Allattamento al seno

Quali sono i vantaggi dell’allattamento al seno per il bambino?
Il latte materno è il nutrimento ideale per i lattanti.
Ha una miscela ideale di vitamine, proteine e grassi. Questo liquido si digerisce più facilmente rispetto al latte artificiale.
Tra i benefici, il latte materno contiene degli anticorpi (Goldman – 2012) che aiutano il bambino a combattere:

  1. I virus,
  2. I batteri.

La mamma dovrebbe continuare l’allattamento al seno anche se ha la febbre.
L’allattamento al seno riduce il rischio del bambino di avere:

  1. L’asma (Ip – 2009),
  2. Un’allergia (Wegienka et al. – 2006).

Inoltre i bambini allattati esclusivamente al seno per i primi 6 mesi (senza latte in polvere) hanno meno:

  1. Infezioni alle orecchie (otite),
  2. Malattie respiratorie,
  3. Attacchi di diarrea (Turck – 2005) .

Questo effetto è fondamentale soprattutto per i bambini pretermine che sono più predisposti alle infezioni.

Altri effetti:

  1. In alcuni studi l’allattamento al seno è collegato a punteggi più elevati di quoziente intellettivo nella seconda infanzia (Kramer et al. – 2008).
  2. Inoltre la vicinanza fisica, il contatto della pelle e degli occhi aiutano il bambino a legare con la madre e ad avere una sensazione di sicurezza.
  3. I bimbi allattati al seno sono più predisposti ad avere il peso ideale quando crescono e non sono in sovrappeso (Stuebe – 2009).
  4. Si dice che l’allattamento al seno prevenga anche la sindrome della morte improvvisa del lattante (Vennemann et al. – 2009).

Se la mamma ha troppo latte nella mammella, può estrarre la quantità in eccesso con un tiralatte.

Ogni quante ore bisogna allattare?
Non ci sono regole, il lattante si nutre in base alla fame che sente, generalmente si effettuano circa 8 poppate al giorno, ma potrebbero essere di più o di meno.

 

Ci sono dei vantaggi per la madre nell’allattamento al seno?

  • L’allattamento al seno fa dimagrire perché brucia molte calorie, quindi può aiutare a perdere il peso della gravidanza (Baker – 2008).
  • Rilascia l’ormone ossitocina che aiuta l’utero a tornare alla dimensione che aveva prima della gravidanza e può ridurre l’emorragia dell’utero dopo la nascita.
  • L’allattamento al seno riduce significativamente le probabilità che la madre abbia l’osteoporosi e molti tipi di tumori, come il tumore al seno, utero, e il cancro alle ovaie (Turck – 2005) e endometrio (Wang et al. – 2015).

In caso dolore al seno e perdite di sangue dalla mammella bisogna continuare ad allattare, con un seno alla volta, ma è importante andare dal medico per capire la causa del problema.
Si possono formare delle vesciche nel seno che sono la conseguenza dell’ostruzione di un dotto lattifero.

Se la mamma ha il seno molto grosso può sostenere la mammella con una mano durante l’allattamento per aiutare il bambino.

 

Produrrò abbastanza latte per l’allattamento?

Nei primi giorni dopo la nascita, il seno produce un “primo latte” che si chiama colostro.
Il colostro è denso e giallastro, ma soddisfa ampiamente i bisogni nutrizionali del bambino.
Il colostro aiuta lo sviluppo del tratto digestivo di un neonato, in modo che si prepari a digerire il latte materno.
La maggior parte dei bambini perde una quantità piccola di peso nei primi 3-5 giorni dopo la nascita. Questo non è collegato all’allattamento al seno.
Quando il bambino ha bisogno di più latte, il seno risponde producendo più latte.
Il latte prodotto dalla mamma è sufficiente anche in caso di due gemelli.

Gli esperti consigliano di allattare esclusivamente al seno (niente latte in polvere, succhi o acqua) per 6 mesi (Shamir – 2016).
Se la mamma aggiunge del latte in polvere, il seno potrebbe produrre meno latte.
Allattare al seno per meno dei 6 mesi consigliati è meglio che non allattare affatto.
È possibile aggiungere dei cibi solidi quando il bambino ha 6 mesi, ma per continuare a produrre latte si deve continuare l’allattamento al seno.

In alcuni casi però, una produzione scarsa di latte potrebbe provocare la malnutrizione del bambino.
In questi casi può essere necessario un latte misto: naturale e artificiale.

La mamma è spesso preoccupata se il bimbo non fa il ruttino dopo le poppate, ma può stare tranquilla perché non è obbligatorio per la digestione.
Se il bambino ingoia aria, la causa può essere un contatto insufficiente con l’areola del capezzolo.
Il singhiozzo del neonato può essere causato da poppate troppo rapide.

 

Perché la mamma ha poco latte?

La produzione scarsa di latte si può verificare temporaneamente se la mamma non nutre il bambino abbastanza, spesso a causa:

  • Del dolore al capezzolo,
  • Di una tecnica inadeguata per attaccare il bambino al capezzolo.

Una malattia o la pillola anticoncezionale che contiene gli estrogeni potrebbero influire anche sulla produzione di latte.
Per alcune donne, una situazione biologica o fisica (come un disturbo ormonale o degli interventi chirurgici al seno) possono provocare la produzione di poco latte (Amir – 2006).

Per la maggior parte delle donne il problema vero non è la

  1. Il bambino guadagna circa 30 grammi al giorno nei primi tre mesi di vita e circa 15 grammi al giorno dai 3 ai 6 mesi di età.
    In genere, nei primi giorni i neonati perdono un po’ del peso che hanno alla nascita.
    Da 10 a 14 giorni dopo il parto, il bambino dovrebbe tornare al peso che aveva alla nascita.
    L’aumento di peso è la prova migliore che il bambino riceve abbastanza latte.
  2. Nel primo mese, il bambino effettua almeno tre evacuazioni al giorno che dal quinto giorno dopo la nascita si schiariscono in un colore giallo mostarda.
    Dopo il primo mese, le feci diventano meno frequenti. Alcuni bambini passano anche un giorno o due senza evacuazioni.
    Il bambino prende il latte frequentemente (ogni due o tre ore), per un totale di almeno otto poppate al giorno, è meglio se ci sono orari prestabiliti.
  3. Il bambino appare sano e attivo.
  4. Il bambino bagna 7 o 8 pannolini al giorno o 5/6 usa e getta.
    Il pannolino usa e getta assorbe di più e non si capisce quando è bagnato.
    Per capire se il bimbo ha fatto la pipì, togliere il pannolino e confrontare il peso con un usa e getta asciutto.
    Un pannolino bagnato è leggermente più pesante.
  5. Seno rifatto
    Dopo la mastoplastica che aumenta il seno, la mamma può continuare ad allattare, mentre in caso di riduzione del seno è più difficile l’allattamento.
  6. Neonato pigro
    Se il bimbo si addormenta e succhia poco latte, si consiglia di comprimere o massaggiare il seno per facilitare l’uscita del latte.
    Se il neonato è pigro e non si sveglia abbastanza spesso, bisogna alzarlo mentre dorme per le poppate.
  7. Coliche del neonato
    Se il lattante ha le coliche, la causa potrebbe essere l’allergia alle proteine del latte, un blocco intestinale, un’ernia ecc.
    Bisogna andare dal medico per capire il disturbo, ma è meglio continuare ad allattare.
  8. Stitichezza
    Raramente il lattante soffre di costipazione, ma può capitare che faccia fatica ad evacuare perché non rilascia lo sfintere anale.
  9. Rigurgito
    Il rigurgito del neonato è frequente e fisiologico, se il bimbo soffre di questo disturbo si consiglia di ripetere le poppate più spesso, ma per meno tempo.

 

Cosa mangiare durante la fase di allattamento al seno? L’alimentazione materna

  • Bere molti liquidi
    Durante questa fase, bere tanta acqua è fondamentale.
    Durante il parto il corpo perde molta acqua e la mamma ha molta sete.
  • Servono tante calorie
    Un’alimentazione nutriente è fondamentale per le madri che allattano e pertanto sono una parte integrante della dieta per le mamme che allattano al seno. Una madre che allatta consuma 500 calorie al giorno per produrre il latte per il figlio.
  • Ferro e acido folico
    Mangiare cibi ricchi di ferro e vitamina B9 è una parte essenziale della dieta durante l’allattamento. L’acido folico è un nutrimento vitale per lo sviluppo del sistema nervoso del bambino.

 

Cosa mangiare per aumentare il latte materno?

Per aumentare il latte si consiglia un alimentazione ricca di frutta e verdura.

Alimenti da escludere dalla dieta
Alcuni tipi di alimenti (come i cibi piccanti o che causano la produzione di gas) cambiano il gusto del latte.
Cibi e sostanze da evitare poiché il bambino può diventare irritabile:

  • Alcool e fumo
  • Caffeina
  • Cibi piccanti. I bambini mostrano delle reazioni o sintomi ad alcuni cibi piccanti che cambiano il sapore del latte.
  • I dolci ed i cibi con molti zuccheri sono dannosi per la mamma e sono poveri di nutrienti.

 

Fino a quando bisogna allattare al seno?

Il tempo dello svezzamento è diverso per ogni madre e bambino.

  • Istinto materno.Una madre è dotata di un sesto senso che spesso dice perché il bambino piange quando non riesce ancora a parlare.
    Questo istinto dice anche quando è il momento giusto per interrompere l’allattamento al seno.
    Si consiglia di allattare fino a 2 anni.
    Quando si smette di allattare, i genitori danno un ciuccio al bimbo per abituarsi gradualmente al distacco.
  • Perdita di interesse. La perdita di interesse nell’allattamento al seno vale sia per il bambino che per la madre.

Allattamento al senoCome smettere l’allattamento al seno

  • Svezzare gradualmente. Una cosa importante che le madri devono ricordare è che non bisognerebbe smettere improvvisamente l’allattamento al seno.
    Questo può sconvolgere il bambino e può diventare anche il motivo per cui il bambino fa i capricci.
  • Spiegare gentilmente. Questo passaggio è utile quando si desidera interrompere la nutrizione di un bambino di 1 o 2 anni con il latte materno. La maggior parte dei bambini è in grado di parlare e può comprendere le parole della mamma.
    Inoltre, si dice anche che lo stress emotivo dovuto allo svezzamento a quest’età è maggiore.
  • Prendere cura del seno. Molte donne non sanno come interrompere l’allattamento senza dolore.
    Dopo aver smesso di allattare il bambino, i seni producono ancora il latte e smettere di allattare può causare i seni pesanti e dolenti.

 

Ciclo mestruale dopo l’allattamento al seno

Mentre si allatta il bambino, è molto frequente che il ciclo sia in ritardo di parecchie settimane o anche mesi.
Questo lasso di tempo può essere diverso per ogni donna e dipende anche da alcuni altri fattori. Mentre alcune donne potrebbero riprendere il ciclo normale entro 6 settimane, altre potrebbero non avere le mestruazioni per 12 mesi o più.

Quando aspettare il primo ciclo dopo l’allattamento?
Tutto è collegato agli ormoni femminili e poiché ogni donna ha dei livelli diversi, i cicli arrivano anche in tempi diversi.

Le donne che svezzano i bambini in età precoce possono avere il ciclo che ritorna una o due settimane dopo l’interruzione dell’allattamento al seno.

Cosa aspettare
Il primo ciclo dopo il parto può essere come il ciclo solito oppure no. Può essere più leggero del ciclo normale o può essere caratterizzato da un’emorragia intensa.
Può durare solo per un paio di giorni o può andare avanti per una settimana o più.
Si può avere la sindrome premestruale oppure no prima che il ciclo finisca.
Durante questo ciclo sono frequenti dei crampi addominali lievi.
In breve, alcune variazioni del ciclo solito sono considerate perfettamente normali.

È raro per le donne cominciare normalmente l’ovulazione prima che arrivi il ciclo. Tuttavia, ci sono stati dei casi in cui le donne sono riuscite a rimanere incinta entro un mese dal parto.

Cause delle mestruazioni irregolari durante l’allattamento al seno
L’allattamento aumenta un ormone chiamato prolattina che sopprime l’ovulazione, provocando così un’irregolarità nei cicli.

Rapporti sessuali e pillola
Durante il periodo di allattamento al seno, la donna può rimanere incinta.
La pillola anticoncezionale non si può prendere per evitare dei danni al bimbo, ma ci sono alcune pillole che sono permesse, si consiglia di chiedere al ginecoloco.

Leggi anche:

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