Gestosi preeclampsia ed eclampsia

Cos’è la gestosi?

La gestosi (o preeclampsia) è una malattia che si verifica durante la gravidanza nel momento in cui:

  1. La pressione sanguigna è troppo alta (ipertensione) (Yackerson et al. – 2007),
  2. Nelle urine si trovano residui di proteine (proteinuria).

Se la gestosi non è riconosciuta e gestita adeguatamente può causare delle conseguenze o complicanze come l’eclampsia (un caso su 200) che causa le crisi epilettiche e il coma alla donna (Subramaniam – 2007 ).

Alcune volte l’eclampsia può essere mortale (Mackillop – 2015).
In passato, la gestosi gravidica era detta tossiemia della gravidanza.
Gli studi sull’incidenza della gestosi riportano che in genere si verifica tra il 2% e il 8% in gravidanza (English et al. – 2015).

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La gestosi si verifica dopo la ventesima settimana (soprattutto nel terzo trimestre, cioè il settimo, ottavo e nono mese) fino alla settimana che segue il parto.
La gestosi e l’eclampsia sono molto più frequenti nelle donne alla prima gravidanza, ma anche le donne con più di 40 anni sono ad alto rischio.

Quali sono le cause della gestosi?

Le cause della gestosi non sono ben definite, alcuni esperti ritengono che sia causata da una malformazione della placenta perché i vasi sanguigni che portano il sangue alla placenta hanno dei difetti.

La placenta può influire sulla pressione del sangue?
Il sangue della madre, l’ossigeno e le sostanze nutritive arrivano al bambino attraverso la placenta, mentre le sostanze di scarto percorrono la strada opposta.
Quando il bambino cresce, aumenta anche il livello di sangue che passa attraverso la placenta.

L’influenza della placenta sulla preeclampsia è dimostrata da alcuni studi scientifici perché rimuovendo questo organo i sintomi regrediscono (Roberts et al. – 2009).
In caso di preeclampsia avanzata, l’esame della placenta mostra:

  1. Numerosi infarti,
  2. Restringimento delle arteriole causato dall’aterosclerosi (Sircar et al. – 2015).

 

Patofisiologia della preeclampsia (sviluppo)

Sebbene l’ipertensione sia il primo sintomo che compare in caso di preeclampsia, non è la causa di questo disturbo.
Il modo in cui si sviluppa la preeclampsia non è chiaro alla comunità scientifica, ma ci sono diversi fattori di rischio, in particolare:

  • Intolleranza immunologica materna,
  • Impianto placentare inadeguato,
  • Fattori genetici, nutrizionali e ambientali,
  • Alterazioni cardiovascolari e infiammatorie.

Durante una gravidanza normale, i citotrofoblasti (cellule che formano l’involucro dell’uovo fecondato) migrano attraverso l’area di impianto e infiltrano la porzione superficiale dell’endometrio.
Qui sostituiscono l’endotelio (tessuto di rivestimento), questo processo si chiama pseudovascolarizzazione.

I citotrofoblasti placentari che infiltrano l’utero:

  1. Perdono i recettori di adesione che sono caratteristici del tessuto epiteliale,
  2. Producono i recettori di adesione tipici delle cellule dei vasi sanguigni.

Questa trasformazione può essere fondamentale per l’apporto di sangue nella placenta.
Infatti, i citotrofoblasti infiltrano le arterie spirali dell’utero e rivestono le loro pareti.
Da qui ricavano il sangue che entra nella placenta.

I ricercatori pensano che nella preeclampsia l’infiltrazione dei citotrofoblasti nell’endometrio sia ridotta (Zhou et al., 1997).
La penetrazione è limitata alla decidua superficiale e poche arteriole sono collegate (Zhou Y et al. – 1993).
Inoltre si verifica una riduzione del calibro delle arterie utero-placentari che aumenta la resistenza al flusso sanguigno.
L’aumento della resistenza arteriosa uterina provoca la vasocostrizione e quindi:

  1. Riduzione cronica dell’apporto di sangue alla placenta,
  2. Stress ossidativo (eccesso di radicali liberi).

Le conseguenze possono essere:

  1. Ritardo della crescita intrauterina,
  2. Morte intrauterina.

Inoltre, lo stress ossidativo induce il rilascio nella circolazione materna di sostanze come:

  1. Radicali liberi,
  2. Lipidi ossidati,
  3. Citochine,
  4. Fattore di crescita dell’endotelio vascolare (VEGF).

Queste anomalie sono responsabili della disfunzione endoteliale caratterizzata da:

  1. Aumento della permeabilità della membrana cellulare dei vasi sanguigni,
  2. Trombofilia (maggior rischio di formazione di trombi),
  3. Ipertensione, per compensare la riduzione del flusso sanguigno nelle arterie uterine a causa della vasocostrizione (Jennifer Uzan et al. – 2011).

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Quali sono i fattori di rischio della preeclampsia?

  • Prima gravidanza – le probabilità di gestosi alla prima gravidanza sono maggiori rispetto alla seconda, terza o le successive.
  • Distanza tra le gravidanze – se la seconda gravidanza si verifica almeno 10 anni dopo la prima, il rischio aumenta.
  • Storia famigliare – una donna che ha una madre o una sorella che hanno sofferto di preeclampsia ha una probabilità maggiore di soffrire di gestosi.
  • Precedente gestosi– in una donna che alla prima gravidanza ha sofferto di preeclampsia, ha alte possibilità che questa situazione si ripresenti (Gupte et al. – 2014).
  • Età – le donne con più di 40 anni e le adolescenti sono più predisposte alla gestosi rispetto alle altre donne (Srp et al. – 2002).
  • Alcune malattie – le donne con diabete, ipertensione, emicrania e problemi renali hanno molte probabilità.
  • Obesità – le probabilità di gestosi nelle donne obese è molto alta.
  • Gravidanze gemellari – quando si aspetta più di un bambino, le probabilità aumentano.
  • Secondo una ricerca della University of California (Wu J et al. – 2009), le donne incinte esposte ad inquinamento hanno una percentuale di rischio più alta di soffrire di gestosi, rispetto alle donne della stessa età che vivono in un ambiente non inquinato.
  • Alto livello dell’enzima CYP2J2: secondo le ricerche del Max Delbrück Center di Berlino, Germania, riportate dal Journal Circulation (Novembre 2012), hanno rilevato che quando i livelli dell’enzima CYP2J2 sono troppo alti nelle cellule della placenta, la donna soffre di gestosi  (Herse et al. – 2012).
    Infatti, da esperimenti sugli animali è stato rilevato che quando l’enzima viene inibito, i sintomi della preclampsia diminuiscono. L’enzima svolge un ruolo importante nella regolazione della pressione sanguigna, la crescita vascolare e i processi infiammatori.

 

Come si manifesta? I sintomi della gestosi

Solitamente i sintomi della gestosi sono:

Tuttavia è possibile avere la gestosi, ma senza sintomi. Quando si presentano i sintomi, si consiglia di contattare il ginecologo o l’ospedale immediatamente.

Complicazioni per la madre:

  1. Lesioni a diversi organi: reni, fegato, polmoni, cuore e occhi,
  2. Eclampsia,
  3. Aumento del rischio di malattie cardiovascolari future,
  4. Distacco della placenta.

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I pericoli per il feto sono:

  • Parto prematuro,
  • Ritardo di crescita,
  • Morte (Wellington et al. – 2012).

 

Test e diagnosi per la preeclampsia

La gestosi è diagnosticata quando si soffre di pressione alta e quando:

In passato la gestosi era diagnosticata solo se le donne soffrivano di pressione alta o se erano presenti proteine nelle urine, tuttavia, ora gli esperti sanno che è possibile avere la gestosi anche se le proteine non sono presenti nelle urine.

La situazione è anormale se durante la gravidanza i valori della pressione sanguigna sono superiori a 140/90.
Se la pressione rilevata è alta non è sicuro che la donna soffra di gestosi, ma si consiglia di continuare a controllare la situazione.
Se quattro ore dopo il primo controllo, la pressione è sempre alta, il medico può confermare la gestosi.

Il medico può richiedere altri controlli:

  1. Esami del sangue – per controllare se i reni e il fegato funzionano correttamente e se il sangue coagula perfettamente.
  2. Analisi delle urine – per controllare il livello della creatinina, una sostanza chimica che è sempre presente nelle urine, è usato per diagnosticare la gestosi.
  3. Ecografia fetale – per controllare il peso del bambino e la quantità di liquido amniotico.

 

Cosa fare? Terapia per la gestosi e l’eclampsia

Non sempre è possibile portare a termine la gravidanza, infatti l’unico modo per curare la gestosi è il parto.
Il medico decide la data del parto in base ai controlli e alle dimensioni del bambino.
Se il bambino è abbastanza sviluppato, in genere dopo la trentasettesima settimana, il medico può decidere di:

In caso contrario, la gestosi deve essere controllata fino al momento in cui si può indurre il travaglio.

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Se la gestosi è lieve, il medico può prescrivere:

Tra gli altri trattamenti ci sono:

  • Il solfato di magnesio può essere iniettato nelle vene per prevenire le convulsioni,
  • Quando la gestosi è grave, il medico può richiede un parto istantaneo, anche se la date del parto non è vicina.
  • Dopo il parto i sintomi della gestosi dovrebbero andar via in 1-6 settimane.

 

Rimedi naturali e prevenzione della gestosi

I ricercatori continuano a studiare un modo per prevenire la gestosi, ma fino ad ora non hanno trovato delle cure efficaci.

Cosa mangiare? Dieta e alimentazione

L’alimentazione dovrebbe contenere meno sale (sodio).
L’aglio, il pesce e l’olio non riducono le probabilità di avere la preeclampsia.

Gli alimenti ricchi di vitamine C ed E non sono utili per guarire e la ricerca sulla vitamina D è ancora in corso. In alcuni casi si può ridurre il rischio di gestosi mangiando dei cibi ricchi di calcio.
Non bisogna prendere medicine, integratori o vitamine senza parlare prima con il medico.
Una modifica della dieta può ridurre il rischio della preeclampsia del 33% (Allen et al. – 2014).

Leggi anche:

Bibliografia:

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