Diabete in gravidanza

Gli obiettivi della dieta nelle donne in gravidanza diabetiche sono simili a quelli della gravidanza fisiologica: assicurare un’adeguata nutrizione materna e fetale, fornire un apporto calorico, vitaminico e minerale adeguato.

Allo stesso tempo il trattamento dietetico dev’essere finalizzato a raggiungere e mantenere un controllo della glicemia ottimale senza determinare la comparsa di chetonuria (cioè la presenza di chetoni nelle urine che indica un alterato metabolismo glucidico).
Il ruolo del Dietista si inserisce in questi obiettivi.
Il Dietista si occupa di pianificare e personalizzare il trattamento del diabete gestazionale in base alla propria attività lavorativa e motoria, tenendo conto dei gusti e delle preferenze alimentari della donna.

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Dietista Dr. Valentina Bertarini

In particolare nelle donne con diabete pregravidico il trattamento dietetico deve essere pianificato ancor prima del concepimento stesso.

La distribuzione dei vari nutrienti e soprattutto dei carboidrati nel corso della giornata influenza il controllo glicemico post-prandiale (dopo il pasto). Pertanto è importante consumare tre pasti principali (colazione, pranzo, cena) e tre spuntini nell’arco della giornata: merenda a metà mattina, merenda pomeridiana, spuntino serale.
Si stima che in una giornata il quantitativo ottimale di carboidrati debba essere di 175 g/die preferibilmente a basso indice glicemico (IG) ed evitando i cibi ad elevato contenuto di zuccheri, 140g di carboidrati servono per la donna normale, in più un supplemento di 35 g è necessario per il metabolismo cerebrale fetale.
Scegliere alimenti a basso IG è un modo per ottimizzare il controllo metabolico degli zuccheri che rappresenta l’obiettivo primario della terapia dietetica.
Sebbene il 40-60% delle proteine e circa il 10% dei lipidi assunti con il pasto possano trasformarsi in glucosio (rispettivamente dopo 4 ore o oltre), se questi sono assunti in modo costante e corretto contribuiscono in scarsa misura al fabbisogno insulinico prandiale.
Quindi, l’aumento post-prandiale della glicemia dopo un pasto misto è dovuto al quantitativo di carboidrati ingeriti e il fabbisogno insulinico preprandiale è proporzionale a tale contenuto.


L’IG è il rapporto tra l’incremento della glicemia dopo l’ingestione di 25-50 g di carboidrati diviso per l’aumento ottenuto dopo l’assunzione di un pasto standard di riferimento (di solito glucosio o pane bianco).
Questo rapporto è espresso in percentuale e dev’essere usato per classificare gli alimenti comparabili come pasta, riso e frutta.

Sebbene i grammi di carboidrati contenuti nel pasto e la loro forma chimica (semplici o complessi) influenzano la glicemia, la risposta glicemica al pasto è influenzata soprattutto dalla quantità totale dei carboidrati consumati nella giornata.

 

Si riporta di seguito l’IG di alcuni alimenti

Indice glicemico %

Glucosio                                                                                                   100

Cornflakes, carote, patate, maltosio, miele                               80-90

Pane integrale, riso, fave fresche, rape                                       70-79

Pane bianco, riso integrale, banane, uva                                   60-69

Spaghetti, crusca, biscotti, piselli surgelati, saccarosio         50-59

Fagioli secchi, piselli secchi, arance                                           40-49

Fagiolini, ceci, piselli, mele, latte scremato, yogurt                30-39

Fagioli, lenticchie, fruttosio                                                           20-29

Soia, arachidi                                                                                      10-19

Gli spuntini di metà mattina e metà pomeriggio consigliati in gravidanza sono utili per mantenere costante la glicemia e per prevenire un eccessivo appetito al pasto successivo; mentre lo spuntino serale prima di andare a letto è importante per evitare la chetosi da digiuno.
La suddivisione frazionata di tre pasti principali e tre spuntini è utile per contrastare la nausea e il vomito tipici delle prime settimane di gestazione oltre che per l’ingombro addominale caratteristico del terzo trimestre che spesso provoca sazietà precoce.

Il ruolo del Dietista è di spiegare alla paziente:

  • gli obiettivi della terapia dietetica,
  • il ruolo dei carboidrati e la loro importanza per il mantenimento della normoglicemia
  • come si effettua un’adeguata nutrizione materna senza lo sviluppo di chetoni.

Si consiglia di limitare il consumo di zuccheri semplici e a questo proposito si ricorda che la Food and Drug Administration (FDA) ha recentemente approvato l’uso in gravidanza di aspartame, acesulfame K, e sucralosio in moderate quantità perché dagli studi è risultato innocuo.

Si ricorda più che mai l’importanza di una dieta varia ed equilibrata redatta da un Dietista esperto, poiché in gravidanza è importante la quantità, ma soprattutto la qualità.
Ad esempio in gravidanza è necessario incoraggiare il consumo dei prodotti della pesca in quanto apportano importanti acidi grassi omega-3 che sono fondamentali per lo sviluppo del sistema nervoso e della retina nel neonato.
Concludendo è importante affidarsi a un Dietista esperto per assicurare le giuste dosi di tutte le sostanze nutritive necessarie.

 

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Autore: Dott.ssa Valentina Bertarini Dietista

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