Arresto cardiaco

Last updated on agosto 3rd, 2018 at 09:46 am

L’arresto cardiaco si verifica quando il cuore smette di pompare il sangue.

INDICE

 

Una persona rischia di:

  1. Crollare,
  2. Smettere di respirare,
  3. Perdere coscienza.

Per chi è fortunato, questi sintomi possono essere preceduti da segnali premonitori:

  1. Stanchezza,
  2. Svenimento,
  3. Vertigini,
  4. Dolori al petto,
  5. Mancanza di respiro,
  6. Palpitazioni
  7. Vomito

Tuttavia, spesso non è preceduto da segni e sintomi.
Si parla di arresto cardiaco primitivo quando.

  1. Si verifica improvvisamente,
  2. É causato da un’aritmia (tachicardia ventricolare senza polso o fibrillazione ventricolare, aritmie che non si possono prevedere).

 

Sviluppo dell’arresto cardiaco (fisiopatologia)

La causa di arresto cardiaco improvviso è di solito un’anomalia nel ritmo cardiaco (aritmia), cioè un cattivo funzionamento del sistema elettrico del cuore.

Aritmia-cardiaca
Il cuore ha il suo stimolatore elettrico all’interno, si tratta di un gruppo di cellule specializzate chiamato nodo del seno.

Si trova nell’atrio destro (camera cardiaca superiore destra) del cuore.
Il nodo del seno genera impulsi elettrici che si propagano attraverso il cuore e causano la contrazione di atri e ventricoli (sistole).
In questo modo coordina l’attività di pompaggio del sangue verso il resto del corpo.
Se il nodo del seno o l’impulso elettrico non funzionano correttamente, si può verificare un’aritmia, cioè un battito del cuore:

Spesso queste interruzioni nel ritmo sono momentanee e innocue.
Tuttavia, alcuni tipi di aritmia possono essere gravi e possono provocare un blocco dell’attività del cuore.

La causa più frequente di arresto cardiaco è un’aritmia chiamata fibrillazione ventricolare. Questo disturbo è caratterizzato da elettrici rapidi e irregolari che provocano un tremore dei ventricoli invece di una contrazione efficace.

 

Arresto cardiaco improvviso

L’arresto cardiaco si verifica quando il cuore cessa di battere all’improvviso.
In caso di arresto cardiaco fulminante, il sangue non arriva:

  1. Al cervello,
  2. Agli altri organi vitali.

Se non è curato in pochi minuti, l’arresto cardiaco improvviso provoca la morte.

Cause dell’arresto cardiaco improvviso

  1. Cardiopatia: si riscontra nelle vittime di morte cardiaca improvvisa. Nel 90% dei casi si osserva il restringimento delle arterie coronarie. In caso di coronaropatia, le arterie sono ostruite da placche di colesterolo e altre sostanze e riducono il flusso sanguigno nel cuore. Un infarto provoca la formazione di tessuto cicatriziale nel cuore che può bloccare o interferire con l’impulso elettrico. La conseguenza è l’aritmia.
  2. Arresto cardiaco da farmaci per il cuore: talvolta provocano un’aritmia ventricolare letale.
  3. Embolia polmonare – può causare anche la morte improvvisa. Nella gamba o nel braccio si formano dei coaguli di sangue (trombi) che possono staccarsi e viaggiare nella circolazione fino al polmone. Qui possono bloccare un arteria e ridurre il passaggio di ossigeno nel sangue.
    I fattori di rischio per i coaguli di sangue sono:

    • L’intervento chirurgico,
    • L’immobilizzazione prolungata (ad esempio, il ricovero in ospedale, lunghi viaggi in auto o in aereo),
    • Traumi,
    • Alcune malattie, per esempio il cancro.
  4. Potassio o magnesio bassi nel sangue. Questi minerali svolgono un ruolo importante nella propagazione dell’impulso elettrico del cuore.
  5. Grave perdita di sangue
  6. Grave mancanza di ossigeno
  7. Il rilascio di adrenalina durante l’intensa attività atletica può innescare la morte nelle persone che già soffrono di problemi di cuore.
  8. L’arresto cardiaco si può verificare durante un operazione chirurgica a causa dell’anestesia.

 

Cause naturali dell’arresto cardiaco

La causa più frequente e pericolosa è il ritmo cardiaco irregolare, chiamato fibrillazione ventricolare (FV).
La fibrillazione ventricolare si verifica quando l’attività elettrica diventa così disordinata che il cuore fibrilla e smette di pompare il sangue.
Ci sono diverse cause di FV.
Le cause di arresto cardiaco comprendono alcune malattie cardiache, ad esempio:

  1. Cardiopatia ischemica;
  2. Infarto del miocardio;
  3. Cardiomiopatia – se il muscolo cardiaco è ispessito può causare l’aritmia;
  4. Cardiopatie congenite;
  5. Valvulopatia (per esempio la stenosi della valvola aortica) – una parte del sangue del ventricolo ritorna all’atrio durante la contrazione oppure l’atrio pompa meno sangue al ventricolo. La conseguenza è l’ingrossamento del miocardio per spingere abbastanza sangue al resto del corpo;
  6. Miocardite acuta (infiammazione del muscolo cardiaco);
  7. Aritmia, come la sindrome del QT lungo e la sindrome di Brugada.

La fibrillazione ventricolare può accadere anche se:

  1. Diminuisce l’ossigeno nel corpo, ad esempio quando si soffoca;
  2. Si assumono delle droghe, come cocaina o mefedrone;
  3. Si perde una grande quantità di sangue.

A volte si può correggere la FV con una scossa elettrica attraverso la parete toracica con un dispositivo chiamato defibrillatore.

 


Cause dell’arresto cardiaco nei bambini

I motivi principali per cui si sviluppa un arresto cardiaco in età pediatrica sono:

  • Trauma;
  • Nei neonati si verifica soprattutto a causa dell’annegamento o per l’ostruzione delle vie aeree, anche se il cuore è sano.
  • Generalmente, nei giovani l’arresto cardiaco si verifica a causa di un aritmia, può avvenire durante il giorno, ma anche di notte nel sonno. Il rischio di aritmie letali è alto in caso di:
    1. Cardiopatia congenita,
    2. Cardiomiopatia dilatativa,
    3. Miocardite.
  • L’arresto cardiaco durante lo sport si può verificare soprattutto a causa di una fibrillazione ventricolare.

Nell’80% dei casi i bambini non hanno un arresto cardiaco improvvisamente, ma l’origine è sempre una patologia respiratoria o cardiocircolatoria che non è identificata o trattata precocemente.
Questa può evolvere verso:

  1. L’ipossia,
  2. L’acidosi.

I due ritmi cardiaci anomali più frequenti in età pediatrica sono:

  1. La bradicardia (può diventare attività elettrica senza polso),
  2. L’asistolia (il caso peggiore).

La maggior parte di questi bambini muore o sviluppa un’insufficienza multiorgano.
Le conseguenze sono principalmente a livello dei nervi, quindi possono sviluppare problemi:

  1. Cognitivi,
  2. Di movimento.

In arresto cardio-respiratorio il bambino ha un 40-50 % di possibilità di ripresa senza conseguenze a lungo termine.

Come valutare un bambino?
Bisogna controllare:

  1. Vie aeree,
  2. Respiro,
  3. Circolazione.

I segni e i sintomi che indicano il rischio di arresto cardiaco o respiratorio sono:

  1. Difficoltà respiratorie,
  2. Cianosi a livello delle mucose (bocca, lingua, ecc.).

La cianosi nelle gambe e braccia con la febbre può essere causata dall’acrocianosi del neonato. Il neonato nelle prime ore dopo la nascita può avere mani e piedi scuri.

Attenzione: bisogna valutare i polsi (non il polso) per vedere se il bambino è in stato di shock.

  1. Polsi centrali: nel lattante sono il brachiale (sul braccio) e il femorale (sull’inguine). Nel bambino il polso è carotideo o femorale.
  2. Polsi periferici: radiale (tra la mano e l’avambraccio) e pedidio (sul dorso del piede): sono i primi che si alterano e sono da confrontare con i centrali.

Quando i polsi periferici sono assenti generalmente anche quelli centrali non sono molto evidenti.

 

Fattori di rischio dell’arresto cardiaco

L’arresto cardiaco improvviso può avere diversi fattori di rischio.
Tra questi ci sono:

Altri fattori che possono aumentare il rischio di arresto cardiaco improvviso comprendono:

  • Episodio precedente o familiarità dell’arresto cardiaco.
  • Storia personale o familiarità di altre malattie cardiache come l’aritmia, una cardiopatia congenita, l’insufficienza cardiaca e la cardiomiopatia.
  • Età: l’incidenza dell’arresto cardiaco improvviso aumenta con l’età, soprattutto dopo i 45 anni per gli uomini e 55 per le donne.
  • Genere maschile: gli uomini sono due o tre volte più predisposti all’arresto cardiaco improvviso rispetto alle donne.
  • Uso di droghe come la cocaina o le anfetamine.

 

cuore,arresto cardiacoArresto cardiaco e infarto del miocardio

L’attacco di cuore (o infarto del miocardio) è un’interruzione dell’afflusso di sangue a causa dell’occlusione dell’arteria coronaria.
Il blocco può essere completo o parziale e può interessare una o più arterie coronarie.
Questo tipo d’interruzione dell’apporto sanguigno conduce alla morte di una parte del muscolo cardiaco.
Di solito questa malattia si verifica insieme a dei sintomi gravi come:

  1. Costrizione al torace,
  2. Difficoltà nella respirazione,
  3. Ansia.

Generalmente l’interruzione dell’afflusso di sangue è provocata da un coagulo nell’arteria coronaria.
La terapia dell’attacco di cuore consiste nello sciogliere questo trombo.

Differenza tra l’arresto cardiaco e l’infarto
L’arresto cardiaco non è uguale all’infarto.
L’infarto è la conseguenza di un’interruzione della circolazione sanguigna nelle arterie coronarie.
Una delle cause dell’arresto cardiaco è l’ipossia e la grave carenza d’ossigeno nel muscolo cardiaco che smette di funzionare. Quindi, l’attacco di cuore può essere una causa di arresto cardiaco.

Tuttavia, nella maggior parte dei casi l’infarto non causa un arresto cardiaco.
L’arresto cardiaco è l’interruzione dell’attività elettrica del cuore.

 

Esami diagnostici dopo l’arresto cardiaco

Il primo indice dell’arresto cardiaco improvviso è la perdita di coscienza, ma spesso si diagnostica troppo tardi.

In caso di arresto cardiaco temporaneo, il medico prescrivere alcuni esami per capire il motivo.

Gli esami diagnostici comprendono:

  • Elettrocardiogramma (ECG): è un semplice esame che registra l’attività elettrica dalla superficie del corpo. Un ECG può rivelare delle anomalie del ritmo cardiaco o degli impulsi elettrici anormali, come un intervallo QT lungo che aumenta il rischio di morte improvvisa.
  • Radiografia del torace. Un’immagine radiografica del torace consente al medico di controllare le dimensioni e la forma del cuore.
    È utile per la diagnosi di insufficienza cardiaca.
  • Ecocardiogramma: utilizza le onde sonore per creare un’immagine del cuore in movimento. L’ecocardiogramma fornisce le informazioni sulla dimensione, forma e funzionalità delle camere e delle valvole cardiache. Può aiutare a identificare se un’area del cuore è stata danneggiata da un attacco cardiaco e non sta pompando normalmente o se ci sono anomalie valvolari.

 

Cosa fare? Trattamento immediato per l’arresto cardiaco

L’arresto cardiaco improvviso è un’emergenza medica e serve un trattamento immediato. Se l’intervento è rapido, le probabilità di sopravvivenza sono maggiori.
Quando il cuore si ferma, il sangue ossigenato non raggiunge il cervello e può provocare dei danni cerebrali in pochi minuti.
Di conseguenza la morte avviene entro 8-10 minuti.

Gestione della persona colpita
Chi vede una persona con arresto cardiaco improvviso deve:

  1. Chiamare immediatamente il 118,
  2. Iniziare il BLS.

Durante l’attesa del pronto intervento sanitario bisogna effettuare: le manovre di BLS (basic life support) o il massaggio cardiaco.

La rianimazione cardiopolmonare (RCP) può salvare la vita alla persona poiché questa procedura mantiene il sangue e l’ossigeno in circolo nel corpo fino all’arrivo dei soccorsi.

  1. Arresto cardiacoPer evitare che la lingua scivoli indietro nella gola bisogna mettere il collo in estensione alzando il mento con due dita.
  2. Per l’RCP basta spingere forte e velocemente sul torace della persona, rilasciando completamente il petto dopo ogni compressione.
  3. Si mantiene il ritmo di circa 2 compressioni al secondo finché non arriva il soccorso d’emergenza,

Questo ciclo dev’essere eseguito fino a quando:

  1. Arriva il personale d’emergenza
  2. La persona recupera coscienza.

Se è disponibile il defibrillatore automatico esterno (DAE), la strada migliore per salvare il paziente prevede la defibrillazione con questo dispositivo.

Sono disponibili dei defibrillatori esterni automatici (DAE) portatili in diversi luoghi, come aeroporti e centri commerciali.

La presenza del defibrillatore portatile è ideale nelle situazioni d’emergenza solo per chi sa utilizzarlo.
Bisogna applicare una corrente elettrica se ci sono le condizioni adatte per farlo e poi iniziare o riprendere l’RCP con compressioni toraciche per circa 2 minuti.

Prima si effettua la defibrillazione, maggiore è la probabilità di sopravvivenza.
Quando arriva il personale d’emergenza si può utilizzare la defibrillazione per rianimare il cuore.
Questo si effettua attraverso uno shock elettrico diretto al cuore attraverso le piastre posizionate sul petto.

Al pronto soccorso si cerca di stabilizzare le condizioni del paziente e di trattare eventuali altri disturbi:

  1. Un attacco di cuore,
  2. L’insufficienza cardiaca
  3. Gli squilibri elettrolitici.

In molti casi si somministrano dei farmaci per stabilizzare il ritmo cardiaco.
Dopo aver stabilizzato il paziente, potrebbe essere necessario effettuare degli altri esami per individuare la causa della malattia.

È molto importante che le persone conoscano i sintomi dell’asistolia per essere in grado di intervenire immediatamente.
Questo disturbo si può risolvere con un trattamento entro pochi minuti dall’episodio.

Come fermare un attacco di cuore da soli?
Non c’è nessun modo effettivo per fermare l’infarto se la persona colpita è da sola. Occorre un’intervento medico adeguato.
L’unico modo è prevenire l’infarto del miocardio prima che accada seguendo uno stile di vita sano, una dieta per la salute del cuore e osservando accuratamente la terapia se è stata diagnosticata una malattia cardiovascolare.

 

 

Quanto tempo si resiste in caso di arresto cardiaco?  Prognosi dell’asistolia

La prognosi varia da un caso all’altro.
Alcuni pazienti vanno in coma, il risveglio può avvenire dopo alcuni giorni, settimane o dopo un periodo indefinito.
Altri recuperano le funzioni solo parzialmente.

La mortalità aumenta in modo direttamente proporzionale al tempo in cui il cuore non batte.
Il tasso di sopravvivenza può arrivare al 90% se la terapia inizia nei primi minuti dopo l’arresto cardiaco.
Il tasso diminuisce del 10% circa ogni minuto che passa.
Chi sopravvive ha una buona prospettiva a lungo termine.
Un intervento nei primi minuti può salvare la persona, ma dopo 9/10 minuti si verifica la morte cerebrale.

Se un bambino ha un arresto cardiaco a causa della fibrillazione ventricolare fuori dall’ospedale e passa un certo tempo prima che riesca a raggiungere il pronto soccorso (in genere 5-7 minuti), facilmente la fibrillazione diventa un’asistolia.

Prevenzione
Per prevenire l’attacco cardiaco bisogna:

  1. Smettere di fumare,
  2. Ridurre il peso corporeo,
  3. Abbassare il livello di colesterolo e la glicemia nel sangue.
Arresto cardiaco ultima modifica: 2014-04-12T11:40:45+00:00 da Dr. Massimo Defilippo
2 comments on “Arresto cardiaco
  1. Giuseppe,
    è in corso la revisione di tutto il sito e le fonti sono tante, quindi non sò dirti esattamente per ogni riga o paragrafo, in ogni caso sono fonti mediche ufficiali.

  2. GIUSEPPE ha detto:

    Salve sarei curioso di sapere da quali fonti è stato tratto il paragrafetto sull’auto rcp e la tosse . grazie

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