Mastite al seno

Last updated on agosto 3rd, 2018 at 09:13 am

La mastite è un’infiammazione della mammella che solitamente è causata da un’infezione.

INDICE

 

Può capitare a qualsiasi donna anche se è più frequente durante i primi 6 mesi dell’allattamento.
Per questo motivo la mastite è spesso una malattia associata all’allattamento.

Può causare febbre e molta stanchezza ad una neo mamma e molte donne smettono di allattare completamente.
Di solito, l’allattamento al seno aiuta a guarire l’infezione e il latte materno non fa male al bambino.

La mastite:

  • È generalmente monolaterale, ma in rari casi può essere bilaterale.
  • Nelle donne che non allattano al seno è più frequente nelle donne fumatrici.
  • È una patologia molto rara nell’uomo

 

Tipi di mastite

Mastite acuta

I sintomi sono comparsi recentemente ed è caratterizzata da:

Ci sono due tipi principali di mastite acuta:

Mastite non infettiva

  • Infiammatoria: è legata all’allattamento. In questa fase non c’è nessuna infezione, ci sono alcune zone gonfie e arrossate per l’accumulo di latte causato dall’ostruzione di uno o più dotti lattiferi. La terapia dovrebbe iniziare in questa fase per evitare complicazioni.
  • Di origine traumatica: si può verificare dopo una caduta, intervento chirurgico o un colpo che danneggia i tessuti del seno.

Mastite infettiva

Quando i batteri penetrano nella mammella (es. a causa di ragadi al capezzolo), si sviluppa un’infezione e si formano delle ampie zone gonfie, dolorose, arrossate e calde.

Il batterio più comune che causa la mastite infettiva è lo Stafilococco aureo, meno comuni sono lo Streptococco e l’ E-coli In caso di grave infezione il latte può contenere del sangue. Bisogna agire in fretta.

Nelle mammelle si possono formare degli ascessi (sacche piene di pus). La secrezione degli ascessi è infetta, densa, ha un odore sgradevole e può uscire dal capezzolo.

 

Classificazione della mastite in base alla causa

  • Mastite neonatale: è un termine generico che indica una malattia del tessuto mammario del neonato, come l’ipertrofia, l’ingorgo mammario, le perdite o l’infiammazione, con o senza suppurazione (pus). Può verificarsi nei neonati (maschi e femmine) nelle prime settimane di vita. Si tratta di un fenomeno frequente e passa da solo in pochi giorni.
  • Mastite puberale. Si può verificare nelle ragazzine (spesso tra i 10 e i 13 anni) che stanno attraversando le fasi iniziali della pubertà. Un eccesso di estrogeni può causare degli episodi di mastite.
  • Mastite linfocitaria (o mastopatia diabetica): è un nodulo fibroso in cui è presente una concentrazione alta di linfociti all’interno e intorno ai lobuli, dotti e vasi sanguigni. Si tratta di una patologia che colpisce le donne affette da diabete mellito.
  • Mastite puerperale: è la forma di mastite più comune e si verifica dopo il parto, quando la donna inizia ad allattare il neonato. Questo tipo di mastite è causata dalla stasi del latte (mastite di stagnazione): si tratta di ingorgo locale che interessa uno o più lobuli della mammella e può formare un nodulo doloroso nell’organo; si verifica durante i primi quattro mesi dell’allattamento per diverse cause tra cui: allattamento ridotto, infezioni da ragadi o abrasioni.

 

Classificazione in base al meccanismo di formazione della mastite

  • Mastite interstiziale: è un’infiammazione dello stroma (tessuto connettivo) della ghiandola mammaria.
  • Mastite parenchimatosa o ghiandolare: è un’infiammazione che può colpire tutta la ghiandola mammaria,
  • Mastite suppurativa: è un’infezione piogenica (che produce pus) del seno.
  • Mastite flemmonosa o ascessuale: è un’infezione del seno che porta alla formazione di un ascesso mammario, spesso è causata dallo Stafilococco aureo.

 

Mastite sub-acuta

La mastite sub-acuta è l’evoluzione della mastite acuta o una forma più lieve ed è caratterizzata da:

Può essere di due tipi:

  1. Infettiva. È la continuazione o convalescenza di una mastite acuta infettiva. La terapia antibiotica raccomandata in questa fase ha due scopi: uno curativo, per liberare la mammella dall’infezione e l’altro preventivo, per evitare una recidiva o una lesione cronica al seno.
  2. Clinica: non è mai passata attraverso la fase acuta, i sintomi sono pochi o assenti e lo stato di salute generale non sembra influenzato, ci sono soltanto dei noduli senza gonfiore.
    Nonostante la mitezza dei sintomi, se questa mastite non è curata può portare a recidive ripetute con la presenza di stafilococchi e un livello elevato di leucociti.

 

Illustration showing the female breast anatomy

Mastite cronica

Dopo che si sono verificate numerose recidive della mastite alla mammella, si possono avere:

  • Gonfiore persistente,
  • Indurimento,
  • Infiammazione nodulare al capezzolo,
  • Diminuzione nella produzione del latte.

La mastite cronica si divide in:

  • Mastite tubercolare: causata dall’infezione da Mycobacterium tuberculosis. Si manifesta con un’ulcera della pelle del seno e i linfonodi dell’ascella ingrossati.
  • Mastite luetica: causata dall’infezione da Treponema pallidum, il batterio che causa la sifilide. Può manifestarsi come: un’ulcerazione nella sifilide primaria; mastite acuta nella sifilide secondaria; un nodulo duro nella sifilide terziaria. Serve una diagnosi differenziale con il carcinoma alla mammella.
  • Mastite periduttale o plasmacellulare: è una malattia cronica del seno. È provocata da un’ectasia (dilatazione) dei dotti lattiferi dietro all’areola. Periodicamente si verificano degli episodi infiammatori in cui i dotti si riempiono di una secrezione sierosa e verdognola (a volte con tracce di sangue) composta da plasmacellule (linfociti e macrofaci) e cellule che rivestono i dotti.
  • Mastite carcinomatosa o carcinoma infiammatorio alla mammella
    La mastite carcinomatosa è un carcinoma invasivo o infiltrante che coinvolge i vasi linfatici del seno e linfonodi cutanei. È un tumore piuttosto raro e aggressivo e i sintomi possono essere confusi con quelli di una mastite (benigna): la pelle è infiammata, inspessita e ha un aspetto a buccia d’arancia.



Cause della mastite durante l’allattamento

Spesso, la mastite è causata da un accumulo di latte nel seno poiché questo è prodotto in abbondanza o più velocemente rispetto a quanto si rimuove (stasi del latte).
La stasi del latte si può verificare quando il bambino non sta assumendo abbastanza latte dal seno quando si nutre.
Questo può accadere perché:

  • Il bambino non si attacca correttamente (suzione inefficace). Se il bambino non riesce ad attaccarsi bene al seno, può causare dolore e ragadi al capezzolo e può causare difficoltà nell’allattamento. Questo può causare un ingorgo, una stasi del latte e poi la mastite.
    Se il bambino preferisce un seno rispetto all’altro, si può sviluppare la mastite.
  • La poppata ha una durata troppo breve e il latte prodotto non è drenato dal seno.

 

Altre cause della stasi del latte che portano alla mastite:

  • Un’ingorgo che non torna alla normalità, forse perché il bambino ha dormito tutta la notte.
  • Un’alimentazione in cui c’è un lungo intervallo tra i pasti,
  • Una pressione sul seno causata dall’abbigliamento, del reggiseno stretto, la posizione in cui si dorme o una cintura di sicurezza.
  • Una ferita al seno.

Talvolta, la stasi del latte può peggiorare e trasformarsi in una mastite infettiva.
Questo può accadere in caso di ragadi del capezzolo.
Un’infezione si può diffondere attraverso la crepa del capezzolo nel sistema linfatico del seno.

Le probabilità di sviluppare la mastite sono maggiori se si diventa madre per la prima volta, ma anche le mamme con un’esperienza precedente di allattamento al seno possono sviluppare la malattia.
La mastite si può verificare in un momento qualsiasi durante l’allattamento al seno.
Tuttavia, è più frequente nei primi tre mesi, specialmente nella seconda o terza settimana quando la madre si sta abituando all’allattamento al seno.
Se il bambino ha l’anchiloglossia può avere problemi di aggancio al capezzolo.

 

Sintomi della mastite al seno

La mastite può causare alcuni sintomi del tumore al seno, delle cisti al seno o del fibroadenoma, ma ci sono alcune differenze.
Con la mastite, i segni e i sintomi possono apparire all’improvviso e possono comprendere:

  • Dolore al seno o calore al tatto;
  • Uno stato di malessere;
  • Seno gonfio;
  • Dolore o una sensazione di bruciore continuo durante l’allattamento;
  • Arrossamento della pelle, spesso in una forma di cuneo con la punta verso il capezzolo;
  • Febbre a 38,3°C o superiore.

Anche se la mastite si presenta solitamente nelle prime settimane dell’allattamento al seno, si può verificare in un momento qualsiasi durante l’allattamento. La mastite causata dall’allattamento tende a interessare un solo seno, non entrambi.

 

Diagnosi della mastite al seno ed esami

Il medico diagnostica la mastite basandosi su:

  • Un esame fisico,
  • I segni e i sintomi: febbre, brividi e presenza di una regione dolorosa nel seno.

Un altro segno evidente è una zona a forma di cuneo sul petto con la punta verso il capezzolo che è dolente al tatto.
Come parte dell’esame, il medico cerca un eventuale ascesso al seno, una complicazione che si può verificare quando la mastite non è trattata tempestivamente.

Diagnosi differenziale
Una forma rara di cancro al seno chiamata carcinoma mammario infiammatorio può causare sintomi simili come un arrossamento e un gonfiore che inizialmente potrebbero essere confusi con la mastite.

Il medico può consigliare:

  • Una mammografia diagnostica,
  • Una biopsia (analisi del tessuto mammario) per assicurarsi che non si tratti di cancro al seno.

Cosa fare in caso di mastite?

Terapia per la mastite e farmaci
Di solito la terapia della mastite prevede:

Antibiotici.
Secondo uno studio pubblicato su pubmed: “Management of Lactational Mastitis and Breast Abscesses: Review of Current Knowledge and Practice”, molti antibiotici finiscono nel latte materno, ma penicillina, cefalosporine ed eritromicina sono considerati sicuri.
Solitamente, la terapia della mastite richiede un ciclo di 10-14 giorni di antibiotici, per esempio l’eritromicina (Eritrocina).
Si può tornare a stare bene 24-48 ore dopo aver iniziato gli antibiotici, ma è importante terminare l’intero ciclo del farmaco per ridurre al minimo le probabilità di ricorrenza.

Antidolorifici. In attesa che l’antibiotico abbia effetto, il medico può raccomandare un antidolorifico lieve, come il paracetamolo (Tachipirina, altri) o gli antinfiammatori non steroidei come l’ibuprofene (Bufen, Moment).

 

Prevenzione della mastite durate l’allattamento

Adeguamenti della tecnica di allattamento
Secondo uno studio di Spencer JP in Conemaugh Memorial Medical Center, Johnstown, PA, USA: “Management of mastitis in breastfeeding women”, il rischio di mastite può essere ridotto con:

  • Lo svuotamento frequente del seno,
  • Migliorando la tecnica di allattamento.

Bisogna svuotare completamente il seno durante l’allattamento, inoltre:

  • Il bambino deve imparare ad attaccarsi correttamente, se il bambino ha difficoltà bisogna cambiare la posizione della mamma e del neonato.
    Il medico può rivedere la tecnica di allattamento insieme alla madre.
  • Se il bambino ha una suzione debole e non riesce a prendere il latte dalla mamma può essere utile un tiralatte.

Cura di sé
Per curare efficacemente la mastite bisogna:

  • Riposare,
  • Continuare l’allattamento al seno
  • Bere più liquidi per aiutare il corpo a combattere l’infezione al seno.

Se la mastite non guarisce dopo l’assunzione degli antibiotici si deve consultare nuovamente il medico.

 

Si può allattare con la mastite?

Sebbene i sintomi della mastite possano sfavorire l’allattamento al seno, è importante non smettere di allattare.
L’allattamento al seno regolare aiuta per i seguenti motivi:

  • Rimuove dal seno il latte materno bloccato,
  • Risolve più rapidamente i sintomi della mastite,
  • Previene l’aggravamento della mastite.

Il latte dal seno affetto può essere un po’ più salato rispetto al normale, ma è sicuro da bere per il bambino.
Gli eventuali batteri presenti nel latte sono innocui se assorbiti dal sistema digerente del bambino e non causano problemi.

Se si è affetti da una mastite grave o persistente, il medico può decidere di prelevare un piccolo campione del latte materno per un esame.

 


10 Rimedi naturali per la mastite durante l’allattamento

  1. Allattare il bambino ogni 2 ore per svuotare il seno.
  2. Massaggiare il seno mentre si allatta per sbloccare gli ingorghi e mantenere il flusso del latte.
    Il massaggio al seno dev’essere fatto dall’esterno verso il capezzolo, nell’area in cui è infetto.
  3. Riempire il reggiseno con foglie di cavolo.
    Una foglia di cavolo crudo posizionata nel reggiseno è molto utile per lenire l’infiammazione al seno.
    Una foglia di cavolo fresco agisce come un impacco freddo per ridurre l’infiammazione.
    Fonte: Nikodem VC, Danziger D, Gebka N, Gulmezoglu AM, Hofmeyr GJ. – Do cabbage leaves prevent breast engorgement? A randomized, controlled study. Birth. 1993;20(2):61–64.
  4. Tra le poppate, applicare un impacco freddo sul petto per aiutare a ridurre l’infiammazione.
  5. Alcune mamme utilizzano gli impacchi caldi appena prima di allattare, per fluidificare il latte e facilitare l’allattamento ma altri preferiscono mettere qualcosa di freddo.
  6. Fare un infuso di rosmarino (Rosmarinus officinalis): aggiungere 2-4 cucchiaini di rosmarino fresco o essiccato ad una tazza di acqua bollente. Infondere per 10 minuti, poi filtrare.
  7. Applicare un impasto caldo-umido di semi di fieno greco, è sufficiente mescolare:
    • 30 g di fieno greco,
    • 20 gocce di olio di mandorle
    • 125 ml di acqua calda.
    • Bisogna applicare l’impacco sul seno arrossato e coprire con la pellicola trasparente.
    • Lasciar agire 15 minuti e risciacquare con acqua tiepida.

Se la mamma ha la febbre può prendere

  1. Aglio crudo – almeno 2-3 spicchi di aglio al giorno.
    L’aglio crudo agisce come un antibiotico ad ampio spettro, senza gli effetti collaterali dei farmaci.
  2. Tintura di echinacea, 3 – 4 volte / giorno
  3. Vitamina C (dose da 2000-3000 mg/giorno) e vitamina A
  4. Un’altra opzione: mescolare la tintura di echinacea, tre spicchi di aglio crudo e 100gr di succo di carota in un frullatore, poi bere la miscela ogni due ore.

 


Quanto dura la mastite?

Se si ha un’infezione ed è diagnosticata all’inizio, si può guarire facilmente e velocemente.
I tempi di miglioramento dei sintomi dovrebbero essere di 24-48 ore dall’inizio della terapia con gli antibiotici, non trascorre molto tempo prima di guarire completamente.
Bisogna assicurarsi di prendere tutti gli antibiotici prescritti per evitare una recidiva dell’infezione dopo un paio di giorni o settimane.
Se il seno rimane dolente e si ha ancora la febbre dopo un giorno o due, si dovrebbe chiamare il medico.

Complicanze della mastite

Ignorare la mastite può causare delle complicazioni.
Un’infezione non curata può portare a degli ascessi al seno che devono essere trattati con:

  • Un intervento chirurgico per drenare l’ascesso (solitamente in anestesia locale, a volte generale per gravi ascessi)
  • Degli antibiotici.

In caso di grave ascesso si può formare anche una fistola intorno all’areola: un canale che collega l’ascesso all’esterno, da cui fuoriesce il materiale purulento.

Mastite al seno ultima modifica: 2013-12-22T11:28:04+00:00 da Dr. Massimo Defilippo

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