Fegato ingrossato

INDICE

Il fegato ingrossato (o grasso) si verifica quando il fegato si gonfia oltre le dimensioni normali.
Il termine medico per indicare l’ingrossamento del fegato è epatomegalia.
Il fegato ingrossato significa che c’è una malattia sottostante.

Ci sono molte possibili cause, tra cui l’epatite virale C.

In base alla causa, il fegato ingrossato può causare l’insufficienza epatica.
Ciò si verifica quando la maggior parte del fegato non funziona.

Fegato ingrossato

Il fegato è un organo vitale situato sul lato destro dell’addome, sotto il diaframma, tra il capezzolo destro e l’ultima costola sul lato destro.
Ad esempio, aiuta a liberare il corpo dalle tossine e produce delle sostanze che servono nei processi come la coagulazione del sangue.

Funzioni del fegato
Il fegato è un organo fondamentale che è capace di ricrescere anche dopo la rimozione chirurgica di una grande porzione.
Svolge molte funzioni essenziali per la salute:

  • Produce la bile – un liquido giallastro-verde che aiuta a digerire i grassi.
  • È un deposito di glucosio sotto forma di glicogeno. Durante il digiuno, il fegato rilascia il glucosio nel sangue per permettere il funzionamento del cervello e degli altri organi.

Le malattie che provocano l’epatomegalia severa possono interferire con la capacità del fegato di svolgere i suoi compiti normalmente.


Quando preoccuparsi?
Il fegato ha una dimensione di circa 7,5 centimetri nelle donne e 10,5 centimetri negli uomini.
Se ha una dimensione di 3 centimetri più grande o più piccolo è ancora normale.
Le dimensioni e il peso del fegato aumentano in base a:

  • Età
  • Peso corporeo
  • Genere (uomo o donna)
  • Forma del corpo

L’epatomegalia dev’essere sempre valutata dal medico, anche se non tutte le malattie che causano questo sintomo sono emergenze mediche.


 

Cause del fegato ingrossato

Tra i motivi che possono causare un fegato grasso ci sono molte malattie, tra cui:

Malattie del fegato

  • Cirrosi,fegato,ittero,infiammazione,steatosiCirrosi epatica. Le possibili cause di cirrosi sono tante: virali, metaboliche e di altra natura. Le conseguenze sono:
  • Ipertensione portale
  • Insufficienza epatica
  • Rischio di sviluppare un tumore

Normalmente il fegato reagisce agli stimoli in modo standard: risponde quindi allo stesso modo ai pericoli di origine diversa (visus, batteri, farmaci, ecc…).
La cirrosi è lo stadio finale di un disturbo cronico del fegato.
Da punto di vista anatomico, per definire un fegato cirrotico si identifica un eccesso di componente fibrotica. La fibrosi epatica è diversa dalla cirrosi epatica perché nella cirrosi il lobulo (l’unità anatomo-funzionale del fegato) è sostituito dal nodulo che ha una struttura completamente alterata e un aumento della componente fibrotica.
Di  conseguenza gli scambi fra il sangue e le cellule epatiche diventano più difficili. La consistenza del fegato è molto più dura e la resistenza al flusso sanguigno nel fegato aumenta.
Gli esami del sangue sono alterati, si notano le transminasi, le gamma GT alte, le piastrine basse e la bilirubina alta.
Il nodulo rigenerativo è l’elemento più importante perché da questo può originare l’epatocarcinoma. Per la diagnosi si cerca una neovascolarizzazione arteriosa autonoma.

  • Epatite causata da un virus — tra cui l’epatite A, B e C — oppure causato dalla mononucleosi infettiva
    Tra i virus ci sono:
    Virus dell’epatite A: è abbastanza raro che questo virus sia la causa del fegato grasso perché le condizioni igieniche sono migliorate e perché è disponibile un vaccino per le persone che vanno nei paesi a rischio.
    Virus dell’epatite B: anche l’epatite B è in forte calo per la vaccinazione obbligatoria.
    I casi attuali di infezione acuta si verificano soprattutto nelle persone che hanno dei comportamenti a rischio (per esempio dei rapporti sessuali occasionali).
    La via di trasmissione più frequente è quella sessuale, mentre in passato era più frequente il contagio attraverso la puntura con aghi infetti.
    L’epatite acuta può essere asintomatica: un paziente può avere un’epatite acuta anche grave senza i sintomi.
    Spesso si verifica in caso di epatite C. Il paziente che soffre di epatite C può lamentare difficoltà a digerire ed un senso di malessere molto aspecifico.
    Altri virus come l’Epstein-Barr (quello che causa la mononucleosi) provocano raramente un disturbo epatico acuto.
    Un’altra possibile causa è l’intossicazione da farmaci o da funghi: in questo caso la diagnosi è piuttosto facile perché di solito il paziente dice di aver mangiato i funghi poco prima della comparsa della sintomatologia o di aver preso dei medicinali.
  • Epatopatia steatosica – la steatosi epatica è un disturbo provocato dall’accumulo di grasso in eccesso nel fegato.
  • Iperlipidemia combinata familiare – è una malattia ereditaria che causa il colesterolo alto e i trigliceridi alti nel sangue. È il più frequente di tutti i disturbi genetici che aumentano i grassi nel sangue, e colpisce uno o due per cento della popolazione,secondo Kaiser Permanente.
  • Ipertrigliceridemia familiare, è un disturbo che provoca i trigliceridi alti a causa di un difetto genetico. Di conseguenza, l’individuo colpito possa notare le arterie indurite e un rischio per diverse malattie cardiache.
  • Steatoepatite alcolica. L’epatite alcolica è un’infiammazione del fegato. In genere è causata dall’abuso di alcol per un lungo periodo di tempo. Quando si sviluppa questa malattia, bisogna smettere di bere alcolici altrimenti si rischia la cirrosi (fibrosi del fegato) e l’insufficienza epatica.
  • Amiloidosi – un disturbo raro che provoca l’accumulo di proteine nel fegato.
  • Colangite in gravidanza.
  • Epatite autoimmune. Di solito colpisce i giovani (anche di 15-20 anni) e provoca una sintomatologia acuta e grave: fegato dolente al tatto (durante la palpazione), febbre, malessere generalizzato, dolori articolari, transaminasi alte e spesso un’ipergammaglobulinemia. In caso di diagnosi precoce i risultati sono molto buoni, infatti il medico di solito prescrive 50 mg di cortisone e permette un rapido recupero anche se il paziente rischiava un trapianto di fegato entro una settimana/10 giorni. La diagnosi di epatite autoimmune si effettua valutando gli anticorpi che si vedono negli esami del sangue.
  • Malattia di Wilson. È una malattia provocata dall’accumulo di rame nell’organismo e soprattutto negli epatociti (cellule del fegato). Può esordire come un’insufficienza epatica acuta, in alcuni casi è addirittura fulminante. Quando il quadro clinico è così grave, è possibile che la terapia chelante sia ormai inefficace, ma va impostata anche solo come tentativo in attesa del trapianto.
    La diagnosi si effettua valutando il contenuto epatico e la presenza di rame nelle urine. Un altro modo veloce per fare la diagnosi della malattia di Wilson è il controllo dell’occhio. Con una lampada a fessura si verifica se esiste un anello dorato intorno all’occhio (anello di Kayser-Fleischer) che è provocato dal deposito di rame nella cornea. Non è un test sensibile, ma è molto specifico.
    L’epatite Autoimmune e la malattia di Wilson sono due patologie particolari perché per entrambe l’identificazione precoce può evitare la morte dato che sono malattie mortali in poco tempo dalla comparsa dei sintomi.
  • Emocromatosi – un disturbo che provoca l’accumulo di ferro nel fegato
  • Malattia di Gaucher – Un disturbo che provoca l’accumulo di grasso nel fegato
    La malattia di Gaucher è una malattia ereditaria in cui il corpo non conserva i lipidi correttamente. Le sostanze grasse si possono accumulare intorno agli organi vitali, tra cui il fegato, milza, polmoni, ossa e cervello.
    Si possono formare delle sacche piene di fluido nel fegato (cisti del fegato)

Tumori del fegato e cause non tumorali, tra cui l’emangioma e l’adenoma

  • Ostruzione della colecisti o dotti biliari (per esempio a causa dei calcoli alla cistifellea)
  • Epatite tossica
  • Cancro che inizia in un’altro organo e si diffonde al fegato
  • Leucemia
  • Cancro al fegato
  • Linfoma

Fegato grasso,colesterolo,alcolFegato ingrossato per problemi di cuore e vasi sanguigni

  • Ostruzione delle vene che drenano il sangue dal fegato (sindrome di Budd-Chiari)
  • Trombosi della vena epatica (HVT) è un’ostruzione nelle vene del fegato causata da un coagulo di sangue. Questa malattia blocca il flusso di sangue dal fegato al cuore. Senza un buon flusso, il fegato si ferma per mancanza di ossigeno e si può verificare un danno grave.
  • Anemia emolitica – un disturbo caratterizzato dalla distruzione dei globuli rossi ad un ritmo più rapido rispetto alla produzione
  • Insufficienza cardiaca
  • Pericardite – infiammazione della membrana esterna del cuore


 

Sintomi che si verificano insieme al fegato ingrossato

Si deve consultare il medico quando si soffre di uno qualsiasi dei seguenti sintomi:

Nausea, vomito (con o senza sangue), dolore al fegato, feci catramose e dispnea sono le emergenze mediche.


 

Conseguenze e complicanze del fegato ingrossato non curato 

Encefalopatia: se il soggetto ha un’inversione del ritmo sonno-veglia (scambia il giorno con la notte), non ragiona correttamente e non è lucido significa che soffre di encefalopatia. Il fegato serve anche per eliminare le tossine del corpo. L’encefalopatia può indicare che il fegato non riesce più a svolgere questa funzione.

Ipoglicemia: in caso di insufficienza epatica acuta, il fegato ha delle difficoltà nella gluconeogenesi e nella glicogenolisi e non riesce a mantenere la glicemia normale nel sangue.

Si possono verificare anche: insufficienza respiratoria, renale e delle infezioni, ma di solito questo succede quando il paziente è ricoverato da molto tempo.

La mancata diagnosi e trattamento dell’epatomegalia può essere mortale.

 


 

Diagnosi ed esami del sangue per il fegato ingrossato

Questo è uno schema che può essere utile per identificare con maggiore probabilità la causa del disturbo epatico.

In caso di problemi nelle cellule epatiche aumentano soprattutto le transaminasi, con una minima variazione della fosfatasi alcalina e Gamma G.T. che invece si attivano soprattutto quando il disturbo colpiosce le cellule che producono la bile.
Quindi nel danno prettamente epatocellulare c’è una dissociazione tra le transaminasi e la quota di fosfatasi e Gamma G.T..
Il contrario si verifica quando c’è un danno alla colecisti o un’infiltrazione epatica in cui si nota un aumento soprattutto della fosfatasi alcalina e delle GGT che “sentono” il problema a livello delle cellule che li producono, cioè dei biliociti.
Nell’epatite alcolica acuta e cronica, di solito l’indice maggiormente alterato è laGamma G.T. che è un enzima molto sensibile ma aspecifico.


 

Fegato ingrossato da tumore al fegato

A livello epatico, sono più frequenti i tumori metastatici rispetto a quelli primitivi, in quanto un terzo dei tumori maligni provoca metastasi al fegato (a causa della sua vascolarizzazione).
Il tumore più comune è il carcinoma epatocellulare, una neoplasia primitiva del fegato che origina dalle cellule epatiche e costituisce circa l’85 % dei casi di tumore del fegato.


 

Neoplasie nei bambini

Tumore pseudoinfiammatorio del fegato
È una malattia pediatrica causata da funghi o batteri che penetrano attraverso il cordone ombelicale in caso di situazioni poco igieniche.

Epatoblastoma,tumore al fegato,bambini
Epatoblastoma

Epatoblastoma
È un tumore che si riscontra soprattutto nei neonati e nei bambini con meno di 3 anni.
I maschi sono più colpiti delle femmine.
Pur essendo una neoplasia rara, è il tumore maligno primitivo epatico più frequente nell’infanzia.

Vediamo un immagine di fegato nella quale la sostanza centrale rosea, che sembra osso, in realtà non lo è, manca la calcificazione. Si tratta di osteoide. Si fa la diagnosi di un epatoblastoma basandosi su questa sostanza osteoide.
La neoplasia è rapidamente progressiva e provoca la morte in breve tempo se non è curata.
In molti casi il trapianto di fegato ha avuto un esito positivo.

Sarcoma indifferenziato embrionale

Colpisce prevalentemente i bimbi tra i 6 ed i 14 anni. È la terza neoplasia maligna più frequente in età pediatrica, dopo l’epatoblastoma e l’emangioendotelioma infantile.
La terapia combinata (chirurgica e chemioradioterapica) ha una percentuale di sopravvivenza a 5 anni del 15 %.


 

 

Rimedi naturali per il fegato ingrossato

Uno stile di vita naturale è il rimedio migliore per il fegato ingrossato, si consiglia di effettuare attività fisica quotidiana, mangiare cibi sani e naturali, dimagrire, evitare i farmaci e gli alcolici, inoltre bisogna smettere di fumare perché il fumo fa male anche al fegato.

Tra i rimedi di fitoterapia ci sono:

  • L’aloe indiano è utile in caso di epatomegalia. Mescolare la polpa di una foglia della pianta con zenzero e sale nero. Questo rimedio si deve prendere ogni mattina per dieci giorni consecutivi.
  • Gokulakanta (Hygrophila auriculata): questa erba è usata per il trattamento di diversi problemi epatici, tra cui ittero ed epatite. La radice di questa erba è prescritta in questa situazione.
    Bisogna preparare un decotto con 60 grammi di questa radice mezzo litro d’acqua, poi si prendono 30/60ml di questo infuso per 2/3 volte al giorno.
  • Il tarassaco è un erba indicata perché ha proprietà disintossicari a livello del fegato.


 

Dieta e alimentazione per il fegato ingrossato

Non esiste una dieta specifica per il fegato ingrossato, ma ci sono alcuni alimenti da evitare perché possono peggiorare le condizioni del fegato:

  • Cibi fritti
  • Alimenti trasformati, soprattutto quelli che contengono acidi grassi trans (merendine, biscotti, torte, ecc.)
  • Alcolici
  • Formaggi fusi e stagionati

Gli alimenti consigliati sono la frutta e verdura fresche, i legumi e i cereali integrali, in particolare il miglio e il riso che non contengono il glutine.

 

Cosa mangiare? Esempio di dieta giornaliera

Colazione
1 arancia
Fiocchi d’avena
1 fetta di pane integrale tostato
Marmellata di fragole
Caffè o
Pranzo
Un etto di riso o miglio
50 grammi di patate
Una verdura cotta
Insalata
2 fette di pane integrale
1 cucchiaio di miele
Frutta fresca
Latte di soia
Spuntino di metà pomeriggio
3 fette di papaia o 1 pesca
Cena
Un etto di pesce magro cotto o di piselli
Una verdura cotta
Insalata
2 panini integrali con i semi di sesamo
Frutta fresca
4 noci  e 20 grammi di mandorle
Spuntino serale
Una porzione di frutta


 

Quanto dura? Prognosi e decorso del paziente con fegato ingrossato

Un danno epatico acuto può evolvere verso la guarigione spontanea (nella maggioranza dei casi) oppure la cronicizzazione, in questo caso non si riesce ad interverire.
L’epatite autoimmune ed il morbo di Wilson si possono curare se l’intervento è tempestivo.
L’epatite cronica può evolvere seguendo questo schema:

  1. Epatite cronica
  2. Fibrosi
  3. Cirrosi
  4. Tumore al fegato o insufficienza epatica

Come mostra lo schema, una possibile complicazione della cirrosi è il cancro del fegato.
Tra i pazienti con una cirrosi epatica c’è una percentuale del 3-6 % di pazienti che sviluppano un tumore.

Un soggetto che si ammala di Epatite B in un momento di particolare immunodepressione non si libera dell’infezione e diventa un portatore cronico inattivo.
Questa persona ha un rischio bassissimo o nullo di sviluppare delle complicanze (fibrosi, cirrosi e cancro) e ha gli esami epatici normali (transaminasi e altri enzimi).

Immunotolleranza: i bambini piccoli tendono a sviluppare un’immunotolleranza, cioè una situazione di equilibrio tra il sistema immunitario ed il virus che si replica ma non provoca un danno. Di conseguenza le transaminasi e tutti gli esami sono normali, ma il virus si replica e quindi l’infezione può essere trasmessa agli altri.

Al contrario dell’epatite B, l’epatite C cronicizza in un’altissima percentuale di casi (50 %).