Fattore V di Leiden | mutazione | eterozigote e omozigote

Il fattore V di Leiden è la mutazione del fattore V della coagulazione del sangue.

INDICE

 

Il fattore V Leiden significa che c’è la sostituzione di una guanina (G) con un’adenina (A) nel nucleotide 1691 (mutazione a1691g) del gene per il fattore V.

Il fattore V di leiden è un cofattore per l’attivazione della trombina (enzima che serve per formare la fibrina).
La proteina C detta APC ha il compito di inibire il fattore V di Leiden perché lo taglia in 3 pezzi.
Uno dei punti di separazione (clivaggio) si trova nell’aminoacido Arginina alla posizione 506.
I pazienti con mutazione del fattore V di Leiden (R506Q) non hanno l’arginina a quel livello, ma una glutammina.
La conseguenza è che la proteina C non riesce a effettuare il taglio e quindi non può impedire l’attivazione della trombina.
Questa mutazione può aumentare la probabilità di sviluppare dei coaguli di sangue anormali (trombofilia) soprattutto nelle vene.

Tra le altre mutazioni frequenti c’è la h1299r che consiste nella sostituzione del nucleotide adenina con la guanina in posizione 4070.
Le altre mutazioni genetiche che aumentano il rischio di trombosi venosa profonda sono nei geni di:

  • THFR (Metilentetraidrofolatoreduttasi),
  • Fattore II (protrombina) della coagulazione.

Aterosclerosi,Fattore V di leiden

La maggior parte delle persone con il fattore V Leiden non sviluppa dei coaguli.
Tuttavia, alcune persone sviluppano dei trombi che possono diventare pericolosi o creare dei problemi di salute cronici.
Durante l’assunzione di estrogeni o in gravidanza le donne hanno una probabilità maggiore di formare dei coaguli di sangue rispetto agli uomini.
I bambini non hanno il rischio di trombosi, è quasi impossibile prima della pubertà.
La familiarità del fattore V di Leiden aumenta il rischio di ereditare la malattia.
Il disturbo è più frequente nelle persone bianche di discendenza europea.

 

Anomalie causate dal fattore V di Leiden (fisiopatologia)

Normalmente quando un’arteria o una vena sono danneggiate da una ferita, si forma il coagulo di sangue (trombo) per fermare l’emorragia.
I coaguli si sviluppano in seguito all’interazione fra le cellule specializzate del sangue (piastrine) e le proteine (fattori della coagulazione).
Nel sangue le sostanze conosciute come fattori anticoagulanti controllano la formazione dei trombi.
Il fattore V è una proteina della coagulazione.
Le persone con il fattore V di Leiden hanno subito la mutazione genetica che consiste nella sostituzione dell’aminoacido arginina con la glutamina nella posizione 506 della sequenza proteica.
Nel normale processo di coagulazione, la proteina C inattiva il fattore V e impedisce che questo sia riutilizzato o che formi dei coaguli quando non è necessario.
Il genotipo con il fattore V di Leiden non permette alla proteina C di demolire il fattore V, che rimane in circolo e aumenta il rischio di trombi.


Fattori di rischio

I fattori di rischio delle complicanze (ad esempio la trombosi venosa profonda) comprendono:

  1. Gravidanza e fivet (Fertilizzazione In Vitro con Embryo Transfer);
  2. Pillola anticoncezionale o terapia ormonale sostitutiva;
  3. Assunzione di farmaci per la terapia del tumore al seno o di prevenzione delle recidive chiamati modulatori selettivi del recettore degli estrogeni (SERM), come il tamoxifene e il raloxifene (Evista);
  4. Età oltre i 60 anni;
  5. Sovrappeso o obesità;
  6. Infortunio alla gamba;
  7. Fumo (si consiglia sempre di smettere di fumare),
  8. Intervento chirurgico o altre procedure mediche invasive;
  9. Viaggi che durano più di 2 ore, soprattutto in aereo.
  10. Malattie gravi,
  11. Parto.

Quando si va in ospedale, bisogna avvertire il medico del fattore V di Leiden per pianificare la cura.
Il paziente può essere trattato con il giusto dosaggio di Coumadin (anticoagulanti) finché passa il rischio.

Le donne hanno una probabilità maggiore di sviluppare un coagulo di sangue durante la gravidanza.
Questo si verifica perché aumenta la concentrazione di:

  1. Fattori della coagulazione II , V, VII, VIII , IX, X e XII,
  2. Proteina C,
  3. Fibrinogeno.

Prima di rimanere incinta, si dovrebbe parlare con il medico per cercare di prevenire i coaguli di sangue durante la gravidanza, al momento del parto e nelle 6 settimane successive.
Durante questo periodo il medico può prescrivere gli anticoagulanti o la cardioaspirina.

 

Ereditare il fattore V di Leiden

Le persone colpite possono avere ereditato il fattore V di Leiden in 2 modi:

  • Hanno ereditato una copia del gene difettoso (eterozigote) che aumenta leggermente il rischio di sviluppare i coaguli di sangue.
  • Più raramente hanno ereditato due copie del gene difettoso (omozigote), una da ciascun genitore. Questo aumenta notevolmente il rischio di sviluppare i coaguli di sangue.

Fattore V di Leiden omozigote
Chi eredita 2 geni del fattore V di Leiden possiede la mutazione in omozigosi.
Un gene del fattore V di Leiden è trasmesso dalla madre e uno dal padre.
Non si possiede nessun fattore V normale.
Questo accade in 1 persona su 5000 di origine caucasica (U.S. National library of medicine).

Fattore V di Leiden eterozigote.
Chi eredita un gene del fattore V di Leiden da un genitore possiede il tipo eterozigote.
Si ha un gene del fattore V di Leiden da un genitore e un gene del fattore V normale dall’altro genitore.
Nel corpo è presente il 50% del fattore V Leiden, ma è assente nel restante 50%.
Questo accade in circa 5 persone su 100 di origine caucasica.

Aumenta il rischio di TVP di:

  • 4-10 volte negli eterozigoti,
  • 50-100 volte negli omozigoti

 

Si può trasmettere il fattore V di Leiden?

La trasmissione è genetica, quindi dai genitori ai figli.
Ci sono 2 copie per gene del fattore V che sono tramandate dai genitori.
Si eredita un gene dalla madre e uno dal padre.

Il bambino può avere il tipo omozigote o eterozigote, a seconda che il gene tramandato dai genitori sia normale e non mutato (fattore V) o anormale (fattore V di Leiden).
Se un genitore è sano e l’altro ha la mutazione del gene per il fattore V di Leiden (omozigote) c’è:

  1. Un 50% di probabilità che il bambino erediti il gene del fattore V Leiden,
  2. Un 50% di probabilità che il figlio erediti il gene del fattore V normale.

Nel tipo omozigote, il figlio eredita il gene del fattore V di Leiden da entrambi i genitori.


Sintomi del fattore V di Leiden

Nella maggior parte dei casi il fattore V di Leiden è asintomatico.
Tuttavia, la prima indicazione del disturbo può essere lo sviluppo di un coagulo di sangue (trombosi) che può ostruire un vaso sanguigno.
Alcuni coaguli non creano danni e scompaiono da soli, mentre altri possono essere pericolosi.
I sintomi dipendono dalla localizzazione del coagulo di sangue.

Sviluppo del coagulo in una vena profonda
Si chiama trombosi venosa profonda (TVP). La TVP può non causare sintomi.
Quando i segni e i sintomi si verificano, si può sentire:

  1. Dolore alle gambe e alle caviglie,
  2. Caviglie gonfie e gambe gonfie,
  3. Rossore,
  4. Calore.

Sviluppo del coagulo vicino alla superficie cutanea
Si chiama trombosi venosa superficiale, flebite o tromboflebite.
Tra i segni e i sintomi ci sono:

  1. Calore,
  2. Gonfiore,
  3. Dolore o intorpidimento spesso intorno o sulla vena con il coagulo di sangue,
  4. Rossore.

Coagulo che si diffonde ai polmoni
Si chiama embolia polmonare e si verifica quando un coagulo venoso profondo si libera e si dirige al polmone dove blocca il flusso sanguigno.

Embolia polmonare,embolo,trombo,arteria

I sintomi possono essere:

  1. Improvvisa mancanza di respiro;
  2. Dolore al petto quando s’inspira;
  3. Tosse con espettorato macchiato di sangue;
  4. Battito cardiaco accelerato (tachicardia).

Le donne incinta con etertozigosi per il fattore V di leiden hanno un maggior rischio di aborto spontaneo e di eclampsia.

 

Diagnosi del fattore V di Leiden

Per diagnosticare la trombofilia del fattore V Leiden serve un esame di laboratorio.
Si possono utilizzare:

  1. Il test di screening della coagulazione,
  2. L’analisi del DNA del gene F5.

I dati da controllare nelle analisi del sangue sono:

  • I valori dell’omocisteina e il tempo di protrombina; Questi valori possono essere superiori a quelli di riferimento.
  • L’acido folico;
  • La vitamina B12.

 

Fattore V di LeidenCure per la mutazione del fattore V di Leiden

Terapia e farmaci
Se il test genetico è positivo per la mutazione del fattore V ma non si verifica la formazione dei coaguli, il medico non prescrive degli anticoagulanti tranne in caso di alto rischio, per esempio il ricovero in ospedale dopo un intervento chirurgico.
In questo caso, è possibile ricevere delle dosi preventive di fluidificanti del sangue durante la permanenza in ospedale.

In base ai risultati del test, il medico prescrive dei farmaci per la prevenzione.
La terapia standard del trombo prevede una combinazione di:

  1. Eparina,
  2. Warfarin.

Dopo il trattamento iniziale il medico sospende l’eparina e continua con il warfarin.
Il tempo di somministrazione del farmaco dipende dalla gravità della trombosi.

Eparina. Questo farmaco anticoagulante funziona più rapidamente rispetto al warfarin, ma deve essere strettamente monitorato per il rischio di sanguinamento eccessivo.
Si può somministrare l’eparina:

  1. Direttamente in vena (per via endovenosa),
  2. Sotto la pelle (sottocutanea).

Altre forme di questo farmaco chiamate enoxaparina (Lovenox) e dalteparina (Fragmin), sono conosciute come eparina a basso peso molecolare che si può iniettare facilmente.
Durante la gravidanza l’assunzione d’eparina è sicura.
I possibili rischi dell’eparina comprendono:

  1. Il sanguinamento eccessivo,
  2. La reazione allergica.

Warfarin (Coumadin). Questo anticoagulante si somministra sotto forma di pillola ed più facile da assumere rispetto all’eparina.
Il warfarin può causare difetti al feto durante la gravidanza, soprattutto durante il primo trimestre.
L’effetto collaterale più frequente del warfarin è l’emorragia.
Questo farmaco interagisce con numerosi altri farmaci ed erbe, quindi bisogna parlare con il medico prima di assumere degli altri medicinali.

Dabigatran (Pradaxa). Questo farmaco orale non è approvato specificamente dalla Food and Drug Administration (FDA) per la terapia dei coaguli, ma fluidifica il sangue e non necessita dello stesso monitoraggio dell’eparina e del warfarin.
L’effetto collaterale più grave del dabigatran è il sanguinamento.
A differenza del warfarin, non esistono dei metodi semplici per bloccare il sanguinamento eccessivo causato dal dabigatran.
Non sono stati condotti degli studi affidabili sulle donne in gravidanza, quindi il farmaco deve essere utilizzato solo se i benefici superano i potenziali rischi.
Il dabigatran interagisce con alcuni farmaci come gli antibiotici o i farmaci antimicotici, soprattutto nelle persone con problemi renali.

Rivaroxaban (Xarelto). È un farmaco anticoagulante.
È attualmente approvato dalla FDA in alcune persone per la prevenzione dei coaguli di sangue.
La controindicazione più frequente è l’emorragia.
Il rivaroxaban non è stato ben studiato in gravidanza, quindi nelle donne incinta deve essere utilizzato con cautela.

Si può praticare lo sport, ma è meglio evitare le attività più pericolose che possono causare dei traumi.
Durante i lunghi viaggi in aereo non bisogna stare seduti per tutto il tempo, ma è importante alzarsi ogni tanto e camminare per evitare la formazione di un trombo.

 

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