Pericardite acuta o cronica e costrittiva – sintomi e cause

Last updated on maggio 18th, 2018 at 11:36 am

La pericardite è l’infiammazione del pericardio, cioè una membrana resistente a doppio strato che circonda il cuore.

INDICE

 

Sintomi della pericardite

Il pericardio è formato da due foglietti:

  1. Viscerale (sieroso) – Produce un fluido (siero) che permette ai due foglietti di scivolare l’uno sull’altro, inoltre produce e libera il peptide natriuretico atriale nel sangue.
  2. Parietale (fibroso) – composto soprattutto da fibre collagene

Lo spazio tra i due strati contiene un fluido (liquido pericardico).

Tra la parte viscerale e quella parietale c’è una cavità virtuale in cui si trovano pochi ml (30-50) di liquido.
Questo fluido permette lo scorrimento del cuore nel pericardio durante la contrazione, quindi evita una reazione infiammatoria causata dallo sfregamento.

In condizioni fisiologiche, questo siero è limpido e non contiene:

  1. Proteine,
  2. Cellule.

La parte esterna del pericardio aderisce allo sterno, si prolunga:

  1. In basso fino al diaframma,
  2. Verso l’alto, dove avvolge anche il tratto iniziale delle arterie aorta e polmonare.

Anche se il pericardio svolge diverse funzioni, le più importanti sono:

  • Contenere il cuore nella cavità toracica; ha dei legamenti che lo fissano allo sterno, alla colonna ed al diaframma
  • Impedire la distensione eccessiva del cuore e quindi un insufficienza cardiaca. Per questo, oggi il chirurgo non rimuove il pericardio completamente.

L’accumulo di liquido pericardico in eccesso si chiama effusione pericardica.
Ci sono due cause principali per lo sviluppo dell’effusione pericardica.
La prima è l’infiammazione del pericardio, conosciuta come pericardite, la seconda è l’accumulo di sangue nel pericardio.
Spesso l’effusione pericardica deriva dall’infiammazione del pericardio.
Tuttavia, esistono dei casi in cui non si verifica l’infiammazione.

Idropericardio
È dovuto ad un eccesso di liquido non infiammatorio (trasudato) nel sacco pericardico, superiore ai 100 ml.
Il liquido è chiaro e non contiene cellule.
L’idropericardio si osserva in caso di malattie sistemiche che causano un edema diffuso, come:

  1. Anasarca,
  2. Scompenso cronico del cuore,
  3. Nefropatia,
  4. Ipoproteinemia,
  5. Mixedema.

Si può formare anche a causa della compressione esercitata da neoplasie e teratoma.

Emopericardio
Accumulo di sangue nel pericardio.
Le cause possono essere:

  1. Cardiache (per esempio: rottura del cuore e aneurisma dell’aorta ascendente),
  2. Vascolari (lesione delle arterie coronarie),
  3. Fattori che favoriscono la comparsa di emorragie (leucemia acuta e cronica e piastrinopenia).

Emopericardio

La pericardite:

  • Non è contagiosa.
  • Si può verificare insieme alla miocardite, cioè l’infiammazione del muscolo cardiaco.

Questa malattia può colpire tutti, i bambini, gli adulti e gli anziani.

 


Classificazione della pericardite

Esistono 4 tipi principali di pericardite:

  1. Pericardite acuta: i sintomi durano meno di sei settimane (normalmente i sintomi si risolvono entro una settimana con la terapia).
  2. Pericardite sub-acuta: inizia dopo la fase acuta e la durata è compresa tra sei settimane e sei mesi.
  3. Pericardite ricorrente: quando si verificano ripetutamente degli episodi di pericardite acuta.
  4. Pericardite cronica: è una complicanza della pericardite, in cui i sintomi durano più di sei mesi.
Tipo Durata
Acuta < 6 settimane
Sub-acuta Da 6 sett. a 6 mesi
Cronica > 6 mesi

 

Pericardite acuta

È il tipo più frequente.
Generalmente l’origine è virale ed i virus sono gli stessi che provocano la miocardite:

  1. Coxsackievirus A e B,
  2. Parvovirus B19,
  3. Herpesvirus,
  4. EBV,
  5. Il virus degli orecchioni,
  6. Varicella zoster.

Gli ultimi in realtà sono molto rari, si vedono soprattutto nei pazienti HIV positivi che assumono gli antiretrovirali.
Questi farmaci provocano una sindrome metabolica con un aumento:

  1. Dei trigliceridi,
  2. Delle HDL,
  3. Della glicemia (e quindi del diabete).

La conseguenza è un’aterosclerosi precoce.

 

Pericardite cronica

La pericardite cronica può essere causata da:

  1. Tubercolosi,
  2. Micosi.

La pericardite cronica è generalmente l’evoluzione di una pericardite acuta.

 

Pericardite ricorrente

Questo tipo è diviso in due categorie:

  1. Intermittente: il paziente ha dei periodi senza malattia dopo aver sospeso le terapie.
  2. Incessante: la pericardite si presenta di nuovo appena il paziente sospende la cura.

pericardio,pericardite,cuore,membrana esternaAltri tipi di pericardite

  • La pericardite uremica è una complicazione dell’insufficienza renale e si può verificare anche nei pazienti che effettuano l’emodialisi.
  • La pericardite epistenocardica è l’infiammazione del pericardio che si verifica dopo un infarto del miocardio.
  • La pericardite fibrinosa consiste nel deposito di strati di fibrina e si verifica in seguito a interventi chirurgici, dopo un infarto oppure è causata da malattie del tessuto connettivo.
  • La pericardite essudativa sierosa è caratterizzata da un versamento che contiene molto pus o albumina.
  • La pericardite neoplastica è provocata da un tumore al pericardio o da metastasi.
  • La sindrome di Dressler è un tipo di pericardite caratterizzato da una risposta del sistema immunitario in seguito ad una lesione del tessuto cardiaco o del pericardio.
    Può essere post intervento (in caso di incisione del periocardio: bypass, interventi sulle valvole cardiache e correzione dei difetti congeniti), post traumatica oppure post-infarto.
    I sintomi della sindrome di Dressler comprendono il dolore al petto simile a quello che si sente durante un attacco di cuore e la febbre.
    Grazie ai recenti miglioramenti nella cura dell’infarto, la sindrome di Dressler è diventata meno frequente rispetto a prima.

La pericardite post-intervento risponde bene al trattamento con il cortisone.
Tuttavia, questa malattia può recidivare nelle persone colpite.

Pericardite sierosa

L’essudato (liquido infiammatorio con un alta concentrazione di proteine) infiammatorio sierosio è tipico dei processi infiammatori non infettivi come:

  1. La malattia reumatica,
  2. Il lupus eritematoso sistemico,
  3. La sclerodermia,
  4. Le neoplasie,
  5. L’uremia.

L’essudato è generalmente sterile, limpido e contiene dei linfociti.
La pericardite sierosa è la forma meno grave, infatti se l’infiammazione non è molto grave si verifica la guarigione senza conseguenze importanti.
Il liquido è assorbito e non diventa organizzato, cioè non forma fibrosi e aderenze.
Senza terapia o se il paziente non risponde alle cure, questa pericardite può evolvere verso la forma siero-fibrinosa, fibrinosa e infine purulenta.

 

Pericardite fibrinosa e siero-fibrinosa

È un’evoluzione della pericardite sierosa.
Può essere:

  1. Circoscritta (per esempio in corso di infarto miocardico).
    Generalmente compare circa 24 ore dopo l’infarto.
    Si verifica un ispessimento fibroso del pericardio con una cicatrice biancastra.
  2. Diffusa quando è legata ad un fatto infettivo o tossico.

Oggi, anche la sindrome di Dressler post-infartuale è considerata un disturbo autoimmunitario (un tempo era considerata virale) e causa la pericardite fibrinosa.

Nella pericardite siero-fibrinosa si accumula un fluido denso, giallastro e opaco (a causa della presenza di globuli bianchi e rossi) che spesso contiene fibrina.
La fibrina può essere degradata oppure può diventare organizzata.
La guarigione completa senza conseguenze è rara, generalmente si verifica l’organizzazione del processo.
La composizione del tessuto infiammatorio dipende dalla causa, può contenere:

  1. Linfociti,
  2. Macrofagi,
  3. Monociti,
  4. Granulociti,
  5. Eosinofili.

Nella pericardite fibrinosa la superficie del pericardio è secca e la fibrina si deposita su tutta la superficie. Può raggiungere uno spessore di qualche mm.
Infine, il segno più caratteristico della pericardite fibrinosa è la comparsa di un intenso rumore di sfregamento pericardico durante l’auscultazione, più intenso della pericardite sierosa a causa dello sfregamento tra i due foglietti
Il paziente sente dolore al petto, ha la febbre e segni di insufficienza cardiaca.

Pericardite

 

Pericardite purulenta

Oggi è molto rara nei paesi occidentali.
È causata dalla presenza di microrganismi nello spazio pericardico, soprattutto batteri, funghi o protozoi.
Questi possono raggiungere la cavità pericardica attraverso diverse vie:

  1. Da un’infiammazione vicina, per esempio in caso di empiema (raccolta di pus) nella pleura o polmonite,
  2. Circolazione sanguigna,
  3. Circolazione linfatica,
  4. Penetrazione diretta in corso di intervento chirurgico al cuore.

La terapia immunosoppressiva o una condizione di immunodeficienza predispone la persona all’infezione.
L’essudato può essere tra 80-90 cc e 400-500 cc, quindi può causare un tamponamento cardiaco (il liquido in eccesso nel pericardio comprime e non permette un funzionamento adeguato del cuore).

Tra le complicanze c’è la miocardite purulenta perché il liquido infiammatorio si diffonde in profondità.
Raramente il paziente guarisce completamente, in genere il processo infiammatorio provoca una cicatrizzazione.
Si può verificare:

  1. Una saldatura dei due foglietti (concretio cordis),
  2. La formazione di aderenze tra i foglietti e tra questi e altri organi circostanti: pleura, esofago, sterno, aorta (accretio cordis).

La massa sclerotica può raggiungere anche 1 cm di spessore.

La pericardite tubercolare può evolvere in una forma fibro-calcifica costrittiva.

 

Batteri,pericardite,infezionePericardite emorragica

L’essudato è caratterizzato dalla presenza di eritrociti, quindi sangue insieme a fibrina o a pus.
È spesso una conseguenza delle forme descritte precedentemente.
Può essere causata da:

  1. Un tumore maligno (del pericardio o metastasi), in questo caso si formano spesso dei versamenti di sangue ricorrenti.
  2. Infezioni batteriche, in particolare nella tubercolosi,
  3. Un intervento cardiaco.

 

Pericardite gangrenosa (molto rara)

È caratterizzata da masse fibrinose-emorragiche con la presenza di gas prodotto dai germi della putrefazione.
Generalmente la causa è un traumi perforante, si possono formare anche ascessi e caverne che si possono estendere al polmone.

 

Pericardite caseosa (rara)

La causa è quasi sempre la tubercolosi, raramente è provocata da infezioni fungine.
Questo tipo evolve in pericardite cronica costrittiva fibrocalcifica (condizione molto invalidante).

Infine le sinechie, le aderenze e le sinfisi pericardiche, sono fenomeni legati all’organizzazione dell’essudato, cioè sottili membrane di tessuto connettivo che uniscono i due foglietti pericardici.
Possono essere singole o multiple.
Le sinfisi pericardiche sono aderenze tra tutta la superficie del cuore e tutto il pericardio.
Le sinechie e le aderenze possono essere staccate tra loro, mentre le sinfisi sono molto tenaci e difficilmente separabili.

 


Cause della pericardite

Le cause della pericardite possono essere:

La pericardite virale è la più frequente e si vede più spesso nel periodo invernale.

Inoltre, ci sono alcuni casi in cui la malattia rimane idiopatica ovvero non si può determinare la causa.
Nell’80% dei casi di pericardite nei bambini, la causa è idiopatica.

 

Sintomi della pericardite

Di solito la pericardite acuta causa un dolore al petto lancinante, nella parte posteriore dello sterno o sul lato sinistro del torace.
Siccome il dolore s’irradia anche alla spalla sinistra, la maggior parte delle persone pensa che si tratti dell’infarto del miocardio.
Il dolore peggiora in caso di:

  • Tosse,
  • Respiri profondi,
  • Ingestione di cibo
  • In posizione sdraiata.

Alcuni sintomi frequenti che possono indicare la pericardite sono:

  1. Un dolore lancinante acuto che si sente dietro lo sterno, di solito sul lato sinistro del petto. Il dolore non rimane localizzato e si può irradiare fino alla spalla sinistra o destra.
  2. Stare seduti diminuisce i sintomi.
  3. Difficoltà nella respirazione in posizione sdraiata.


Altri sintomi della pericardite sono:

  1. Tosse secca,
  2. Palpitazioni,
  3. Stanchezza,
  4. Gonfiore della vena giugulare davanti al collo,
  5. Febbre lieve,
  6. Battito cardiaco accelerato
  7. L’ansia senza un motivo particolare.

In caso di pericardite costrittiva possono comparire:

  1. Le gambe gonfie,
  2. La pancia gonfia.

La pericardite cronica provoca anche:

  1. Pressione bassa, perché il cuore non riesce a espandersi completamente e quindi la gittata cardiaca è ridotta,
  2. Gonfiore alle gambe, caviglie e mani.

Il dolore al petto è fortissimo, simile a quello di un infarto, ma più intenso perché il pericardio è molto innervato (ci sono molti nervi che trasmettono il segnale del dolore).
Se nella cavità pericardica scompare il liquido fisiologico che permette lo scivolamento dei foglietti tra loro perché si è trasformato in fibrina, i foglietti sfregano uno sull’altro.
La conseguenza è un dolore fortissimo.

Il dolore diminuisce in posizione seduta, soprattutto piegandosi in avanti.

 

Caratteristiche del dolore nella pericardite e nell’ischemia

Pericardite Ischemia
Area Petto centrale,
Spalla sinistra,
Spalla destra.
Dietro lo sterno,
Braccio sinistro,
Mandibola,
Collo (raro).
Tipo Acuto,
Fortissimo
Costritivo
Durata Ore/giorni Angina 20 minuti
Infarto (30 min. – ore)
Postura Meglio seduti
e piegati in avanti
Non cambia
Esercizio/
Sforzo
Non cambia Angina

 

Complicanze della pericardite

Il tamponamento cardiaco e la pericardite costrittiva cronica sono due gravi complicanze della pericardite.

Tamponamento cardiaco

Il tamponamento cardiaco si verifica se si accumula troppo liquido nel pericardio (sacco sieroso intorno al cuore).
Il fluido in eccesso esercita una certa pressione sul cuore che impedisce il riempimento di sangue.
Di conseguenza:

  1. Il cuore pompa una quantità minore di sangue,
  2. Si ha la brusca caduta della pressione arteriosa.

Se non si cura, il tamponamento cardiaco può essere mortale.
È caratterizzato da un versamento pericardico composto da sangue ed eventualmente siero.
Il versamento può essere:

  1. Sieroso: causato dallo scompenso cardiaco,
  2. Suppurativo (rarissimo): causato da piogeni (germi che causano la produzione di pus),
  3. Emorragico: molto frequente nei traumi e in caso di neoplasia in fase avanzata. Questo può causare la morte per un tamponamento cardiaco che provoca la rottura di vasi sanguigni nel pericardio, per un’invasione di cellule tumorali oppure per la rottura dei vasi sanguigni che si formano dentro al tumore.

 

Pericardite costrittiva

La pericardite cronica adesiva o costrittiva è una malattia rara che si sviluppa nel tempo.
Conduce alla formazione di tessuto fibroso in tutto il pericardio.
Questa membrana diventa rigida e non si può muovere correttamente.
Nel tempo, il tessuto fibroso comprime il cuore e ne impedisce il funzionamento corretto.
La pericardite costrittiva o concretio cordis è un evoluzione negativa di alcuni tipi, per esempio:

  1. Pericardite tubercolare,
  2. Pericarditi recidivanti.

Il pericardio è ispessito e forma un “guscio” fibroso intorno al cuore.
Si possono formare delle calcificazioni visibili con la radiografia.
Le cause possibili sono tante, tra cui:

  1. Traumi,
  2. Intervento chirurgico,
  3. Radiazioni,
  4. Insufficienza renale (i pazienti in dialisi con iperuremia accelerano l’aterosclerosi, favorendo formazione di calcificazioni che riducono il circolo coronarico),
  5. Tubercolosi.

Questo guscio blocca il cuore in fase di diastole, ostacolando l’espansione e il riempimento dei ventricoli.
Nella pericardite costrittiva la pressione venosa aumenta perché la vena cava inferiore e quella superiore fanno fatica a scaricare il sangue nel cuore destro che ha una pressione elevata a causa di questo guscio.
I segni del ritorno venoso difficile sono:

  1. Dilatazione delle giugulari,
  2. Epatomegalia (fegato ingrossato),
  3. Apparente scompenso cardiaco destro,
  4. La pulsazione del cuore non è più visibile dall’esterno perché si forma uno strato spesso intorno al cuore,
  5. Ascite,
  6. Aumento della pressione venosa,
  7. Versamento pleurico
  8. Polso paradosso (calo della pressione sistolica maggiore di 10mmhg durante l’inspirazione),
  9. Edema o gonfiore alle estremità del corpo (gambe e braccia) perché lo scompenso cardiaco destro riduce il ritorno venoso e la gittata cardiaca.

 

Quali complicanze si possono verificare in caso di pericardite non curata?

L’eccesso di liquido che si accumula intorno al cuore inizia a premere contro l’organo. Senza una terapia, questa pressione forte può impedire il riempimento completo degli atri e dei ventricoli. Questo disturbo cardiaco è detto tamponamento.
La conseguenza immediata di questo malfunzionamento è la cattiva circolazione sanguigna e la carenza nel rifornimento di ossigeno.
Potrebbe rappresentare una situazione pericolosa.
Quindi, si consiglia di cercare l’intervento medico iniziale e la terapia.

Pericardite acuta o cronica e costrittiva – sintomi e cause ultima modifica: 2014-04-07T22:08:49+00:00 da Dr. Massimo Defilippo

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