Sintomi della difterite

I corinebatteri sono microrganismi Gram+. Hanno una forma bacillare, a clava, con un’estremità ingrossata, quasi fossero sporigeni. Sono detti “a lettere cinesi” per il loro modo di replicarsi: hanno la capacità di dividersi in maniera particolare, formano una specie di “v”, che rimane, dando una forma che ricorda le lettere cinesi.
Non restano aggregati né a catenella né a grappolo, ma a formare queste strutture particolari. Accumulano nel citoplasma granuli ricchi di sostanze di scorta, granuli cromatici, voluminosi. Sono aerobi e anaerobi facoltativi, immobili, asporigeni ed acapsulati. Crescono in condizioni di grossa concentrazione di tellurito di potassio, anche concentrazioni tossiche per altri batteri, un elemento utile per coltivare questo batterio in maniera selettiva, inoltre producono catalasi.

Corinebacterium diphtheriae


È l’agente eziologico della difterite, un’importante patologia dovuta all’azione di una tossina. È un agente a diffusione esclusivamente interumana, non ci sono serbatoi animali, si trasmette da uomo a uomo. Si localizza nelle vie aeree alte (naso-faringe, tonsille, ugola, velopendulo, orecchio medio e cute), a differenza del Micobacterium tuberculosis. Forma placche particolari, biancastre, simili a quelle degli streptococchi. L’epitelio va in necrosi, viene inglobato in un essudato ricco di leucociti e fibrina con formazione di una cotenna o pseudomembrana grigiastra che aderisce tenacemente al connettivo sottomucoso. Un tampone faringeo non porta via la pseudomembrana, ma è un elemento diagnostico importante. È un mo che non diffonde, resta localizzato nel sito d’infezione, non da infezioni disseminate. La tossina pantropa invece va in circolo ed è responsabile della patologia. Dalla gola e dal naso può arrivare alle orecchie e a sedi distali (miocardio, fegato, reni, surrene e sistema nervoso periferico). Si arriva alla paralisi dei muscoli del palato molle, oculari e degli arti e alla morte per lesioni cardiache.

Istologia

Dal prelievo di placca si rileva pus e molte cellule dell’ospite che vengono staccate, c’è un danno istologico importante. Il microrganismp rimane in superficie, ma le tossine danneggiano la mucosa, fino ai desmosomi. Si crea quindi questa pseudomembrana patologica, che si accumula nella faringe.

Tossina difterica

La tossina è di tipo AB, pantropa. Non ha predilezione per tessuti e cellule particolari. Il danno da tossina è diffuso a tutti i distretti: fegato, rene, polmone, miocardio, ghiandole surrenali e sistema nervoso periferico. A livello miocardico ci sono i danni più importanti, la lesione cardiaca è la più frequente causa di morte. Sorgente d’infezione è l’uomo, esistono i portatori sani, ma sono gli ammalati le più importanti fonti di contagio. Nei reparti di malattie infettive i malati vengono rapidamente isolati.

Difterite

In epoca prevaccinale era una patologia tipicamente infantile, con il vaccino invece porta casi solo in tarda età. Negli adulti infatti la memoria immunologica legata al vaccino fatto in età scolare viene meno. È una patologia rara in Italia, ma si segnala tra gli immigrati. Non c’è l’obbligatorietà del vaccino in alcune aree (centro-est dell’Europa), questo porta alla diffusione della patologia con la migrazione.

Caratteri antigenici dei microrganismi

C’è una struttura particolare dei microrganismi che sono caratterizzati da una struttura di superficie che li differenzia dagli altri, sono Gram+, ma sono ricchi di strutture aggiuntive: la parete contiene polisaccaridi formati da arabinosio e galattosio esterificati con acidi grassi saturi a lunga catena, mentre più superficialmente vi è uno strato proteico ed i diesteri del trealosio con acido coryne-micolenico. Sono perciò più esigenti e di gestione difficile in laboratorio. Non tutti i corinebatteri producono la tossina, ma soltanto quelli che sono lisogenizzati. Il gene che codifica per la tossina è accessorio, garantito dal fago che lisogenizzando porta il segnale del gene all’interno del batterio. La tossina AB semplice che entra in tutte le cellule e va a ribosilare i fattori di allungamento EF-2 (fattore che garantisce lo scorrimento del messaggero lungo il ribosoma), con l’inibizione della sintesi proteica e la morte cellulare.

Diagnosi

  • Indagine al microscopio
  • Rilievo di cellule con forma particolare a clava, granuli metacromatici, raggrupamenti a lettere cinesi dopo la colorazione con Gram
  • Colorazione con anticorpi specifici contro il microrganismo e rilievo di fluorescenza, questi anticorpi particolari riconoscono addirittura la tossina difterica, la quale oltre ad essere secreta viene espressa anche sulla superficie
  • Esame colturale, si cercano le colonie e si indaga l’aspetto sul terreno di Loffler, ricco di tellurito di K, o nel Agar cioccolato-tellurito di K, facilmente costruibile

I batteri in quest’ultima semina possono dare due colonie diverse, ciò permette di riconoscere se i corinebatteri sono produttori di tossine, aggressivi e virulenti o quelli avirulenti, meno importanti da un punto di vista clinico.

  • Ricerca di particolari enzimi per arrivare all’identificazione della specie
  • Ricerca della tossina attraverso il vitro o un test di laboratorio

Non basta la diagnosi e l’identificazione del microrganismo, ma è necessario verificare la presenza della tossina, dimostrare che il microrganismo produce la tossina. Esiste un test di immunoprecipitazione, che si fa su soft agar, in cui si vede comparire la presenza di alcune bande. Vengono messe su terreno agarizzato i microrganismi (ceppo A, B, …) di cui vogliamo verificare la produzione della tossina, poi ortogonalmente si appoggia un listellino di carta bibula imbibita di anticorpi contro la tossina stessa: da questa cartina gli anticorpi diffondono e se il batterio produce la tossina questa si lega all’anticorpo e forma un precipitato visibile con colorazione specifica. Questo test è utilizzato in alternativa al test di ELISA o di agglutinazione, che è il gold standard, utilizzato di prassi.

Terapia

  • Antibiotici

È sensibile a penicilline, cefalosporine, tetracicline ed eritromicina. A volte è importante neutralizzare la tossina (che provocherebbe un danno irreversibile alle cellule) con l’uso di siero antidifterico.

  • Immunizzazione
  1. Vaccini a base di anatossina (immunizzazione attiva)
  2. Sieroterapia (immunizzazione passiva) mediante sieri immuni di animali di grossa taglia o preparazioni di γ-globuline umane iperimmuni