Se la risonanza non mente, perché la tua spalla fa ancora male? L’arte di interpretare (e non subire) gli esami

Molti pensano che io ce l’abbia con la tecnologia.

Niente di più falso.

La risonanza magnetica è un miracolo della medicina moderna.

Il punto non è che la macchina “menta”, il punto è che la risonanza va interpretata, non solo letta.

Il referto che hai in mano è un elenco oggettivo di quello che la macchina vede: un tendine un po’ sfilacciato, una borsa infiammata, un po’ di usura.

Ma ecco il segreto che cambia tutto: la correlazione clinica.

Questa è una distinzione fondamentale: la tecnologia non sbaglia a scattare la foto, ma siamo noi (pazienti e spesso anche professionisti) a sbagliare il significato che diamo a quell’immagine.

Hai centrato il punto: la risonanza fotografa lo stato dei tessuti, non la causa del tuo dolore.

La differenza tra “Reperto” e “Diagnosi”

Immagina di fotografare il motore di una vecchia auto d’epoca.

La foto mostrerà macchie d’olio, polvere e qualche bullone arrugginito.

La foto non mente: quelle macchie ci sono davvero. Ma quella foto non ti dice se l’auto partirà domani mattina o se supererà i 100 km/h.

  • Il Reperto è la macchia d’olio (la lesione al tendine).

  • La Diagnosi è capire se quella macchia è la causa del fatto che l’auto non parte, o se è lì da dieci anni e il problema è invece la batteria scarica.

 

Cosa dice la Scienza?

Questo studio scientifico mostra che il 54% delle persone che hanno almeno 60 anni ha la lesione totale o parziale di almeno un tendine della spalla senza aver dolore.

Sher JS, Uribe JW, Posada A, Murphy BJ, Zlatkin MB. Abnormal findings on magnetic resonance images of asymptomatic shoulders. J Bone Joint Surg Am. 1995 Jan;77(1):10-5. doi: 10.2106/00004623-199501000-00002. PMID: 7822341.

Invece guarda cosa dice quest’altro studio scientifico:

Tempelhof S, Rupp S, Seil R. Age-related prevalence of rotator cuff tears in asymptomatic shoulders. J Shoulder Elbow Surg. 1999 Jul-Aug;8(4):296-9. doi: 10.1016/s1058-2746(99)90148-9. PMID: 10471998.

Il 51% degli over 80 ha la lesione totale di almeno un tendine della spalla, anche se non ha sintomi.

 

Perché facciamo il “giro delle sette chiese”?

Proprio perché ci fermiamo al reperto.

Se leggi “lesione”, la tua mente corre subito all’intervento.

Ma la scienza ci dice che spesso la spalla fa male non per quella lesione che vedi nell’immagine, ma perché i muscoli intorno non stanno lavorando in sincronia.

È qui che molti sbagliano rotta:

  1. Vedi la calcificazione -> Non vedi l’ora di “scioglierla” con l’intervento.

  2. Vedi l’infiammazione -> Cerchi di “spegnerla” con i cerotti.

  3. Vedi l’artrosi -> Ti rassegni perché “le ossa sono consumate”.

In tutti questi casi, stai curando la fotografia, non il funzionamento.

Stai cercando di pulire la macchia d’olio senza caricare la batteria.


Come uscire dal labirinto delle informazioni contraddittorie

Se vuoi davvero risolvere quel dolore quando allunghi il braccio, devi smettere di essere un “collezionista di esami” e diventare un “atleta della tua guarigione” (anche se non hai mai fatto sport).

Ecco i tre pilastri per orientarti:

  • Diffida di chi guarda solo le tue lastre: Un bravo professionista dedica 5 minuti alla risonanza e 30 minuti a testare come muovi il braccio, quanta forza hai e in quali posizioni il dolore scompare.

  • L’approccio “Bio-Psico-Sociale”: Sembra un parolone, ma significa che il tuo dolore alla spalla è influenzato dal tendine (Bio), ma anche da quanto sei preoccupato per quel dolore (Psico) e da quanto il problema ti impedisce di lavorare o stare con i tuoi figli (Sociale). La risonanza vede solo la parte “Bio”, trascurando tutto il resto.

  • La coerenza dei sintomi: Se la risonanza dice che hai una lesione a destra, ma il dolore è simile a quello che ogni tanto senti a sinistra dove il tendine è sano, allora la lesione non è il colpevole. È solo un testimone oculare che si trovava lì per caso.


Conclusione: Riprendi il controllo

La risonanza è uno strumento, non un oracolo. Non lasciarti spaventare da parole difficili come “entesopatia”, “iperintensità” o “degenerazione”.

Sono termini tecnici per descrivere una spalla che ha vissuto, lavorato e forse è stata un po’ trascurata.

La vera soluzione non è cancellare quello che c’è scritto sul referto (spesso è impossibile), ma rendere la tua spalla così forte, elastica e funzionale che quel referto diventi irrilevante.

Dr. Defilippo Massimo

Massimo Defilippo Mi chiamo Massimo Defilippo, sono un Fisioterapista di Rubiera che effettua fisioterapia ed osteopatia dal 2008.
Mi sono laureato con votazione di 110/110 presso l’università degli studi Magna Graecia …. Biografia completa

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