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Osteocondrosi e osteocondriti
INDICE L'osteocondrite dissecante o morbo di Konig L'osteocondrosi vertebrale di Calvè L'osteocondrosi del calcagno o malattia di Haglund la sindrome di Osgood Schlatter
E' una patologia che colpisce i bambini e gli adolescenti in fase di crescita, le estremità ossee si allungano ed espandono per l'accrescimento dei nuclei ossei contenuti nell'epifisi e delle diafisi delle ossa. In questa fase possono verificarsi dei fenomeni di necrosi e degenerazione ossea e cartilaginea chiamate osteocondrosi (osteo = osso, condro = cartilagine). Il secondo stadio della patologia è la deformazione del nucleo di ossificazione per poi guarire con il riassorbimento graduale della necrosi. Il tessuto cartilagineo debole con il tempo viene sostituito da tessuto osseo duro e resistente, quando questo processo è ultimato la patologia si risolve spontaneamente. I più colpiti sono i maschi dai 4 ai 13 anni, può essere bilaterale.
Quali sono le cause dell'osteocondrosi? L'origine dell'osteocondrosi è sconosciuta, l'ipotesi più accreditata è un disturbo circolatorio che provoca l'ischemia tessutale. Esiste un altra possibilità, alcuni autori ritengono che ci sia una predisposizione a livello ormonale e che un attività che causi microtraumi ripetuti possa scatenare la patologia.
Quali sono i tipi di osteocondrosi in base all'articolazione colpita? E' l'osteocondrosi dell'epifisi prossimale del femore, la più frequente in assoluto, interessa i maschi e le femmine tra i 3 e i 13 anni. I sintomi sono: dolore nei movimenit e alla palpazione che origina a livello dell'anca e si può irradiare fino al ginocchio, zoppia, debolezza del quadricipite, gonfiore e arto in posizione di extrarotazione e adduzione. Lo spessore del nucleo di ossificazione epifisario può essere inferiore al lato sano, se la patologia è unilaterale. Una parte del nucleo di ossificazione va in necrosi a livello delle trabecole, quindi alla radiografia si vedranno aree più scure e altre più chiare, la risonanza riesce a dare un quadro più preciso del disturbo. La prognosi è solitamente favorevole, ma in certi casi il femore non si sviluppa correttamente, cresce meno e l'arto rimane più corto. La terapia prevede la fisioterapia e prevenzione per ridurre i sintomi ed evitare un'artrosi dell'anca precoce, l'utilizzo di un tutore che scarichi il peso dall'anca malata e infine un intervento chirurgico di osteotomia nei casi più gravi.
E' l'osteocondrosi dello scafoide del tarso (nel piede), è piuttosto rara, consiste nell'appiattimento dell'osso e nella formazione di zone con una maggior densità di calcio e altre necrotiche. Generalmente colpisce i soggetti femminili adolescenti e ragazzi. I sintomi sono il dolore nella parte mediale o interna del piede e la claudicazione (il paziente zoppica). La diagnosi è clinica in base all'età, all'anamensi e ai sintomi del bambino, il medico generalmente consiglia una radiografia che mostra le condizioni dell'osso. Il decorso è generalmente benigno, la risoluzione dei sintomi avviene in circa 2 anni, è consigliato un gesso per i periodi di riacutizzazione.
E' l'osteocondrosi prossimale del secondo metatarso, i sintomi sono gli stessi della prima malattia di kohler, i segni radiografici sono l'appiattimento della testa del secondo metatarso con maggior densità di calcio. Il trattamento è un plantare che scarichi la volta trasversale del piede.
E' una patologia che colpisce la colonna vertebrale, i soggetti interessati hanno tra i 10 e 14 anni e sono prevalentemente maschi alti e magri. Il morbo di scheuermann colpisce i nuclei cartilaginei delle vertebre causandone la necrosi, quindi la vertebre onn termina il processo di crescita. Il soggetto avrà un aspetto deforme in cifosi. Per diagnosticare questa patologia si fa una radiografia che mostra delle vertebre con contorni irregolari e con una forma a cuneo con il lato anteriore più stretto di quello posteriore. La malattia di scheuermann è asintomatica. La terapia consiste in esercizi di rinforzo e stretching della muscolatura addominale e paravertebrale, eventualmente l'ortopedico può consigliare un corsetto per correggere la postura.
E' una patologia che consiste nella necrosi parcellare di una piccola parte della componente cartilaginea e dell'osso subcondrale La parte più facilmente colpita è la femoro tibiale, nell'area compresa tra i due condili femorali, ma può riscontrarsi anche a livello della caviglia. Colpisce prevalentemente i maschi tra gli 8 e i 15 anni, ma può verificarsi anche in pazienti adulti. Nell'ultimo stadio della patologia si stacca la parte del nucleo necrotico e finisce nell'articolazione, è come un corpo libero all'interno dela giuntura. La causa è sconosciuta, ma l'ipotesi più accreditata è un origine traumatica o microtraumi ripetuti, anche se l'esordio può essere spontaneo. Per avere una diagnosi sicura gli esami strumentali più adatti sono la TAC e la risonana magnetica. I sintomi sono dolore, tumefazione, riduzione della mobilità e con il tempo il quadricipite diventa ipotrofico. Nel primo stadio del morbo di konig è consigliabile la fisioterapia e un tutore, i sintomi spesso scompaiono spontaneamente. Quando la patologia evolve, il trattamento è chirurgico per fissare il nucleo di ossificazione con viti riassorbibili, se questo è completamente staccato dev'essere asportato. Alla fine il chirurgo fa delle piccole perforazioni sull'osso non ricoperto dalla cartilagine perché questo favorisce la formazione di tessuto fibroso al posto della cartilagine articolare.
E' una patologia piuttosto rara che colpisce la spina dorsale, si chiama morbo della vertebra plana perché causa l'appiattimento vertebrale. Il livello più colpito è L1, generalmente interessa solo un osso. Per la diagnosi è sufficiente una radiografia che mostra la deformazione vertebrale e la sclerosi ossea. I soggetti con questa patologia sono generalmente maschi con corporatura esile tra i 3 e i 15 anni. Il morbo di Calvè è generlamente asintomatico, ma può dare dolore nella zona malata. La terapia consigliata dagli ortopedici è di indossare un corsetto che favorisca la ricostruzione.
E' una patologia a carico del calcagno, consiste nella degenerazione.dell'apofisi posteriore del calcagno, nell'area di inserzione del tendine d'achille. Colpisce in prevalenza i bambini dai 9 a i 12 anni che fanno sport come il calcio in cui si corre molto. La causa è da ricercarsi nel cattivo apoggio del piede, generalmente si tratta di un piede cavo o piatto, oppure dell'utilizzo di calzature inadeguate. I sintomi sono il dolore nella deambulazione e la zoppia. Per la diagnosi è necessaria una radiografia che mostri il nucleo di accrescimento del tallone. Il decorso è benigno in circa 24 mesi e non lascia conseguenzefisiche come deformità, ma nei periodi di dolore più acuto bisogna astenersi dall'attività fisica e utilizzare dei plantari per rendere più omogeneo l'appoggio podalico..
Che cos’è la sindrome di Osgood Schlatter? La Osgood Schlatter è l’apofisite tibiale anteriore, cioè una patologia infiammatoria a carico dell’area tibiale in cui termina il tendine rotuleo. E’ una osteocondrite dell’adolescenza perché interessa i ragazzi tra gli undici e i sedici anni, colpisce molto più i maschi rispetto alle femmine, il rapporto è circa 3 a 1. Nella maggioranza dei casi, i soggetti affetti dalla Osgood-Schlatter sono sportivi, in particolare calciatori, pallavolisti e corridori. Ogni volta che si estende il ginocchio per correre e saltare, il quadricipite si contrae violentemente dando un forte impulso sul tendine rotuleo, il quale scarica la tensione sulla tuberosità tibiale. In questi ragazzi, l’ossificazione della tuberosità tibiale non è terminata, quindi il tendine rotuleo si inserisce sulla cartilagine che è meno robusta, la trazione che il tendine rotuleo esercita sull’apofisi tibiale causa delle microfratture cartilaginee e quindi infiammazione. Terminata la crescita del soggetto, la cartilagine è completamente ossificata, quindi non si possono più creare dei danni all’inserzione tendinea. La Osgood – Schlatter può causare la formazione di un tubercolo nella parte anteriore della tuberosità tibiale. La patologia può colpire entrambe le ginocchia oppure solo una.
Quali sono i sintomi dell’Osgood-Schlatter? La sintomatologia comprende soprattutto dolore nell’area in cui il tendine rotuleo si inserisce sulla tibia, qui può formarsi dell’edema o tumefazione. La limitazione funzionale è piuttosto grave perché colpisce degli adolescenti sportivi, quindi la qualità della vita è condizionata notevolmente. Il ragazzo non riesce a giocare al pallone come prima e nelle fasi acute ha dolore anche durante la deambulazione o nel salire e scendere le scale. I sintomi si attenuano o spariscono con il riposo.
Come si fa la diagnosi di Osgood Schlatter? Il medico controllerà l’anamnesi e visiterà il paziente con la palpazione o digitopressione sulla zona dolente, inoltre proverà i test muscolari per capire i movimenti che esacerbano il dolore. Se trovasse dolore nella tuberosità tibiale, tumefazione in un ragazzo con meno di 15 anni, il sospetto di Osgood Schlatter sarebbe molto fondato. La diagnosi differenziale si fa con la frattura o microfrattura tibiale, borsite infrapatellare, osteocondrite dissecate, malattia di Sindeng Larsen anche se è un evento molto raro.
Quali sono gli esami diagnostici per la Osgood Schlatter? Il medico se ha dei dubbi può prescrivere una radiografia che mostra le condizioni della cartilagine, ma la lastra mostra una frammentazione o un irregolare ossificazione dell’apofisi tibiale.
Qual è la terapia per la Osgood Schlatter? Il primo rimerdio per la Osgood Schlatt è riposo e ghiaccio. Purtroppo la patologia consiste in un danno cartilagineo e non ci sono farmaci o apparecchi elettromedicali che possano ripararla, anche se possono eliminare l’infiammazione e il dolore. La cartilagine di accrescimento con il tempo ossifica, quindi la patologia si risolve spontaneamente nell’arco di 2-3 anni. Se il paziente vuole continuare a fare sport, può provare con un tutore patellare o un bendaggio che scarichi le forze sul tendine 2 centimetri sopra alla tuberosità tibiale. Il rinforzo muscolare non solo è inutile, ma può essere dannoso perché aumenta la tensione a livello dell’apofisi tibiale e aumenta la forza a livello del quadricipite che è già ipertrofico.
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