Farmaci antibiotici, come si prendono e quando

INDICE


Gli antibiotici sono tra i farmaci più prescritti.

Il primo antibiotico utilizzato fu la penicillina, scoperta casualmente da Alexander Fleming nel suo laboratorio di St. Martin, a Londra.
Oggi sono disponibili tanti tipi di antibiotici per curare le infezioni.
Gli antibiotici curano solo le infezioni batteriche.
Gli antibiotici sono inutili contro le infezioni:

  1. Virali (ad esempio, il comune raffreddore),
  2. Fungine (ad esempio la tigna o la candida).

 

Come funzionano gli antibiotici?

Ogni tipo di antibiotico colpisce i batteri in modi diversi.
Gli antibiotici possono causare:

  1. La morte cellulare,
  2. Il blocco della proliferazione batterica.

Ci sono diversi tipi di antimicrobici in base al meccanismo di azione:

  1. Inibizione della sintesi della parete cellulare batterica (ad esempio penicilline e cefalosporine);
  2. Alterazione della permeabilità della membrana cellulare;
  3. Inibizione della sintesi proteica, alcuni antibiotici colpiscono il funzionamento delle subunità ribosomiali 30S o 50S (ad esempio tetracicline, macrolidi e clindamicina);
  4. Blocco di importanti processi del metabolismo dei microrganismi (ad esempio sulfamidici e trimetoprim).
    Quando questo accade, il batterio muore invece di riprodursi.
  5. Blocco della sintesi degli acidi nucleici: DNA e RNA (ad esempio metronidazolo e i chinoloni).

Allo stesso tempo, l’antibiotico agisce solo su meccanismi di vita del batterio e non della cellula normale.

 

Come assumere gli antibiotici?

Le dosi di antibiotico possono essere assunte in diversi modi:

  1. Per via orale (compresse e capsule o sciroppi),
  2. Per via topica (creme, lozioni, spray o gocce),
  3. Attraverso iniezioni (punture intramuscolari o una flebo, direttamente nel sangue)

La forma del farmaco dipende dal tipo di infezione:

  • Gli antibiotici topici sono spesso usati per trattare le infezioni della pelle o delle orecchie,
  • Quelli per via orale possono essere utilizzati per trattare la maggior parte delle infezioni lievi o moderate,
  • Le iniezioni o le flebo sono solitamente riservate alle infezioni più gravi e di solito si effettuano in ospedale.

 

 

È essenziale completare la cura prescritta, anche se il paziente si sente meglio poiché se si smette di assumere l’antibiotico in anticipo, i batteri possono diventare resistenti.
Prima di bere degli alcolici (birra, vino, ecc.) insieme agli antibiotici, bisogna leggere il foglietto illustrativo o consultare il medico perché si possono verificare degli effetti collaterali.

 

Compressa dimenticata

Nella maggior parte dei casi, non bisogna prendere una dose doppia di antibiotici per recuperare la dose persa.
L’assunzione di due compresse di antibiotico contemporanemaente può causare degli effetti collaterali.

I medici consigliano di prendere la dose dimenticata appena il paziente si ricorda di averla persa.
Tuttavia, se è quasi l’ora della dose successiva, è meglio aspettare e saltare quella dose.
In ogni caso, si consiglia di seguire le indicazioni del foglietto illustrativo del farmaco che contiene le informazioni su quell’antibiotico specifico.

 

 

Resistenza degli antibiotici

La capacità degli antibiotici di curare malattie infettive ha portato ad un uso spesso ingiustificato di queste medicine. Nella maggior parte dei paesi europei gli antibiotici sono tra i farmaci più utilizzati dopo gli analgesici.
Spesso i genitori danno la pillola di antibiotico al bambino appena vedono dei lievi sintomi.
Sfortunatamente, il loro uso eccessivo e inadeguato in medicina umana, in veterinaria e in agricoltura ha portato a un rapido aumento della frequenza dei microrganismi resistenti ai farmaci. Molti dei primi antibiotici sono diventati inefficaci o molto meno affidabili di un tempo.
La resistenza agli antibiotici deriva dal trasferimento delle caratteristiche di resistenza genetica tra batteri della stessa specie o di specie diverse. In generale, più si utilizza un antibiotico specifico, maggiore è il rischio che nascano fenomeni di resistenza contro l’antibiotico stesso che rendono il farmaco sempre meno efficace.
Per evitare questa resistenza, sono stati creati nuovi antibiotici dotati di caratteristiche chimiche simili ma non identiche, che sono rimasti efficaci fino a quando sono sorti nuovi fenomeni di resistenza.
Diventa quindi indispensabile sviluppare nuovi  antibiotici per offrire trattamenti efficaci contro le infezioni batteriche particolarmente aggressive.

 

Quando si prende l’antibiotico?

Gli antibiotici sono efficaci contro le infezioni batteriche, non funzionano invece contro:

Prendendo un antibiotico in caso di infezione virale non si cura la patologia e si aumenta solo la possibilità di resistenza.
Le regole fondamentali da rispettare, a prescindere dal tipo di infezione, per un uso corretto e per trarre dagli antibiotici i massimi benefici, senza correre rischi né promuovere lo sviluppo di microrganismi resistenti, sono tre:

  • Assumerli soltanto quando servono davvero, su indicazione del medico;
  • Usare l’antibiotico giusto, nella quantità giusta, per tutto il periodo di tempo prescritto;
  • Evitare il “fai da te” anche quando si pensa di sapere come ci si deve curare.

Contro le malattie da raffreddamento gli antibiotici servono poco o niente.
L’influenza, il raffreddore, il mal di gola e le otiti sono quasi sempre provocate da virus e non da batteri.
Per l’influenza le uniche strategie utili consistono nel riposo in un ambiente confortevole, bere molto, mangiare cibi leggeri, assumere frutta e verdura per l’apporto di vitamine e ricorrere a farmaci antipiretici in caso di febbre.

Gli antibiotici possono essere suggeriti dal medico, per esempio:

  • A chi soffre di malattie respiratorie o cardiovascolari croniche,
  • Per prevenire o curare possibili infezioni batteriche secondarie facilitate dall’influenza (in particolare, polmoniti).

In caso di raffreddore gli antibiotici non servono mai. Se il fastidio è notevole si può ricorrere per non più di 4-5 giorni a decongestionanti nasali.

Anche il mal di gola nella maggioranza dei casi è provocato da virus e può essere trattato con decongestionanti locali.
Soltanto se è molto intenso, associato a febbre che tende a persistere oltre due-tre giorni nonostante l’uso di antipiretici, può essere necessario un intervento con antibiotici.

La tosse può essere solo uno dei sintomi dell’influenza oppure una patologia a sé.
Nel primo caso, per la terapia sono sufficienti rimedi che aiutano:

  1. A sedarla (sedativi della tosse),
  2. A eliminare il muco bronchiale in eccesso (mucolitici ed espettoranti).

Agli antibiotici può essere necessario ricorrere se c’è il rischio di un’infezione batterica, per esempio:

 

Quanti giorni si deve assumere l’antibiotico? Quando fa effetto?

L’antibiotico dev’essere assunto per un periodo che dipende dalla malattia e dalle condizioni del paziente.
Di solito per le patologie acute serve un ciclo di 5/10 giorni, mentre per un disturbo cronico bisogna prendere i farmaci per più tempo.
Il medico decide la durata della terapia in base:

  • Alla storia clinica del paziente,
  • Ai sintomi.

Bibliografia

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  2. Walsh C. Antibiotics: actions, origins, resistance. ASM Press; Washington, D.C: 2003. 
  3. Garima Kapoor, Saurabh Saigal, and Ashok Elongavan. Action and resistance mechanisms of antibiotics: A guide for clinicians. J Anaesthesiol Clin Pharmacol. 2017 Jul-Sep; 33(3): 300–305.doi:  10.4103/joacp.JOACP_349_15
  4. Geisla Mary Silva SOARES, Luciene Cristina FIGUEIREDO,Marcelo FAVERI, Sheila Cavalca CORTELLI,Poliana Mendes DUARTE, and Magda FERES. Mechanisms of action of systemic antibiotics used in periodontal treatment and mechanisms of bacterial resistance to these drugs. J Appl Oral Sci. 2012 May-Jun; 20(3): 295–304.doi:  10.1590/S1678-77572012000300002.

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