilaterale, spesso più aggressivo del duttale).


Quali sono le cause del tumore al seno?

Non si conoscono le cause esatte del tumore al seno.
Quello che sappiamo è che il cancro al seno è causato da:

  • Alterazioni al DNA di una cellula,
  • Fattori che peggiorano il danno cellulare come lo stile di vita.

Fattori di rischio genetici del tumore al seno

  • Età – il rischio di tumore alla mammella aumenta dopo i 50 anni.
  • Il tumore al seno è diagnosticato più spesso in donne caucasiche.
  • Storia familiare – Il rischio è maggiore per le persone che hanno casi di tumore al seno o all’ovario in famiglia, in particolare familiari di 1° grado (es. madre-figlia).
  • Storia clinica: se sono già stati diagnosticati altri tumori al seno, si ha un maggior rischio di diagnosi di tumore alla mammella (o di altre neoplasie in futuro).
    Inoltre, il rischio aumenta se le cellule cancerose del seno sono originate da un carcinoma lobulare in situ (LCIS) o da un carcinoma duttale in situ (DCIS).
  • Storia mestruale: il menarca precoce (mestruazioni prima dei 12 anni), la menopausa tardiva (dopo i 55), avere il primo figlio in età più avanzata (dopo i 30 anni) o essere nullipare (non aver avuto gravidanze) può anche aumentare il rischio.
  • Mutazioni in alcuni geni, come BRCA1 e BRCA2, sono fattori di rischio.
  • Tessuto mammario denso: avere meno grasso nel tessuto mammario può aumentare il rischio di malattia e i noduli sono più difficili da rilevare. Le donne giovani hanno una quantità di tessuto grasso minore rispetto alle donne più anziane.
  • Obesità e sovrappeso: il grasso in eccesso può alterare la produzione degli ormoni, quindi aumenta il rischio del tumore al seno.
  • Terapie a base di estrogeni: un uso eccessivo di estrogeni aumenta il rischio di sviluppare il cancro al seno.

I deodoranti non causano il cancro al seno.

tumore al seno, fattori di rischio

 

Crescita del tumore

Vasi linfatici, cellule tumorali

Cellule tumorali nei vasi linfatici.

Il tumore al seno si può diffondere in tre modi:

  1. Le cellule anomale si replicano provocando la crescita tumorale.
  2. Gli ormoni e le sostanze chimiche del corpo possono accelerare la crescita di alcune neoplasie.
  3. Tramite i linfonodi e i vasi sanguigni si può diffondere ad altre zone del corpo.

Se il tumore è diagnosticato nei linfonodi sentinella vicini al seno, significa che il tumore si è diffuso.
Se nei linfonodi più vicini c’è la presenza di cellule tumorali, si esaminano quelli più lontani per verificare la presenza o l’assenza di cellule tumorali e per capire quanto è progredita la malattia. L’esame istologico dei linfonodi può aiutare ad individuare la progressione della malattia.

Cellule alterate

Le cellule sane sono i “mattoni” di tutti i tessuti e gli organi del corpo.
Quando il DNA cellulare è alterato, è possibile che le cellule mutate si riproducano rapidamente in modo incontrollato.
Una crescita cellulare aggressiva può formare una massa di tessuto che non funziona come dovrebbe, quindi crea un tumore.
Le cellule danneggiate possono diventare un tumore al seno e si possono diffondere ad altre parti del corpo.

Accelerazione della crescita del tumore

La crescita e la diffusione del tumore al seno può essere difficile da controllare perché è stimolata da alcune sostanze che si trovano normalmente nel corpo, per esempio:

  1. Estrogeni,
  2. Progesterone,
  3. Fattore di crescita epidermico.

Le cellule hanno dei recettori sulla parte esterna della membrana cellulare. Bisogna pensare a un recettore come ad una bocca. Quando è aperta, le cellule tumorali possono alimentarsi e crescere.
Quando è bloccato o chiuso, le stesse cellule smettono di crescere o muoiono.

 

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Il tumore al seno negli uomini

Tutte le persone nascono con le mammelle (maschi o femmine), ma negli uomini non si sviluppano dopo la pubertà.
Anche se i maschi non sviluppano il seno, le cellule del seno di un uomo possono sviluppare il tumore.
Il cancro al seno maschile è molto raro.
L’un per cento di tutti i casi di tumore al seno colpisce gli uomini.
Il tumore al seno negli uomini di solito si individua come un nodulo duro sotto il capezzolo e l’areola.
Gli uomini hanno una mortalità più elevata rispetto alle donne, soprattutto perché c’è meno consapevolezza e gli uomini sono meno propensi a supporre che un nodulo sia un tumore al seno.
Ciò può causare un ritardo nelle cure.

Il carcinoma duttale infiltrante negli uomini

Nella maggior parte degli uomini che sviluppano il cancro al seno,  si tratta di un carcinoma duttale infiltrante (IDC), significa che le cellule tumorali dentro ai dotti oltrepassano la parete del dotto.
La diagnosi della malattia di Paget del capezzolo è molto più rara nell’uomo.

 

Stadiazione: stadi del tumore al seno

Il tumore al seno può essere diviso in quattro stadi, che si distinguono:

  1. In base alle dimensioni del tumore (nodulo),
  2. Se si è diffuso ai linfonodi o in un’altra parte del corpo.

Stadio 1 – il tumore è minore di 2cm e non si è diffuso ai linfonodi sotto l’ascella.

Stadio 2 – è diviso in due parti:

  • Stadio 2A – il nodulo è inferiore a 2cm e si è diffuso ai linfonodi sotto l’ascella oppure è più grande di 2cm (ma inferiore a 5cm) e i linfonodi non sono intaccati oppure il tumore non si trova nel seno ma è nei linfonodi sotto l’ascella.
  • Stadio 2B – il nodulo è inferiore a 5cm e si è diffuso ai linfonodi sotto l’ascella oppure è più grande di 5cm, ma non è diffuso ai linfonodi.

Stadio 3 – è divisa in tre fasi:

  • Stadio 3A – il nodulo è superiore a 5cm e il tumore è nei linfonodi sotto l’ascella, oppure il nodulo è più grande di 5cm e si è diffuso ai tessuti circostanti.
  • Stadio 3B – il tumore si è diffuso al tessuto vicino al seno e può essere attaccato alla pelle circostante o al muscolo. Ci sono solitamente le cellule tumorali nei linfonodi sotto l’ascella.
  • Stadio 3C – il tumore si è diffuso ai linfonodi sotto l’ascella che sono ingrossati, sotto lo sterno, vicino al collo o sotto la clavicola.

Stadio 4 – il tumore si è diffuso ad altre parti del corpo come le ossa, fegato e polmoni. Questo è chiamato tumore metastatico al seno.

Stadio, cancro al seno

Stadiazione del cancro al seno

 

Cos’è il tumore metastatico della mammella?

Il tumore metastatico alla mammella è classificato come fase 4 del tumore al seno. La neoplasia si è diffusa ad altre parti del corpo. Solitamente le metastasi si formano:

  1. Nei polmoni,
  2. Nel fegato,
  3. Nelle ossa,
  4. Nel cervello.

 

Come si diffonde il tumore al seno o metastatizza?

La diffusione si può verificare attraverso una o più delle

Tumore al seno

Tumore al seno

seguenti modalità:

  • Le cellule tumorali invadono i tessuti sani circostanti e si replicano sempre di più.
  • Le cellule tumorali penetrano nel sistema circolatorio o linfatico. Successivamente viaggiano attraverso le pareti dei vasi linfatici o dei vasi sanguigni.
  • Migrazione attraverso la circolazione. Le cellule tumorali sono trasportate dal sistema linfatico e dal flusso sanguigno in altre parti del corpo.
  • Cellule tumorali nei capillari. Le cellule tumorali sono nei capillari e migrano nei tessuti circostanti.
  • Le cellule tumorali formano piccoli tumori in un altro organo (chiamate micro metastasi).

 

Sintomi del tumore al seno

Tra i segni e i sintomi del tumore al seno ci sono:

  • Un nodulo al seno o un ispessimento che si sente diverso dal tessuto circostante;
  • Dolore al seno e seno gonfio localmente, ma non sempre;
  • Secrezioni di sangue o di liquido dal capezzolo di un seno (solitamente quando si verifica in entrambi i seni la causa è ormonale);
  • Modifica delle dimensioni o della forma del seno;
  • Modifiche della pelle sopra il seno, come fossette o pelle a buccia d’arancia;
  • Retrazione del capezzolo;
  • Ridimensionamento o desquamazione del capezzolo e della pelle del seno;
  •  Arrossamento della pelle del seno.

 

Diagnosi del tumore al seno

È molto importante l’autopalpazione che ogni donna dovrebbe fare una volta al mese per tutta la vita.
Si effettua 4-5 giorni dopo la fine del ciclo, la donna deve palpare il seno e cercare:

  1. Eventuali noduli,
  2. Una retrazione cutanea,
  3. Alterazioni del colore del capezzolo,
  4. Secrezioni

L’esame clinico è importante per valutare la paziente, ma l’esame più utile è la mammografia.
La prima volta si può effettuare dopo i 40 anni (non prima perché i risultati sono attendibili nelle mammelle “chiare”, cioè adipose) o prima se la donna:

  • Ha una familiarità,
  • Se ci sono segni clinici.
mammografia, cancro al seno

Mammografia – cancro al seno

 

Esami di diagnostica per immagini

I test e gli esami clinici utilizzati per diagnosticare e monitorare i pazienti con il tumore al seno sono:

  • Mammografia, si tratta di un esame radiologico ed è l’esame standard per il controllo del seno e per la diagnosi del tumore. Se nell’immagine ci sono delle opacità bisogna effettuare delle altre ricerche;
    Oggi, la maggior parte dei tumori è diagnosticata attraverso la mammografia.
  • L‘ecografia. Con l’ecografia si vedono i linfonodi dei seni, ascelle, collo e torace. L’ecografia mostra se un nodulo al seno e i linfonodi contengono materiale solido o liquido: se il contenuto è liquido si tratta di una ciste.
    Questo esame non riesce a vedere le microcalcificazioni.
    L’eco-color doppler permette di vedere la vascolarizzazione del nodulo.
  • Risonanza magnetica (RM) che identifica molto bene il nodulo e permette di capire se è benigno o maligno. La risonanza permette di individuare anche i vasi sanguigni che arrivano al tumore e che gli permettono di crescere.
    Si esegue nelle donne con familiarità per il tumore al seno e in donne con diagnosi di tumore della mammella in età giovanile. È un esame approfondito che studia entrambe le mammelle, nei tumori lobulari è molto utile. È sempre eseguita nelle donne che fanno chemioterapia pre-operatoria.
  • TAC per verificare se il tumore si è diffuso.
  • PET: il medico inietta un farmaco radioattivo per verificare se il tumore si è diffuso ai linfonodi o se ci sono metastasi a distanza; questo esame è utilizzato nella stadiazione del tumore.


Biopsia
Biopsia del seno, consiste nell’aspirazione con ago bioptico per asportare le cellule anomale. Si esegue con la guida ecografica o stereotassica (della mammografia).
Tra le ultime novità nella diagnosi del tumore al seno, c’è la biopsia con mammotome.
Si tratta di una biopsia chirurgica realizzata da un macchinario computerizzato che riesce a localizzare il tumore e prelevare solo il tessuto sospetto.
Il tessuto mammario asportato si analizza in laboratorio.

Altri esami che si possono fare:

  1. Galattografia

    Galattografia

    Galattografia: si inietta il mezzo di contrasto nei dotti dilatati. Si effettua quando la donna ha delle secrezioni dal capezzolo. Di solito la causa è un papilloma che cresce in un dotto: una lesione benigna che provoca secrezioni di sangue nelle donne che hanno già avuto una gravidanza e che hanno allattato. La galattografia consente di mettere in evidenza il papilloma. Il medico consiglia di eliminare questa formazione perché a volte dopo i 40 anni può evolvere in un tumore maligno.

  2. Esame citologico: si effettua in caso di secrezioni dal capezzolo ed è fondamentale anche per studiare i noduli mediante l’agoaspirato. Se possibile, è meglio fare un esame istologico mediante agobiopsia con mammotome.
    Questo esame si effettua in anestesia locale.
    Un ago delle dimensioni di 12-14 Gauge (circa 2,5 mm di diametro) è introdotto sotto la guida del computer nella lesione individuata alla radiografia. Mediante un sistema in aspirazione (VABB – Vacuum Assisted Breast Biopsies) consente di ottenere un cilindro di tessuto per fare l’esame istologico.
  3. Biopsia chirurgica: si fa solo nei casi in cui gli altri esami non siano stati conclusivi (agoaspirato, agobiopsia)
  4. Biopsia del capezzolo: oltre all’ecografia e alla mammografia che a volte risultano negative, nel sospetto di tumore di Paget si esegue una biopsia del capezzolo (punch cutaneo).
agoaspirato guidato da mammografia

Agoaspirato guidato da mammografia

Metastasi – Si trovano prevalentemente alle ossa, al polmone e al fegato, poi al cervello; per questo nella per determinare lo stadio del tumore si effettua sempre anche:

  1. Una radiografia del torace,
  2. Una scintigrafia ossea,
  3. Un’ecografia epatica.

Iper-espressione di HER2 con l’immunoistochimica

Bisogna valutare la quantità di proteina prodotta dal gene HER2 c’è sulla membrana cellulare.
Tutte le cellule epiteliali hanno questa proteina ma in minime quantità (una minima positività è una situazione normale), quindi bisogna controllare:

  1. L’intensità della colorazione immunoistochimica,
  2. Se la colorazione è presente su tutta la membrana cellulare o solo su una parte.

Nella diagnosi, bisogna distinguere la positività del gene HER2 in 4 gradi in base alla colorazione.

 

Score Colorazione
0 Non c’è una colorazione
1+ La membrana cellulare non si colora completamente. Il gene non è iperespresso.
2+ La colorazione della membrana è completa ma è debole. Bisogna approfondire valutando direttamente il gene e non solo la proteina prodotta dal gene iperespresso.
3+ È la reazione positiva. La colorazione coinvolge tutta la membrana ed è molto intensa.

Tumore al seno, score HER2

 

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Ci sono dei carcinomi poco differenziati che sembrano dei sarcomi, questi carcinomi sono di alto grado e generalmente non hanno:

  1. I recettori di estrogeni e progesterone,
  2. L’iperespressione del gene HER2.

Per capire se un carcinoma triplo negativo è un sarcoma, bisogna cercare la citocheratina (una proteina presente nelle cellule epiteliali), se è presente significa che il tumore è un carcinoma.

 

Esame del linfonodo sentinella con biopsia eco guidata.

La Biopsia del linfonodo sentinella è il modo più frequente per controllare se i linfonodi ascellari sono interessati dal tumore.
Le ricerche hanno dimostrato che questo metodo è molto utile per valutare la condizione del primo linfonodo della catena linfatica.
Se il primo linfonodo della catena è negativo, probabilmente lo sono anche tutti gli altri.

La biopsia del linfonodo sentinella permette di diagnosticare correttamente lo stato dei linfonodi nel 97% delle donne con il tumore.
C’è sempre la possibilità di non diagnosticare un linfonodo positivo (falso negativo) che è del 7% circa.

 

Come prevenire il tumore al seno?

Anni Esame
20-30 Autopalpazione
30-40 Visita senologica annuale e periodicamente un’ecografia
40 Prima mammografia
40-45 Se la prima mammografia è negativa, ripetere dopo 2-3 anni
45-75 Screening annuale o biannuale a seconda dei casi
> 75 Continuare i controlli periodici

Non bisogna mai sottovalutare una donna con la mastite perché sotto ci potrebbe essere un tumore, quindi il medico può prescrivere:

  1. Una mammografia,
  2. Un’ecografia,
  3. L’ago-aspirato.

 

Follow up/controlli post-intervento per il tumore al seno

Dopo un intervento per un carcinoma invasivo o infiltrante alla mammella, la pianificazione può prevedere i seguenti esami:

  • Un esame fisico ogni 4/6 mesi per 5 anni e successivamente ogni anno.
  • Dopo una nodulectomia o l’intervento chirurgico al seno, si può programmare una mammografia del seno interessato 6 mesi dopo la fine della radioterapia, poi una mammografia all’anno su entrambi i seni.
  • Dopo una mastectomia, si dovrebbe effettuare una mammografia ogni anno.
    Per le pazienti ad alto rischio per lo sviluppo di un altro tumore al seno per la storia famigliare o per un test genetico positivo alle mutazioni BRCA1 o BRCA2, il medico può raccomandare una risonanza magnetica al seno oltre alla mammografia annuale.
  • Secondo l’American College of Obstetricians and Gynecologists, le donne che assumono  il tamoxifene devono essere controllate regolarmente perché questo farmaco può aumentare il rischio di cancro dell’utero. Eventuali sintomi insoliti, come un sanguinamento anormale, devono essere segnalati immediatamente al medico. Le donne in età fertile non hanno un maggior rischio di tumore all’endometrio, quindi non hanno bisogno di ulteriori controlli.

 

Prognosi del paziente con tumore al seno in base ai linfonodi

La prognosi del tumore al seno dipende da molti fattori tra cui la presenza di cellule cancerose a livello dei linfonodi.

  1. Se il primo linfonodo è negativo significa con altissima probabilità che i linfonodi successivi  non contengono il tumore.
  2. Se il primo linfonodo è positivo significa che i linfonodi successivi della catena potrebbero essere interessati dalla malattia.

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