Calcoli renali: cura e intervento

calcoli renali cura e intervento

Come si formano i calcoli renali?

I calcoli renali sono formati da sali solubili.

INDICE

 

Il tipo più frequente è formato dall’ossalato di calcio.
Si può trovare sciolto nelle urine o in forma solida e cristallina.
Quando la concentrazione di un sale solubile all’interno di un liquido è molto elevata, si formano dei cristalli solidi

L’urina contiene molti elementi chimici che si possono legare per formare dei sali solubili.
Queste sostanze chimiche normalmente sono sciolte nelle urine.
Le urine hanno una caratteristica particolare: si possono sciogliere molti più sali rispetto all’acqua pura.

Questa situazione insolita si verifica per la presenza di alcuni inibitori che evitano lo sviluppo di cristalli solidi.
Alcuni inibitori dei calcoli renali sono sostanze che introduciamo con l’alimentazione:

  1. Citrato,
  2. Magnesio.

Altri inibitori sono proteine prodotte dal corpo per prevenire lo sviluppo di calcoli, come la proteina Tamm-Horsfall.

Tuttavia, una concentrazione eccessiva di sali e la carenza di inibitori provoca l’aggregazione e la cristallizzazione dei sali.
Un processo chiamato nucleazione si verifica quando i fattori che favoriscono la formazione di calcoli renali superano i fattori che inibiscono questo fenomeno.
I cristalli continuano a crescere fino a formare un calcolo renale di alcuni millimetri o alcuni centimetri.

Un altro fattore importante per lo sviluppo dei calcoli è la quantità di urina prodotta da una persona.
Un volume piccolo di urina causa una maggior concentrazione e un drenaggio lento. Quindi è più facile l’accumulo e l’aggregazione dei sali.

formazione-calcoli-renali

 

Diagnosi dei calcoli renali

La diagnosi è fondamentale per decidere il trattamento più adatto.
Dopo aver stabilito la presenza del calcolo le informazioni necessarie sono:

  1. Dove si trova,
  2. La forma e le dimensioni,
  3. Le caratteristiche radiografiche,
  4. L’entità della stasi urinaria,

Eventuali malformazioni o patologie associate a livello delle vie urinarie.
Quando il medico visita il paziente, in caso di calcoli ai reni il paziente ha un dolore terribile.

Per capire se il paziente ha i calcoli renali prescrive la radiografia o l’ecografia dell’addome.

calcoli-renali-ecografia-iperecogeno-calice.inferiore

Calcoli renali nel calice inferiore, ecografia

Il paziente con la sospetta litiasi (calcolosi) urinaria ha una colica renale.
C’è un’ostruzione delle vie urinarie causata dal calcolo che provoca una dilatazione dell’uretere e del rene a monte.
La dilatazione delle vie urinarie causa il dolore fortissimo.
In questo caso, l’ecografia è il primo esame che il medico effettua.
L’ecografia si effettua anche in caso di sangue nelle urine o presenza di cristalli nelle urine.

Gli elementi tipici del calcolo renale sono:

  1. Presenza di una formazione iperecogena ;
  2. Presenza di un cono d’ombra posteriore (dietro al calcolo c’è una figura nera a forma di cono).

calcolo-renale-ecografia

Per capire se il paziente ha dei calcoli o un tumore, si chiede al paziente di sdraiarsi su un fianco

  1. I sassolini si spostano,
  2. Una massa tumorale rimane fissa.

La visualizzazione del calcolo con l’ecografia dipende da:

  1. Tipo di paziente – in un paziente obeso, la penetrazione dell’onda dell’ecografia può non essere sufficiente,
  2. La sede del calcolo – i calcoli sono ben visibili nelle vie urinarie alte, cioè nei calici, nella pelvi, nella parte finale dell’uretere e all’interno della vescica.
    Il segmento intermedio dell’uretere può non essere visibile con l’ecografia.
    Tuttavia, si può ipotizzare la presenza del sassolino perché le vie urinarie a monte sono dilatate.
  3. La dimensione del calcolo – si vedono i calcoli con dimensioni di almeno 4 mm.

 

Radiografia dell’addome

Consente di visualizzare delle immagini radiopache (immagini chiare nella radiografia) che rappresentano probabilmente dei calcoli urinari se la localizzazione coincide con il rene o le vie urinarie.
Non consente di evidenziare la presenza di eventuali calcoli “radiotrasparenti”.

Immagine Tipo di calcoli
Radiopaca
  • Ossalato di calcio
  • Fosfato di calcio
  • Carbonato di calcio
Debolmente radiopaca
  • Fosfo-ammonio-magnesiaca
  • Cistinica
Radio-trasparente
  • Cistinica
  • Uratica

 

Urografia perfusionale

Si tratta di un esame radiografico che utilizza un mezzo di contrasto.
L’urografia endovenosa consente un’ottima visualizzazione delle vie urinarie, è estremamente sensibile per l’individuazione di:

  1. Calcoli radiopachi (di calcio),
  2. Radiotrasparenti (di urati).
  3. Malformazioni.

Inoltre, mostra la sede e le dimensioni del calcolo e permette di capire se sono presenti delle complicanze come l’idronefrosi.

urografia

Oggi questo esame si esegue raramente perché la Uro-TAC e la Uro-RM hanno dei risultati simili con maggiori dettagli e la Uro-RM non provoca danni biologici (da radiazioni).

 

Tac dell’addome

La TAC dell’addome e del bacino senza mezzo di contrasto permette di avere la diagnosi più precisa, ma espone i pazienti a delle radiazioni ionizzanti.
Quasi tutti i calcoli possono essere visualizzati con una TAC ad eccezione di quelli causati dalla precipitazione di farmaci inibitori della proteasi nelle urine.
Questo esame può dare anche delle informazioni sulla composizione dei sassolini.
Infine, la sensibilità della TC è una caratteristica importante perché permette di visualizzare i calcoli nei pazienti obesi.

La risonanza magnetica può essere considerata una metodica alternativa alla TAC nei pazienti che non possono ricevere le radiazioni, per esempio:

  1. Donna in gravidanza,
  2. Bambini.

Tuttavia non è efficace come la TAC che permette di visualizzare le calcificazioni (tipiche dei calcoli urinari radiopachi).

 

Esami di laboratorio

  1. Esami del sangue
    Gli elementi che servono al medico sono:

    • Elettroliti: calcio, fosfato, bicarbonato, acido urico,
    • Azoto ureico, creatinina sierica (funzione renale),
    • Paratormone (ormone paratiroideo), se elevato calcio sierico.
  2. Analisi delle urine, per controllare il pH e per fare la coltura delle urine.
  3. Analisi del calcolo, se possibile.

 

Esami di secondo livello

Tomografia spirale
È un esame più indicato dell’urografia, se la macchina è disponibile (solo come secondo livello diagnostico).
La Tomografia spirale è un esame rapido di pochi minuti, dà informazioni precise sulla dilatazione delle vie urinarie e sul tipo di ostacolo.
È utile prima dell’intervento, per evidenziare dei vasi anomali e individuare la forma del calcolo

Ureteroscopia
Consente la visione tramite endoscopia dell’interno dell’uretere, inoltre chiarisce il tipo di difetto di riempimento quando la radiografia può avere diverse interpretazioni.
L’ureteroscopia può essere contemporaneamente diagnostica e terapeutica.

 

Cosa fare? Terapia per i calcoli renali

Non è sempre necessario l’intervento chirurgico per asportare i calcoli.
Secondo le linee guida dell’American Urological Association:

  • Circa il 90% dei calcoli uretrali inferiori a 5 mm passa spontaneamente,
  • Circa il 50% dei calcoli tra 5 mm e 10 mm è espulso con le urine.

Se il dolore è moderato e il medico ritiene che il calcolo scompaia da solo, si consiglia di bere molta acqua e urinare spesso.
Si dovrebbe bere una quantità d’acqua sufficiente a mantenere le urine chiare.
Questo significa circa 2 bicchieri ogni 2 ore da svegli.
Bisogna informare il medico in caso di malattia al fegato, cuore o rene e restrizione di fluidi.

Ci sono delle cure farmacologiche utili per ridurre il dolore temporaneamente, per esempio il medico può prescrivere i seguenti medicinali:

    1. Peristalsi ureterale
    2. Diuresi secondaria a riduzione della pressione nella pelvi renale
    3. Gonfiore ed infiammazione locale
  • Analgesici come il paracetamolo (Tachipirina),

La butilscopolamina (Buscopan®) è indicata per lo spasmo muscolare addominale in caso di malattie intestinali e non per i calcoli renali

 

Terapia medica e prevenzione delle recidive

Calcoli di acido urico

  1. Terapia idropinica (bere l’acqua indicata dal medico)
  2. Dieta specifica
  3. Farmaci: Allopurinolo per inibire la sintesi di acido urico e ridurre l’acido urico nelle urine
  4. Alcalinizzazione delle urine (pH = 7) con il citrato di potassio

Calcoli di cistina

  1. Terapia idropinica, si consiglia di bere molto per eliminare circa 3 litri di urina al girono
  2. Aumento del pH urinario con il citrato di potassio
  3. Dieta specifica
  4. Farmaci: D-penicillamina e l’alfa-mercaptopropionilglicina che formano dei complessi solubili con la cistina
  5. Alcalinizzazione delle urine (pH = 8)

Calcoli da infezione

  1. Terapia idropinica
  2. Farmaci: antibiotici per curare l’infezione e inibitori delle ureasi per ridurre la saturazione di struvite nelle urine. Tuttavia ci sono tanti effetti collaterali come la trombosi venosa profonda e l’anemia emolitica.

Calcoli di calcio

  1. Terapia idropinica
  2. Farmaci: Diuretici tiazidici che riducono il calcio nelle urine perché aumentano il riassorbimento renale, il citrato di potassio per evitare la riduzione del potassio nel sangue causata dalla diuresi eccessiva
    Eventualmente il medico può prescrivere il citrato di magnesio se i livelli di questo minerale nel sangue sono troppo bassi
  3. Dieta specifica

Per i calcoli di ossalato di calcio:

  1. Non ci sono farmaci specifici.
  2. L’ingestione di una grande quantità vitamina B6 (> 40 mg/giorno) riduce il rischio di calcoli renali nelle donne.

Terapia idropinica
L’ingestione di acqua diuretica ha diversi effetti, per esempio la riduzione di:

  1. Concentrazione dei sali che possono formare i calcoli nelle urine,
  2. Concentrazione di microbi.

Effetto meccanico

  1. Lavaggio delle vie urinarie,
  2. Motilità ureterale,
  3. Eliminazione della renella (sabbia renale).

Effetto diuretico
Eliminazione rapida dell’acqua oligominerale introdotta.

 

Quanto durano i calcoli renali? La prognosi

Il tempo necessario per l’espulsione del calcolo non si può prevedere, di solito si verifica entro due settimane (tra una e tre settimane).
Un periodo di osservazione compreso tra 3 e 4 settimane è indicato se il paziente non ha sintomi, infezioni oppure ostruzioni del flusso urinario.
Dopo la formazione di un calcolo, nel 50% dei casi si verifica una recidiva entro cinque/sette anni.
Fonte:Asplin JR, Favus MJ, Coe FL. Nephrolithiasis. In: Brenner BM, ed. Brenner and Rector’s the kidney. 5th ed. Philadelphia: Saunders, 1996: 1893-935.

Quando operare per i calcoli renali?

In caso di complicazioni come un’infezione o un’ostruzione, serve un intervento immediato.
Se il paziente non ha complicanze, il medico somministra dei farmaci per il dolore e aspetta che il calcolo sia espulso con le urine.
Se il sassolino non passa spontaneamente, è necessario un trattamento o l’intervento chirurgico .
Nella tabella ci sono i tipi di trattamento utilizzati in base alla sede e alla dimensione del calcolo.

Sede Dimensioni
del calcolo
Trattamento
Rene < 20 mm Onde d’urto
(ESWL)
20 – 25 mm Onde d’urto e
Stent
> 25 mm PCNL
PCNL + ESWL
Uretere < 10 mm Onde d’urto
10 – 15 mm ESWL – stent
Ureteroscopia
> 15 mm Ureteroscopia

* PCNL = Nefrolitotomia percutanea

Le soluzioni chirurgiche comprendono:

Litotrissia extracorporea ad onde d’urto (ESWL): si utilizza frequentemente per trattare i calcoli renali. Le onde d’urto servono a frantumare i calcoli in piccoli pezzi che poi sono espulsi attraverso le urine.
Durante questo intervento, si può essere immersi parzialmente in una vasca d’acqua o giacere su un cuscino morbido.
Di solito in questa operazione si somministra un sedativo lieve o l’anestesia leggera per il dolore moderato provocato dalle onde d’urto.
Il calcolo frantumato si espelle nelle urine sotto forma di renella, cioè formazioni solide molto piccole, grandi circa come un granello di sabbia.

Sintomi dei calcoli renali e cure

Nefrolitotomia/Nefrolitotrissia percutanea: si utilizza quando la ESWL non è efficace o la pietra è molto grande. Durante questa procedura il chirurgo inserisce un sottile telescopio nel rene attraverso una piccola incisione nella schiena.
Così il medico può asportare i calcoli direttamente o dopo averli frantumati.
Il trattamento è mini invasivo e si effettua in anestesia generale.

Ureteroscopia: generalmente si utilizza per rimuovere i calcoli nell’uretere.
Calcoli renali,intervento,laserIn questa procedura il chirurgo inserisce un tubo telescopico molto sottile chiamato uretroscopio nel tratto urinario fino a raggiungere il calcolo renale.
In seguito utilizza degli strumenti per l’asportazione della pietra oppure con il laser o gli ultrasuoni frantuma il calcolo.

Chirurgia a cielo aperto (meno del 10% dei casi): in questa operazione, il chirurgo effettua un taglio sul lato dell’addome colpito per raggiungere il rene e asportare i calcoli. Oggi questa chirurgia si esegue raramente.

 

Informazioni su

Il dottor Massimo Defilippo è un fisioterapista specializzato in terapia manuale e osteopatia. Appassionato di medicina convenzionale e naturale, ama scrivere e lo sport all'aria aperta.

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