Carcinoma alla mammella lobulare o duttale

Last updated on agosto 3rd, 2018 at 09:13 am

Il carcinoma alla mammella è un tumore che si forma nei tessuti del seno.

INDICE

 

Il più frequente è il carcinoma duttale che inizia nelle cellule dei dotti galattofori (sottili tubi che trasportano il latte dai lobuli della mammella al capezzolo).

Un altro tipo di cancro al seno è il carcinoma lobulare, che inizia nei lobuli della mammella (ghiandole mammarie).
Il carcinoma mammario invasivo è un tumore che si è diffuso dai dotti o lobuli del seno al tessuto circostante.

Tumore al seno, anatomia

Il cancro al seno si verifica:

  • Negli uomini,
  • Nelle donne.

Il tumore alla mammella maschile è raro.

Il tumore al seno è il più frequente nelle donne, seguito da:

  1. Colon,
  2. Polmone,
  3. Tiroide,
  4. Utero.

Tipi di carcinoma alla mammella

Carcinoma in situ o non invasivo

  1. Carcinoma duttale in situ
    Il carcinoma duttale in situ (DCIS) è un cancro mammario non infiltrante in cui le cellule anomale sono contenute nella parete interna del dotto galattoforo (canale che serve per portare il latte al capezzolo).
  2. Carcinoma lobulare in situ
    Il carcinoma lobulare in situ (LCIS) è un cancro che si sviluppa da cellule della ghiandola mammaria e rimane confinato all’interno del lobulo.

câncer de mama lobular

Carcinoma invasivo

  1. Carcinoma duttale infiltrante
    Il carcinoma duttale infiltrante è un cancro mammario in cui le cellule anomale originate nella parete interna del dotto galattoforo invadono il tessuto circostante.
    Spesso i tumori invasivi sono ormono-dipendenti, cioè hanno i recettori per gli estrogeni e la presenza degli estrogeni stimola la crescita del tumore.
    Si tratta di un tumore maligno molto aggressivo.
  2. Carcinoma lobulare infiltrante
    Il carcinoma lobulare infiltrante origina nei lobuli e si diffonde oltre la parete del lobulo.
    Questo cancro può essere:

    1. Multicentrico: ci sono più focolai in diversi quadranti del seno,
    2. Multifocale: più focolai nello stesso quadrante.
Carcinoma lobulare infiltrante, biopsia

Carcinoma lobulare infiltrante – biopsia

 

Carcinoma con recettori ormonali o HER2

Alcune cellule del carcinoma mammario hanno dei recettori (particolari proteine sulla membrana cellulare) che permettono a determinati tipi di ormoni o proteine di legarsi alla cellula tumorale. Sono i tipi di recettori per:

Ormoni. Gli esami su un campione di cellule del cancro al seno possono mostrare se contengono dei recettori ormonali per gli estrogeni (ormoni femminili).
Questo carcinoma si definisce:

    1. Estrogeno-positivo: se le cellule hanno recettori per gli estrogeni,
    2. Progesterone-positivo: se le cellule sono sensibili al progesterone.

La terapia può impedire il legame tra gli estrogeni e i recettori sulla membrana delle cellule di questi tipi di cancro.

HER2. Alcune cellule del carcinoma mammario hanno dei recettori per una proteina conosciuta come fattore di crescita epidermico umano.
Questa proteina è normalmente presente nel corpo e stimola la crescita delle cellule.
Tuttavia, in caso di tumore può accelerare la crescita del cancro.
Un tumore che esprime dei livelli elevati di questi recettori è chiamato HER2-positivo.
Esistono farmaci specifici che bloccano i ricettori HER2 sulla superficie della membrana cellulare e rallentano lo sviluppo di questo tipo di tumore.

Carcinoma alla mammella triplo negativo
Il carcinoma triplo negativo è un cancro mammario in cui le cellule tumorali non hanno i recettori:

  1. Del progesterone,
  2. Degli estrogeni,
  3. Della proteina HER2/neu.

I tumori al seno triplo-negativi possono avere una velocità di crescita e diffusione più rapida rispetto a molti altri tipi di cancro al seno.
Poiché le cellule tumorali non hanno alcuni di questi recettori, né la terapia ormonale, né i farmaci destinati a HER2 sono efficaci.
La chemioterapia può essere ancora utile e spesso è consigliata anche per la malattia allo stadio precoce.

Carcinoma alla mammella metastatico
Il carcinoma mammario metastatico è il cancro che si è diffuso oltre il seno provocando delle metastasi:

  1. Polmonari,
  2. Ossee,
  3. Al cervello.

 

Carcinoma alla mammella durante la gravidanza

Il carcinoma alla mammella durante la gravidanza è piuttosto raro e rappresenta l’1-3% di tutte le diagnosi di cancro al seno.
Le donne alle quali è stato diagnosticato un tumore al seno durante la gravidanza hanno anche la preoccupazione per la sicurezza del nascituro.

Oggi, generalmente non è più necessario interrompere la gravidanza perché le nuove cure sono:

  • Efficaci,
  • Con minori rischi il bambino.

Il medico valuta singolarmente ogni paziente in base a diversi fattori, ad esempio:

  • Il mese di gestazione, durante il primo trimestre il rischio di malformazioni del feto per la chemioterapia è del 25%.
  • Lo stadio del tumore,
  • L’età della donna,
  • Se la paziente ha o desidera altri figli.

 

Carcinoma infiltrante o in situ?

In genere, i tumori al seno sono diagnosticati quando la massa tumorale si è diffusa dall’interno di un dotto o di un lobulo al tessuto mammario circostante.
Questi sono chiamati carcinomi mammari invasivi o infiltranti e hanno invaso i vasi sanguigni o linfatici.

Alcuni tumori sono diagnosticati quando le cellule cancerose sono ancora all’interno di un dotto o di un lobulo.
Questi sono chiamati carcinomi in situ poiché le cellule tumorali crescono solo nel tessuto di origine.
Un carcinoma in situ è più facile da trattare e ha una prognosi migliore rispetto a un cancro infiltrante.

 

Classificazione del carcinoma alla mammella

Grado del tumore
Il grado del tumore indica le differenze tra le cellule tumorali e quelle normali della mammella. I gradi più alti corrispondono ad una maggior aggressività.

  • GX: Il grado non può essere valutato (grado indeterminato)
  • G1: Ben differenziato (grado basso) – differenziato significa che le cellule del tumore sono simili a quelle sane.
  • G2: Moderatamente differenziato (grado intermedio)
  • G3: Scarsamente differenziato (grado alto).

Quando un tumore è indifferenziato (grado più alto), significa che le cellule non hanno le caratteristiche tipiche e non possono svolgere le funzioni delle altre cellule della mammella.

Stadio del tumore
L’identificazione della fase del carcinoma è chiamato stadiazione e aiuta:

  1. A decidere la terapia futura,
  2. Nel monitoraggio del paziente.

Permette di avere un’idea di cosa aspettarsi in futuro.
Gli stadi del cancro al seno variano da 0 a 4. Più alto è il numero dello stadio, più avanzato è il cancro.

Lo stadio del tumore indica:

  • Le dimensioni del tumore primitivo
  • Se si è diffuso ai linfonodi,
  • Se ci sono metastasi in altri organi del corpo

Stadi 0 e primo (G1)
Questi stadi rappresentano l’individuazione precoce del cancro al seno.
Negli stadi 0 e 1:

  1. Il tumore è minore di 2 cm,
  2. Le cellule tumorali sono confinate in un’area molto limitata.

Secondo stadio e stadio (G2) – 2A e 2B
Il cancro al seno allo stadio 2 è ancora nelle prime fasi e può essere:

  • 2A : tumore tra i 2-5cm che si è diffuso ai linfonodi ascellari oppure tumore fino a 5 cm di diametro che non si è diffuso ai tessuti circostanti.
  • 2B: tumore fino a 5 cm che si è diffuso ai linfonodi oppure tumore maggiore di 5 cm di diametro che non è arrivato ai linfonodi.

Il carcinoma mammario è ancora contenuto nell’area del seno e generalmente il trattamento dà ottimi risultati.

Stadio 3 (G3) -A, B, C 
Il cancro al seno al terzo stadio è considerato un cancro avanzato:

  • 3A: il tumore colpisce i linfonodi e invade i tessuti vicino al seno.
  • 3B: il tumore invade la parete toracica: il polmone, le costole, la pelle,
  • 3C: il tumore colpisce anche i linfonodi sotto la clavicola e quelli del braccio, inoltre invade i tessuti intorno al seno,

Stadio 4 (G4)
Il cancro al seno al quarto stadio indica che il cancro si è diffuso oltre il seno ad altre aree del corpo: si definisce tumore metastatico.

carcinoma alla mammella, stadi del tumore

 

Cause e fattori di rischio del carcinoma alla mammella

Un fattore di rischio per il cancro al seno è qualcosa che rende più probabile lo sviluppo del tumore.
Tuttavia, molte donne che sviluppano il cancro al seno non hanno fattori di rischio conosciuti.
Tra i fattori di rischio ci sono:

  • Genere femminile: le donne sono molto più a rischio rispetto agli uomini di sviluppare il cancro al seno.
  • Età. Il rischio di cancro al seno aumenta con l’età.
  • Una storia clinica di cancro al seno.
    Chi ha avuto un cancro al seno in una mammella ha un maggior rischio di sviluppare il cancro al seno.
  • Una storia familiare di cancro al seno. Se la madre, la sorella o la figlia hanno avuto la diagnosi di cancro della mammella, soprattutto in giovane età, il rischio di carcinoma al seno aumenta. La maggior parte delle persone con diagnosi di cancro al seno non hanno familiarità della malattia.
  • Alcune mutazioni genetiche che aumentano il rischio di cancro al seno possono essere trasmesse dai genitori ai figli. Le mutazioni genetiche più frequenti sono denominate BRCA1 e BRCA2. Questi geni possono aumentare notevolmente il rischio del cancro al seno.
  • Esposizione alle radiazioni. La radioterapia al petto nei bambini o nei giovani causa un maggior rischio di cancro al seno.
  • Obesità. Essere obesi aumenta il rischio di carcinoma mammario.
  • Menarca (primo ciclo mestruale) in età più giovane, prima dei 12 anni.
  • Inizio della menopausa in età più avanzata, dopo i 55 anni.
  • Avere il primo figlio in età avanzata. Le donne che partoriscono il primo figlio dopo i 35 anni possono avere un maggior rischio di cancro al seno.
  • Non aver avuto figli. Le donne che non sono mai state incinta hanno un rischio maggiore di cancro al seno rispetto alle donne che hanno avuto almeno una gravidanza.
  • Terapia ormonale in post menopausa. La terapia ormonale che combina estrogeni e progesterone per trattare i segni e i sintomi della menopausa causa un maggior rischio di cancro al seno.
  • Alimentazione – in base alla medicina naturale, l’alimentazione è la causa principale del tumore al seno. Secondo la dieta del gruppo sanguigno, gli alimenti che possono provocare questa neoplasia sono il latte e i latticini. Tuttavia, in base al gruppo sanguigno, ci sono alimenti nocivi che possono provocare il tumore se la persona li mangia quotidianamente. Secondo l’igienismo di Shelton, il problema principale sono le proteine animali e i prodotti trasformati. Shelton consiglia una dieta crudista o vegana, ma con la maggioranza degli alimenti crudi, in particolare frutta, verdura, noci e patate.
  • Bere alcolici. L’alcol aumenta il rischio di cancro al seno.

 

Sintomi del carcinoma alla mammella

Nodulo al seno
Di solito, il primo sintomo di tumore al seno è un nodulo indolore nel seno.
La maggior parte dei noduli al seno sono:

  • Cisti piene di liquido,
  • Un fibroadenoma, cioè delle masse di tessuto ghiandolare benigno.

Tuttavia, si dovrebbe sempre consultare un medico se si sviluppa un nodulo dato che può essere un tumore.

Altri sintomi del carcinoma alla mammella
Tra gli altri sintomi che caratterizzano il carcinoma alla mammella ci possono essere:

  1. Alterazioni della forma del seno, es. asimmetria rispetto all’altro seno;
  2. Seno gonfio;
  3. Fossette o ispessimento di una parte della pelle su una regione del seno;
  4. Il capezzolo si infossa (ruota verso l’interno);
  5. Una secrezione da un capezzolo che può contenere del sangue;
    Le perdite dal seno unilaterali possono indicare un tumore, se sono bilaterali generalmente sono provocate dagli ormoni,
    Non sempre una perdita dal capezzolo indica la presenza del carcinoma, ma è meglio effettuare un controllo dal medico;
  6. Un’eruzione cutanea intorno al capezzolo simile a un eczema;
  7. Raramente provoca dolore al seno. Di solito, il dolore non è un sintomo precoce.
  8. La pelle della mammella può diventare ulcerata.

 

Sintomi del carcinoma alla mammella
Nodulo 61,7%
Nodulo + retrazione cutanea 28,3%
Nodulo + secrezione 3,6%
Retrazione cutanea senza nodulo 2,4%
Lesione del capezzolo 2%
Secrezione di sangue 1,6%
Coinvolgimento dei linfonodi ascellari 0,4%

 

Di solito, le prime regioni in cui si diffonde il cancro al seno sono i linfonodi ascellari.
In questo caso, si può sviluppare un gonfiore o una massa sotto l’ascella.
Se il cancro si diffonde ad altre parti del corpo si possono sviluppare degli altri sintomi, ad esempio in caso di metastasi alla pleura si può verificare il versamento pleurico.

 

Esami e test per il carcinoma alla mammella

I test utilizzati per diagnosticare e monitorare le pazienti con cancro al seno possono essere:

  • Mammografia, si tratta dell’esame standard per la prevenzione del cancro della mammella o per aiutare a identificare il nodulo al seno;
  • Risonanza magnetica nucleare (RMN) al seno per aiutare a identificare meglio il nodulo al seno o valutare un’alterazione anomala su una mammografia;
  • Ecografia al seno per mostrare se il nodulo è solido o pieno di liquido e per studiare i linfonodi della zona;
  • Tomografia assiale computerizzata (TAC) per verificare se il tumore si è diffuso;
  • PET per verificare se il tumore si è diffuso in altre parti del corpo.

tumore, seno, destro, mammografia

 

Biopsia

I medici eseguono:

  1. Biopsia del linfonodo sentinella per verificare se il tumore si è diffuso ai linfonodi.
  2. Biopsia del tessuto del seno (o agobiopsia).

Dopo una biopsia, occorrono diversi giorni prima che i risultati siano disponibili.
Il risultato contiene una sigla che ha il seguente significato:

  • B1: tessuto mammario normale
  • B2: benigno (non tumorale)
  • B3: incerto ma probabilmente benigno
  • B4: probabilmente maligno (cancro)
  • B5: maligno (cancro).

Solitamente, sono necessari degli esami o delle terapie ulteriori per un risultato che mostra B3, B4, B5, o se i risultati dei test sono contrastanti.

carcinoma duttale, grado 3, necrosi comedonica

Carcinoma duttale di grado 3, necrosi comedonica

 

Agoaspirato
L’agoaspirato consiste nel prendere uno o più campioni di cellule del seno utilizzando:

  1. Un ago sottile,
  2. Una siringa.

Questo può essere scomodo, ma raramente serve un’anestesia locale.
Il campione è inviato al laboratorio dove si esamina al microscopio e i risultati possono essere disponibili molto presto, addirittura il giorno stesso.

Il risultato può essere descritto in uno dei modi seguenti:

  • C1: campione inadeguato (numero di cellule insufficiente per la diagnosi)
  • C2: negativo, benigno (non tumorale)
  • C3: insolito, anormale o incerto, ma probabilmente benigno
  • C4: probabilmente maligno
  • C5: positivo, maligno (cancro).

Lo specialista utilizza il risultato per decidere se servono altri esami.
Solitamente, sono necessari degli esami supplementari per un risultato che mostra C3, C4, C5, o se i risultati dei test non sono coerenti.

Se il medico diagnostica un tumore al seno, si effettuano più esami per verificare se il tumore si è diffuso.

 

Terapia per il carcinoma alla mammella

La terapia si basa su molti fattori, tra cui:

  • Tipo e stadio del tumore
  • Se il cancro è sensibile a determinati ormoni
  • Se le cellule tumorali hanno un recettore chiamato HER2/neu per il fattore di crescita epidermico umano.

Tra le terapie contro il cancro al seno ci sono:

  1. Farmaci chemioterapici per uccidere le cellule tumorali;
  2. Radioterapia per distruggere il tessuto canceroso;
  3. Dieta per il tumore;
  4. Intervento chirurgico per rimuovere il tessuto canceroso:
    • La nodulectomia rimuove il nodulo al seno;
    • La mastectomia rimuove tutto il seno o una parte.

La terapia del cancro può essere:

  1. Locale,
  2. Sistemica.

Le terapie locali coinvolgono solo l’area della malattia:

  1. La radioterapia,
  2. L’intervento chirurgico.

Le terapie sistemiche possono influenzare l’intero corpo. La chemioterapia è un tipo di trattamento sistemico.

La maggior parte delle donne riceve una combinazione di trattamenti. Per le donne con stadio I, II o III del carcinoma alla mammella, l’obiettivo principale è quello di:

  • Curare il cancro,
  • Impedirgli di recidivare (polimerizzazione).

In questi casi si utilizza una combinazione di diversi trattamenti
Per le donne con cancro al seno al quarto stadio, l’obiettivo è di:

  1. Ridurre i sintomi,
  2. Aiutare a vivere più a lungo.

Terapia ormonale
La terapia ormonale è prescritta a donne con carcinoma mammario ER-positivo per bloccare determinati ormoni che fanno da combustibile per lo sviluppo del cancro.
Un esempio di terapia ormonale è il farmaco tamoxifene.
Questo farmaco blocca gli effetti degli estrogeni.
La maggior parte delle donne con un carcinoma alla mammella estrogeno-sensibile hanno benefici da questo farmaco.

Un’altra classe di farmaci per la terapia ormonale è chiamata inibitori dell’aromatasi.
I farmaci come exemestano (Aromasin) funzionano bene o addirittura meglio del tamoxifene nelle donne in post menopausa con cancro al seno.
Gli inibitori dell’aromatasi bloccano la produzione degli estrogeni nell’organismo  (inibiscono la trasformazione del testosterone in estradiolo).

La terapia mirata è chiamata anche terapia biologica.
Utilizza farmaci antitumorali speciali destinati ad occupare i recettori del fattore di crescita epidermico umano sulla membrana di una cellula.
Un farmaco di questo tipo è il trastuzumab (Herceptin).
Si può impiegare per le donne con cancro al seno HER2-positivo.

 

Linee guida nel trattamento del carcinoma alla mammella

Le linee guida per il trattamento del carcinoma alla mammella sono le seguenti:

  1. Stadio 0 e carcinoma in situ: nodulectomia o quadrantectomia più radioterapia oppure la mastectomia sono le terapie standard.
    I medici hanno pareri contrastanti sul modo migliore di trattare il carcinoma duttale in situ.
  2. Stadio I e II: nodulectomia più radiazioni o la mastectomia con la rimozione linfonodale è il trattamento standard.
    L’ormonoterapia, la chemioterapia e la terapia biologica possono essere raccomandate dopo l’intervento chirurgico.
  3. Stadio III: la terapia consiste nell’intervento chirurgico, eventualmente seguito dalla chemioterapia, terapia ormonale e terapia biologica.
  4. Stadio IV (metastatico): la terapia può prevedere l’intervento chirurgico, la radioterapia, la chemioterapia, la terapia ormonale o una combinazione di questi.

Dopo la terapia, alcune donne continueranno ad assumere i farmaci ormonali come il tamoxifene per molto tempo (almeno 5 anni).
Tutte le donne dovrebbero continuare ad effettuare:

Le donne che hanno avuto una mastectomia possono fare la chirurgia ricostruttiva del seno.
Questo si effettua al momento della mastectomia o successivamente.

 

Carcinoma alla mammella nella paziente anziana

In oncologia si seguono molte pazienti anziane con carcinoma mammario operato prima dei 70 anni.
La differenza di cui tenere conto rispetto alle donne giovani è:

  1. La fase metastatica lenta, le cellule negli anziani si moltiplicano più lentamente e anche i tumori si diffondono più lentamente.
  2. Gli effetti collaterali dei trattamenti. Spesso una signora anziana ha altre malattie e prende diversi farmaci, quindi bisogna considerare le interazioni con il tamoxifene (se si assume).

 

Aspettative di vita (prognosi del paziente con carcinoma alla mammella)

Le statistiche disponibili non dividono i tassi di sopravvivenza in tutti i sottostadi, per esempio IA e IB. Le percentuali per questi sottostadi sono circa uguali alla categoria (in questo caso al primo stadio).

Se il tumore non è ad uno stadio avanzato si può guarire, ma bisogna:

  • Effettuare le terapie raccomandate,
  • Seguire l’alimentazione consigliata,
  • Presentarsi ai controlli per alcuni anni.

Le metastasi sono un segno prognostico sfavorevole, in particolare le metastasi ossee.

La sopravvivenza a 5 anni in caso di carcinoma alla mammella dipende dallo stadio, come mostra la tabella seguente.

Stadio Sopravvivenza a 5 anni
 0  100%
 I  98%
 II  93%
 III  72%
 IV  22%
Carcinoma alla mammella lobulare o duttale ultima modifica: 2013-12-22T09:44:27+00:00 da Dr. Massimo Defilippo

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