Home Page  Dicono di noi  Chi Siamo  Dove Siamo  Galleria  Terapie  Contatti  Convenzioni 

 

I miei video

Riabilitaz. Propriocettiva

Laser CO2 Terapia

Correnti Diadinamiche

Informazioni

Offerte di lavoro

 

 

Terapia manuale

 

Fisioterapia strumentale

 

Patologie della schiena

 

Patologie del cranio

 

Patologie Cervicali

 

Dolore Dorsale

 

Patologie di anca e bacino

 

Patologie del Ginocchio

 

Patologie del Piede

 

Patologie della Spalla

 

Patologie del gomito

 

Patologie della mano

 

Patologie articolari

 

Patologie Muscolari

 

Le patologie ossee

 

Le patologie dei nervi

 

Le patologie vascolari

 

Anatomia

 

Esami diagnostici

I tutori in riabiiltazione

 

 

 

 

PASSA ORA PER UNA CONSULENZA GRATUITA PER VALUTARE LA TERAPIA PIU' ADATTA ALLE TUE ESIGENZE.

 

 

Le Tecniche Miofasciali e la Manipolazione Miofasciale

 

Che cos'è?

Perché la fascia causa i sintomi?

In cosa consiste il trattamento miofasciale?

Il trattamento miofasciale può curare la cefalea o mal di testa?

 

Che cos'è?

Trattamento al viso, questo permette di curare sintomi come mal di testa e vertigini.

Il dolore fasciale è il più frequente nell'apparato muscolo scheletrico, ma non è ancora conosciuto dalla maggior parte dei medici i quali quando visitano un paziente con dolore in una determinata zona corporea spesso prescrivono prima la radiografia, poi l'ecografia o la risonanza, successivamente l'elettromiografia ecc., mentre il paziente potrebbe guarire da un semplice trattamento fisioterapico.

 

La visita medica è fondamentale, questo trattamento non è assolutamente la panacea che guarisce tutto, ma quando indicato rimuove la causa del dolore.

Le ultime ricerche in campo ortopedico, reumatologico, fisiatrico e osteopatico concordano che la "Fascia" può causare disturbi muscolo scheletrici comprendenti dolore, perdita di forza e mobilità.

 

Esistono tanti professionisti sanitari che utilizzano metodiche fasciali: Chiropratici ed osteopati eseguono le manipolazioni vertebrali ad alta velocità che impongono un'allungamento rapido, i fisioterapisti eseguono lo stretching ed eventualmente il rolfing, ovvero una manovra decisa sui tessuti molli del corpo.

 

La Fascia è semplicemente il tessuto connettivo composto soprattutto da fibre collagene, è molto presente nell'organismo; costituisce il 70% del peso corporeo: tendini, legamenti, l'epiderma, la guaina e lo scheletro di muscoli, ossa, organi e visceri.

 

Gli studi di anatomia dimostrano che ci sono più strati di tessuto connettivo nel corpo: ipoderma, fascia superficiale, profonda ed epimisiale.
La fascia è un tessuto molto plastico, facilmente può diventare più denso e rugoso.

I muscoli scorrono all'interno di uno scheletro di tessuto connettivo, altrimenti collasserebbero perché la consistenza è simile alla gelatina.

La cosa più importante è che la fascia profonda che contiene un muscolo si continua nelle fasce di altri muscoli oltre alle ossa, quindi una tensione eccessiva della fascia di un muscolo si trasmette nella muscolatura e nello scheletro in altre regioni corporee.

 

Le connessioni tra tessuto connettivo possono essere tra muscoli agonisti e antagonisti, per esempio i muscoli che sollevano il braccio sono influenzati e influenzano la muscolatura che abbassa il braccio.

Il secondo collegamento fasciale è in linea verticale, ovvero i muscoli che sollevano il braccio lavorano in sincronia con quelli che alzano il gomito, la spalla, la mano e le dita.

Infine la connessione può avere un andamento spirale, cioè collegando l'area anteriore di un articolazione con quella posteriore della giuntura adiacente fino a interessate un intero arto, per esempio la fascia anteriore interna della mano si continua in quella posteriore esterna del gomito, anteriore mediale del braccio ecc.

 

Il corpo umano è ricoperto da muscoli e fasce connessi lungo tutto il corpo, la fascia qui è rappresentata in bianco, ma è anche una parte dei muscoli disegnati in rosso.

Un muscolo può avere l'inserzione in un setto intermuscolare, ovvero una struttura fasciale che lo collega all'antagonista, quindi quando il primo si contrae, la tensione sviluppata sul connettivo in comune stira l'altro muscolo (ad esempio quando il flessore del braccio brachioradiale si contrae, l'estensore tricipite si rilassa e allunga).

 

A livello fisiologico, nella fascia sono presenti tantissimi organi del sistema nervoso: fusi neuromuscolari e organi tendinei del golgi, che servono per inviare al cervello informazioni sullo stato di contrazione, rilassamento e lunghezza del muscolo, oltre a recettori del pacini che trasmettono segnali solo se si esercita una pressione su quella zona.

Questo spiega l'importanza della fascia per la coordinazione motoria.

Il tessuto connettivo contiene fibre collagene orientate in maniera ricurva e altre parallele, le prime sono collegate con gli organuli del sistema nervoso, mentre le fibre parallele si connettono con gli altri muscoli disposti in linea verticale.

 

 

Perché la fascia causa i sintomi?

Per unità miofasciale si intendono tutti i muscoli che agiscono per spostare un segmento corporeo in una direzione, ad esempio per alzare il braccio si utilizzano il bicipite brachiale, il muscolo brachiale e il deltoide anteriore.

L'unità miofasciale è costituita anche dall'articolazione, l'osso e il tessuto connettivo collegati, nel caso del sollevamento del braccio sono interessati anche la scapola e la clavicola, l'articolazione acromion-claveare, scapolo toracica, claveo costale e sternale, gleno-omerale.

Ci sono due punti che distinti fondamentali nella comprensione di questo metodo:

  1. il centro di percezione (CP) è il punto che generalmente è doloroso;

  2. il centro di coordinazione (CC) è il punto in cui vengono esercitate le forze dei muscoli che eseguono un movimento segmentario.

Dolore lombare.

 

Possono formarsi dei ponti di collagene anomali nel centro di coordinazione dovuti ad infiammazioni, aderenze cicatriziali, cattiva postura o traumi che portano ad una densificazione o rugosità del connettivo come una toppa in un vestito.

I CC sono in parte comuni a quelli di agopuntura.

L'appendicitectomia è un evento traumatico e stressante per il tessuto connettivo come tutte le operazioni chirurgiche e ha provocato delle alterazioni nella consistenza del tessuto connettivo dei muscoli addominali e flessori dell'anca.
Abbiamo delle strutture chiamate fusi neuromuscolari che misurano la lunghezza del muscolo e trasmettono i dati al sistema nervoso, altre chiamate organi tendinei del golgi avvisano il midollo spinale quando il muscolo è contratto.

Nel corpo umano ci sono 3 strati di guaina connettivale per ogni muscolo e questi interagiscono per poter creare dei movimenti complessi facendo convergere la tensione dei muscoli in un solo punto (CC).
Il sistema nervoso avverte che si sta mettendo in tensione questo centro di coordinazione e manda l'impulso ai muscoli di contrarsi, quindi parte la spinta sull'osso che si concretizza con lo spostamento.
Se però il tessuto connettivo è densificato in questo punto, non si riesce a trasmettere la tensione ai fusi neuromuscolari contenuti i quali non riescono ad essere attivati e quindi a far contrarre tutti i muscoli necessari per quel movimento.
La conseguenza è che la trazione muscolare sull'articolazione viene svolta solo da alcuni muscoli e non da tutti, le strutture molli che compongono l'articolazione verranno tirate in maniera anomala perché solo alcune fibre muscolari si sono contratte.
La struttura articolare ricevendo impulsi anormali reagisce producendo dolore e il lavoro parziale dei muscoli e del connettivo dà perdita di forza, di movimento e di coordinazione.

 

E' possibile che il dolore si avverta nel muscolo antagonista, per esempio una rugosità nel tricipite del braccio (zona posteriore) potrebbe dare dolore anteriormente nella spalla e impedire di alzare il braccio in avanti.

 

 

In cosa consiste il trattamento miofasciale?

Trattamento miofasciale, con il gomito si friziona dolcemente l'area di connettivo densificata.

Spesso i pazienti rimangono sbalorditi dalle domande che gli si pongono perché un soggetto con dolore alla spalla si aspetta delle domande riguardanti quest'articolazione, mentre il manipolatore miofasciale deve indagare su tutti i disturbi presenti e passati che sono capitati in tutto il corpo.

E' possibile che una distorsione di caviglia avvenuta 15 anni fa sia la causa di un dolore lombare o di una periartrite di spalla.

Bisogna annotare eventuali interventi chirurgici, fratture, lussazioni, estrazioni di denti, crampi ecc. che lasciano delle densificazioni sulla fascia e possono causare dolore anche a distanza di anni.

 

La seconda parte della valutazione comprende tutti i test motori dell'articolazione dolorosa, delle articolazioni contigue e di quelle che possono aver causato il dolore.

 

Successivamente si palpano i punti indicati nell'esame muscolare alla ricerca di rugosità ed irradiazione.

L'irradiazione non è obbligatoria, ma spesso trattando un centro di coordinazione implicato con il dolore si avverte come una scossettina verso un altra zona del corpo, se questa è anche la zona dolorosa si inizierà il trattamento da lì.

 

Il trattamento consiste nel far scorrere la nocca o il gomito sul punto che si ritiene causi il dolore provocando attrito e calore che va a sciogliere i ponti collagene anomali.

Subito dopo si rifanno eseguire al paziente i test motori dolorosi per vedere se ci sono differenze.

Generalmente il miglioramento è immediato, in rari casi il soggetto trova beneficio nei giorni successivi.

Può capitare che il paziente migliori per alcuni giorni e poi ritorni ad avvertire il dolore precedente, è un buon segno, significa solo che una tensione in altri punti era la causa del dolore e delle densificazioni sciolte.

Nei due giorni successivi al trattamento è possibile che i punti trattati siano dolenti, ma è solo un effetto temporaneo.

 

 

Il trattamento miofasciale può curare la cefalea o mal di testa?

E' importante dedicare un capitolo su sintomi che riguardano il capo come: mal di testa o cefalea, emicrania, vertigini, acufeni, senso di pesantezza degli occhi, problemi di masticazione e deglutizione, sensazione di nodo in gola ecc.

 

Quanti pazienti passano le giornate girando tra gli specialisti senza arrivare alla risoluzione dei sintomi?

Premesso che le cause possono essere tantissime, molte di competenza del neurologo o di altri medici, ma una causa frequente è la tensione muscolare e fasciale che interferisce sul funzionamento di organi interni, articolazioni (come ad es. quella della mandibola) o muscoli (ad esempio quelli orbicolari dell'occhio) causando dolore e malfunzionamento.

 

Si pensa al fisioterapista per dolori muscolo scheletrici dimenticando che anche il capo è composto da molti muscoli poco visibili ma molto estesi, tanto da ricoprire le ossa del cranio.

 

Quante persone sorridono in maniera asimmetrica sollevando di più una parte del labbro?

La causa più frequente è una maggior tensione nei muscoli superiori nella parte in cui il labbro si alza di più o una rigidità nelle fasce inferiori del lato del labbro che rimane più basso.

 

Da cosa è causato lo scrocchio nell'aprire la bocca o nei movimenti laterali della mandibola?

Una causa importante è la tensione fasciale che interferisce nel movimento.

 

Perché si sente un nodo in gola ed è faticoso deglutire?

Tra le possibili origini del problema ci sono i muscoli "Ioidei" della lingua oppure il massetere che stringe i denti.

 

Se indicato, il trattamento miofasciale elimina le tensioni del tessuto connettivo liberando i movimenti o le rigidità che provocano i sintomi intorno agli occhi, la cefalea o difficoltà durante la masticazione.

 

 

 

 

 

 

 


safariguideafrica

 

Ambulatorio Privato di Fisioterapia

Dr. Massimo Defilippo Fisioterapista

Tel 0522/260654  Defilippo.massimo@gmail.com

Via Roma 18,  42048 Rubiera (RE)

Aut. Sanit. n° 3138 del 16/02/2009    Dir. San Dr. Defilippo Giovanni Medico Chirurgo   

http://www.fisioterapiarubiera.com

P. IVA 02360680355

 

© Yuri Arcurs - Fotolia com

© Scott Maxwell - fotolia.com