Sindrome di Stoccolma

INDICE

Che cos’è la sindrome di Stoccolma?
La Sindrome di Stoccolma è una condizione psicologica in cui si forma un “legame” emotivo di una vittima con il suo aggressore o violentatore.


Il Dr. Joseph Carver, psicologo clinico, descrive il legame emotivo con il maltrattatore come una strategia di sopravvivenza e di intimidazione delle vittime.
Ad esempio, una vittima rapita e violentata dovrebbe essere arrabbiata, ma al contrario, dopo anni descrive il rapitore come una persona fantastica con il quale ha creato un legame emotivo.
Spesso, questi sono i racconti delle persone che soffrono della Sindrome di Stoccolma.

È importante ricordare che la sindrome di Stoccolma si sviluppa inconsciamente e in modo involontario.
La strategia è un istinto di sopravvivenza che si sviluppa come tentativo di sopravvivere in una situazione pericolosa.

Origine del nome o etimologia
Il significato deriva da un fatto accaduto a Stoccolma (Svezia), dove in seguito a una rapina in banca gli ostaggi si identificarono e sostennero i loro rapitori.


 

Le caratteristiche e lo sviluppo della Sindrome di Stoccolma

Di seguito sono elencate le caratteristiche della Sindrome di Stoccolma che si riferiscono ai rapporti violenti e ai maltrattamenti. I sintomi più frequenti sono:

  • La vittima prova sentimenti positivi nei confronti del rapitore
  • La vittima prova sentimenti negativi nei confronti della famiglia, degli amici o delle autorità
  • Il rapitore prova sentimenti positivi per la vittima
  • La vittima sostiene o aiuta il rapitore

 

Le diverse fasi della Sindrome di Stoccolma sono:
1. La vittima si dissocia dal dolore, dall’impotenza o dal terrore, iniziando inconsciamente a vedere la situazione e il mondo dal punto di vista del rapitore. La vittima inizia a essere d’accordo con lui e con alcuni aspetti della propria personalità, le opinioni e i punti di vista svaniscono.

2. In tal modo, la vittima impara come calmare e accontentare il rapitore. Questa tattica serve per manipolarlo e ridurre la pericolosità, almeno per un po’.

3. Dopo un po’, la vittima si rende conto che il rapitore è un essere umano come chiunque altro e non lo considera più come una minaccia. Alcuni rapitori possono anche condividere informazioni personali con la vittima nel tentativo di creare un legame e a provocare un senso di pietà piuttosto che di rabbia.

4. Questo legame causa sentimenti contrastanti (come rabbia e pietà) e illogiche preoccupazioni per il rapitore. In alcuni casi la vittima può anche ignorare i propri bisogni.

5. Una volta che l’evento traumatico è terminato, la vittima deve imparare di nuovo a non dissociarsi dalle sue emozioni e non concentrarsi sul rapitore. Questa fase può essere molto difficile.


 

Cause della sindrome di Stoccolma

Esistono quattro situazioni o condizioni di base che provocano lo sviluppo della Sindrome di Stoccolma:

1. Una minaccia, reale o percepita, per la propria sopravvivenza fisica o psicologica e la convinzione che il rapitore può essere pericoloso.
Egli può:

  • Convincere la vittima che solo con la cooperazione può tenere i propri famigliari al sicuro
  • Fare sottili minacce o raccontare storie di vendetta per ricordare alla vittima che la vendetta è possibile se cerca di scappare
  • Parlare di una storia di violenza (ad. esempio uno stupro) che porta la vittima a credere che potrebbe essere un bersaglio

2. Una piccola gentilezza da parte del rapitore alla vittima
In alcuni casi, dei piccoli gesti sono sufficienti alla vittima per cambiare idea sul rapitore. Ad esempio, i piccoli gesti possono essere permettere alla vittima di andare in bagno o darle cibo e acqua.
Altre volte, un biglietto d’auguri, un regalo (di solito dato dopo un periodo di abuso) o un trattamento speciale può essere visto come la prova che non è del tutto cattivo.

3. L’isolamento della vittima da altre prospettive
Le vittime pensano di essere continuamente osservate. Per la loro sopravvivenza iniziano ad assumere la prospettiva del rapitore. Questa tecnica di sopravvivenza può diventare così intensa che la vittima inizia a provare rabbia verso coloro che cercano di aiutarla.
Nei casi più gravi della Sindrome di Stoccolma la vittima può arrivare a credere che la situazione violenta sia tutta colpa sua.

4. Incapacità percepita o reale di fuggire dalla situazione
La vittima può avere obblighi finanziari, debiti o instabilità al punto che non può sopravvivere da sola.
Il rapitore può usare minacce, come prendere i bambini, denunciare la vittima in pubblico, suicidarsi o prevedere una vita di molestie per la vittima.

 

Esempi di situazioni in cui si può sviluppare la sindrome di stoccolma
Questa sindrome può essere applicata all’amore perché in una coppia, un ragazzo può trattare male una ragazza (o viceversa), dopo con un gesto gentile lei può sviluppare questo disturbo.
Anche nel rapporto genitori – figli si può notare questa sindrome, se il papà o la mamma maltrattano il bambino può nascere una continua ricerca di amore e attenzione da parte del bimbo.
Nei campi di concentramento il prigioniero può avere un sentimento ossessivo verso il carceriere.


 

Sintomi della sindrome di Stoccolma

I sintomi più frequenti sono:

1. Sentimenti di amicizia, amore e attaccamento nei confronti dei rapitori
– Jaycee Lee Dugard è stata rapita all’età di 11 anni ed è stata ostaggio per quasi 18 anni. Ha due figli con il suo rapitore e non ha mai tentato di fuggire. Anche lei ha mentito e ha cercato di difendere il rapitore quando è stata interrogata. Ha ammesso di avere un legame emotivo profondo con lui, ma dopo essersi riunita con la sua famiglia ed essersi trasferita, ha condannato le azioni del delinquente.

2. La vittima ha paura delle forze dell’ordine o delle squadre di salvataggio, fondamentalmente di chiunque cerca di separarla dal rapitore, questo rende più difficile il lavoro della polizia.
– Il caso da cui ha preso il nome la sindrome di Stoccolma è successo in una banca svedese in cui le persone sono rimaste in ostaggio per 131 ore da 2 uomini armati.
Dopo il calvario, i quattro ostaggi erano più terrorizzati dalla polizia e dalle loro azioni piuttosto che da quelle dei rapitori, anzi favorivano le azioni dei rapitori.

Altri sintomi sono:
3. Credere nei motivi del rapitore sul rapimento e sostenerli
4. Provare sentimenti di colpa e rimorso per essere rilasciati mentre i rapitori sono in carcere
5. Non accettare aiuto o una terapia per superare il problema

Le donne che subiscono lo stalking soffrono spesso della sindrome di stoccolma perché meno del 10% delle vittime denuncia lo stalker.


 

Sindrome di StoccolmaCura della sindrome di Stoccolma

Il ritorno nella società dopo un lungo periodo di tempo può essere assolutamente impegnativo per il prigioniero. Essere separato dal rapitore può essere straziante. Anche se il prigioniero non ha più le “catene”, si sente ancora legato al rapitore.

Il miglior trattamento per una vittima con la sindrome di Stoccolma è un’intensa terapia così come l’amore e il supporto della famiglia.
Si può guarire dalla Sindrome di Stoccolma, ma in certi casi servono molti anni.


 

Come curare la persona che soffre della sindrome di Stoccolma?

Ogni situazione in cui una persona sviluppa la sindrome di Stoccolma è diversa. Molte persone non sono state vittime di un rapimento, ma possono aver vissuto un abuso.
Ecco alcuni suggerimenti per capire come uscire dalla sindrome di Stoccolma:

  • Ricordare che la persona amata ha dovuto affrontare un’ardua scelta: la famiglia o quella situazione. Poiché la famiglia era minacciata, la vittima ha imparato a scegliere il rapitore e ha ferito i sentimenti dei famigliari
  • Più si mette la vittima sotto pressione, più difficile sarà per lei resistere, soprattutto nei casi di abuso o di violenza domestica sulle donne
  • Rimanere in contatto con la persona amata durante il rapporto di abusi o il recupero. Mantenere le comunicazioni il più possibile
  • Ricordare alla persona amata che le sue decisioni sono pienamente sostenute e che la famiglia la ama, qualsiasi cosa succeda.
  • Se la persona amata inizia una relazione con il rapitore / maltrattatore, ricordare che potrebbe non essere pronta per un aiuto e che sta semplicemente considerando le opzioni.