Placenta previa

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Cos’è la placenta previa?
La placenta previa si verifica quando la placenta si trova nella parte inferiore dell’utero e copre parzialmente o completamente l’orifizio uterino interno (il canale del collo dell’utero).
Questa è la causa più frequente di emorragia e dolore in gravidanza (dopo la ventesima settimana).

La placenta è un organo temporaneo chelega la madre e il feto, serve per trasferire ossigeno e sostanze nutrienti dalla madre al feto.
Questa ha la forma di un disco e al termine della gravidanza il suo diametro è di circa 7cm.
La placenta si attacca alla parete dell’utero.
La placenta dà l’ossigeno e varie sostanza nutritive necessarie per la crescita del bambino, inoltre rimuove i prodotti di scarto dal sangue del bambino.

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La placenta si attacca alla parete dell’utero e il cordone ombelicale del bambino origina da quest’organo.
Nella maggior parte delle gravidanze, la placenta si attacca o alla parte superiore o a quella laterale dell’utero.
La placenta previa è una complicazione che dipende dalla zona in cui si impianta la placenta, ci sono problemi quando ad è troppo vicino o sopra l’apertura dell’utero (cervice).
Questa complicazione si verifica soprattutto prima della settimana 20, ma nella maggior parte dei casi è un problema che si risolve spontaneamente, mentre nel 10% dei casi il problema non si risolve e persiste per tutta la gravidanza.
Quando l’uterocresce, la placenta si sposta più in alto e si allontana dal collo dell’utero. Tuttavia, se rimane vicino alla cervice e la data del parto è vicina (questa situazione si verifica in un caso su duecento), c’è il rischio di perdite di sangue, soprattutto durante il travaglio quando la cervice si assottiglia e si dilata.
Ciò può creare complicazioni soprattutto per la madre, ed è proprio per questo motivo che nella maggior parte dei casi, una donna con placenta previa deve subire un parto cesareo, invece che naturale.


 

Classificazione della placenta previa

Quali sono i tipi di placenta previa?

  • Placenta previa completa o centrale: quando la placenta copre completamente l’orifizio interno uterino, dall’utero alla cervice
  • Placenta previa parziale: quando la placenta copre parzialmente l’apertura cervicale
  • Placenta previa marginale: si verifica quando la placenta arriva al bordo dell’orifizio interno uterino o a meno di 20mm, mentre se rimane a oltre 20mm di distanza si definisce normoinserta (normale).


 

Gradi o stadi della placenta previa

  • Primo grado (non occlusivo)
    La placenta si trova nella parte inferiore dell’utero, ma è distante dall’orifizio uterino interno. In questa situazione non ci sono problemi.
  • Secondo grado
    La placenta arriva al bordo del canale che collega l’utero alla vagina.
  • Terzo grado
    La placenta si trova sopra l’orifizio uterino interno e lo copre parzialmente.
  • Quarto grado (occlusivo)
    La placenta copre tutta la parte interna del collo dell’utero.

 

Placenta previa

Il termine low-lying o placenta bassa si riferisce sia alla placenta previa centrale sia a quella marginale. Alcune volte i termini placenta previa anteriore e placenta previa posteriore sono utilizzati per definire esattamente la posizione della placenta all’interno dell’utero.


 

Quali sono le cause della placenta previa?

Le cause della placenta previa sono sconosciute, ma si verifica soprattutto nei seguenti casi:

  • Nelle donne più anziane
  • Se la donna fuma
  • Se ha avuto altri figli
  • Se aspettano dei gemelli
  • Dopo un parto cesareo o altri interventi chirurgici all’utero.

Le donne con la placenta previa sono ad alto rischio di placenta previa accreta (aderente, la placenta è saldamente collegata all’utero), increta (la placenta è cresciuta all’interno dell’utero) e percreta (è cresciuta verso l’utero), soprattutto se hanno subito un parto cesareo.
Queste condizioni possono essere confermate dall’ecografia.
Dopo il parto, il chirurgo può effettuare un intervento di isterectomia per separare la placenta dall’utero nelle donne con questo tipo di problema.


 

Sintomi che si verificano insieme alla placenta previa

Il sintomo principale è la pesante perdita di sangue vaginale, ma ci sono anche altri sintomi a cui bisogna fare attenzione:

  • Crampi addominali;
  • Sanguinamento che si interrompe e ricomincia nuovamente dopo alcuni giorni o settimane;
  • Sanguinamento dopo un rapporto sessuale;
  • Sanguinamente durante la seconda metà della gravidanza.


 

Possibili complicazioni della placenta previa

Alcune delle complicazioni causate dalla placenta previa sono:

  • grave emorragia (per la madre);
  • shock da perdita di sangue;
  • sofferenza fetale per mancanza di ossigeno;
  • travaglio e parto prematuro;
  • rischi per la salute del bambino, soprattutto se nasce prematuro;
  • parto cesareo d’emergenza;
  • perdita di sangue (bambino)
  • morte

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Diagnosi della placenta previa

Una donna che ha un sanguinamento vaginale dev’essere ricoverata in ospedale e controllata attentamente.
Alcuni test utilizzati per diagnosticare la placenta previa sono:

  • Ecografia morfologica: questo esame utilizza gli ultrasuoni per determinare la posizione della placenta e per sapere se è occlusiva oppure no. Probabilmente la placenta previa non può essere rilevata fino alla ventesima settimana, perché nella maggior parte dei casi, la placenta inizia lo spostamento nel secondo o nel terzo trimestre, dopo lo sviluppo del segmento uterino inferiore.
  • Ecografia transvaginale: migliora la precisione della localizzazione della placenta, con questo test viene confermato il sospetto della diagnosi.
    La placenta previa può essere confusa con un coagulo di sangue presente nel segmento uterino più basso.

Si consiglia di non eseguire degli esami manuali vaginali perché potrebbero causare delle grosse perdite di sangue.
Quando una donna ha la placenta previa si raccomandano anche dei controlli futuri, solitamente si consiglia di effettuare un’altra ecografia alla settimana 32 quando:

  • ha già subito un taglio cesareo;
  • la placenta copre la cervice;
  • la placenta è in posizione anteriore (nella parte anteriore dell’utero);

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Se la placenta non copre la cervice e non ci sono delle perdite di sangue durante la gravidanza, allora si consiglia di effettuare la seconda ecografia alla trentaseiesima settimana circa.
Le perdite di sangue si possono verificare nella seconda metà della gravidanza, e una delle cause principali è il rapporto sessuale.
Se l’emorragia causata dalla placenta previa è notevole, si consiglia di contattare immediatamente l’ospedale.


 

Cosa fare per la placenta previa? Terapia e farmaci

I trattamenti per la placenta previa dipendono da molti fattori, tra cui:

  • la quantità di sangue perso
  • il tempo che manca alla data del parto
  • la salute della donna
  • la salute del bambino
  • la posizione esatta della placenta e del bambino

Se non ci sono perdite di sangue, il medico può consigliare il riposo a letto, in alcuni casi il riposo dev’essere assoluto, quindi bisogna passare la maggior parte del tempo sdraiati, si può stare seduti o in piedi solo quando è strettamente necessario.

Per la prevenzione delle complicanze, bisogna evitare i rapporti sessuali perché possono provocare un emorragia.
Qualsiasi tipo di esercizio fisico dev’essere evitato. In caso di forte emorragia bisogna chiamare subito il medico e recarsi in ospedale.
Se la placenta previa non è totale (cioè non copre completamente il collo dell’utero), si può tentare un parto vaginale, ma se l’emorragia è troppo abbondante, potrebbe essere necessario un cesareo d’emergenza.
Se invece le perdite di sangue sono molto pesanti, è necessario un ricovero ospedaliero.
Se il sanguinamento è eccessivo, è necessaria una trasfusione sanguigna per recuperare il sangue perduto.

Quando partorire?
Alcune volte il medico prescrive dei farmaci per prevenire il parto prematuro, ma può pianificare un parto cesareo appena il bambino è abbastanza grande per nascere, solitamente dopo la trentaseiesima settimana di gravidanza.
Se è necessario un cesareo prima della settimana 36, il medico può prescrivere dei cortisonici per accelerare lo sviluppo polmonare del bambino.

Per le perdite che non si fermano
Se le perdite di sangue continuano o il bambino è in pericolo, può essere necessario un cesareo d’emergenza, anche se il bimbo è prematuro.
In rari casi il chirurgo effettua un isterectomia.

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Prognosi della placenta previa

Un alta percentuale di complicazioni, tra cui il distacco della placenta e l’emorragia è stata segnalata nelle donne con placenta bassa identificata nel secondo trimestre.
Il tasso di mortalità prenatale è connesso alla placenta previa per il 2-3%. La mortalità materna dovuta ad emorragie è di 0,39 per ogni 100.000 gravidanze nel Regno Unito.