Influenza virale

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L’influenza virale è una malattia respiratoria estremamente contagiosa, causata dal virus dell’influenza A o B. L’influenza compare più frequentemente in inverno e all’inizio della primavera.

Il virus dell’influenza attacca il corpo, si diffonde attraverso la parte superiore e/o inferiore del tratto respiratorio.

Influenza suina (Virus H1N1)

Influenza virale
Influenza virale

L’influenza suina è un infezione virale causata dai virus influenzali di origine suina.
La trasmissione del virus avviene direttamente dai maiali agli esseri umani, ma è piuttosto rara.
L’infezione si può diffondere da uomo a uomo.

Differenza tra l’influenza suina dell’influenza stagionale
Poiché la maggior parte dei sintomi dell’influenza suina e di quella stagionale sono gli stessi, è difficile la distinzione.
Tuttavia, l’influenza suina dura più a lungo.
I rischi maggiori del virus H1N1 sono dei gravi problemi respiratori.

Influenza Aviaria (Virus H1N1)

L’influenza aviaria (asiatica) colpisce gli uccelli, ma il virus dell’influenza A (H5N1) che causa la malattia può cambiare in modo da infettare anche gli esseri umani.
Il rischio di contrarre il virus dell’influenza aviaria è maggiore se:
1. Si lavora con il pollame;
2. Si tocca un uccello infetto;
3. Si mangia carne di pollame cruda o poco cotta oppure le uova;
4. Si vive nella stessa casa delle persone con l’influenza aviaria.

Possibili complicanze
1. Insufficienza respiratoria acuta,
2. Polmonite,
3. Sepsi.

Quali sono le cause dell’influenza stagionale?

L’influenza è molto diversa dal raffreddore. Ci sono più di 100 diversi virus possono causare un raffreddore, ma solo pochi tipi di virus causano l’influenza: A, B e C.
I tipi di virus A e B sono responsabili per le grande epidemie di influenza. L’infezione virale di tipo C è più stabile e di solito provoca sintomi respiratori più miti.
Il vaccino antinfluenzale può proteggere dai virus di tipo A e B, ma non non c’è nessun vaccino antinfluenzale per virus di tipo C.
Il virus influenzale di tipo A è suddiviso in diversi sottotipi in base alla struttura chimica del virus. Il virus influenzale di tipo B non è diviso in sottotipi.
Si può effettuare il vaccino anche in gravidanza e allattamento.

Sintomi dell’influenza stagionale

A differenza dei sintomi di un raffreddore, solitamente i sintomi influenzali iniziano improvvisamente. L’esordio è caratterizzato da febbre, cefalea, stanchezza e dolori muscolari.

Ecco un elenco di sintomi influenzali che si potrebbero sentire:

Di solito, l’influenza stagionale non è associata a sintomi gastrointestinali come diarrea e vomito, almeno non negli adulti. Tuttavia, questi sintomi appaiono con il virus intestinale, che è un termine popolare ma impreciso per indicare la gastroenterite.

Sintomi dell’influenza suina nei bambini

A differenza del virus dell’influenza stagionale, il virus H1N1 si diffonde molto rapidamente.
In genere, l’influenza suina produce gli stessi sintomi in bambini e adulti.
I sintomi possono essere:

I bambini e i neonati hanno un maggior rischio di sviluppare le complicazioni dell’influenza suina (come la polmonite), per cui è molto importante diagnosticare l’infezione in fase iniziale.
Inoltre i neonati e i bimbi piccoli non sono mai stati a contatto con certi virus, quindi il sistema immunitario non è pronto.


Quanto dura l’influenza stagionale? La prognosi e il decorso

I sintomi dell’influenza potrebbero durare tra 7-10 giorni negli adulti, ma i bambini piccoli e le persone anziane potrebbero aver bisogno di più tempo per recuperare.
Poiché il sistema immunitario dei bimbi piccoli non è ancora maturo è più probabile lo sviluppo di complicazioni.

Se si prendono alcuni farmaci anti-virali entro 48 ore, si può impedire al virus di riprodursi e quindi la gravità dei sintomi si riduce notevolmente.
Se il sistema immunitario di un bambino è debole a causa di una malattia cronica, c’è un forte rischio di sviluppare la polmonite.
C’è il rischio di ricaduta pochi giorni dopo la guarigione, quindi per una settimana bisogna evitare l’esposizione al freddo e gli sforzi eccessivi.
Si può uscire di casa nelle ore più calde coprendosi bene.

Per quanto tempo è contagiosa l’influenza stagionale?

Il contagio inizia un giorno prima dello sviluppo dei primi sintomi.
Questo continua per circa 5/7 giorni dopo la diagnosi.
I bambini possono trasmettere il virus influenzale per un periodo prolungato.
Il periodo in cui si può verificare la trasmissione può durare 7-14 giorni.
Questo avviene perché lo sviluppo del sistema immunitario ha bisogno di un periodo più lungo per espellere il virus completamente.

Quando preoccuparsi?

Bisogna consultare un medico se:

  • La febbre o la tosse peggiorano o non passano dopo 5 giorni,
  • In caso di difficoltà respiratorie
  • Quando si sente un forte dolore al petto.

Febbre,influenzaCome curarla? Terapia dell’influenza stagionale

Il trattamento dell’influenza dipende dai sintomi. Ad esempio, in caso di congestione nasale può essere utile un decongestionante.
I decongestionanti possono essere degli spray orali o nasali.
Questi farmaci sono utilizzati per ridurre il gonfiore nei seni nasali.
Tuttavia, gli spray nasali decongestionanti non dovrebbero essere utilizzati per tanti giorni perché possono favorire una ricaduta.

Se il naso cola, si avverte prurito, e gli occhi sono lucidi, un antistaminico può essere utile per i sintomi influenzali.
Gli antistaminici bloccano l’effetto dell’istamina e contribuiscono ad alleviare questi fastidiosi sintomi come starnuti, prurito e naso chiuso.
Effettuare il vaccino antinfluenzale in caso di malattie respiratorie croniche oppure se il luogo di lavoro è frequentato da persone infette (per esempio un asilo).

L’antibiotico non serve tranne quando si verifica anche un infezione batterica.
Gli antinfiammatori non steroidei come il Ketoprofene (Oki) si possono assumere in caso di infiammazione (per esempio la faringite), ma non curano l’influenza.
Il paracetamolo (tachipirina) può abbassare la febbre per molte ore, ma in questo modo riduce la capacità dell’organismo di difendersi, quindi bisogna assumerlo solo in caso di febbre molto alta.

Terapia per l’influenza suina
Il Center for Disease Control and Prevention (CDC) degli USA raccomanda l’uso di medicine antivirali: oseltamivir (Tamiflu ®) o zanamivir (Relenza ®) per la prevenzione e il trattamento del virus.
Anche se questi farmaci non curano la malattia, possono diminuire i sintomi se somministrati precocemente

 

Rimedi naturali e casalinghi per l’influenza

Il riposo aiuta il corpo a rilassarsi e rafforza il sistema immunitario, quindi bisogna evitare di allenarsi, andare in palestra o svolgere lavori pesanti.
Bisogna smettere di fumare e di bere alcolici perché il fumo e gli alcolici riducono le difese immunitarie.

Quando l’influenza è accompagnata da febbre, vomito o diarrea, l’organismo può soffrire di disidratazione (per esempio si nota dalle urine scure).
Bisogna bere molta acqua, succhi di frutta, tisane, soda, e bevande con sali minerali.
Evitare caffè ed altre bevande contenenti caffeina perché agiscono come dei diuretici.

Le bacche di Sambuco hanno delle proprietà antivirali contro l’influenza di tipo A e B.
Questo frutto ha anche un effetto antinfiammatorio naturale.
Gli studi mostrano che l’estratto di sambuco è utile per risolvere i sintomi influenzali in 2-3 giorni.

Un altro prodotto naturale è un’erba chiamata radice di liquirizia.
Questo rimedio fitoterapico ha un effetto anti-virale per natura ed è utile per il trattamento dell’influenza, herpes ed epatite.

La tosse secca spesso accompagna l’influenza.
Si possono masticare i chiodi di garofano crudi e la radice di zenzero per diminuire la tosse.
In alternativa si può mescolare il miele con lo zenzero.
Un ottima cura naturale consiste nella spremuta di limone con un po’ di miele.

Cosa mangiare? L’alimentazione per l’influenza
Si consiglia di mangiare:

  • Arance,
  • Pompelmi,
  • Limone,
  • Papaia,
  • Pomodoro,
  • Mango.

Questi alimenti sono ricchi di vitamina C che rafforza il sistema immunitario e previene un peggioramento.

Si consiglia di mangiare gli alimenti ricchi di zinco perché questa sostanza rafforza il sistema immunitario: cereali, pesce, legumi e frutta secca.